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Dovevate rimanere a casa, coglioni

Dovevate rimanere a casa, coglioni, articolo di "Francesca Lodigiani" su Persinsala Teatro
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Dovevate rimanere a casa, coglioni
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Sul palco del cineteatro Baretti di Torino in scena, fino a venerdì 16 dicembre, un testo di Rodrigo Garcia, Dovevate rimanere a casa, coglioni. Sedie rovesciate ricoperte da lenzuoli riempiono una scena con un solo attore che, seduto con un libro in mano e un teschio ai suoi piedi al lato del palco, ripassa forsennato …

Essere o non essere

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Sul palco del cineteatro Baretti di Torino in scena, fino a venerdì 16 dicembre, un testo di Rodrigo Garcia, Dovevate rimanere a casa, coglioni.

Sedie rovesciate ricoperte da lenzuoli riempiono una scena con un solo attore che, seduto con un libro in mano e un teschio ai suoi piedi al lato del palco, ripassa forsennato la sua parte per lo spettacolo che sta per andare in scena: l’Amleto di William Shakespeare. Così, a sipario già aperto, inizia l’opera di Rodrigo Garcia Dovevate rimanere a casa, coglioni.

La tragedia shakespeariana è in realtà solo un pretesto accennato, un modo per sviscerare i temi che la pervadono attraverso le parole di cinque personaggi senza nome (i convincenti Fabrizio Bordignon, Yuri D’Agostino, Marco Lorenzi, Barbara Mazzi e Maddalena Monti) che, seppur già in costume d’epoca, non reciteranno l’opera del drammaturgo inglese ma si susseguiranno uno dopo l’altro sul palco dando vita a cinque monologhi uniti da un unico fil rouge, l’impossibilità di trovare un senso al nostro esistere. Viviamo per soddisfare le aspettative altrui, ci dicono i protagonisti; ricerchiamo il significato della vita in rapporti sociali fittizi e costruiti; e, soprattutto, non ci rendiamo conto che quel che rende felici noi provoca spesso l’infelicità altrui.

Nel testo di Garcia l’essere umano appare tutt’altro che un animale sociale; piuttosto, richiamando lo scrittore latino Plauto e il Leviatano di Thomas Hobbes, “ogni uomo è un lupo per l’altro uomo”. Ma ciò che soffoca ancor di più gli individui è il trascinarsi quotidiano, la noia, la mancanza di volontà. L’esistenza umana appare nei discorsi appassionati dei protagonisti come una continua delusione, un perenne tradimento; l’uomo pare sapere “con certezza che domani non troverà la forza di cambiare niente… e questa fiacchezza è bastarda”. C’è una speranza allora per sottrarsi a tutto questo, visto che, come fa notare Garcia, a nessun bambino viene chiesto se vuole venire al mondo? Forse sì, ci fanno capire a modo loro tutti i personaggi; si può, anzi, si deve scegliere “se mettersi da parte o restare per cambiare tutto”.

Lo spettacolo continua:
Teatro Baretti
Via Baretti, 4 – Torino
Fino a venerdì 16 dicembre
Dovevate rimanere a casa, coglioni
di Rodrigo Garcia
regia di Giuseppe Roselli
con Fabrizio Bordignon, Yuri D’Agostino, Marco Lorenzi, Barbara Mazzi, Maddalena Monti
produzione L’Albero Teatro Canzone in collaborazione con Il Mulino di Amleto – Teatro degli Appesi


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