<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Persinsala &#124;</title>
	<atom:link href="http://teatro.persinsala.it/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://teatro.persinsala.it</link>
	<description>Anteprime, interviste, recensioni</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 May 2013 18:24:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Merimia</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/merimia/7824</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/merimia/7824#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 11:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Ambra alla Garbatella]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella D’Orsi Massimo]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Perazzo]]></category>
		<category><![CDATA[Gaia Gentile]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Camozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Guglielmo Senepa]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Memmolo]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Bernardini]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Cardarelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7824</guid>
		<description><![CDATA[Al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma lunedì 20 maggio La Compagnia Acquari inseguiti da un Leone ha presentato Merimia. Liberamente ispirato dall’anima tra le righe di Alda Merini attraverso la mia. Monologo poetico scritto e diretto da Gaia Gentile, da un’idea di Patrizia Bernardini. Gaia Gentile si è ispirata alla poetessa dei Navigli Alda [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4867" title="ambra-alla-garbatella-roma" alt="" src="http://teatro.persinsala.it/wp-content/uploads/2012/12/ambra-alla-garbatella-roma.jpg" width="80" height="80" />Al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma lunedì 20 maggio La Compagnia Acquari inseguiti da un Leone ha presentato <strong>Merimia. Liberamente ispirato dall’anima tra le righe di Alda Merini attraverso la mia</strong>. Monologo poetico scritto e diretto da Gaia Gentile, da un’idea di Patrizia Bernardini.<span id="more-7824"></span></p>
<p>Gaia Gentile si è ispirata alla poetessa dei Navigli Alda Merini, scomparsa il 1 novembre 2009, per scrivere <strong>Merimia</strong>, un monologo poetico che nasce e trabocca dall’interiorità di un’anima a colloquio con se stessa. «Un&#8217;anima» afferma la Gentile «che si racconta nel suo rapporto con gli altri e con Dio per scoprirsi folle d&#8217;amore, assolversi, imparare ad amarsi e a ritrovare la propria unità nella poesia».<br />
Il testo, interpretato dall&#8217;attrice Patrizia Bernardini, è stato accompagnato da una miscela di musica e danza curata da Antonella Perazzo (coreografa e danzatrice), Giuseppe Camozzi (musiche e voce) e Piero Cardarelli (direzione musicale e arrangiamenti), in una serata evento, lunedì 20 maggio, sul palco del teatro Ambra alla Garbatella di Roma, dove tutte queste arti &#8211; poesia, musica dal vivo, danza e recitazione &#8211; si sono unite l&#8217;una nell&#8217;altra per fondersi nell&#8217;unico io del poeta, catapultando lo spettatore in uno spazio atemporale, amalgamandosi con la presenza liquida e pervasiva dei versi dell’autrice.<br />
Non teatro parola alla Gaber-Luporini, né semplice accompagnamento di letture in pubblico e neanche versi in musica, ma poemusica &#8211; la definizione è dei due artisti, Gentile e Camozzi &#8211; usata per la loro prima collaborazione.<br />
I versi della Gentile dialogano con quelli della Merini e partecipano alle continue metamorfosi del corpo dell&#8217;attrice, che innanzitutto è <strong>Merimia</strong>.<br />
In questa atmosfera in bilico, in attesa, Merimia fa la sua entrata alla ricerca di una bambola di nome Piero. Piero e Merimia, figure che si intrecciano, si compenetrano e si confondono fino a fondersi in un’unica voce, un unico io, un’unica poesia. Entrambe tenute al guinzaglio, destinate ad amare nonostante tutto, ad aver bisogno del bisogno degli altri, guidate e mosse da altre mani, esse rappresentano se stesse semplicemente.<br />
La coscienza di Merimia, che pensa e ancora non sa, si incontra con la conoscenza di Piero che sa, ma non può pensare. Tra le righe emerge così la dissoluzione di un io che non vuole capire, ma solo sentire, un io che lotta con Dio per sgretolarsi e ritrovarsi. L’io di Merimia si nascondeva nella poesia, nelle parole sussurrate, nelle note a lei dedicate che irrompono libere dalle gabbie, non più equilibriste traballanti, non più tormenti e abbandoni, non più folli evanescenze, ma rime capaci di lasciare il palco in una valigia, abbandonando l’uomo, gli uomini della sua vita, soli, indifesi e a cantare la sua assenza divenuta ormai presenza unica, unita nella sua Poesia. Sullo sfondo il Muro degli Angeli di Alda Merini, disegnato e ricostruito da una nuova donna che si fa domanda, mai risposta, unico testimone di un Verbo che non trasforma, ma crea la verità dell’anima di Merimia, in malattia, follia e vera poesia.<br />
<strong>Merimia</strong> è dunque uno spettacolo emozionante nel quale la poetessa e regista Gaia Gentile unisce la rappresentazione caleidoscopica delle arti attorno al mito eterno della poesia, come fossero rifrazioni di un unico prisma. Poesia che non è né uomo né donna, ma una presenza altra e superiore, una concrezione assoluta.<br />
<strong>Merimia</strong> è anche un testo che verrà pubblicato nel mese di giugno da Infinito Edizioni e che racchiude tutta l&#8217;essenza della <em>performance</em>, che permette di avvicinare il pubblico alle parole di una donna la cui vita è stata segnata dalla malattia mentale, ma anche di ritrovare quelle di un&#8217;artista di ieri e di oggi in grado di scavare in profondità nell&#8217;animo umano.</p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo è andato in scena:</strong><br />
<strong> Teatro Ambra alla Garbatella</strong><br />
Piazza San Gioavanni da Triora, 15 – Roma<br />
lunedì 20 maggio, ore 21.00<br />
(<em>durata 1 ora circa senza intervallo</em>)</p>
<p>La Compagnia Acquari inseguiti da un Leone presenta<br />
<strong>Merimia. Liberamente ispirato dall’anima tra le righe di Alda Merini attraverso la mia</strong><br />
regia e testo Gaia Gentile<br />
da un’idea di Patrizia Bernardini<br />
con Patrizia Bernardini<br />
musiche e voce Giuseppe Camozzi<br />
direzione musicale e arrangiamenti Piero Cardarelli<br />
coreografie e danza Antonella Perazzo<br />
costumi Antonella D&#8217;Orsi Massimo<br />
scenografie Guglielmo Senepa<br />
disegno luci Mauro Memmolo</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/merimia/7824/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le voci della metamorfosi, prove pubbliche di trasformazione artistica</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/le-voci-della-metamorfosi-prove-pubbliche-di-trasformazione-artistica/7770</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/le-voci-della-metamorfosi-prove-pubbliche-di-trasformazione-artistica/7770#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 May 2013 15:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Rizzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altrinsala]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Colombo]]></category>
		<category><![CDATA[Abha Federica Mariano]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Serra]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Venturelli]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Massaccesi]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vitali]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Clelia Giovannini]]></category>
		<category><![CDATA[Compagnia Teatrale Papalagi]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Aprili]]></category>
		<category><![CDATA[Franz Kafka]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Esposti]]></category>
		<category><![CDATA[Mariangela Biagioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Betti]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Forischi]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Tazioli]]></category>
		<category><![CDATA[Moreno Mazzanti]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Gonnella]]></category>
		<category><![CDATA[Satyamo Hernandez]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Bertoncini]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Impossibile]]></category>
		<category><![CDATA[Vito Amidei]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7770</guid>
		<description><![CDATA[Per la rassegna Teatro Impossibile, Papalagi e Associazione A.E.D.O. al Teatro Colombo con uno spettacolo sulla possibilità di redenzione dalla sofferenza che circonda l&#8217;uomo. L&#8217;introduzione di Mario Betti (direttore del Centro di Salute Mentale di Fornaci ma anche ottimo interprete della serata), che ha accolto il pubblico in sala, annuncia da subito quale sia la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/Teatro-Colombo-di-Valdottavo.jpg" alt="Teatro-Colombo-di-Valdottavo" class="alignleft size-full wp-image-7771" />Per la rassegna Teatro Impossibile, Papalagi e Associazione A.E.D.O. al Teatro Colombo con uno spettacolo sulla possibilità di redenzione dalla sofferenza che circonda l&#8217;uomo.<span id="more-7770"></span></p>
<p>L&#8217;introduzione di Mario Betti (direttore del Centro di Salute Mentale di Fornaci ma anche ottimo interprete della serata), che ha accolto il pubblico in sala, annuncia da subito quale sia la &#8220;destinazione&#8221; dello spettacolo, ossia la realizzazione &#8220;dell&#8217;esperienza psicoterapeutica e artistica [...] del Teatro della Trasformazione&#8221;.</p>
<p>La Compagnia Teatrale Papalagi, tuttavia, nata come evoluzione di una decennale attività in collaborazione con diversi Enti preposti alla &#8220;cura&#8221; psicofisica (dal centro diurno Tuiavii di Tiavea di Fornaci di Barga a quello di Salute Mentale della zona Valle del Serchio) porta oggi avanti &#8220;un percorso di svincolo dai canali istituzionali del servizio di salute mentale&#8221;, consapevole di come i propri lavori abbiano ormai maturato una valenza slegata alla mera funzione di &#8220;recupero&#8221;.</p>
<p>Infatti, <strong>Le voci della Metamorfosi</strong>, pur mantenendo intatta la finalità sociale tipica dell&#8217;esperienza teatrale (che va dalle prove alla messa in scena) di crescita (privata) attraverso l&#8217;interazione (pubblica), rappresenta un progetto ambizioso anche dal punto di vista prettamente artistico.</p>
<p>Ritenendo funesta (più che obsoleta) l&#8217;idea che un diversamente abile possa/debba approcciarsi al teatro solamente rendendo invisibile l&#8217;autenticità della propria condizione (ovvero trovando per la propria alterità una collocazione &#8220;credibile&#8221; rispetto alla decisione insindacabile di chi si fa metro di &#8220;normalità&#8221;), non si potrà che restare ammaliati dagli &#8220;episodi&#8221; portati sul palco del Teatro di Colombo dalla Compagnia Teatrale Papalagi e dal suo mentore, il regista/attore Satyamo Hernandez. A entrambi, infatti, potrebbe idealmente essere riconosciuta la cifra del teatro povero di Grotowski, la comune concezione secondo la quale il lavoro attorale e registico sarebbe essenzialmente un intimo percorso psicofisico (uno tra i possibili) capace di promuovere lo sviluppo dell&#8217;<em>energheia </em>(l&#8217;aristotelica capacità di attuare la &#8220;propria&#8221; forma) collettiva e individuale. Siamo, dunque, di fronte a un spettacolo che brilla in modo particolare proprio pensando al cammino della sua preparazione, a quelle prove che, pur dovendosi concludere necessariamente con un prodotto da sottoporre di volta in volta al &#8220;giudizio&#8221; del pubblico, costituisce il senso più profondo del viaggio che gli &#8220;attori&#8221; (della vita) compiono alla libera ricerca e/o al consolidamento della propria identità.</p>
<p>Nel caso di questo allestimento e della sua caratura artistica, a colpire particolarmente sono state la pertinenza delle scenografie e dei costumi (realizzati in parte dallo stesso cast), le musiche in <em>new age style</em> e, soprattutto, la padronanza scenica di interpreti in grado di non perdere mai la &#8220;direzione&#8221; narrativa. Quella &#8220;via maestra&#8221; imposta dal dover portare a termine una messa in scena (operazione affatto semplice) che &#8211; nonostante il rischio di un drammatico &#8220;smarrimento&#8221; costituito da momenti anche frenetici, dalla partita di calcio alla &#8220;scelta&#8221; di Prometeo &#8211; è stata tenuta con grande capacità di adattamento a quegli imprevisti che rappresentano intrinsecamente l&#8217;evento dello &#8220;stare sul palco&#8221; (della vita).</p>
<p>La trama dipana in successione e con ordine il &#8220;filo conduttore&#8221; di &#8220;esperienze intime e profonde [...] sentire la paura degli altri, la vergogna, la solitudine [...] sentirsi addosso l&#8217;incomprensione [...] e un incolmabile bisogno d&#8217;amore&#8221;, mostrandoci il volto di un destino <em>caotico </em>che accomuna tutti e che giunge significativamente al <em>climax </em>con la figura di Prometeo. Un <em>caos</em>, allo stesso tempo, intimo e scenico espresso con urla che sembrano uscire dalla coscienza dei personaggi (oppure dalla nostra?) e con voci sommesse ma assordanti che, provenendo dagli attori entrati in platea alle spalle del pubblico, sembrano volerci mettere di fronte all&#8217;evidenza di accuse che chiunque &#8211; magari in maniera &#8220;latente&#8221; &#8211; potrebbe aver vissuto («cercati un lavoro, non ti voglio vedere, fallito vai via, non vali niente!»). Continue incursioni oltre la quarta parete per ribadire, attraverso la sublimazione artistica, come la realtà sia fluida e che, nel suo scorrere, non sussista alcuna forma vitale cristallizzata.</p>
<p>Da parte sua, Prometeo, il titano cui la mitologia attribuisce il ruolo di benefattore dell&#8217;umanità, è rappresentato, al contrario, ingordo ed egoista, metafora di una individualità che non riesce a scegliersi e simbolo da cui liberarsi perché esempio di incoscienza e leggerezza (di ogni singolo nei confronti di se stesso e degli altri). Se il cerchio delle responsabilità non si esaurisce all&#8217;ambito personale ma lega &#8211; nel libero arbitrio &#8211; tutti i viventi, ecco che Prometeo posto di fronte all&#8217;<em>aut aut</em> tra inferno e paradiso (per sé e i suoi compagni), cercando di &#8220;avere tutto&#8221; finisce per creare nel proprio animo strazianti forze antitetiche (spirito apollineo o dionisiaco?) e le catene con le quali si lascia incatenare alle proprie non-decisioni.</p>
<p>Senza patire una tempistica drammaturgica disomogenea e <em>iper</em>lineare nella sua sequenzialità, lo spettacolo si <em>offre </em>potente nella forma e nei contenuti, facendo della necessità di dover seguire una linea narrativa forte e netta (scandita dalla evidente regolarità ritmica delle musiche dello stesso Hernandez) una virtuosa &#8220;bussola&#8221; capace di dirigere rettamente i propri interpreti (una compagnia, ricordiamo, mista nella sua composizione di &#8220;utenti ed operatori del centro di salute mentale, operatori teatrali ed altre persone&#8221;, di ben 17 membri tra attori e attrici) e di affermare un&#8217;idea positiva del cambiamento. Perché se la metamorfosi è l&#8217;unica modalità reale dell&#8217;essere libero al di là delle costrizioni imposte dall&#8217;esterno (lo &#8220;scarafaggio&#8221; Gregorio Samsa di kafkiana memoria) e dall&#8217;interno (Prometeo), allora essa va intesa come apertura autentica alla vita, affermazione palese del &#8220;potere&#8221; della diversità di sconfinare oltre le potenzialità umane, altrimenti limitate quando &#8220;costrette&#8221; all&#8217;omogeneità.</p>
<p>Un messaggio forse <em>politically correct</em> e non privo di sbavature, ma che grazie alla &#8220;gaia&#8221; sincerità dei suoi interpreti risulta straordinario.</p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/metamorfosi3.jpg" alt="metamorfosi3" class="alignnone size-full wp-image-7772" /></p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo è andato in scena:<br />
Teatro Colombo</strong><br />
venerdì 17 maggio, ore 21.00<br />
via comunale 30, Valdottavo, Borgo a Mozzano</p>
<p>Rassegna Teatro Impossibile<br />
<strong>Le voci della metamorfosi: prove pubbliche di trasformazione artistica</strong><br />
ispirato al testo “La Metamorfosi” di F. Kafka<br />
regia Satyamo Hernandez<br />
scenografia e costumi il cast, Vera Scalia<br />
musiche Satyamo Hernandez<br />
luci e fonica Tiziano Gonnella, Abha Federica Mariano<br />
con Vito Amidei, Enzo Aprili, Mario Betti, Sergio Bertoncini, Mariangela Biagioni, Ilaria Esposti, Massimo Forischi, Clelia Giovannini, Sandro Gonnella, Satyamo Hernandez, Anna Massaccesi, Moreno Mazzanti, Claudia Rossi, Alessandro Serra, Massimo Tazioli, Andrea Venturelli, Bruno Vitali</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/le-voci-della-metamorfosi-prove-pubbliche-di-trasformazione-artistica/7770/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lieder di Maggio (fiorentino)</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/lieder-di-maggio-fiorentino/7766</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/lieder-di-maggio-fiorentino/7766#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 May 2013 14:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Di Marcoberardino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maggio Musicale Fiorentino]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro del Maggio Musicale Fiorentino]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Goldoni]]></category>
		<category><![CDATA[Franz Liszt]]></category>
		<category><![CDATA[Franz Schubert]]></category>
		<category><![CDATA[Heinrich Heine]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Wolf]]></category>
		<category><![CDATA[Julian Prégardien]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Gees]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Schumann]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7766</guid>
