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Conversazioni su Anne Sexton

Conversazioni su Anne Sexton

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unimi«Non sono laureata, non so niente, sono molto ottusa e ho una gran bocca»: Anne Sexton. A Milano – nell’ambito del Danae Festival – la poetessa statunitense va in scena grazie alle interpretazioni di Milena Costanzo e Gianluca De Col.

Non è facile parlare di Anne Sexton e ancora meno recitare liberamente, senza schemi, le sue poesie. Ecco perché Milena Costanzo e Gianluca De Col hanno deciso di rappresentare l’anima della poetessa di Newton, suddividendo il testo teatrale in due parti e le sue opere per temi principali. Il risultato è Conferenza con Anne Sexton – uno spettacolo che affronta, non a caso, i temi dell’identità e dei ruoli, dove gli interpreti, non avendo intenzione di presentare semplicemente un reading poetico, scelgono di approfondire le contraddizioni dell’essere umano attraverso una serie di letture.

Del resto, l’enorme quantità di materiale aurorale è adatto a questo genere di interpretazione dell’io interiore: i testi di Sexton sono lo specchio in cui il lettore dovrebbe riconoscere se stesso e, per raggiungere tal fine, quest’ultimo deve togliersi quello che Schopenhauer definiva: “velo di Maya”, così da contemplare l’essenza della realtà.

Per essere precisi, l’autrice non riuscì mai a liberarsi del tutto dal velo, nascondendosi dietro un’apparente vita da casalinga perfetta – sia quando fotografata, sia durante i reading poetici o le interviste. Una maschera che si toglieva solo nell’atto di scrivere.

Imitando la scandalosa confessional poet durante le sue letture dal vivo, Costanzo e De Col – tra una poesia e l’altra – si interrompono per bere un bicchiere di vino, fumare una sigaretta, leggendo a piedi scalzi, truccati all’eccesso, imparruccati e, perfino, in un lungo abito rosso scintillante, tipico di Anne. Durante la prima conferenza, in particolare, gli attori siedono a un tavolo in compagnia di Carla Parozzi – che cerca di descrivere la vita travagliata della Sexton, mantenendo un tono al tempo stesso serio e disinvolto, nonostante le continue e volute interruzioni.

Al contrario, durante il secondo appuntamento – che si apre sulle note di una melodia anni 50 – gli interpreti, soli al tavolo, sono supportati da alcuni video: partendo da uno spezzone del film su Mrs. Dalloway – tipico esempio di British housewife; continuando con Rapunzel di Walt Disney – ragazza costretta a restare chiusa tra le quattro mura di un castello senza poter conoscere la realtà; per finire con un’intervista a un traduttore autodidatta, il quale trova la scuola un’esperienza castrante. Il tutto proposto al pubblico in un clima ironico e spensierato.

Una serie di foto in bianco e nero accompagna il finale della brillante performance – firmata da una prova attorale impeccabile.

Extract:

“I am alone here in my own mind./There is no map/and there is no road./It is one of a kind/just as yours is” – Anne Sexton

Anne Sexton was a confessional poet whose works dealt with several delicate issues for the time. She wrote about abortion, menstruation, masturbation, incest, adultery and drug addiction. Her works are considered the mirror in which the active reader can recognize him/herself. In order to achieve this goal, the reader has to throw away the veil or mask behind which he hides his true essence – as Anne did, only when she wrote her poems. Probably, this is the only way to face reality. On the contrary, Sexton has never thrown away her veil in public. Indeed, she hid herself behind the mask of a powerful and beautiful woman. During her readings, as a matter of fact, she dressed like a vip or a vamp – with long, red dresses; walking barefoot, smoking cigarettes and drinking glasses of red wine.

She was a very complex figure: this is the reason why – at Danae Festival in Milan – the actors Milena Costanzo and Gianluca De Col decided to read her poems during more than one performance. Conferenza con Anne Sexton faces themes such as identity and roles. Costanzo and De Col decided to use Anne’s works as a guide to understand the common problems of the human being and, for this reason, started their performance sitting on a chair, in front of a table, wearing black clothes – as common men – smoking cigarettes and drinking red wine – as Anne used to do. Only during one particular performance Costanzo wore a long, red and glimmering dress, a wig, choosing a black make up.

Videos, music and photos helped the actors to create the perfect atmosphere for an excellent performance.

 

Gli spettacoli sono andati in scena all’interno del Danae Festival:
Università degli Studi
piazza Sant’Alessandro,1 – Milano

Conversazioni su Anne Sexton
dal progetto teatrale di Milena Costanzo Anne Sexton cleaning the house
intervengono Milena Costanzo, Gianluca De Co e Carla Parozzi
si ringrazia per la collaborazione la professoressa Paola Loreto
 

Scuola Teatro Paolo Grassi
via Salasco, 4 – Milano

Conferenza con Anne Sexton
di Milena Costanzo
con Milena Costanzo e Gianluca De Col
drammaturgia e adattamento testi Gianluca De Col e Milena Costanzo
tecnico luci/ fonica Monia Giannobile
assistenti regia Riccardo Calabrò, Viola Marietti e Alessandra Ventrella
produzione Olinda Onlus in collaborazione con Danae Festival/Progetto Ares e Fattore K

Hai letto: Conversazioni su Anne Sextonscritto il 27/04/2013 da

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