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Civile – Comune Spazio Problematico, articolo di "Simona Ventura" su Persinsala Teatro
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Civile – Comune Spazio Problematico
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Teatrino Clandestino porta negli spazi dell’Angelo Mai di Roma il viaggio attraverso le differenze: un nuovo modo di guardare se stessi. L’Angelo Mai di Roma propone – all’interno della rassegna Hai paura del teatro? – i nuovi progetti di Teatrino Clandestino: Civile a cura di Fiorenza Menni e Elena Di Gioia, e Comune Spazio Problematico …

Riconoscersi nell’altro

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angelo-mai-romaTeatrino Clandestino porta negli spazi dell’Angelo Mai di Roma il viaggio attraverso le differenze: un nuovo modo di guardare se stessi.

L’Angelo Mai di Roma propone – all’interno della rassegna Hai paura del teatro? – i nuovi progetti di Teatrino Clandestino: Civile a cura di Fiorenza Menni e Elena Di Gioia, e Comune Spazio Problematico di Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi.

Entrambi sono stati presentati durante un incontro tenutosi alla Scuola Democratica di Roma e messi in scena negli spazi dell’Angelo Mai.

L’idea di fondo sviluppata in questi progetti è indagare il rapporto che il teatro e gli attori – definiti da Fiorenza Menni «cittadini estremi» – intrecciano con le comunità che li accolgono, e quanto il teatro civile contribuisca a mantenerle coese. Per teatro civile s’intenda una forma d’arte che penetra in modo capillare nei luoghi della quotidianità, attraverso incursioni delicate ma con un linguaggio forte, affrontando tematiche importanti per tutti i cittadini.

In Civile si dà voce alle motivazioni profonde che spingono i giovani a scegliere il mondo del teatro: ognuno racconta la sua storia, e poco importa che sia autentica o meno, poiché la verità che ne emerge è così forte da farla sembrare comunque reale. Scatta un meccanismo di empatia con lo spettatore che si riconosce in queste vicende, diverse ma tutte con il solo scopo di veicolare un messaggio, di richiamare l’attenzione di altri cittadini per rivivificare il rapporto fra teatro e vita.

Comune Spazio Problematico nasce invece dall’esperienza diretta fdi Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi all’interno della più grande comunità rom del mondo, Šuto Orizari a Skopje, l’unica ad essere autogovernata.

Il dialogo fra l’antropologo italiano – accompagnato dalla sua traduttrice – e la donna rom, separati fisicamente da una grata di ferro, inizia come un’intervista ma nel suo svolgimento prende gradualmente la forma di un dibattito accorato sulla difficile situazione dei rom, raccontata in prima persona e senza alcun tipo di filtro. Si scopre ciò che in fondo già si sa: sono persone con esigenze, desideri e necessità uguali a quelle di chiunque altro: essere rom è come avere un’etichetta che non permette di vivere una vita normale ma porta a chiudersi sempre più nelle proprie comunità. Si cerca di capire quali provvedimenti lo Stato sano dovrebbe introdurre per fornire ai propri cittadini gli strumenti necessari a costruirsi un percorso di felicità, che miri alla realizzazione della migliore condizione possibile.

Contemporaneamente, dall’altra parte della scena, prende vita un frammento di quotidianità: due giovani sposi danzano ininterrottamente – e quasi meccanicamente – il ballo nuziale, sulle note di una musica locale.

Il finale sembra ricalcare le modalità di certa tv verità a cui siamo purtroppo abituati: un narratore racconta col sorriso – qui amaro, però – le storie altrui, semplici ma cariche di difficoltà. Seppure la costruzione richiama alla memoria interviste superficiali e imbellettate, l’effetto ottenuto è di mostrare il modo distorto con cui si guarda a situazioni complesse come quelle vissute sulla pelle degli abitanti delle comunità rom.

Il progetto di Teatrino Clandestino, portato in scena non solo nei teatri ma in qualsiasi spazio pubblico – dalle biblioteche agli ospedali – manda un messaggio forte e chiaro: la molteplicità, la capacità di comprensione e di accettazione dell’altro, del diverso, altro non è che una immensa fonte di arricchimento. Ancora una volta è data la dimostrazione delle potenzialità del teatro, il cui compito precipuo non è altro che mostrare la vita attraverso le più disparate prospettive.

Lo spettacolo è andato in scena:
Angelo Mai
Viale delle Terme di Caracalla, 55/a – Roma
fino a sabato 7 maggio, ore 21.00

Teatrino Clandestino presenta:
Civile
di Fiorenza Menni e Elena Di Gioia
con Alice Keller, Eva Geatti, Laura Pizzirani, Andrea Mochi Sismondi, Andrea Alessandro La Bozzetta

Comune Spazio Problematico
di Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi
ideazione e cura della scena Fiorenza Menni
con Mirsada Hadzalija, Andrea Mochi Sismondi, Kadene Rustem, Hamal Sarkozy, Elvis Trokesa

8,50

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