		<description><![CDATA[Al Teatro Goldoni di Firenze &#8211; nell&#8217;ambito dell&#8217;LXXX° Festival del Maggio Musicale &#8211; riflettori accesi su Julian Prégardien e il suo convincente programma liederistico. Il giovane tenore tedesco, al suo debutto al Maggio, ha convinto l&#8217;intero &#8211; seppur poco numeroso &#8211; pubblico, interpretando appassionatamente una oculata selezione di lieder di Robert Schumann, Franz Liszt, Hugo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/maggio-fiorentino1.jpg" alt="maggio-fiorentino" class="alignleft size-full wp-image-7768" />Al Teatro Goldoni di Firenze &#8211; nell&#8217;ambito dell&#8217;LXXX° Festival del Maggio Musicale &#8211; riflettori accesi su Julian Prégardien e il suo convincente programma liederistico.<span id="more-7766"></span></p>
<p>Il giovane tenore tedesco, al suo debutto al Maggio, ha convinto l&#8217;intero &#8211; seppur poco numeroso &#8211; pubblico, interpretando appassionatamente una oculata selezione di <i>lieder</i> di Robert Schumann, Franz Liszt, Hugo Wolf e Franz Schubert. I quattro compositori scelti da Prégardien hanno innegabilmente donato splendide pagine di musica a questo genere &#8211; forse le più belle &#8211; affidandosi per le parole a poeti del calibro di Heinrich Heine, Eduard Morike e Johann Wolfgang von Goethe e instaurando altresì con essi un rapporto quasi simbiotico, capace di donare alla musica grandi emozioni e sentimenti forti. Tutto ciò è assai evidente, ad esempio, nel <b>Liederkreis op. 24</b> di Schumann, all&#8217;interno del quale è narrato un classico quanto struggente tema, proprio del Romanticismo: l&#8217;amore non corrisposto, che conduce alla disperazione, alla fuga e, infine, alla rinnovata quiete e serenità. Schumann rende la continuità del ciclo componendo l&#8217;intera raccolta tramite legami tonali e tematici, particolarmente evidenti soprattutto tra il primo e l&#8217;ultimo brano. Interessante, inoltre, il confronto che Prégardien mette in atto tra Schumann e Liszt, entrambi affidatisi ad Heine per le parole, proponendo la versione lisztiana di <b>Morgens steh&#8217;ich auf und frage</b><i> </i>e <b>Anfangs wollt&#8217;ich fast verzagen</b>, subito dopo quella schumanniana<i>. </i>Come liedersita, Liszt si pone all&#8217;opposto di Schumann sia per l&#8217;eclettica scelta dei testi, sia per le soluzioni stilistiche adottate. Per lungo tempo il canzoniere di Liszt è stato oggetto di forti critiche le quali, fortunatamente, incominciano a lasciare spazio a una più che giustificata rivalutazione, che non può non fare i conti con una innegabile incisività del profilo melodico delle opere dell&#8217;artista.<br />
Gli ultimi due compositori nell&#8217;intelligente programma del cantante sono anch&#8217;essi associati per opposizione: si tratta di Wolf &#8211; che grazie alle parole di Morike supera un problematico blocco creativo &#8211; e di Schubert &#8211; che, al contrario, è stata una vera e propria “macchina per comporre”. I Lieder del primo, troppo attaccati al verso, risultano forse meno incisivi e immediati, più laboriosi da fruire del secondo, che raggiunge un livello altissimo di tensione lirica e musicale nel meraviglioso Lied dell&#8217;immobilità <b>Meeres Stille</b>.<br />
Julian Prégardien ha saputo destreggiarsi con rara grazia ed espressività nel suo complesso e niente affatto scontato programma, mostrando, a un pubblico rapito ed entusiasta, una voce corposa e matura ma anche flessibile e morbida, capace di assecondare le esigenze stilistiche ed espressive di musica e parole. Al suo fianco Michael Gees, pianista esperto e attento, con il quale è stato evidente, sin dalle prime note, un affiatato rapporto di totale fiducia reciproca. Speriamo di incontrare nuovamente e presto questi due eccellenti artisti in un Teatro del Maggio Musicale Fiorentino rinnovato.</p>
<blockquote><p>
<b>Il concerto è andato in scena:</b><br />
<b>Teatro Goldoni</b><br />
via di Santa Maria, 15 &#8211; Firenze</p>
<p>tenore Julian Prégardien<br />
pianoforte Michael Gees</p>
<p><b>Robert Schumann</b><br />
Liederkreis op. 24<br />
su testi di Heinrich Heine<br />
<b>Franz Liszt</b><br />
5 Lieder su testi di Heinrich Heine<br />
Morgens steh&#8217;ich auf und frage, Im Rhein, Im schönen Strome,<br />
Du bist wie eine Blume, Anfangs wollt&#8217;ich fast verzagen<br />
<b>Hugo Wolf</b><br />
5 Lieder su testi di Eduard Mörike<br />
Lied eines Verliebten, Der Tambour, Jägerlied, Lied vom Winde, Heimweh,<br />
An die Geliebte<br />
<b>Franz Schubert</b><br />
Auf der Bruck, Jägers Abendlied, An mein Herz, Du liebst mich nicht,<br />
Der Zwerg, Meeres Stille, Auf dem Wasser zu singen, Im Abendrot,<br />
Willkommen und Abschied</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/lieder-di-maggio-fiorentino/7766/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lettere dall’Etiopia</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/lettere-dalletiopia/7763</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/lettere-dalletiopia/7763#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 May 2013 14:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Maria Frigerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oasi Lipu di Montecuccoli]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[David Leddy]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpietro Di Rito]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Bischi]]></category>
		<category><![CDATA[Warka Festival]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7763</guid>
		<description><![CDATA[Al Warka Festival &#8211; nell’Oasi Lipu di Montecuccoli &#8211; debutta il nuovo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Valentina Bischi, Lettere dall’Etiopia. Voce e chitarra acustica di Gianpietro Di Rito. Gli spettacoli site-specific sono ideati, generalmente, per una particolare location, dove gli spettatori possono fruirli immergendosi in modo diverso e ampiamente partecipativo nell’esperienza teatrale. Uno [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/Oasi-Lipu.jpg" alt="Oasi-Lipu" class="alignleft size-full wp-image-7764" />Al Warka Festival &#8211; nell’Oasi Lipu di Montecuccoli &#8211; debutta il nuovo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Valentina Bischi, <b>Lettere dall’Etiopia</b>. Voce e chitarra acustica di Gianpietro Di Rito.<span id="more-7763"></span></p>
<p>Gli spettacoli <i>site-specific</i> sono ideati, generalmente, per una particolare <i>location</i>, dove gli spettatori possono fruirli immergendosi in modo diverso e ampiamente partecipativo nell’esperienza teatrale. Uno tra gli esempi meglio riusciti, degli ultimi anni, è il caso di <b>Susurrus</b> &#8211; scritto e diretto da David Leddy per <b>MilanOltre</b> 2010, rappresentato al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano.</p>
<p>In questo caso, però, attingendo forse anche alla tradizione dello <i>stationendrama</i> e alle esperienze dei registi degli anni 70 &#8211; quali il miglior Ronconi del Laboratorio di Prato o il Missiroli di <b>Tornate a Cristo con paura</b> &#8211; Valentina Bischi ha proposto, nella cornice suggestiva dell’oasi di Massaciuccoli, una lettura drammatizzata che, persino nei contenuti &#8211; le lettere del nonno, un italiano, morto come troppi altri in Etiopia durante la Seconda guerra mondiale &#8211; si sposava perfettamente con l’occasione: dato che il Warka Festival è stato ideato per raccogliere fondi a favore di una comunità di bambini di strada di Hawassa &#8211; città a oltre 250 km da Addis Abeba. Un doppio, felice incontro, quindi, che ha permesso agli spettatori di seguire la Bischi in un percorso reale &#8211; tra i ricordi, veri, della sua famiglia, rievocati con pudore, lettera dopo lettera, dall’interprete.</p>
<p>La storia &#8211; del nonno di Valentina, così come di migliaia di altri italiani spediti dal Regime fascista a morire in Africa, in nome di un Impero da operetta che, però, era stato eretto anni prima a suon di gas tossici contro la popolazione civile &#8211; è quella di un uomo, un marito, un padre, che si ritrova in un inferno senza vie di fuga &#8211; come quel Sordi, anti-eroe nazionale, incolpevole e spaurito, di <b>Detenuto in attesa di giudizio</b>.</p>
<p>La Bischi sceglie di raccontare questa storia attraverso le lettere scritte di loro pugno dai nonni &#8211; un uomo e la sua donna, ancora giovani e innamorati, così come il grande Eastwood affida a questo mezzo l’umanizzazione dei soldati giapponesi a Iwo Jima &#8211; intercalando opportunamente la lettura scenica con passaggi drammatizzati &#8211; toccante e incisivo il <i>flash</i> sui rastrellamenti dopo l’attentato di via Rasella &#8211; oltre alla voce e alla chitarra di Gianpietro Di Rito che, non solamente scandisce la discesa agli inferi, ma crea un momento di riflessione commossa quando intona <b>Ewedish Nebere</b> di Tilahun Gessesse (cantante pop etiope famoso soprattutto negli anni 60). Di Rito &#8211; che solitamente è impegnato con Luigi D&#8217;Alessandro in un progetto musicale decisamente diverso: lo <i>space-rock</i> degli Elektronauti &#8211; conferma sia la sua vocazione per l’asciuttezza dell’esecuzione, sia un’impostazione <i>minimal </i>che, scarnificando le orchestrazioni della versione originale di Gessesse, valorizza ancora di più il ritmo e la voce &#8211; veri protagonisti anche dell’esibizione della Bischi. La collaborazione funziona quindi anche a livello strutturale, e i rimandi tra interprete e musicista hanno un loro valore aggiunto che non si esaurisce nel semplice accompagnamento della lettura scenica.</p>
<p>Lo spettacolo, essendo <i>site-specific</i>, si giova dell’ambientazione suggestiva e il viaggio a ritroso nel tempo è vissuto dagli spettatori percorrendo &#8211; fisicamente &#8211; un sentiero all’interno dell’oasi naturale, che si conclude in un capanno per l’osservazione degli uccelli &#8211; che rimanda immediatamente alle baracche dei soldati italiani in Africa. <i>Luogo</i> e <i>tempo</i> hanno perciò determinato la composizione e la fruizione della <i>performance</i>, rendendola sì affascinante ma limitandone alcuni sviluppi. Il primo, infatti, se ha supplito alla mancanza di scenografia e scenotecnica ha anche suggerito come il loro uso potrebbe rendere questo spettacolo altrettanto coinvolgente in ambienti anche molto diversi tra loro; mentre il secondo &#8211; ossia una manifestazione all’aperto intesa alla raccolta fondi e alla fruizione di molteplici iniziative &#8211; ha costretto l’interprete a condensare tutto il materiale a sua disposizione in pochi quadri &#8211; dotati di una loro coerenza e di una circolarità che ha reso l’esibizione comprensibile e completa, ma che potrebbero, in altre circostanze, aumentare di numero, con un cartiglio ancora più fitto tra i coniugi separati dalla guerra, e un numero maggiore di <i>flash</i> drammatizzati che rendano fisicamente visibile cosa stava succedendo in quegli anni sulle due sponde del Mediterraneo.</p>
<p>La compostezza dei bambini presenti e la commozione del pubblico sono la migliore testimonianza di un progetto felicemente riuscito, che speriamo abbia gambe lunghe.</p>

<div class="ngg-galleryoverview" id="ngg-gallery-87-7763">


	
	<!-- Thumbnails -->
		
	<div id="ngg-image-519" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:25%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://teatro.persinsala.it/wp-content/gallery/lettere-dalletiopia/etiopia.jpg" title=" " class="thickbox" rel="set_87" >
								<img title="etiopia" alt="etiopia" src="http://teatro.persinsala.it/wp-content/gallery/lettere-dalletiopia/thumbs/thumbs_etiopia.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-520" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:25%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://teatro.persinsala.it/wp-content/gallery/lettere-dalletiopia/oasi-lipu.jpg" title=" " class="thickbox" rel="set_87" >
								<img title="oasi-lipu" alt="oasi-lipu" src="http://teatro.persinsala.it/wp-content/gallery/lettere-dalletiopia/thumbs/thumbs_oasi-lipu.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-521" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:25%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://teatro.persinsala.it/wp-content/gallery/lettere-dalletiopia/oasi-lipu2.jpg" title=" " class="thickbox" rel="set_87" >
								<img title="oasi-lipu2" alt="oasi-lipu2" src="http://teatro.persinsala.it/wp-content/gallery/lettere-dalletiopia/thumbs/thumbs_oasi-lipu2.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 	 	
	<!-- Pagination -->
 	<div class="ngg-clear"></div> 	
</div>


<blockquote><p><b>Lo spettacolo ha avuto luogo:</b><br />
<strong>Oasi Lipu di Montecuccoli</strong><br />
domenica 19 maggio, vari orariù</p>
<p><b>Lettere dall’Etiopia</b><br />
scritto, diretto e interpretato da Valentina Bischi<br />
voce e chitarra Gianpietro Di Rito<br />
Per chi volesse ascoltare <b>Ewedish Nebere</b> in una versione originale degli anni 50: <i><a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=FBXDWHP20Ys">http://www.youtube.com/watch?v=FBXDWHP20Ys</a></i>.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/lettere-dalletiopia/7763/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Don Chisciotte</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/don-chisciotte-4/7755</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/don-chisciotte-4/7755#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 May 2013 20:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Migliorati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Santa Chiara]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Lucchiari]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele D'Angelo]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Branciaroli]]></category>
		<category><![CDATA[Gigi Saccomandi]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Palli]]></category>
		<category><![CDATA[Miguel de Cervantes]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7755</guid>
		<description><![CDATA[Nel rinnovato e magnifico Teatro Santa Chiara di Brescia, Franco Branciaroli dà vita allo straordinario testo di Miguel de Cervantes, attraverso due mostri sacri del teatro italiano: Vittorio Gassman e Carmelo Bene. Scenografia moderna e minimale per uno spettacolo dall’alto tasso emozionale è quello che riserva il Don Chisciotte rivisitato da Franco Branciaroli in un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://teatro.persinsala.it/wp-content/uploads/2013/05/santa-chiara.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7756" alt="santa chiara" src="/wp-content/uploads/2013/05/santa-chiara-80x80.jpg" /></a>Nel rinnovato e magnifico Teatro Santa Chiara di Brescia, Franco Branciaroli dà vita allo straordinario testo di Miguel de Cervantes, attraverso due mostri sacri del teatro italiano: Vittorio Gassman e Carmelo Bene.<span id="more-7755"></span></p>
<p>Scenografia moderna e minimale per uno spettacolo dall’alto tasso emozionale è quello che riserva il <strong>Don Chisciotte</strong> rivisitato da Franco Branciaroli in un Teatro Santa Chiara stipato per la speciale occasione. Guai, però, a chi pensasse a una semplice riproposizione del romanzo di Cervantes: nell’ora e mezza di monologo, a tratti corrosivo, in alcuni passi divertente, ma sempre raffinato, l’attore ci conduce per mano sul palcoscenico mentr’egli si divide (fatica improba, ma risultato eccellente) tra Vittorio Gassman, dalla voce possente e ruvida, e un Carmelo Bene più estroso, un “doppio” che cattura lo spettatore fino alla fine, come due facce della stessa medaglia. Lui, Branciaroli, rimane però sempre “nell’al di là”, non solo perché i due protagonisti a cui dà voce sono defunti da diversi anni, ma anche per farci assaporare la diversità dei tempi e degli spazi tra la Terra e le vette dell’eternità. È un continuo battibecco, un saliscendi mentale quello che oppone un Gassman che a sua volta assume le sembianze di Don Chisciotte, intento a combattere contro i mulini a vento, e un Bene nei panni di Sancho Panza, sempre proteso a stare con i piedi per terra e richiamare il condottiero a più ragionevoli comportamenti. «Cervantes, con il suo romanzo, il primo dell’epoca moderna e Cartesio cambiarono la mentalità del tempo». Straordinariamente efficace, quasi come un “cuscinetto” tra la prima e la seconda parte della diatriba tra Gassman e Bene, è la recitazione del Canto V della <strong>Divina Commedia</strong>, con Branciaroli che fa alternare i due attori nel declamare i versi e un Dante che, sicuro fino in fondo, asserisce, tra i due, di preferire… Albertazzi nella veste di dantista, ripagato con la stessa moneta da Gassman: «Ah, Petrarca, che poeta, altro che il fiorentino…». A seguire, il ritorno al tema iniziale, con il <strong>Don Chisciotte</strong>, libro nel quale i protagonisti diventano lettori di se stessi, come se si vedessero dal di fuori, e le due maschere di scena rappresentate da Branciaroli assumono la loro funzione peculiare: dare forma all’Hidalgo e al suo fido aiutante, che altri non sono se non un unico, medesimo eroe, visto dai due lati. Un <em>unicum</em> che la nostra mente vede doppio. Applausi meritati, alla fine, per uno spettacolo dall’elevata qualità.</p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo continua:</strong><br />
<strong> Teatro Santa Chiara</strong><br />
Contrada Santa Chiara, 50/a &#8211; Brescia<br />
fino a venerdì 24 maggio<br />
orari: da martedì a sabato ore 20.30, domenica ore 15.30</p>
<p><strong>Don Chisciotte</strong><br />
di Miguel de Cervantes<br />
progetto e regia Franco Branciaroli<br />
con Franco Branciaroli<br />
scena Margherita Palli<br />
luci Gigi Saccomandi<br />
costumi Caterina Lucchiari<br />
musiche Daniele D&#8217;Angelo</p>
<p>http://www.ctbteatrostabile.it</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/don-chisciotte-4/7755/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La solitudine del Re. I 55 giorni di Aldo Moro nella prigione del popolo</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/la-solitudine-del-re-i-55-giorni-di-aldo-moro-nella-prigione-del-popolo/7753</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/la-solitudine-del-re-i-55-giorni-di-aldo-moro-nella-prigione-del-popolo/7753#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 May 2013 20:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Di Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Millelire]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Andrico]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Monni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7753</guid>
