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Enrico IV, articolo di "Erika Di Bennardo" su Persinsala Teatro
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Una delle pietre miliari del teatro pirandelliano torna a vivere in scena in una versione sui generis al Duse di Bologna.L’esuberante Carlo Cecchi porta in scena l’Enrico IV di Luigi Pirandello nei triplici panni di adattatore, regista e attore protagonista. È proprio lui infatti a interpretare uno dei più carismatici ed eclettici personaggi pirandelliani: l’uomo …

Il gioco dell’attore

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Una delle pietre miliari del teatro pirandelliano torna a vivere in scena in una versione sui generis al Duse di Bologna.

L’esuberante Carlo Cecchi porta in scena l’Enrico IV di Luigi Pirandello nei triplici panni di adattatore, regista e attore protagonista. È proprio lui infatti a interpretare uno dei più carismatici ed eclettici personaggi pirandelliani: l’uomo che, caduto da cavallo durante una festa in maschera e a seguito di una commozione cerebrale, crede di essere l’imperatore di Germania, il valoroso Enrico IV e passa così più di vent’anni chiuso in casa, fra abiti d’epoca e fedeli servitori, pagati per interpretare i suoi consiglieri. In realtà, l’uomo è tutto fuorchè pazzo: rinsavito quasi subito dopo l’accaduto, si diverte ad interpretare una vita che non è la sua, alimentando così una spiccata vocazione teatrale.
Cecchi snellisce il testo pirandelliano, rende più fluidi soprattutto i monologhi del protagonista, aggiungendo qui e lì ironia e piccate battute ai danni dei personaggi che vengono a far visita al povero pazzo: l’amata Matilde Spina (Angelica Ippolito), l’amico/nemico Tito Belcredi (Roberto Trifirò) e lo strampalato dottore ingaggiato dai due per fare una diagnosi al malato (Gigio Morra). Il gioco a cui l’uomo obbliga tutti coloro che vengono in contatto con lui è presto smascherato durante l’ennesima pantomima, non prima però di aver dimostrato, con fredda lucidità, di essere tutt’altro che pazzo ai suoi servitori, costretti al ruolo di suggeritori di un fanatico che si crede una specie di istrione. Cecchi radicalizza il testo pirandelliano aggiungendo una vena di ironia che va oltre l’umorismo del Premio Nobel agrigentino, caratterizzando Enrico IV di una verve leggermente macchiettistica, non sempre in linea con la pièce.
Durante lo spettacolo si gioca molto sul contrasto essere e apparire, sui concetti di pazzia e normalità. Del resto il testo di Pirandello è tutto basato sul contrasto, ed Enrico IV si prende l’onere di smascherare tutti i suoi cosiddetti amici, falsi più di lui in quanto giocano un ruolo ben studiato nella vita di tutti i giorni.
«Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte le vostre costruzioni!»
Ed è proprio la logica di queste costruzioni che precipita in un tornado sempre più potente che porta via con sé le maschere fino ad arrivare a un finale che, nella messa in scena, è un colpo di teatro nel teatro. La tragedia si trasforma in pantomima e il potente meccanismo teatrale si mette, di nuovo e inesorabilmente, in moto.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Duse
via Cartoleria, 42 Bologna
da venerdì 26 a domenica 28 gennaio
orario: venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 16.00

Enrico IV
di Luigi Pirandello
produzione Marche Teatro
adattamento e regia Carlo Cecchi
con Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Gigio Morra, Roberto Trifirò
e con Federico Brugnone, Davide Giordano, Dario Iubatti, Matteo Lai, Chiara Mancuso, Remo Stella
scene Sergio Tramonti
costumi Nanà Cecchi
luci Camilla Piccioni
assistente alla regia Dario Iubatti
assistente alle scene Sandra Viktoria Muller

4,00

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