		<description><![CDATA[Passione e morte di un uomo lasciato solo, nella trasposizione laica e politica della vicenda di Aldo Moro. «Era una notte buia dello Stato italiano, quella del 9 maggio ’78, la notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l’alba dei funerali di uno Stato». Inizia così il brano I cento passi, portata al [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6874" title="millelire3" alt="" src="http://teatro.persinsala.it/wp-content/uploads/2013/01/millelire3.jpg" width="80" height="80" />Passione e morte di un uomo lasciato solo, nella trasposizione laica e politica della vicenda di Aldo Moro.<span id="more-7753"></span></p>
<p>«Era una notte buia dello Stato italiano, quella del 9 maggio ’78, la notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l’alba dei funerali di uno Stato». Inizia così il brano <strong>I cento passi</strong>, portata al successo dai Modena City Ramblers qualche anno fa. Quella canzone fresca, carica di entusiasmo e di allegria è diventata il ritornello da canticchiare a ogni ricorrenza del 9 maggio. Con i suoi pochi versi, puntuali ed espressivi, fissa nella memoria i fatti che accaddero in una sola terribile notte, in cui il ritrovamento di due corpi straziati portò allo scoperto, davanti all’opinione pubblica, lo stato d’assedio in cui si trovava l’Italia, stretta nella morsa della mafia, da un lato, e della politica stragista dall’altro. Quella notte, il corpo di Peppino Impastato, il ragazzo di Cinisi che combatteva la mafia a cento passi da casa sua, fu fatto saltare e ridotto a brandelli per tacitarne la scomoda ribellione. Qualche centinaio di chilometri più a nord, un altro corpo, quello di Aldo Moro, dopo cinquantacinque giorni di prigionia, veniva fatto ritrovare dalle Brigate Rosse in via Caetani a Roma, ucciso a colpi di arma da fuoco e riverso nel bagagliaio di una Renault 4, a pochi passi dalla sede della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista.<br />
Nella rilettura di Mauro Monni, Aldo Moro diventa un personaggio di Shakespeare, si riveste dei panni di Riccardo III e vive in una grandiosa solitudine, abbandonato dai suoi più stretti collaboratori. Lo schianto dell’amarezza è tanto più doloroso, quanto più in vita si è stati portati in alto e Aldo Moro, il presidente, in vita era una persona che contava, forse troppo, e che sapeva troppo, «sapeva tutto di tutti» come ricorda la vedova Eleonora. Il re, fatto prigioniero dal popolo, viene sottoposto a un processo surreale e iniquo, mosso non dallo spirito di una giustizia uguale per tutti, ma dalla volontà di “punirne uno per educarne cento”. Il terrore, a quel punto, non è più il nome astratto di una strategia perversa, ma un sentimento palpabile e concreto nelle parole del Re, prima spaventate, poi arrabbiate, infine attaccate al filo di speranza intrecciato da un’incipiente sindrome di Stoccolma. Monni si sofferma sulle riflessioni dei terroristi, poi su quelle dei componenti della Dc, infine su quelle terribili e accusatorie di Moro, dei singulti di un animale in gabbia che capisce di non avere più nulla da perdere. Ai momenti intimistici, Monni affianca incursioni storiche sulla condizione politica e sociale di quegli anni, ricostruendo il contesto secondo un’ottica complottista che accredita le verosimili tesi di un coinvolgimento istituzionale e internazionale nel caso Moro. Con delicatezza e senza insinuazioni qualunquiste, il monologo di Monni ripercorre quel periodo di tensione e sotterfugi, la prima vera lunga notte della Repubblica Italiana.<br />
Solo, solo, solo, tre volte abbandonato dai colleghi, dalla giustizia, dai carcerieri, sua ultima fonte di salvezza. Tre volte rinnegato, come quel Cristo al quale Moro per tutta la vita si era ispirato e aveva continuato a pregare, nonostante, come gli ricordava Giulio Andreotti, non gli rispondesse.</p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo è andato in scena:</strong><br />
<strong> Teatro Millelire</strong><br />
via Ruggero di Lauria, 22 – Roma<br />
lunedì 13 maggio, ore 21.00<br />
(<em>durata 1 ora circa</em>)</p>
<p><strong>La solitudine del Re. I 55 giorni di Aldo Moro nella prigione del popolo</strong><br />
da un’idea di Giacomo Andrico<br />
ccritto, diretto e interpretato da Mauro Monni</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/la-solitudine-del-re-i-55-giorni-di-aldo-moro-nella-prigione-del-popolo/7753/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Miranda</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/miranda/7748</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/miranda/7748#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 May 2013 13:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Rizzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro del Giglio]]></category>
		<category><![CDATA[Airida Gintautaite]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti con il Teatro del Novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Oskaras Koršunovas]]></category>
		<category><![CDATA[Povilas Budrys]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7748</guid>
		<description><![CDATA[Il Teatro del Giglio &#8220;chiude&#8221; la propria programmazione stagionale con la prima nazionale di Miranda, spettacolo fuori abbonamento inserito negli Appuntamenti con il Teatro del Novecento, e, soprattutto, &#8220;sfida&#8221; che il pubblico lucchese ha raccolto positivamente in termini di partecipazione, composizione anagrafica e gradimento. Allegoria universale o tragedia personale? Le opere di Shakespeare, come è [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7749" alt="teatro-del-giglio-lucca" src="/wp-content/uploads/2013/05/teatro-del-giglio-lucca.jpg" />Il Teatro del Giglio &#8220;chiude&#8221; la propria programmazione stagionale con la prima nazionale di <strong>Miranda</strong>, spettacolo fuori abbonamento inserito negli <strong>Appuntamenti con il Teatro del Novecento</strong>, e, soprattutto, &#8220;sfida&#8221; che il pubblico lucchese ha raccolto positivamente in termini di partecipazione, composizione anagrafica e gradimento.<span id="more-7748"></span></p>
<p>Allegoria universale o tragedia personale? Le opere di Shakespeare, come è noto, si prestano a molteplici interpretazioni e, nel caso de <strong>La Tempesta</strong>, a suscitare &#8211; non solo tra gli estimatori &#8211; particolare curiosità è l&#8217;interpretazione secondo la quale Prospero sarebbe l&#8217;a<em>lter ego</em> dell&#8217;autore e l&#8217;opera ne costituirebbe, di conseguenza, una sorta di testamento culturale e spirituale. Una <em>leggenda</em> corroborata, oltre che da numerosi rimandi al testo, in particolar modo dal celebre finale con il parallelismo tra l&#8217;abbandono dell&#8217;isola da parte di re Prospero che, al termine della <em>tempesta</em> &#8211; intesa come evento di provvida sventura (non a caso antitetico al significato del nome del suo artefice, &#8220;prospero&#8221;, &#8220;propizio&#8221;, &#8220;fortunato&#8221;) &#8211; decide di tornare a casa, e la fine della carriera autorale di Shakespeare segnata proprio da <em>La Tempesta</em> (salvo due opere decisamente minori, una scritta certamente e l&#8217;altra probabilmente con John Fletcher, tra il 1612 e il 13).</p>
<p>Per questa <strong>Miranda</strong> è lo stesso Koršunovas &#8211; nel generoso incontro a margine di questa prima &#8211; a fornirne la (principale) chiave di lettura, svelando anche la motivazione della sostituzione del titolo tradizionale con il nome della sua (unica) presenza femminile.  Ribadendo quanto affermato in numerose dichiarazioni, infatti, secondo il regista lituano il protagonismo di Miranda sarebbe polisemantico in quanto capace di spaziare dall&#8217;essere “semplice” funzione per la conoscenza di Prospero (mago emarginato e signore degli spiriti della natura, artista/demiurgo della propria opera d&#8217;arte/Miranda, ma soprattutto reietto essere umano che accetta il ritorno a casa a patto che tutto &#8211; la restituzione del potere temporale &#8211; torni come prima) all&#8217;essere fattore intrinsecamente strutturale per una approfondita riflessione sul rapporto tra potere e sapere, per una sorta di metaforica microfisica.<br />
Visto in quest&#8217;ottica, il <em>romance</em> costituirebbe, quindi, lo sviluppo di un attento e concreto esame della questione delle &#8220;responsabilità&#8221; umane (sia politiche che individuali) nei confronti di un “mondo” nel quale chi fa cultura porterebbe (in maniera drammaticamente &#8220;scontata&#8221;) il fardello di una scelta radicale: accettare il rischio dell&#8217;isola(mento) o quello di una &#8220;contaminazione&#8221; figlia del compromesso?</p>
<p>Una drammaturgia che sviluppa, tra l&#8217;altro, con coerenza e determinazione analisi sfaccettate (ma convergenti) sulla questione fondamentale del teatro (la restituzione simbolica e visuale della vita attraverso l&#8217;espressione scenica della sua stessa “vitalità”), nonostante &#8211; in questo senso &#8211; alcune scelte appaiano discutibili, e sebbene &#8211; pur essendo relative a dettagli non trascurabili &#8211; non invalidino la complessiva buon riuscita della rappresentazione.</p>
<p>Infatti, <strong>Miranda</strong>, come <strong>I Bassifondi</strong> (leggi <a href="http://teatro.persinsala.it/i-bassifondi/7062" target="_blank">la recensione</a>), si lascia ammirare per quelli che abbiamo individuato essere gli aspetti più interessanti dell&#8217;attuale ricerca di Koršunovas, ovvero una capacità unica di affrontare interrogativi nei loro aspetti tanto ideali quanto reali e un talento mirabile nel sapere creare “comunità” in sala attraverso la “marginalizzazione” (non nel senso di sottovalutazione) degli aspetti ideologici e “cognitivi” dell&#8217;esperienza teatrale a favore di quelli “sensoriali”.</p>
<p>Opera di commiato del bardo inglese, composizione conforme alle tre unità del dramma classico, esemplare costruzione meta-teatrale («gli attori sono come spiriti», sentenzierà saggio, ma fiacco, Prospero sul finire della pièce), quello che si impone e convince maggiormente è l&#8217;aspetto di più complessa realizzazione. Ottima, difatti, la resa visiva e semantica di quella fantastica contaminazione di sogno e realtà (rappresentate dall&#8217;ambiguità con la quale i due interpreti &#8211; Eugenijus Sabaliauskas e Ignas Meilūnas &#8211; personificano i vari personaggi e da un eccezionale utilizzo della tecnologia, delle luci e dei suoni) che, spesso e purtroppo, costituisce il principale punto debole delle rappresentazioni tratte dalle opere del bardo. Una dimensione che nella <strong>Miranda</strong> di Koršunovas si dispiega &#8211; potente ed efficace &#8211; con una padronanza del &#8220;mezzo&#8221; drammaturgico tale da accompagnare gli spettatori, con sapiente equilibro, in quella “penombra” tra veglia e sonno da cui i personaggi in scena, abitanti onirici delle oscure pieghe della psiche, sembrano fuoriuscire.</p>
<p>Il regista lituano ben realizza, dunque, un progetto ambizioso, al cui interno vanno segnalate le convincenti prove attorali e il magistrale “dosaggio” registico della componente metateatrale shakespeariana, due elementi declinati nel contesto &#8211; credibilmente contemporaneo &#8211; &#8220;disegnato&#8221; dalla scenografia di Dainius Liškevičius. Quella che era l&#8217;isola del classico Prospero diventa, nella sua &#8220;forma&#8221; attuale, con compiuta contestualizzazione, un piccolo appartamento &#8220;ammobiliato&#8221; (una tv in bianco e nero, una vecchia radio malfunzionante e, soprattutto, una libreria stracolma a ricordarci l&#8217;isolamento &#8220;dorato&#8221; cui era stato confinato quel Prospero che, nella autoreferenziale impostazione registica di <strong>Miranda</strong>, viene descritto dissidente rispetto al potere dominante). Un espediente scenico riuscito e capace di enfatizzare il fatto che, se in tempo di totalitarismi il confino era reale (le isole dei deportati dall&#8217;area sovietica), oggi il mercato e il pensiero unico (economico/finanziario) sembrano costituire &#8211; per i “non allineati” all&#8217;ortodossia dell&#8217;<em>essere consumatori globali</em> &#8211; uno spazio coercitivo e isolante ancor più escludente, in virtù di quella “libera concorrenza” che degrada ogni produzione (culturale e non) al valore di consumo.</p>
<p>Di questo imponente ma &#8220;semplice&#8221; quadro ideologico, <strong>Miranda</strong> è un affresco convincente e ben strutturato all&#8217;interno di una ideale <em>ringkomposition</em>: il riferimento (iniziale e finale) a quel <strong>Lago dei Cigni</strong> che- attraverso la sua massiccia trasmissione a &#8220;reti unificate&#8221; &#8211; veniva mediaticamente utilizzato dal regime sovietico nei momenti di crisi per impedire che la contestazione e la consapevolezza potessero giungere al &#8220;popolo&#8221; (la cui coscienza veniva così sterilizzata dalle note del balletto musicato da Pëtr Il&#8217;ič Čajkovskij in maniera analoga a quanto accade ne <strong>La fattoria degli animali</strong> di George Orwell).</p>
<p>Un quadro &#8211; la cui lettura risulta a tratti (purtroppo) didascalica e la cui efficacia è intaccata solamente (per forza di cose) dall&#8217;incomprensibilità linguistica (non sempre adeguati i sottotitoli) e dalla eventuale non conoscenza della storia originale &#8211; rispetto al quale la pur sicura direzione di Koršunovas non è stata, essa stessa, esente da pecche, come nel caso della sorprendentemente &#8220;rudimentale&#8221; costruzione dei personaggi chiave di Calibano e Ferdinando: il primo risulta &#8220;stancante&#8221; e monotono nella sua resa vocale e &#8220;relazionale&#8221; (nei confronti di Miranda), nonostante Eugenijus Sabaliauskas riesca a ben &#8220;riprodurne&#8221; movenze e fattezze; il secondo, posto in assoluto contrasto con l&#8217;umore della derelitta amata e &#8211; per questo &#8211; completamente privato di ogni aspetto drammatico, sembra &#8211; inutilmente &#8211; sconfinante nella parodia di quello che vorrebbe rappresentare, ossia l&#8217;evento che &#8220;completa&#8221; Miranda/opera d&#8217;arte, dandole il coraggio e la coscienza necessari per affrontare quel mondo che, fino ad allora, aveva vissuto sotto forma di possesso e nella sottomissione a Prospero/intellettuale. Momento catartico e rivoluzionario che svelerebbe il senso profondo (forse non completamente traducibile dal punto di vista razionale, ma magnificamente &#8220;visibile) della &#8220;magia&#8221; del teatro.</p>
<p>Sfumature di grigio per uno spettacolo capace di ambire, sfiorandola in alcuni momenti (come nel caso della prima apparizione di Ariel e di alcuni passaggi di scena e cambi di personaggio), all&#8217;eccellenza.</p>
<p><a href="http://teatro.persinsala.it/wp-content/uploads/2013/05/Miranda-116-photo-D.Matvejevas.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-7750" alt="Miranda-116-photo-D.Matvejevas" src="/wp-content/uploads/2013/05/Miranda-116-photo-D.Matvejevas-293x200.jpg" /></a></p>
<p><a href="http://teatro.persinsala.it/wp-content/uploads/2013/05/miranda-Immagine-018.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-7751" alt="miranda-Immagine-018" src="/wp-content/uploads/2013/05/miranda-Immagine-018-300x200.jpg" /></a></p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo è andato in scena<br />
Teatro del Giglio</strong><br />
piazza del Giglio, 13/15 – Lucca<br />
Domenica 12 Maggio 2013 ore 16.00</p>
<p>PRIMA NAZIONALE<br />
<strong>Miranda</strong><br />
Da <strong>La tempesta</strong> di William Shakespeare<br />
Spettacolo fuori abbonamento</p>
<p>Regia Oskaras Koršunovas<br />
Scene Dainius Liškevičius<br />
Costumi Aleksandras Pogrebnojus<br />
Composizione musicale Antanas Jasenka<br />
Disegno luci Eugenijus Sabaliauskas<br />
Disegno suono Ignas Meilūnas<br />
Scultore figura danzatrice Donatas Jankauskas<br />
Interpreti Povilas Budrys, Airida Gintautaite<br />
Produzione OKT &#8211; Vilnius City Theatre / Lituania</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/miranda/7748/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Robe dell&#8217;altro mondo</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/robe-dellaltro-mondo/7744</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/robe-dellaltro-mondo/7744#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 May 2013 16:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caterina Perali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Out Off]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Tedeschi]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Di Luca]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Maulucci]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Setti]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Capaldo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7744</guid>
		<description><![CDATA[Da questa pesante situazione di crisi economica e sociale, solo gli alieni di potranno salvare. Robe dell&#8217;altro mondo &#8211; della Carrozzeria Orfeo, in scena all&#8217;Out Off di Milano &#8211; dà voce e corpo a questa umanissima follia collettiva. Lo spettacolo in scena a Milano in questi giorni, racconta, purtroppo, la nostra triste quotidianità. Il bellissimo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/out-off-teatro-milano.jpg" alt="out-off-teatro-milano" class="alignleft size-full wp-image-7745" />Da questa pesante situazione di crisi economica e sociale, solo gli alieni di potranno salvare. <b>Robe dell&#8217;altro mondo</b> &#8211; della Carrozzeria Orfeo, in scena all&#8217;Out Off di Milano &#8211; dà voce e corpo a questa umanissima follia collettiva.<span id="more-7744"></span><br />
Lo spettacolo in scena a Milano in questi giorni, racconta, purtroppo, la nostra triste quotidianità. Il bellissimo testo di Gabriele Di Luca mette in scena, con lucido sarcasmo, l&#8217;influenza che i media e, soprattutto, la televisione hanno sugli esseri umani &#8211; condizionandone comportamenti e ossessioni. La poetica dello spettacolo si permea, infatti, attorno alle cosiddette <i>“paure metropolitane”</i>, ovvero a tutte le tensioni sociali e individuali che sottendono la &#8211; e si alimentano della &#8211; realtà di tutti i giorni, per le strade, al supermercato, nei parchi gioco e perfino all&#8217;interno delle mura domestiche.</p>
<p><b>Robe dell&#8217;altro mondo</b> &#8211; questo il titolo &#8211; è uno spettacolo oltremodo singolare. Innanzi tutto, possiede una struttura circolare e, sebbene le varie sequenze-quadri sembrino scollegate l&#8217;una dall&#8217;altra, ognuna è indispensabile per il compimento del finale e per lo sviluppo delle successive. L&#8217;utilizzo di <i>flashback</i> e <i>flashforward</i> &#8211; che caratterizza la drammaturgia dell&#8217;opera &#8211; rimanda sia al cinema, sia al fumetto &#8211; universo linguistico che, nello spettacolo, è altresì presente grazie alla figura dei Super Eroi, nello specifico alieni, tipici del genere <i>cartoon</i>. Gli interpreti, inoltre, celati da maschere di plastica che ne immobilizzano le espressioni, si riducono a corpi e voci e i loro stessi gesti sono percepiti dal pubblico quali parodie fumettistiche della realtà.</p>
<p>La storia è semplice &#8211; persino banale: in un mondo provato da una profonda crisi socio-economica, l&#8217;unica speranza di salvezza è rappresentata dagli alieni &#8211; extra-terrestri dalle mutevoli sembianze giunti sulla Terra per risolvere i  problemi dell&#8217;umanità. La voce <i>off </i>dei notiziari è veicolo di manipolazione dell&#8217;informazione sulla loro presunta presenza sul nostro pianeta. L&#8217;obiettivo è influenzare l&#8217;opinione pubblica degli umani creando, prima, una spropositata fiducia in tali esseri e, poi, una sorta di terrore collettivo. Un po&#8217; come avvenne, non molto tempo fa, con l&#8217;allarme Rom e l&#8217;allarme sicurezza. Il meccanismo di controllo della comunicazione era ed è sempre lo stesso.</p>
<p><b>Robe dell&#8217;altro mondo</b> è il primo spettacolo di una trilogia che sarà in scena all&#8217;Out Off fino al 26 maggio. Il finale surreale e spiazzante di un orso bianco seduto con il Papa non può che portare lo spettatore a prenotarsi per <b>Sul confine</b>, il prossimo spettacolo &#8211; sempre produzione di Carrozzeria Orfeo.</p>
<blockquote><p><b>Lo spettacolo va in scena:</b><br />
<b>Teatro Out Off </b><br />
via Mah Mahon, 16 &#8211; Milano<br />
fino a domenica 19 maggio</p>
<p>Carrozzeria Orfeo presenta:<br />
<b><b>Robe dell&#8217;altro mondo</b></b><br />
drammaturgia Gabriele Di Luca<br />
regia Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e Roberto Capaldo<br />
con Gabriele Di Luca, Giulia Maulucci, Massimiliano Setti e Roberto Capaldo<br />
musiche originali Massimiliano Setti<br />
luci Diego Sacchi<br />
costumi Nicole Marsano e Giovanni Ferrara</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/robe-dellaltro-mondo/7744/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pas d&#8217;Hospitalité</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/pas-dhospitalite-2/7741</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/pas-dhospitalite-2/7741#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 May 2013 16:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRT Salone]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Graziosi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7741</guid>
		<description><![CDATA[Laura Graziosi porta sulla scena del CRT Salone l&#8217;anima tenera di una donna disperatamente sola. Il mese di maggio segna l&#8217;avvio della seconda parte del cartellone del CRT, volutamente suddiviso in due sezioni (la prima presentata tra ottobre e dicembre del 2012) per non ostacolare il riassetto organizzativo dello storico Centro di Ricerca per il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/teatro-ctr-milano-80x80.jpg" alt="teatro-ctr-milano-80x80" class="alignleft size-full wp-image-7743" />Laura Graziosi porta sulla scena del CRT Salone l&#8217;anima tenera di una donna disperatamente sola.<span id="more-7741"></span></p>
<p>Il mese di maggio segna l&#8217;avvio della seconda parte del cartellone del CRT, volutamente suddiviso in due sezioni (la prima presentata tra ottobre e dicembre del 2012) per non ostacolare il riassetto organizzativo dello storico Centro di Ricerca per il Teatro milanese.</p>
<p>Tra le interessanti ed eclettiche opere in programma vi è <b>Pas d&#8217;Hospitalité</b>, suggestiva e delicata piéce scritta e interpretata da Laura Graziosi. La giovane e bravissima attrice trae diretta ispirazione dalla vita quotidiana che la circonda e racconta la storia di una donna dolce e solitaria, ma alla disperata ricerca di qualcuno con cui condividere pensieri, opinioni e interessi: in una parola, il proprio tempo.</p>
<p>In preda a questo bisogno impellente, la protagonista si dedica con anima e corpo alla preparazione di una cena ricchissima e abbondante, in grado di far impallidire Lucullo in persona, organizzata per onorare i quattro ospiti attesi dalla giovane donna. Un&#8217;attenta e meticolosa apparecchiatura della tavola &#8220;chiude&#8221; i preparativi: ora non rimane che aspettare l&#8217;arrivo degli invitati. Per ingannare l&#8217;attesa, la ragazza inizia a parlare di sé, lasciando emergere una profonda solitudine, colmata dalla presenza di amicizie immaginarie e &#8220;voci&#8221; che dispensano di volta in volta consigli e rimproveri.</p>
<p>Tutta l&#8217;opera si impernia su un fortissimo senso di attesa, in cui si innestano la vivacità e la fragilità emotiva della protagonista, per la quale non si può non provare tenerezza. L&#8217;impazienza della ragazza, che cresce man mano che aumenta il ritardo dei suoi invitati, viene resa perfettamente dall&#8217;iperattività della giovane donna, ora intenta a sistemare meglio la tavola, ora impegnata in piccoli balletti che mimano la dolcezza di un abbraccio.</p>
<p>Laura Graziosi dà così vita a una performance dinamica ed emotivamente coinvolgente, senza tralasciare di connotare la sua &#8220;creatura&#8221; di una profondità contorta e disarmante, resa in modo spontaneo e limpido.</p>
<p>Ciò che il pubblico può ammirare al centro di una scena quasi completamente nera &#8211; a eccezione delle uniche note bianche che la punteggiano, i piatti da portata e le sedie &#8211; è un&#8217;anima &#8220;nuda&#8221;, privata di ogni filtro protettivo, di ogni scudo a difesa di un&#8217;intimità ricca e desolata allo stesso tempo, che pian piano &#8220;scende a patti&#8221; con la sua condizione, col suo sentirsi una straniera nella propria casa, e ne prende pienamente coscienza. Finalmente consapevole della sua dimensione &#8220;assoluta&#8221;, avulsa da qualsiasi legame umano, la protagonista può ora liberamente esprimere se stessa. E festeggiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><b>Lo spettacolo continua:<br />
CRT Salone<br />
</b>Via Ulisse Dini, 7 &#8211; Milano<br />
fino a domenica 19 maggio<br />
Orari: da martedì a domenica ore 20.30</p>
<p><b>Pas d&#8217;Hospitalité</b><br />
di e con Laura Graziosi</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/pas-dhospitalite-2/7741/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Contemporaneo con stile</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/contemporaneo-con-stile/7738</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/contemporaneo-con-stile/7738#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 May 2013 16:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Schirripa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Dal Verme]]></category>
		<category><![CDATA[Faycal Karoui]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Baglini]]></category>
		<category><![CDATA[Pomeriggi Musicali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7738</guid>
		<description><![CDATA[Al Teatro Dal Verme di Milano, una serata dedicata a un percorso davvero originale dal Novecento ai giorni nostri, per una panoramica musicale interessante ed esaustiva. Il Novecento è di casa al Teatro dal Verme: infatti, oltre ad autori ormai storici quali Ravel e Copland &#8211; che pure hanno dato un contributo assolutamente determinante a [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/teatro-da-verme.jpg" alt="teatro-da-verme" class="alignleft size-full wp-image-7740" />Al Teatro Dal Verme di Milano, una serata dedicata a un percorso davvero originale dal Novecento ai giorni nostri, per una panoramica musicale interessante ed esaustiva.<span id="more-7738"></span></p>
<p>Il Novecento è di casa al Teatro dal Verme: infatti, oltre ad autori ormai storici quali Ravel e Copland &#8211; che pure hanno dato un contributo assolutamente determinante a questo secolo, ciascuno a suo modo &#8211; si ha finalmente la possibilità di assistere all&#8217;esecuzione di un brano davvero contemporaneo &#8211; datato 2004 &#8211; di Dall&#8217;Ongaro.<br />
Ma procediamo con ordine e, cioè, con <b>Quiet city </b>e <b>Music for the Theatre</b> di Aaron Copland. Del primo brano va segnalata assolutamente la tromba di Sergio Casesi &#8211; che ha dato un&#8217;ottima prova solistica e che si spartiva la scena con il corno inglese di Domenico Lamacchia, a tratti sopraffatto dagli archi e dalla tromba stessa. Va ricordato, del resto, che proprio come tipologia il suono di questo strumento non ha una potenza paragonabile agli ottoni o ad altri legni &#8211; ma, pur tenendo conto di ciò, talvolta se ne  è sentita la mancanza. Di tutt&#8217;altro genere,  <b>Music for the Theatre</b> &#8211; dove, il richiamo al jazz e ad autori quali Milhaud e Poulenc, a tratti, emerge in modo decisivo: una musica viva, che rispecchia in modo magistrale il suo tempo e che  Faycal Karoui dirige con cognizione di causa.<br />
Ma la vera star della serata è comunque Maurizio Baglini &#8211; per il quale l&#8217;attesa è accresciuta anche dall&#8217;inversione di programma che, all&#8217;ultimo momento, lo ha lasciato come ascolto finale.<br />
<b>La Primavera</b><b> per pianoforte e orchestra d&#8217;archi</b> di Dall&#8217;Ongaro sono cinque minuti di musica in cui solista e orchestra si rincorrono in un vortice di pizzicati e staccati continui, passandosi il testimone di melodie e formule ritmiche che ricorrono e danno alla composizione una grande compattezza. Di sicuro emerge la difficoltà della parte pianistica, che Baglini affronta con sicurezza e grande disinvoltura. Un ottimo “riscaldamento”, quindi, per affrontare poi con agio il <b>Concerto in sol per pianoforte e orchestra</b> di Ravel. Anche quest&#8217;ultimo è un brano in cui riecheggiano melodie jazz, ma dove, allo stesso tempo, si rileva un altissimo livello di poesia &#8211; che Baglini interpreta con grande eleganza. Il suono è davvero molto bello, sempre adatto e il contatto con l&#8217;orchestra è oltremodo ricercato.<br />
Un&#8217;esecuzione di grande <i>charme </i>ma anche di grande consapevolezza, che lascia pienamente soddisfatti. A seguire, due bis che confermano le capacità timbriche, tecniche e stilistiche di questo giovane pianista.</p>
<blockquote><p>
<b>Lo spettacolo è andato in scena:</b><br />
<b>Teatro Dal Verme</b><br />
via S. Giovanni sul Muro, 2 &#8211; Milano<br />
giovedì 9 maggio, ore 21.00</p>
<p>Copland  <b>Quiet city </b>e<b> </b><b>Music for the Theatre</b><br />
Dall&#8217;Ongaro  <b>La Primavera, per pianoforte e orchestra d&#8217;archi</b><br />
Ravel  <b>Concerto in sol per pianoforte e orchestra</b></p>
<p>direttore Faycal Karoui<br />
pianista Maurizio Baglini<br />
orchestra I Pomeriggi Musicali</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/contemporaneo-con-stile/7738/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rachel Corrie</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/rachel-corrie/7736</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/rachel-corrie/7736#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 May 2013 16:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana Costa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Sala Fontana]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Fabrizi]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Spina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7736</guid>
		<description><![CDATA[In scena al Teatro Sala Fontana il monologo dedicato a Rachel Corrie, la ragazza americana vittima di un bulldozer dell&#8217;esercito israeliano incaricato di distruggere alcune case palestinesi. Attraverso la lettura delle e-mail spedite alla madre prendono vita i pensieri, i giudizi e le paure di una ventitreenne catapultata in una delle “zone calde” del pianeta. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/teatro-sala-fontana-milano11.jpg" alt="teatro-sala-fontana-milano1" class="alignleft size-full wp-image-7737" />In scena al Teatro Sala Fontana il monologo dedicato a <strong>Rachel Corrie</strong>, la ragazza americana vittima di un bulldozer dell&#8217;esercito israeliano incaricato di distruggere alcune case palestinesi.<span id="more-7736"></span> Attraverso la lettura delle e-mail spedite alla madre prendono vita i pensieri, i giudizi e le paure di una ventitreenne catapultata in una delle “zone calde” del pianeta.</p>
<p>Al Teatro Sala Fontana è in corso una rassegna di opere dirette ed interpretate da tre talentuose protagoniste della scena italiana, presentate al pubblico con l’eloquente titolo di Singolare femminile. In realtà il primo appuntamento della serie narra di una morte violenta in una delle “zone calde” del pianeta, un dramma universale, a prescindere dal sesso.  Il monologo Rachel Corrie ripercorre le vicende biografiche di una ragazza americana di soli 23 anni, deceduta il 16 marzo 2003 schiacciata da un bulldozer dell&#8217;esercito israeliano incaricato di distruggere alcune case palestinesi.<br />
Il tragico modo in cui una cittadina americaba ha perso la vita – secondo i racconti dei testimoni, chi era al volante del mezzo sicuramente si è accorto sia della sua presenza sia di averla investita – ha attirato per giorni l’attenzione dei media. I giornalisti scavano nella vita di questa giovane giunta da poche settimane a Rafa, nella striscia di Gaza, per lavorare con il Movimento di Solidarietà Internazionale, scoprendo un ricco scambio di e-mail con la madre cui confida le proprie riflessioni sul conflitto, i fatti che accadono, l’ospitalità di una popolazione allo stremo delle risorse e la paura quotidiana.<br />
Il monologo non è altro che una selezione degli scritti di Rachel dai 12 anni ai momenti di poco precedenti la morte, fiduciosamente affidati dai genitori ai britannici Katherine Viner, giornalista, ed Alan Rickman, attore e regista, affinché li componessero dando vita alla pièce teatrale che tanti consensi ha riscosso tra critici e pubblico. Indubbiamente la giovane Corrie aveva talento per la scrittura, affidando alla penna ogni sua riflessione ed avvenimento, dalla convivenza con una studentessa disordinata al college, all’affetto per il vecchio gatto, dall’elenco delle cose da organizzare per il viaggio alle accese discussioni epistolari con la madre che non si rende conto sino in fondo della situazione in cui viva il popolo palestinese. Le parole di Rachel squarciano il velo teso da Israele ed i suoi alleati sulle misere condizioni in cui vengono relegati i loro avversari, distruggendo le serre, bloccando i rifornimenti idrici, stoccando le merci alla dogana sino al loro imputridimento, riducendo sempre più le fonti di sostentamento e deliberatamente  contravvenendo alle norme umanitarie di base. Le parole, recitate con grande trasporto da Cristina Spina, ci restituiscono il ritratto di una persona curiosa del mondo e dei propri simili, appassionata di viaggi poiché le permettono di venire in contatto con realtà così dissimili da Olimpia, la cittadina in cui è nata e cresciuta: a questa sete di conoscenza, durante l’esperienza palestinese, si aggiunge anche il bisogno disperato di divulgare  in patria gli orrori perpetrati da Israele con la complicità degli Stati Uniti, suo principale alleato. Rachel è terrorizzata dalla distruzione che la circonda,  allibita davanti ad uno degli eserciti più organizzati del mondo che si accanisce su operatori volontari e padri di famiglia armati solamente di reperti bellici, non si risparmia neppure nel biasimare le azioni di Hamas seppur riconosca quanto il disagio sociale possa alimentare le azioni di tale organizzazione.<br />
SI offre al pubblico uno sguardo maturo sui fatti, nonostante la giovane età anagrafica; un gesto di accusa pesante verso gli artefici di questo conflitto perenne, un tributo ad un talento della scrittura assurta a simbolo dei tanti volontari caduti. Simbolica appare anche la scenografia con i blocchi sospesi a mezz’aria come le parti di un’abitazione fatta saltare in aria mentre a terra la mappa dei Territori contesi ci rimanda ai reportage dei giornali.<br />
Consigliato a chi crede ancora che la forza degli ideali possa fermare le guerre.</p>
<blockquote><p><strong>Teatro Sala Fontana</strong><br />
via Boltraffio 21– Milano<br />
fino a giovedì 16  maggio<br />
orario spettacolo 20.30<br />
www.teatrosalafontana.it</p>
<p>Alessandro Lendvai per Suite srl in collaborazione con PAV<br />
<strong>Rachel Corrie</strong><br />
progetto di e con Cristina Spina<br />
regia  Alessandro Fabrizi e Cristina Spina<br />
scena  Paola Gandolfi<br />
musiche originali Riccardo Giagni<br />
disegno luci  Hossein Taheri</p>
<p>www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=7wXlktHla20</p>
<p>La rassegna continua:<br />
<strong>Singolare femminile</strong></p>
<p>Patrizia Aroldi<br />
<strong>Opinioni di una clownessa</strong><br />
da sabato 18 a martedì 21 maggio</p>
<p>Afra Crudo<br />
<strong>L&#8217;ultima madre</strong><br />
da giovedì 23 a sabato 25 maggio</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/rachel-corrie/7736/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un marito ideale</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/un-marito-ideale-2/7731</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/un-marito-ideale-2/7731#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 11:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Alfieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Quirino]]></category>
		<category><![CDATA[Alarico Salaroli]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Degani]]></category>
		<category><![CDATA[Compagnia Lavia Anagni]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Damiani]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar Wilde]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Bontempo]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Valerio]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Sperlì]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7731</guid>
		<description><![CDATA[Al Teatro Quirino di Roma, è in scena Un marito ideale, una dimostrazione chiara dell’attualità del genio di Oscar Wilde. Alcune personalità riescono ad incarnare in maniera esemplare lo spirito del tempo in cui vivono, rendendosene testimonianza storica nel corso dei secoli avvenire; questa prerogativa è specifica dei più grandi artisti, che attraverso la loro [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2515" title="Teatro-Quirino-roma" alt="" src="http://www.persinsala.it/teatro/wp-content/uploads/2012/12/Teatro-Quirino-roma-80x80.jpg" width="80" height="80" />Al Teatro Quirino di Roma, è in scena <strong>Un marito ideale</strong>, una dimostrazione chiara dell’attualità del genio di Oscar Wilde.<span id="more-7731"></span></p>
<p>Alcune personalità riescono ad incarnare in maniera esemplare lo spirito del tempo in cui vivono, rendendosene testimonianza storica nel corso dei secoli avvenire; questa prerogativa è specifica dei più grandi artisti, che attraverso la loro opera immortalano un determinato contesto sociale documentandolo attraverso le loro narrazioni o rappresentazioni. Poi ci sono artisti che riescono in questa impresa non solo attraverso il prodotto della loro creazione artistica, ma persino attraverso il loro stesso stile di vita, che diviene emblematico e indicativo di una sensibilità collettiva. Fare della propria vita un’opera d’arte, e perciò riuscire a esprimere un immaginario attraverso il proprio comportamento e le proprie attitudini, era tipico di una generazione di artisti vissuti a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, nella fase di massima espansione della modernità industriale, quando le maggiori capitali europee scoprivano il fascino irresistibile della moda e il mondo dell’alta società borghese. Ci riferiamo all’epoca della diffusione e dell’affermazione della figura del <em>dandy</em>, espressione quanto mai efficace dell’epoca in questione; tra questi artisti, uno dei nomi che spicca sia per i suoi costumi alternativi e persino scandalosi per l’epoca, sia per la sua produzione letteraria, è quello di Oscar Wilde. Nato nel 1854 a Dublino, Wilde condusse una vita complicata, arrivando persino a pagare con la prigionia i suoi ambigui gusti sessuali; d’altronde, il buon costume e l’ipocrisia della società londinese e di quella parigina furono scardinate dal genio di Wilde, eccessivo nei modi e rapace nei giudizi. Divennero immortali i suoi modi sferzanti, la sua impertinenza in grado di mettere a nudo le storture e la povertà di spirito dell’epoca, ancora per molti versi chiusa nel bigottismo della tradizione cattolica, e i suoi aforismi e pensieri sono ciniche lame di metallo che ancora oggi scalfiscono il pensiero comune; tutto questo si riflette anche nella straordinaria produzione letteraria di Wilde, specie nella sua produzione teatrale, che ha regalato alla modernità alcuni capolavori tra i quali <strong>Un marito ideale</strong>, <em>pièce</em> portata in scena dalla Compagnia Lavia Anagni al Teatro Quirino fino al 19 maggio, per la regia di Roberto Valerio. Spettacolo di ottima qualità, straordinari i costumi e la scenografia, tutti fattori che riescono a rendere meravigliosamente l’essenza dell’Età Vittoriana, le sue contraddizioni, ma anche la sua magia prosaica. Quanto Wilde fosse consapevole dei principi dell’età in cui viveva lo rivela l’attenzione nei confronti dei temi centrali dei salotti londinesi, primo fra tutti il rapporto tra successo politico e corruzione, tra ambizione personale e dovere morale nei confronti della collettività, cardine di quest&#8217;opera. Due splendide Valentina Sperlì e Chiara Degani danno vita a un universo femminile di incredibile attualità, come di grande attualità è tutto il nucleo narrativo, e anche gli attori maschili, Roberto Valerio e Pietro Bontempo si rivelano perfetti interpreti del mondo wildiano. Soprattutto il secondo, il visconte Goring, chiaro <em>alter ego</em> dello stesso Wilde, che parla attraverso i suoi aforismi e folleggia sul palco quasi fosse uno spiritello istrionico che trova le soluzioni ai problemi senza mai rinunciare a tutto il suo stile <em>dandy</em>, votato alla vanità e all’apparenza. Il risultato è uno spettacolo tanto divertente quanto profondo per contenuti, con un’ottima messa in scena e una recitazione partecipata e vibrante; da segnalare il simpatico prologo dello spettacolo, che ci proietta nel passato della Londra vittoriana in maniera esplicita, dato che gli attori si prestano a un <em>reverse</em> come se assistessimo al riavvolgimento di una vecchia pellicola.</p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo continua:</strong><br />
<strong> Teatro Quirino</strong><br />
via delle Vergini, 7 &#8211; Roma<br />
fino a domenica 19 maggio<br />
orari: da martedì a venerdì ore 20.45, sabato 18 maggio ore 16.45 e 20.45, domenica 19 maggio ore 16.45</p>
<p>Compagnia Lavia Anagni presenta<br />
<strong>Un marito ideale</strong><br />
di Oscar Wilde<br />
regia Roberto Valerio<br />
con Valentina Sperlì, Roberto Valerio, Pietro Bontempo, Alarico Salaroli, Chiara Degani, Luca Damiani</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/un-marito-ideale-2/7731/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In contemporanea….Porcari</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/in-contemporanea-porcari/7718</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/in-contemporanea-porcari/7718#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 20:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Teatro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Teatrali]]></category>
		<category><![CDATA[Porcari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7718</guid>
		<description><![CDATA[Segnaliamo la pubblicazione del bando &#8211; da parte di Venti d&#8217;arte &#8211; di In contemporanea&#8230;Porcari, festival d&#8217;arte ontemporanea che si svolgerà a Porcari, in provincia di Lucca, da 28 al 30 giugno con eventi fino alla mezzanotte. Il bando è aperto a compagnie italiane e straniere, purché aventi la maggiore età, scadenza 10-06-2013. Bando in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo la pubblicazione del bando &#8211; da parte di Venti d&#8217;arte &#8211; di <strong>In contemporanea&#8230;Porcari</strong>, festival d&#8217;arte ontemporanea che si svolgerà a Porcari, in provincia di Lucca, da  28 al 30 giugno con eventi fino alla mezzanotte.<span id="more-7718"></span></p>
<p>Il bando è aperto a compagnie italiane e straniere, purché aventi la maggiore età, scadenza 10-06-2013.</p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/In-contemporanea-Porcari-Contemporary-art-Festival.jpg" alt="In contemporanea Porcari Contemporary art Festival" class="alignnone size-full wp-image-7719" /></p>
<ul>
<li><a target="_blank" href="http://ventidarte.weebly.com/uploads/5/3/6/7/5367726/regolamento_in_contemporanea_porcari.pdf" style="font-weight: bold;">Bando in italiano</a></li>
<li><a target="_blank" href="http://ventidarte.weebly.com/uploads/5/3/6/7/5367726/regolamento_inglese_in_contemporanea_porcari.pdf" style="font-weight: bold;">Bando in inglese</a></li>
</ul>
<p>Ulteriori informazioni sul <a target="_blank" href="http://ventidarte.weebly.com/" target="_blank"><strong>sito ufficiale</strong></a>.</p>
<blockquote><p>
L’Associazione culturale Venti d&#8217;Arte promuove ed organizza la prima edizione del festival di Arte Contemporanea “In contemporanea….Porcari”, a cura di Lucia Morelli e Nicola Salotti in collaborazione con la storica dell’arte Riccarda Bernacchi che si svolgerà in Piazza Felice Orsi nelle serate 28, 29 e 30 giugno 2013 dalle ore 21 alle 24.<br />
Il format, già ideato e realizzato con successo in altre località turistiche, si identifica come Happening. </p>
<p>L’iniziativa, patrocinata dal comune di Porcari e promossa dal Comitato del Centenario dello stesso comune nato per celebrare l’evento, prevede figuratività e performance di carattere pubblico con la peculiarità della molteplicità di espressione modulata da una varietà di artisti all’opera in strada. Gli obiettivi sono: promuovere ogni forma d&#8217;arte; incentivare la conoscenza e l’avvicinamento alla cultura artistica contemporanea; offrire opportunità di incontro e scambio tra pubblico passante, talenti emergenti e artisti già affermati; favorire la formazione di sinergie tra i diversi linguaggi espressivi dell&#8217;arte contemporanea; promuovere il territorio.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/in-contemporanea-porcari/7718/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Don Carlo</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/don-carlo/7715</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/don-carlo/7715#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 18:57:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Di Marcoberardino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maggio Musicale Fiorentino]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro del Maggio Musicale Fiorentino]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Calamai]]></category>
		<category><![CDATA[Alexander Tsymbalyuk]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Vincenzo Bonsignore]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Ruberti]]></category>
		<category><![CDATA[Dmitry Beloselskiy]]></category>
		<category><![CDATA[Ekaterina Gubanova]]></category>
		<category><![CDATA[Ekaterina Sadovnikova]]></category>
		<category><![CDATA[Festival d'Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Friedrich Schiller]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Viviani]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Margheri]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[Italo Proferisce]]></category>
		<category><![CDATA[Kristin Lewis]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Giordano]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Fratini]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bussi]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Giordano]]></category>
		<category><![CDATA[Paata Burchulazde]]></category>
		<category><![CDATA[Saverio Fiore]]></category>
		<category><![CDATA[Zubin Mehta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7715</guid>
		<description><![CDATA[Il Don Carlo di Giuseppe Verdi, eseguito in forma di concerto, ha inaugurato l&#8217;ottantesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino, un festival, questo, che verrà tristemente ricordato per la profonda crisi che sta duramente colpendo il Teatro Comunale del capoluogo toscano. Numerose le tematiche che fanno di quest&#8217;opera una tra le più impegnative e intense di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/maggio-fiorentino.jpg" alt="maggio-fiorentino" class="alignleft size-full wp-image-7716" />Il <b>Don Carlo </b>di Giuseppe Verdi, eseguito in forma di concerto, ha inaugurato l&#8217;ottantesimo Festival del <b>Maggio Musicale Fiorentino</b>, un festival, questo, che verrà tristemente ricordato per la profonda crisi che sta duramente colpendo il Teatro Comunale del capoluogo toscano.<span id="more-7715"></span><br />
Numerose le tematiche che fanno di quest&#8217;opera una tra le più impegnative e intense di Verdi.<br />
Una trama complessa che ha portato lo stesso compositore a rivisitarne e a modificarne i contenuti più volte, dall&#8217;epoca della prima stesura parigina in cinque atti del 1867. Verdi, infatti, non si limita a raccontare una storia, ma la usa per far scontrare sulla scena ideologie universali e opposte tra loro. Così Filippo II di Spagna e Don Carlo, entrambi tragicamente innamorati della stessa donna, mettono in atto un durissimo scontro generazionale tra padre e figlio che si sviluppa sia sul piano politico sia su quello privato. Monarchia assoluta e politica liberale lottano nelle figure del sovrano e del Marchese di Posa e, infine, Stato e Chiesa si affrontano senza tregua fino alla sconfortante conclusione per cui <i>“il trono dovrà sempre piegarsi al cospetto dell&#8217;altare”</i>.<br />
In quest&#8217;opera il compositore affina lo studio psicologico dei suoi personaggi in modo del tutto innovativo: infatti, anche grazie a una efficace e impetuosa seppur controllata orchestrazione, ricostruisce il carattere di ognuno nota dopo nota, senza tralasciare interessanti quanto inaspettate sfaccettature. Esempio principe di detto studio è Filippo II, personaggio decisamente negativo che, tuttavia, rivela un lato fortemente patetico nella celeberrima aria <b>Ella giammai m&#8217;amò</b>, forse una tra le più belle dell&#8217;intera opera. A tal proposito, ha saputo dimostrarsi di grandissimo effetto Dmitry Beloselskiy, sovrano della serata in tutti i sensi, capace di far tremare il pubblico e di commuoverlo allo stesso tempo. Tristemente degno di nota è invece il protagonista dell&#8217;opera, Massimo Giordano, le cui voce e interpretazione non convincono affatto l&#8217;esigente pubblico del Teatro del Maggio. Ottima la Principessa Eboli di Ekaterina Gubanova. Innamorata, vendicativa e infine pentita, la mezzosoprano russa si rivela artista pienamente soddisfacente sia dal punto di vista tecnico che interpretativo. Rassegnata e infelice, esattamente come l&#8217;avrebbe desiderata lo stesso Verdi, Kristin Lewis con la sua splendida Elisabetta di Valois, sfrutta al meglio una voce praticamente ineccepibile.<br />
Un plauso particolare va al coro del Maggio Musicale e, naturalmente, al Maestro Lorenzo Fratini &#8211; che ha saputo plasmare le voci degli artisti e renderle una cosa sola in funzione della partitura. Buona &#8211; poteva essere altrimenti? &#8211; anche la bacchetta di Zubin Mehta. Il Maestro, visibilmente emozionato, ha efficacemente diretto l&#8217;orchestra con grande intelligenza musicale, rispettando e assecondando i tempi musicali dei vari artisti.<br />
Un <b>Don Carlo</b> piacevole da fruire e di buono spessore artistico quello dell&#8217;ottantesimo Festival del <b>Maggio Musicale Fiorentino</b>, uno spettacolo che lascia sperare nell&#8217;arrivo di tempi migliori. Ci auguriamo che il prossimo <b>Don Carlo </b>a Firenze possa abbandonare la forma di concerto per far spazio al fasto delle scene e dei costumi che più si addicono a un&#8217;opera di tale portata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p><b>L&#8217;opera è andata in scena:</b><br />
<b>Teatro del Maggio Musicale Fiorentino</b><br />
corso Italia, 16 – Firenze<br />
Giovedì 2 Maggio, ore 19:00<br />
Domenica 5 Maggio, ore 15:30<br />
Mercoledì 8 Maggio, ore 19:00<br />
Domenica 12 Maggio, ore 15:30</p>
<p><b>Don Carlo </b><br />
musiche Giuseppe Verdi<br />
opera in cinque atti di Fracois-Joseph Méry e Camille du Locle da Friedrich Schiller<br />
direttore Zubin Mehta<br />
maestro del coro Lorenzo Fratini<br />
orchestra e coro del Maggio Musicale Fiorentino<br />
Filippo II: Dmitry Beloselskiy<br />
Don Carlo: Massimo Giordano<br />
Rodrigo: Gabriele Viviani<br />
Il Grande Inquisitore: Paata Burchulazde<br />
Un frate: Alexander Tsymbalyuk<br />
Elisabetta: Kristin Lewis<br />
Eboli: Ekaterina Gubanova<br />
Tebaldo: Laura Giordano<br />
Il conte di Lerma/Un araldo reale: Saverio Fiore<br />
Una voce dal cielo: Ekaterina Sadovnikova<br />
Deputati fiamminghi: Andrea Vincenzo Bonsignore, Gianluca Margheri, Italo Proferisce, Alessandro Calamai, Davide Ruberti, Marco Bussi</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/don-carlo/7715/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Abito della fest al Teatro della Cooperativa</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/abito-della-fest-al-teatro-della-cooperativa/7710</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/abito-della-fest-al-teatro-della-cooperativa/7710#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 18:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Teatro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati & News]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro della Cooperativa]]></category>
		<category><![CDATA[Foyer in Mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Pirini]]></category>
		<category><![CDATA[Vanessa Tripi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7710</guid>
		<description><![CDATA[Pubblichiamo il comunicato relaativo alla mostra Abito della festa a cura di Francesco Pirini e Vanessa Tripi che &#8211; fino a mercoledì 5 giugno 2013 &#8211; sarà esposta al Teatro della Cooperativa nell’ambito di Foyer in Mostra. Vecchie fotografie comprate per pochi euro. Ricordi obsoleti di persone sconosciute, in un contemporaneo che produce ossessivamente immagini [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/teatro-cooperativa-milano131.jpg" alt="teatro-cooperativa-milano13" class="alignleft size-full wp-image-7712" />Pubblichiamo il comunicato relaativo alla mostra <strong>Abito della festa</strong> a cura di Francesco Pirini e Vanessa Tripi che &#8211; fino a mercoledì 5 giugno 2013 &#8211; sarà esposta al Teatro della Cooperativa nell’ambito di Foyer in Mostra.<span id="more-7710"></span></p>
<blockquote><p>Vecchie fotografie comprate per pochi euro. Ricordi obsoleti di persone sconosciute, in un contemporaneo che produce ossessivamente immagini più per vanità che per reale necessità di ricordare. L&#8217;abito della festa e l&#8217;appuntamento tanto atteso dal fotografo ora a nessuno interessano se non come merce. Parte da qui la nostra sperimentazione, da una collezione in continuo aumento di volti, persone, storie che non conosciamo ma vorremmo conoscere. Le tecniche utilizzate sono varie, da quelle più tradizionali e pittoriche a sperimentazioni con fotocopiatrice, carta e plastica.</p>
<p>Quello che sarà esposto dal 13 maggio al teatro della Cooperativa è una parte di questo progetto che continueremo a portare avanti arricchendo la collezione e lasciandoci ispirare da essa.</p>
<p>Vanessa Tripi nasce a Saronno 25 anni fa. Studia all&#8217;istituto d&#8217;arte dove si avvicina alla fotografia e alla storia dell&#8217;arte. Spesso e volentieri si chiude in camera oscura, dove perde la cognizione del tempo. Preferisce le cose fatte in casa.</p>
<p>Francesco Pirini nasce nel 1987 insieme al suo gemello. Voleva fare il paleontologo ma poi ha cambiato idea. Si è diplomato all&#8217;Accademia di Brera e  attualmente frequenta il MiMaster di illustrazione editoriale a Milano.</p>
<p>Insieme si aggirano per i mercatini delle pulci dove comprano cose inutili come le foto utilizzate per questo progetto.</p>
<p><strong>Teatro della Cooperativa</strong><br />
Via Hermada 8, Milano</p>
<p>15 maggio/5 giugno 2013<br />
da martedì 14 a venerdì 17 dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.00<br />
sabato e domenica dalle 18 alle 20.00</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/abito-della-fest-al-teatro-della-cooperativa/7710/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Richard III (overu la nascita du novu putiri)</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/richard-iii-overu-la-nascita-du-novu-putiri/7705</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/richard-iii-overu-la-nascita-du-novu-putiri/7705#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 20:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mara Verena Leonardini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro i]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Massa]]></category>
		<category><![CDATA[Simona Malato]]></category>
		<category><![CDATA[William Shakespeare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7705</guid>
		<description><![CDATA[Al teatro i Simona Malato diretta da Giuseppe Massa da vita alle tre donne di Riccardo III in un&#8217;opera parziale e personale sugli effetti nefasti del potere. A veicolare l&#8217;immagine di uno dei personaggi più malvagi di Shakespeare, il dialetto siciliano. Un cimitero di specchi: ognuno porta una bandiera. Ad aprire la scena è l&#8217;ex [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/teatro-i-milano.jpg" alt="teatro-i-milano" class="alignleft size-full wp-image-7706" />Al teatro i Simona Malato diretta da Giuseppe Massa da vita alle tre donne di Riccardo III in un&#8217;opera parziale e personale sugli effetti nefasti del potere. A veicolare l&#8217;immagine di uno dei personaggi più malvagi di Shakespeare, il dialetto siciliano.<span id="more-7705"></span></p>
<p>Un cimitero di specchi: ognuno porta una bandiera. </p>
<p>Ad aprire la scena è l&#8217;ex regina Elisabetta, che trascina le piccole bare dei propri figli, una musica tribale in sottofondo. Il corpo dell&#8217;attrice usato come grottesco strumento espressionista. Un corpo che dall&#8217;inizio alla fine dello spettacolo non smette di raccontare la fatica disumana di sopportare la sofferenza. Un corpo piegato e agonizzante, il corpo vinto e spezzato di chi ha subito l&#8217;abbandono, il tradimento, l&#8217;assassinio e la privazione degli affetti più cari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La tragedia di Riccardo III è quella del suo odio.</p>
<p>Tre donne protagoniste, tutte interpretate dalla coraggiosa Simona Malato, ognuna facendo eco all&#8217;altra e moltiplicandone la tragicità.<br />
La regina Elisabetta, la  regina Margherita e la madre, la duchessa di York. Tre immagini viventi di una sciagurata calamità umana che ovunque ha portato disperazione.<br />
La prima costretta nello straziante ricordo dei figli assassinati; la seconda, vedova di Enrico IV, ridotta a vivere di carità all&#8217;ombra degli assassini della sua famiglia; e infine, la madre di Riccardo, generatrice e spettatrice di tutto quel male.</p>
<p>Come già fece Shakespeare con il suo personaggio, il regista Giuseppe Massa usa Riccardo III per drammatizzare la malvagità umana e assurgerla a livello assoluto.</p>
<p>Se già Shakespeare aveva costruito sulla figura di Riccardo Plantageneto una impalcatura che si nutriva principalmente di immaginazione, riversando su di esso tutti gli incubi che il potere poteva generare, qui l&#8217;esasperazione dei suoi effetti è esponenziale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quasi una sintesi dei momenti più tragici dell&#8217;opera, Massa sceglie la IV scena del IV atto per raccontare in poche battute e tre soli personaggi la crudeltà di Riccardo.</p>
<p>&nbsp;<br />
Interessante e d&#8217;effetto la traduzione del testo in siciliano, tra l&#8217;arcaico e il popolare, che estrapola dal testo soprattutto l&#8217;aspetto carnale e sanguinario. Uno studio sulla lingua e sulla forza espressiva del dialetto come strumento teatrale capace di dare corpo e materia alla parola poetica.<br />
Un&#8217;operazione originale, ambiziosa e parziale al tempo stesso. Parziale perchè si limita a prendere in esame una piccola parte dell&#8217;opera senza la pretesa di raccontarla tutta e attraverso tutti i suoi livelli esegetici; ambiziosa perchè in quelle poche battute si concentra in termini universali la mostruosità del Duca di Gloucester.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di notevole suggestione l&#8217;utilizzo della maschera con cui è citato in termini fisici il personaggio di Riccardo, che diventa un mostro dalla gestualità rovesciata e convulsa che tuttavia ipnotizza il pubblico come una divinità pagana. Un fascino perverso di ambiguità e doppiezza, lo stesso che lo lega indissolubilmente a quell&#8217;universo femminile che ha distrutto e che al contempo lo ha generato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>
<b>Lo spettacolo è andato in scena:</b><br />
<strong><b>Teatro i</b></strong><br />
via Gaudenzio Ferrari, 11 – Milano<br />
fino a lunedì 13 maggio<br />
orari: da lunedì a sabato, ore 21.00 – domenica, ore 17.00 (<em>martedì riposo</em>)</p>
<p><b>Richard III (overu la nascita du novu putiri)</b><br />
di William Shakespeare<br />
regia e traduzione in siciliano Gc<br />
con Simona Malato<br />
luci Rudy Laurinavicius<br />
scene e costumi Simone Mannino<br />
aiuto costumista Isabella Stefanelli<br />
foto di scena Simona Scaduto<br />
assistente alla regia Simona D’Amico<br />
produzione Associazione Bogotà in collaborazione con A. C. Scupa e Nostra Signora c.c.d</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/richard-iii-overu-la-nascita-du-novu-putiri/7705/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mercatino di San Lorenzo</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/mercatino-di-san-lorenzo/7702</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/mercatino-di-san-lorenzo/7702#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 20:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana Costa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[CalibroNotte]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Lorenzo Palla]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Piccolo]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Mallus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7702</guid>
		<description><![CDATA[Un attore ed un cantautore accompagnano il pubblico alla scoperta di un mercato inesistente popolato da individui bizzarri, aneddoti fantasiosi ed elaborati ricordi rielaborati. La sottile linea che divide il fantastico dal reale e l&#8217;immaginifico dal tangibile si confonde nei colori della notte e nei rumorosi silenzi dei bar di Milano. Ieri sera siamo stati [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/bar.jpg" alt="bar" class="alignleft size-full wp-image-7703" />Un attore ed un cantautore accompagnano il pubblico alla scoperta di un mercato inesistente popolato da individui bizzarri, aneddoti fantasiosi ed elaborati ricordi rielaborati.<span id="more-7702"></span> La sottile linea che divide il fantastico dal reale e l&#8217;immaginifico dal tangibile si confonde nei colori della notte e nei rumorosi silenzi dei bar di Milano.</p>
<p>Ieri sera siamo stati al bar! Non uno dei tanti locali in cui si limitano a spillarti un boccale di doppio malto o un calice di rosso, bensì in uno di quelli che intrattengono gli avventori con spettacoli dal vivo.<br />
Abbiamo assistito al <b>Mercatino di San Lorenzo</b>, un recital a due voci e due strumenti dove, tra cataste di variopinte cassette di frutta e vasi di fiori, ritroviamo Davide Lorenzo Palla nella doppia veste di attore/autore, dopo averlo più volte recensito come ironico interprete dei testi di Federico Perrone. Qui apprendiamo dell’esistenza di questo mercatino tra le cui bancarelle, si aggirano personaggi dall’apparenza comune ma con storie assolutamente fuori dall’ordinario, rivissute sia attraverso i ricordi di Palla che nelle canzoni composte ed eseguite da Francesco Piccolo: lo stralunato venditore di <i>carillon</i>, il supernonno, la signora con l’amata piantina da rinvasare. Il linguaggio e le movenze sono quelli ruspanti del commerciante che cerca di attirare l’attenzione, decantando la mercanzia con forbiti giri di parole ed ammiccando alle massaie: si prestano perfettamente a tenere il pubblico inchiodato alla sedia – più sovente è in realtà uno sgabello – con risate ed applausi incessanti, sino al delirio finale.<br />
La scelta del bar si riallaccia alla tradizione gloriosa del <i>cabaret </i>milanese, dove cantautori e comici hanno messo insieme il repertorio che li ha resi famosi attraverso il continuo confronto con gli avventori. L’ora tarda e la compagnia di un bicchiere di “quello buono” si prestano particolarmente a sentire le storie che, fatte decantare nella memoria del narratore, ci paiono più affascinanti, come quelle che il supernonno raccontava la sera dopocena per accompagnarci lentamente nel mondo dei sogni. “Al mercatino di San Lorenzo / trovi gli artisti pieni di guai / che come me non crescono mai / trovi gli artisti pieni di gloria / che con gli errori scrivono la storia&#8221;.<br />
Con questa <b>Tournée da bar</b> CalibroNotte torna nei locali in cui lo scorso anno ha presentato il fortunato <b>Tritacarne Italia Show</b> con la speranza di bissarne il successo. A nostro parere, possono davvero ritenersi soddisfatti perché il pubblico ne sembra entusiasta seppur, rispetto allo spettacolo precedente, abbiano cambiato completamente formula, passando da un monologo &#8211; non ce ne voglia il burattino se non lo contiamo &#8211; ad una rappresentazione più articolata per rendere la musica coprotagonista sul palco. Nella parte introduttiva del <b>Mercatino di San Lorenzo</b>, Palla scherza su questa scelta itinerante come ripiego escogitato dal produttore per sopperire al fatto che gli autori oltre ad un buon prodotto –ben confezionato con tanto di cartellina – non avessero anche “una sala dove mettere un po’ di sedie per farci accomodare spettatori paganti”. Questa purtroppo è la realtà milanese: i teatri (ed i fondi pubblici) sono appannaggio di compagnie consolidate, lasciando uno spazio praticamente nullo ai giovani ed agli sperimentatori, con buona pace dei programmi elettorali che a ogni nuova elezione ci illudono che le cose possano cambiare. </p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><b>Lo spettacolo è in scena:</b><br />
<b>Tournée da bar 2</b><sup><b>nd </b></sup><b>edition </b><br />
8 &#8211; 17 maggio – <a href="http://teatro.persinsala.it/c/milano">Milano</a></p>
<p><b>Arci Ohibo&#8217; </b>- via Benaco 1<br />
mercoledì 8 maggio ore 21.00<br />
<a target="_blank" href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.associazioneohibo.it%2F&amp;h=VAQGvkPMy&amp;s=1">www.associazioneohibo.it</a></p>
<p><b>Pentesilea </b>- via Cesare Cesariano 6<br />
giovedì 9 maggio ore 20 </p>
<p><b>Arci Cicco Simonetta</b> &#8211; via Cicco Simonetta 16<br />
venerdì 10 maggio ore 21.30<br />
www.ciccosimonetta.org</p>
<p><b>La Buca Di San Vincenzo</b> &#8211; via San Vincenzo 15<br />
sabato 11 maggio ore 22<br />
<a target="_blank" href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.labucadisanvincenzo.it%2F&amp;h=XAQH_1Ucj&amp;s=1">www.labucadisanvincenzo.it</a></p>
<p><b>Pokai </b>- via Savona 15<br />
lunedì 13 maggio ore 22</p>
<p><b>Ostello Bello</b> &#8211; via Medici 4<br />
martedì 14 maggio ore 21 a<br />
<a target="_blank" href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ostellobello.com%2Fit&amp;h=OAQGyeLrp&amp;s=1">www.ostellobello.com</a></p>
<p><b>Arci Bellezza</b> &#8211; via Bellezza 16<br />
mercoledì 15 maggio ore 21<br />
<a target="_blank" href="http://www.arcibellezza.it/">www.arcibellezza.it</a></p>
<p><b>Scighera</b> &#8211; via Candiani 131<br />
giovedì 16 maggio ore 22<br />
<a target="_blank" href="http://www.lascighera.org"><span style="color: #0000ff;">www.lascighera.org</a></p>
<p><b>Bar Doria</b> &#8211; via Plinio 5<br />
venerdì 17 maggio ore 22<br />
+ festa di fine tour</p>
<p>CalibroNotte presenta<br />
<b>Mercatino di San Lorenzo</b><br />
spettacolo &#8211; concerto da bar e da battaglia<br />
di Davide Lorenzo Palla<br />
consulenza registica Riccardo Mallus<br />
impianto scenico Fabrizio Palla<br />
consulenza drammaturgica Federico Perrone<br />
con Davide Lorenzo Palla e Francesco Piccolo<br />
musiche originali di Francesco Piccolo (voce, pianoforte, chitarra)<br />
accompagnamento di Tiziano Cannas (fisarmonica, tromba, violino)<br />
supporto Organizzativo Sara Carmagnola<br />
aiuto ufficio stampa Ilaria Caputo</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/jlQvrhL-3Vc?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>http://www.youtube.com/watch?v=Y59zBXvvIls</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/mercatino-di-san-lorenzo/7702/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La terra Desolata</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/la-terra-desolata/7700</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/la-terra-desolata/7700#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 20:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Falabella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Annig Raimondi]]></category>
		<category><![CDATA[Cocktail Party]]></category>
		<category><![CDATA[Pacta]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Sanesi]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Stearns Eliot]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7700</guid>
		<description><![CDATA[Continua, per tutto il mese di maggio, il Cocktail Party dedicato a Thomas Stearns Eliot al Teatro Oscar di Milano. Dal 3 maggio al 2 giugno il Teatro Oscar presenta un omaggio a Thomas Stearns Eliot, forse il maggiore poeta anglo-americano del Novecento. Il Progetto Cocktail Eliot, realizzato in collaborazione con British Council, Università degli [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/teatro-oscar-milano1.jpg" alt="teatro-oscar-milano1" class="alignleft size-full wp-image-7701" />Continua, per tutto il mese di maggio, il <b>Cocktail Party</b> dedicato a Thomas Stearns Eliot al Teatro Oscar di Milano.<span id="more-7700"></span></p>
<p>Dal 3 maggio al 2 giugno il Teatro Oscar presenta un omaggio a Thomas Stearns Eliot, forse il maggiore poeta anglo-americano del Novecento. Il Progetto <b>Cocktail Eliot</b>, realizzato in collaborazione con British Council, Università degli Studi di Milano, QuindiQuando e Zonemp, è composto da tre spettacoli:<b> Cocktail Party</b>, <b>Cats e altri gatti pratici</b> e <b>La terra desolata</b>. La trilogia, oltre a essere un omaggio al grande poeta, è anche l’occasione di tracciare una linea sul carattere e la vita di questo grande autore per giungere a una comprensione più profonda del suo pensiero e della sua opera.</p>
<p>Tra gli spettacoli proposti all’interno del progetto, <b>La terra desolata</b> è andato in scena, il 7 e 8 maggio, per la regia e l&#8217;interpretazione di Annig Raimondi &#8211; e la traduzione di Roberto Sanesi. <b>La terra desolata</b> è ormai uno spettacolo cult: infatti, è al diciottesimo anno di repliche, ma &#8211; nonostante sia in scena da moltissimi anni &#8211; è sempre in grado di parlare in modo nuovo e profondo al suo pubblico.</p>
<p>Il libro<b> The Wast Land</b> &#8211; pubblicato nel 1922 &#8211; è suddiviso in cinque sezioni dove si rincorrono elementi simbolici e archetipici innestati in descrizioni di situazioni e paesaggi. Su tutto predomina il simbolo del Santo Graal o coppa del sangue di Cristo, ferito e sofferente a causa della creazione desertificata e impura. Dalla tradizione letteraria al mito, dalla religione all’antropologia culturale, tutto confluisce in un’opera che attinge alle filosofie orientali e ai testi sacri per rappresentare un’allegoria dello spirito smarrito.</p>
<p>La struttura frammentaria e divagante della narrazione ben si presta all’esecuzione in forma teatrale del testo poetico, cha approfitta dei congegni del teatro elisabettiano, del <i>music-hall</i> popolare, della poesia metafisica, della sacra rappresentazione medievale, del nonsense ironico come della suggestione simbolista.</p>
<p>La voce recitante si moltiplica e si spersonalizza nella variazione dei registri in un monologo a più voci per sollevare il problema di un Io in crisi, che sentendo di aver perduto la propria centralità tenta di recuperarsi in un contesto di voci altre e diverse.</p>
<p>Dopo la rappresentazione teatrale la regista e attrice si è intrattenuta a discutere con il suo pubblico sulla complessità dell’opera che porta in scena da diciotto anni, consigliando di apprestarsi alla visione dello spettacolo non prima di aver letto il poema di Eliot e di soffermarsi sulle note che accompagnano il testo per poter raggiungere una comprensione testuale ed emotiva più completa dell’opera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><b>Lo spettacolo è andato in scena:</b><br />
<b>Teatro Oscar </b><br />
via Lattanzio, 58 &#8211; Milano</p>
<p><b>La terra Desolata</b><br />
di Thomas Stearns Eliot<br />
traduzione Roberto Sanesi<br />
regia Annig Raimondi<br />
con Annig Raimondi<br />
scene e luci Fulvio Michelazzi<br />
costumi Nir Lagziel<br />
musiche Maurizio Pisati, La Cruz, Antonio Scarano, Richard Wagner<br />
produzione PACTA dei Teatri<br />
&nbsp;<br />
<b>Gli appuntamenti continuano:</b></p>
<div><b>Cocktail Party</b></div>
<div>regia Annig Raimondi</div>
<div>con Annig Raimondi, Maria Eugenia D’Aquino, Massimo Loreto, Riccardo Magherini, Antonio Rosti e Vladimir Todisco Grande</div>
<div>fino a domenica 2 giugno</div>
<div>(<i>esclusi il 7, 8, 23 e 29 maggio</i>)</div>
</blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/la-terra-desolata/7700/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Zelig Cabaret</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/zelig-cabaret/7695</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/zelig-cabaret/7695#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 20:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Ugge</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Zelig]]></category>
		<category><![CDATA[Cabaret Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Zelig Cabaret]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7695</guid>
		<description><![CDATA[Si narra&#8230; di una coppia i comici e di un mimo che fecero ridere la platea allo Zelig Cabaret dal 9 all&#8217;11 maggio. E fin qui tutto bene&#8230; Si narra di quando Mosè si trovò di fronte alle acque del Mar Rosso e disse: «Le naturali in cantina e le frizzanti in frigo!». È con [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/zelig-milano-80x80.jpg" alt="zelig-milano-80x80" class="alignleft size-full wp-image-7697" />Si narra&#8230; di una coppia i comici e di un mimo che fecero ridere la platea allo Zelig Cabaret dal 9 all&#8217;11 maggio. E fin qui tutto bene&#8230;<span id="more-7695"></span></p>
<p>Si narra di quando Mosè si trovò di fronte alle acque del Mar Rosso e disse: «Le naturali in cantina e le frizzanti in frigo!». È con queste parole che il duo comico, composto da Enzo Paci e Andrea Bottesini, dà inizio allo spettacolo <b>Fin qui tutto bene</b>. Partendo dal loro pezzo forte, <i>Si narra</i>, per poi passare a <i>I Doppiatori</i>, <i>Il Carosello</i> e <i>I Cronisti dell&#8217;Esegesi ermeneutica della lirica</i>.</p>
<p>Attraverso questa allegra carrellata di <i>sketch</i> si analizzano, in modo divertente, le idiosincrasie della società attuale: di fretta, finta e ormai incapace di comunicare e, soprattutto, di ascoltare. Intendendo, però &#8211; si badi bene &#8211; una comunicazione non solo verbale. Il 75% delle forme di comunicazione, infatti, è costituito dal <i>non</i> verbale: gesti, espressioni, sguardi. Ed è qui che entra in scena il sapiente “mimo” Simone Barbato che, attraverso la propria gestualità, diverte molto più di tanti comici dalle battute ormai scontate.</p>
<p>In scena, Barbato è in grado di &#8220;trasformarsi&#8221; &#8211; con abilità incredibile &#8211; in forbici, mucche, asini stizziti, gomme da masticare, riuscendo in modo eccelso nel proprio intento. E per chi, come me, non ha mai sentito un mimo parlare, ecco che &#8211; appena gli appoggiano un cappello in testa &#8211; Barbato esprime al meglio anche la sue abilità attorali, recitando un pezzo di <b>Aspettando Godot</b>, e quelle di cantante lirico &#8211; insieme ad Andrea Bottesini.</p>
<p>A ogni frase o movimento corrisponde una risata da parte del pubblico, che partecipa direttamente allo spettacolo aiutando i comici genovesi a perfezionare il loro dialetto bergamasco e, come usuale negli spettacoli di caberet, divenendo oggetto di uno scherno volto a strappare una risata in più e a creare un&#8217;atmosfera di festa.</p>
<p><b>Lo spettacolo è andato in scena:</b><br />
<b>Zelig Cabaret </b><br />
viale Monza, 140 &#8211; Milano<br />
doppio spettacolo con il duo PACI-BOTTESINI e SIMONE BARBATO<br />
sabato 11 maggio 2013, ore 21.30</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/zelig-cabaret/7695/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Luminescienz</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/luminescienz/7693</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/luminescienz/7693#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 20:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mara Verena Leonardini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Filodrammatici]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Lapi]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Merlini]]></category>
		<category><![CDATA[Enrica Chiurazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Meola]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Cordella]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Terruso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7693</guid>
		<description><![CDATA[Al Teatro Filodrammatici la giovane Compagnia Òyes diretta da Umberto Terruso indaga con ironia il fenomeno delle sette. E il sipario si apre sulla debolezze tutta umana che tende a darsi senza riserve all&#8217;autorità delle leadership. Se l&#8217;oscurità ti ottunde, se ti trovi al centro di un labirinto e non sai come uscirne, se la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/teatro-filodrammatici-milano.jpg" alt="teatro-filodrammatici-milano" class="alignleft size-full wp-image-7694" />Al Teatro Filodrammatici la giovane Compagnia Òyes diretta da Umberto Terruso indaga con ironia il fenomeno delle sette. E il sipario si apre sulla debolezze tutta umana che tende a darsi senza riserve all&#8217;autorità delle leadership.<span id="more-7693"></span></p>
<p>Se l&#8217;oscurità ti ottunde, se ti trovi al centro di un labirinto e non sai come uscirne, se la strada è perduta e la notte è senza stelle, insomma “Se sei al buio&#8230; accendi la luce!”. Così la canzone che apre la scena risolve in modo semplice e indolore i momenti critici della vita.</p>
<p>Un uomo si risveglia dal coma in seguito a un incidente automobilistico convinto di essere il prescelto da un&#8217;entità superiore. Non gli resta che seguire il richiamo diventando il profeta di una nuova setta. </p>
<p>Basta poco per far sì che le persone, colte nel vivo delle proprie debolezze, si abbandonino a una guida che promette successo e felicità.</p>
<p>Persino un ex-perdente come il nostro protagonista, ombra di se stesso e incapace a muovere interesse o amore nei suoi simili, trova una facile via d&#8217;accesso al cuore altrui facendo leva sulle sue paure.</p>
<p>La pièce ha inizio mentre l&#8217;uomo è dalla sua ex, che inorridita rifugge le sue attenzioni a quanto pare piuttosto ricorrenti.</p>
<p>Il povero stalker ce la mette tutta per riconquistare il cuore dell&#8217;ex fidanzata, facendola sentire apprezzata e amata, e soprattutto insinuandole il dubbio che solo lui possa capirla davvero. Ma se gli abbracci non bastano a convincerla, lo fanno le informazioni personali che nessuno a parte lei potrebbe mai conoscere e che lui le sciorina davanti come un vero sensitivo.</p>
<p>La sedicente chiaroveggenza sembra mietere successi non solo, a quanto pare, con la donna desiderata e provoca una certa sensazione di incondizionata fiducia in moltissimi futuri adepti. Ben presto il protagonista riesce ad attirare attorno a sé una folla tanto numerosa di seguaci che la voce arriva persino a un noto attore, che come gli altri non riesce a resistere al richiamo della setta.</p>
<p>Tra svilizzazione dell&#8217;autonomia critica dell&#8217;individuo ed esaltazione del gruppo, il leader offre l&#8217;allettante opportunità di consegnare le responsabilità di ognuno nelle proprie mani, offrendo soluzioni sicure e felicità garantita. Quale migliore occasione di togliersi dall&#8217;imbarazzo della scelta tra bene e male, tra giusto e sbagliato? </p>
<p>Come è ovvio, i problemi inizieranno a sorgere nonostante il crescente autoritarismo del leader e i tentativi di arginare critiche e opposizioni tra gli iniziati con umiliazioni pubbliche e isolamenti forzati. </p>
<p>Una riflessione sulle dinamiche narcisistiche che spingono alcuni a ricoprire ruoli di potere per soddisfare le proprie pulsioni, altri a riconoscersi senza riserve in un gruppo che li faccia sentire finalmente integrati, fornisca loro un&#8217;identità condivisa che non riescono a sviluppare autonomamente e uno scopo comune che incanali energie e desideri.</p>
<p>Indispensabile per ottenere obbedienza è l&#8217;ottimismo, la promessa di felicità, che nella complessità del contemporaneo è un miraggio a cui difficilmente si resiste.</p>
<p>Un testo ironico e svelto quello di Dario Merlini e una brillante prova per tutti gli attori della Compagnia Òyes, formata da ex allievi dell’Accademia dei Filodrammatici. </p>
<p>Per uno spettacolo kafkiano che scorre senza intoppi, grazie anche a una scenografia funzionale e minimalista – unico elemento importante un fondale che cambia colore a seconda delle suggestioni drammaturgiche. </p>
<p>Manca forse a tratti uno sviluppo più profondo della riflessione tematica che conduca a un legame empatico con la vicenda rappresentata. Un limite dettato dal ritmo e da una recitazione sempre troppo cerebrale, seppur indubbiamente divertente, dei dialoghi sempre incalzanti.</p>
<blockquote><p>
<strong><b>Lo spettacolo continua: </b></strong><br />
<a href="http://teatro.persinsala.it/milano/teatro-filodrammatici"><b>Teatro Filodrammatici</b></a><br />
Via Filodrammatici, 1 – <a href="http://teatro.persinsala.it/milano">Milano</a><br />
fino a domenica 19 maggio<br />
orari: martedì, ore 20.45; mercoledì, ore 19.30; giovedì, venerdì e sabato, ore 20.45; domenica, ore 16.00</p>
<p><strong><b>Luminescienz</b></strong><br />
di Dario Merlini<br />
regia di Umberto Terruso<br />
con Enrica Chiurazzi, Stefano Cordella, Andrea Lapi, Francesco Meola, Dario Merlini<br />
scene e costumi Chiara Luna Mauri<br />
assistenti alla regia Daniele Crasti, Fabio Zulli<br />
produzione Òyes con il sostegno di Teatro Filodrammatic
</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/luminescienz/7693/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Anatolij Vasil’ev, cittadino onorario di Pontedera</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/anatolij-vasilev-cittadino-onorario-di-pontedera/7690</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/anatolij-vasilev-cittadino-onorario-di-pontedera/7690#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 19:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Teatro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Era]]></category>
		<category><![CDATA[Anatolij Vasil’ev]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7690</guid>
		<description><![CDATA[Segnaliamo con piacere la notizia. Mercoledì 15 maggio alle ore 11 nella Sala del Consiglio Comunale Comune di Pontedera, Palazzo Stefanelli, in corso Matteotti 37. Alla cerimonia per il conferimento della Cittadinanza onoraria al russo Anatolij Vasil’ev, insigne regista e pedagogo teatrale, la cittadinanza onoraria da parte del Sindaco di Pontedera, Simone Millozzi. Anatolij Vasil’ev, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/Anatolij-Vasiliev.jpg" alt="Evening Programme, Anatoly Vasiliev with his carte blanche" class="alignnone size-full wp-image-7691" /></p>
<p>Segnaliamo con piacere la notizia.<span id="more-7690"></span></p>
<p>Mercoledì 15 maggio alle ore 11 nella Sala del Consiglio Comunale Comune di Pontedera, Palazzo Stefanelli, in corso Matteotti 37.<br />
Alla cerimonia per il conferimento della Cittadinanza onoraria al russo Anatolij Vasil’ev, insigne regista e pedagogo teatrale, la cittadinanza onoraria da parte del Sindaco di Pontedera, Simone Millozzi.</p>
<p><strong>Anatolij Vasil’ev, maestro del teatro europeo, cittadino onorario di Pontedera</strong></p>
<p>Il Sindaco di Pontedera rinnova una tradizione quasi ventennale di riconoscimenti a grandi maestri delle arti, conferendo al russo Anatolij Vasil’ev, insigne regista e pedagogo teatrale, la cittadinanza onoraria.</p>
<p>La cerimonia avrà luogo mercoledì 15 maggio alle ore 11 nella Sala del Consiglio comunale.</p>
<p>Ricordiamo che il primo maestro del teatro, cittadino onorario di Pontedera, è stato Jerzy Grotowski che alla nostra città ha legato la fase finale del suo straordinario percorso creativo. E proprio nel nome di Grotowski, alla fine degli anni Ottanta, è iniziata la frequentazione di Vasil’ev con il Teatro di Pontedera; una relazione feconda che si è articolata in numerosi progetti e passaggi susseguitisi negli anni, tra Pontedera, Mosca, Volterra e Firenze. Vasil’ev, artista di fama mondiale, veniva a Pontedera con la sua compagnia del Teatro “Scuola d’Arte Drammatica” di Mosca per partecipare a incontri di lavoro con Grotowski e i suoi collaboratori; mentre su invito della Fondazione Pontedera Teatro presentava i suoi spettacoli e saggi teatrali, prove aperte e lezioni. Parallelamente, sia il Workcenter di Grotowski, sia il Teatro di Pontedera venivano invitati a Mosca al Teatro “Scuola d’Arte Drammatica”. Vasil’ev ci ha testimoniato il suo affetto partecipando nell’ottobre del 2008 all’inaugurazione del Teatro Era, di cui per anni aveva visto la maquette nella vecchia sede di Via Manzoni.</p>
<p>Il contributo di Anatolij Vasil’ev alla storia del teatro contemporaneo sta in una serie di spettacoli innovativi e memorabili e in una costante, rigorosa attività pedagogica innervata nella grande tradizione stanislavskijana. Pirandello, Molière, Puškin, Heiner Müller sono gli autori che più frequentemente ha messo in scena; Sei personaggi in cerca d’autore, Questa sera si recita a soggetto, Anfitrione, Le lamentazioni di Geremia, Don Giovanni, ovvero il convitato di pietra, Mozart e Salieri, Medeamaterial, Il viaggio di Onegin sono  i suoi spettacoli più conosciuti, presentati in tutto il mondo.<br />
L’attuale residenza a Pontedera è di nuovo nel nome di Pirandello. Infatti dall’11 maggio all’1 giugno, ospite della Fondazione Pontedera Teatro, Vasil’ev dirigerà un laboratorio su Pirandello dal titolo “L’innesto”. Il laboratorio, scaturito dal progetto di “Pedagogia per Pedagoghi” tenutosi a Venezia, si è poi sviluppato nel corso di diverse residenze all’Istituto Grotowski di Wroclaw, in Polonia; l’approdo a Pontedera, con otto partecipanti, è la prosecuzione di una lunga fase di ricerca e formazione. Alla fine della residenza sono previste tre sessioni di lavoro aperte al pubblico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/anatolij-vasilev-cittadino-onorario-di-pontedera/7690/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lieder e Arie da Camera</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/lieder-e-arie-da-camera/7687</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/lieder-e-arie-da-camera/7687#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 10:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Alfieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Convento Ss. XII Apostoli]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro d’Agostini]]></category>
		<category><![CDATA[Elvira Maria Iannuzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Wagner]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7687</guid>
		<description><![CDATA[L’associazione Musica ai Ss. Apostoli omaggia due giganti della musica celebrandone il bicentenario della nascita: Wagner e Verdi. Per la musica classica l’attuale anno in corso, il 2013, segna un anniversario “doppio” che non può assolutamente venire trascurato; per la precisione, si tratta del bicentenario della nascita delle due personalità che hanno lasciato il segno [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://teatro.persinsala.it/wp-content/uploads/2013/05/santi-apostoli.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7688" alt="santi apostoli" src="/wp-content/uploads/2013/05/santi-apostoli-80x80.jpg" /></a>L’associazione Musica ai Ss. Apostoli omaggia due giganti della musica celebrandone il bicentenario della nascita: Wagner e Verdi.<span id="more-7687"></span></p>
<p>Per la musica classica l’attuale anno in corso, il 2013, segna un anniversario “doppio” che non può assolutamente venire trascurato; per la precisione, si tratta del bicentenario della nascita delle due personalità che hanno lasciato il segno più profondo nel XIX secolo e che hanno ispirato una parte cospicua e significativa non solo dell’arte moderna, ma della cultura in senso ampio. Stiamo parlando di Richard Wagner, nato il 22 Maggio del 1813, e di Giuseppe Verdi, nato il 10 Ottobre, come detto, dello stesso anno. Sono numerose le attività e le iniziative culturali, anche nella città di Roma, realizzate per celebrare questo doppio anniversario, e tra queste c’è anche quella dell’Associazione Musica ai Ss. Apostoli, che, giunta quest’anno alla terza stagione, ha deciso di dedicare un bellissimo concerto ai lieder dei due grandi compositori. Nella sala dell’Immacolata del Convento Ss. XII Apostoli, la voce del soprano Elvira Maria Iannuzzi e il pianoforte del maestro Alessandro d’Agostini hanno dato vita a uno spettacolo esclusivo, trascinante e di grande qualità. L’esclusività dell’evento sta nel fatto che il repertorio dei lieder dei due compositori viene raramente eseguito, perciò si è trattato di un’occasione unica per godere di una selezione pregevole di brani straordinari, dove il genio dei due maestri emerge chiaramente. Non a caso, molti di questi brani mostrano già intuizioni e ispirazioni che saranno evidenti nella produzione wagneriana e verdiana più celebre; come ha ben esposto d’Agostini nella sua introduzione alle esecuzioni, questi lied sono indicativi in relazione alle vicende biografiche dei due autori, soprattutto quelli di Wagner, che infatti testimoniano delle sue tristi e irrisolte vicende amorose; sempre il pianista, affermato direttore d’orchestra che ha lavorato fra gli altri per Il Teatro dell’Opera di Roma e come Direttore per il Teatro Nazionale dell’Opera di Macedonia, ha evidenziato come due di questi lied, ovvero <strong>Traume</strong> e il meraviglioso<strong> Im Treibhaus</strong>, fossero degli studi preparatori alla scrittura del capolavoro <strong>Tristano e Isotta</strong>. La prima parte del concerto, dedicata a Wagner, attesta anche le qualità straordinarie del soprano Iannuzzi: esecuzione impeccabile, empatica, precisa e al contempo di grande energia. Il meglio di sé il soprano però lo offre al pubblico nella seconda parte, in quella dedicata a Verdi: è chiara da subito la lontananza rispetto al <em>corpus</em> di brani wagneriani, soprattutto perché si tratta di un insieme differenziato di canzoni realizzate in un grande lasso di tempo. Si va dalla memorabile <strong>Tu dici che non m’ami?</strong>, stornello che Verdi dedicò al collega e amico Francesco Maria Piave, librettista dei suoi maggiori capolavori, quando quest’ultimo divenne invalido. Il brano, frizzante e brioso, che mette in evidenza le riconosciute corrispondenze melodiche ed espressive tra la tradizione del melodramma italiano e la romanza ironica specie napoletana, viene eseguito dal duo ben due volte, anche alla richiesta del bis da parte del pubblico; a questa assomiglia anche <strong>Brindisi</strong>, lied scritto per Verdi da Andrea Maffei, intellettuale della borghesia milanese, noto traduttore di Shakespeare e librettista del <strong>Macbeth</strong>. Oltre ad altri brani scritti da Maffei, sono state eseguite <strong>In solitaria stanza</strong> di Jacopo Vittorelli, poeta e antichista del XVIII secolo, e due brani tradotti (sembra alquanto maldestramente, ma certo in maniera funzionale) direttamente da Wolfgang Goethe. In conclusione, uno splendido concerto, profondo ma anche divertente; Musica ai Ss. Apostoli dà appuntamento a Domenica 19 maggio per un concerto per piano a quattro mani, con musiche di Debussy, Fauré e Poulenc.</p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo è andato in scena:</strong><br />
<strong> Convento Ss. XII Apostoli &#8211; Sala dell’Immacolata</strong><br />
via del Vaccaio 9 &#8211; Roma<br />
domenica 12 maggio, ore 19.00</p>
<p>Musica ai Ss. Apostoli presenta<br />
<strong>R. Wagner – G. Verdi. Lieder e Arie da Camera</strong><br />
di Richard Wagner, Giuseppe Verdi<br />
soprano Elvira Maria Iannuzzi<br />
piano Alessandro d’Agostini</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/lieder-e-arie-da-camera/7687/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Meraviglia</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/meraviglia/7686</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/meraviglia/7686#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 09:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Brancaccio]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Pietrolini]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Bertolino]]></category>
		<category><![CDATA[Equipe Eventi sas]]></category>
		<category><![CDATA[Fanzia Verlicchi]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Vaccaro]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Richetta]]></category>
		<category><![CDATA[Ileana Prudente]]></category>
		<category><![CDATA[Irene Chiarle]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Rizzi]]></category>
		<category><![CDATA[Micol Veglia]]></category>
		<category><![CDATA[Niki Casalboni]]></category>
		<category><![CDATA[Viola Cappelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7686</guid>
		<description><![CDATA[Al teatro Brancaccio di Roma il 10 e 11 maggio i Sonics hanno conquistato la platea con Meraviglia. La geniale creatività del circo moderno unita ad acrobazie spettacolari. Su un filmato in cui scorrono le immagini dell&#8217;infanzia di un bambino, una voce accompagna i ricordi e guida lungo una riflessione. «&#8230;Se scoprissi più del lecito, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6289" title="teatrobrancaccio-roma" alt="" src="http://teatro.persinsala.it/wp-content/uploads/2012/11/teatrobrancaccio-roma.jpg" width="80" height="80" />Al teatro Brancaccio di Roma il 10 e 11 maggio i Sonics hanno conquistato la platea con <strong>Meraviglia</strong>. La geniale creatività del circo moderno unita ad acrobazie spettacolari.<span id="more-7686"></span></p>
<p>Su un filmato in cui scorrono le immagini dell&#8217;infanzia di un bambino, una voce accompagna i ricordi e guida lungo una riflessione. «&#8230;Se scoprissi più del lecito, cosa resterebbe al giorno o alla notte da scoprire o all&#8217;attimo da cogliere, o al presente da afferrare, cosa resterebbe di me&#8230; Voglio percorrere le strade che portano dentro un&#8217;emozione. Voglio vivere una vita fatta di meraviglia!»; si apre con queste intense parole lo spettacolo dei Sonics, compagnia torinese di acrobati nata nel 2001, che in pochi anni ha raggiunto traguardi ambiziosi, e che nel titolo racchiude tutta la sua essenza: <strong>Meraviglia</strong>.<br />
Non un semplice sostantivo acclamato con stupore, ma un pianeta extraterrestre i cui abitanti si muovono al suo interno, plasmando lo spazio aereo in maniera fantasiosa, interagendo con altri oggetti scenici introdotti in un susseguirsi di emozioni. Dai tessuti ai cerchi, passando per strutture complesse, originali, sospese per aria e in cui otto straordinari atleti (quattro ragazze e quattro ragazzi) si muovono fluttuanti, al limite del contorsionismo, come se la forza di gravità non esistesse.<br />
Una macchina d&#8217;acciaio a quindici metri d&#8217;altezza, con un diametro di quattro, a forma sferica, quasi a rappresentare una sorta di grande lanterna rossa, in grado di supportare le conturbanti acrobazie degli otto protagonisti, è il motore forte che dà vita alla scena dove «non c&#8217;è una drammaturgia testuale ma visuale, fatta di musiche, colori e corpi che si muovono nello spazio disegnando figure, spazi, mondi paralleli», come spiega Alessandro Pietrolini, fondatore dei Sonics insieme a Ileana Prudente.<br />
Adrenalina, stupore e comicità sono dunque gli ingredienti di <strong>Meraviglia</strong>, una favola moderna e senza presunzione se non quella di far sognare lo spettatore attirandolo in un ambiente surreale e indefinito proprio della fantasia umana. Una farfalla in punta di piedi si agita così in un giardino animato dove la stessa natura dà vita all&#8217;essere umano, libero di amare il suo prossimo, uomo o donna che sia. Visioni oniriche e fiaba s&#8217;intrecciano all&#8217;unisono come i perfetti corpi dei giovanissimi acrobati che fondono muscoli e talento, entrambi messi a nudo e ricoperti contemporaneamente da particolari costumi, che rievocano spesso il mondo animale e che hanno impreziosito, per due serate, il palco del teatro Brancaccio di Roma, dove a regnare è stata l&#8217;arte e l&#8217;eleganza in grado di far dimenticare per poco più di un&#8217;ora tutto ciò che fuori ci circonda.<br />
La bravura dei Sonics, che finora è giunta nelle più belle città e località italiane, europee e del mondo, da Miami a Mumbai, da Frankfurt a Dubai passando per Patrasso, Beirut e Kiev (dove hanno presentato un frammento di <strong>Meraviglia</strong> durante la Cerimonia di apertura dello Stadio che ha ospitato gli Europei di Calcio 2012), continuerà ad emozionare tantissime platee, ma noi siamo sempre pronti ad accoglierli per spiccare insieme un altro meraviglioso volo.</p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo è andato in scena:</strong><br />
<strong> Teatro Brancaccio</strong><br />
via Merulana, 244 &#8211; Roma<br />
venerdì 10 e sabato 11 maggio, ore 21.00<br />
(<em>durata 1 ora e venti intervallo escluso</em>)</p>
<p>La compagnia acrobatica SONICS presenta<br />
<strong>Meraviglia</strong><br />
di Alessandro Pietrolini<br />
coreografie aeree Ileana Prudente<br />
performers Irene Chiarle, Federica Vaccaro, Micol Veglia, Viola Cappelli, Giorgio Richetta, Claudio Bertolino, Lucio Rizzi, Alessandro Pietrolini<br />
costumi Ileana Prudente<br />
disegno luci Niki Casalboni, Alessandro Pietrolini<br />
produzione e distribuzione Fanzia Verlicchi per Equipe Eventi sas</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/meraviglia/7686/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dance_B: Bando di accesso a residenze creative</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/dance_b-bando-di-accesso-a-residenze-creative/7683</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/dance_b-bando-di-accesso-a-residenze-creative/7683#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 May 2013 19:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Teatro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci]]></category>
		<category><![CDATA[Dance_B]]></category>
		<category><![CDATA[Residenze teatrali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7683</guid>
		<description><![CDATA[A luglio sarà pubblicato il bando di accesso alle residenze creative di Dance_B, destinato agli autori. A Milano, nel quartiere isola, a due passi dai teatri su cui si esibiscono compagnie di danza classica e contemporanea acclamate in tutto il mondo, ha sede Dance_B, un progetto di residenze di supporto alla creazione degli autori. In [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/danceb.jpg" alt="danceb" class="alignnone size-full wp-image-7684" /></p>
<p>A luglio sarà pubblicato il bando di accesso alle residenze creative di <strong>Dance_B</strong>, destinato agli autori.<span id="more-7683"></span></p>
<p>A Milano, nel quartiere isola, a due passi dai teatri su cui si esibiscono compagnie di danza classica e contemporanea acclamate in tutto il mondo, ha sede <strong>Dance_</strong>B, un progetto di residenze di supporto alla creazione degli autori. In questo spazio, realizzato in collaborazione con DanceHaus e con Anticorpi XL, i coreografi o aspiranti tali hanno l’opportunità di allestire il proprio spettacolo fruendo di  sale prova attrezzatissime ma, soprattutto, godendo del clima di fervore creativo e scambio culturale che si crea lavorando sotto lo stesso tetto con altri artisti, produttori e i promotori dello spettacolo dal vivo. Il progetto di residenza può prevedere supporti sia economici che di ospitalità nonché di gestione di un budget per il progetto.<br />
Tra un paio di mesi, a luglio, sarà pubblicato il bando per assegnare le residenze creative a partire da quest’autunno, invitiamo pertanto i coreografi e danzatori interessati ad iniziare a preparare la presentazione del proprio progetto e tener d’occhio il sito.<br />
In bocca al lupo!</p>
<blockquote><p><strong>Per ulterioriu informazioni:</strong><br />
il bando per le residenze autunnali sarà pubblicato nel mese di luglio sul sito:<br />
<a target="_blank" href="http://www.danceb.org" target="_blank">www.danceb.org</a></p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/dance_b-bando-di-accesso-a-residenze-creative/7683/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Adamo&amp;Eva al Teatro Studio Uno</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/adamoeva-al-teatro-studio-uno/7708</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/adamoeva-al-teatro-studio-uno/7708#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 May 2013 16:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Teatro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati & News]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Studio Uno]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Teri]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Rovetti]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Maddalena]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Twain]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7708</guid>
		<description><![CDATA[Pubblichiamo il comunicato relativo allo spettacolo in scena al Teatro Studio Uno. Il &#8220;progetto residenze&#8221; promosso dal Teatro Studio Uno di Torpignattara in questi mesi ha fatto delle sale del teatro un luogo di costruzione, incontri e scambi, dando spazio e visibilità alle giovani compagnie indipendenti della scena off e risalto alla drammaturgia contemporanea e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/teatro-studio-uno-roma-80x80.jpg" alt="teatro-studio-uno-roma-80x80" class="alignleft size-full wp-image-7709" />Pubblichiamo il comunicato relativo allo spettacolo in scena al Teatro Studio Uno.<span id="more-7708"></span><br clear="all" /></p>
<blockquote><p>Il &#8220;progetto residenze&#8221; promosso dal Teatro Studio Uno di Torpignattara in questi mesi ha fatto delle sale del teatro un luogo di costruzione, incontri e scambi, dando spazio e visibilità alle giovani compagnie indipendenti della scena off e risalto alla drammaturgia contemporanea e alla sperimentazione. Il progetto ha ospitato sei compagnie con sei residenze temporanee che hanno portato alla creazione di altrettanti spettacoli site specific.</p>
<p>L’ultimo appuntamento vedrà in scena dal 7 al 19 maggio lo spettacolo <strong>Adamo&#038;Eva</strong> scritto e diretto da Laura Rovetti con Leonardo Maddalena e Anna Terio. Lo spettacolo è liberamente ispirato a <strong>Il diario di Adamo ed Ev</strong>a di Mark Twain. E’ il racconto dell’uomo e della donna, delle loro differenze, ne narra i clichès, gli stereotipi e le piccole verità senza mai riuscire però a svelare il mistero assoluto dell’attrazione tra i sessi. Attraverso questa favola dai toni leggeri e delicati, Adamo ed Eva si incontrano e scontrano, si conoscono, imparano ad accettarsi e scoprono finalmente di amarsi… amarsi per tutta la vita.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/adamoeva-al-teatro-studio-uno/7708/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Fu Mattia Pascal</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/il-fu-mattia-pascal-2/7682</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/il-fu-mattia-pascal-2/7682#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 May 2013 08:29:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Di Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Quirino]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Pirandello]]></category>
		<category><![CDATA[Tato Russo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7682</guid>
		<description><![CDATA[Uno spettacolo da non perdere per coloro che non conoscono il celebre romanzo di Pirandello, e che sa offrire nuovi spunti anche ai suoi lettori più appassionati. Il fu Mattia Pascal è un celebre romanzo di Luigi Pirandello pubblicato nel 1904. La storia inizia a Miragno, un immaginario paesino ligure dove Mattia lavora come bibliotecario. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2515" title="Teatro-Quirino-roma" alt="" src="http://www.persinsala.it/teatro/wp-content/uploads/2012/12/Teatro-Quirino-roma-80x80.jpg" width="80" height="80" />Uno spettacolo da non perdere per coloro che non conoscono il celebre romanzo di Pirandello, e che sa offrire nuovi spunti anche ai suoi lettori più appassionati.<span id="more-7682"></span><br />
<strong>Il fu Mattia Pascal</strong> è un celebre romanzo di Luigi Pirandello pubblicato nel 1904. La storia inizia a Miragno, un immaginario paesino ligure dove Mattia lavora come bibliotecario. Una serie di complicate vicende famigliari spingono il protagonista a lasciare l’amata Olivia e a sposare Romilda con cui condivide una vita insulsa tediata dalla presenza della Vedova Pescatore, madre di Romilda. Mattia appare da principio come un fallito, uno “scioperato”; è così che lo vedono gli abitanti del piccolo paese e lui non sembra preoccuparsi eccessivamente di risollevare la sua reputazione, afflitto dai rimpianti cui si alterna una sorta di nostalgia per una vita mai vissuta. La morte della madre e i continui litigi con la moglie e la suocera scuotono definitivamente la vita di Mattia, che mosso dalla disperazione fugge nottetempo dal paese. Arrivato quasi per caso a Montecarlo, tenta la sorte alla roulette e sorprendentemente vince una somma altissima. Mattia si decide dunque a ritornare a casa per riscattare la sua proprietà e vendicarsi dei soprusi della suocera,ma un altro fatto muta il suo destino. Mentre è in treno legge per caso su un giornale che a Miragno è stato ritrovato nella roggia di un mulino il cadavere di Mattia Pascal, scomparso da molti giorni, uccisosi per dissesti finanziari. Sebbene sconvolto, comprende presto che, credendolo tutti morto, può avere un&#8217;altra vita. Così, con lo pseudonimo di Adriano Meis inizia a viaggiare in Italia e poi all&#8217;estero. Infine, decide di stabilirsi a Roma, dove s’innamora, ricambiato, di Adriana con cui tenta di dar luogo ad una nuova vita stabile. Ma presto si rende conto che la sua esistenza è fittizia. Infatti, non essendo registrato all&#8217;anagrafe, non può sposare Adriana, e non può svolgere alcuna delle normali attività quotidiane, poiché privo di identità. Finge così un suicidio e ritorna a Miragno sotto il nome di Mattia Pascal. Sono intanto trascorsi due anni e arrivato al paese, Mattia scopre che la moglie si è risposata e ha avuto una bambina. Si ritira così dalla vita e trascorre le sue giornate nella biblioteca polverosa dove lavorava in precedenza a scrivere la sua storia e ogni tanto si reca al cimitero per portare sulla tomba del &#8220;fu Mattia Pascal&#8221; una corona di fiori.<br />
L’opera Pirandelliana, è magistralmente riscritta da Tato Russo in chiave di commedia. Un filo sottile di ironia accompagna lo spettatore nell’intricato labirinto dell’essere al cui centro si staglia un mostro senza volto e senza nome: la propria identità. È questo in fondo l’eterno dilemma che accompagna l’intera opera: Cosa corrisponde ad un semplice nome proprio? È nel tentativo di rispondere a questa domanda che Mattia inizia il suo viaggio attraverso le varie declinazioni della sua esistenza nell’eterna contraddizione tra l’essere e l’apparire, che si rivelerà insolubile lasciandolo vivo tra i morti e morto tra i vivi. Tato Russo interpreta il doppio ruolo di Mattia Pascal e di Adriano Meis, ma anche gli altri personaggi che appaiono nella vicenda si rincorrono nella storia, interpretata dagli stessi attori in identità e personaggi diversi e simmetrici, in un gioco di specchi che volutamente rimanda alle somiglianze tra le due vite vissute dal protagonista. Musiche e scenografie minimaliste ma efficaci accompagnano la narrazione che scorre piacevolmente, anche grazie a un cast di riguardo su cui svetta la statura artistica del protagonista.</p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo continua:</strong><br />
<strong> Teatro Quirino</strong><br />
via delle Vergini, 7 &#8211; Roma<br />
fino a domenica 12 Maggio<br />
orari: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16.45<br />
(<em>durata 2 ore e mezza circa intervallo incluso</em>)</p>
<p><strong> Il Fu Mattia Pascal</strong><br />
dall’omonimo romanzo di Luigi Pirandello<br />
di e con Tato Russo</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/il-fu-mattia-pascal-2/7682/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>More matter for a May evening</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/more-matter-for-a-may-evening/7675</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/more-matter-for-a-may-evening/7675#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 May 2013 13:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Curatola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[England news]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7675</guid>
		<description><![CDATA[Rubrica di Simona Curatola Remembering that it is possible to sign a membership card (only 5 euro per year!) with which you have discounts and free passes in many theatres in Italy, we would like to recommend you some of the most important dates throughout our country. Starting from Rome, Teatro Argotpresents Alan Sillitoe&#8217;s The [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/persinsala-english.jpg" alt="persinsala-english" class="alignnone size-full wp-image-7678" /></p>
<p><i> Rubrica di Simona Curatola</i></p>
<p>Remembering that it is possible to sign a membership card (only 5 euro per year!) with which you have discounts and free passes in many theatres in Italy, we would like to recommend you some of the most important dates throughout our country.<span id="more-7675"></span></p>
<p>Starting from Rome, <b>Teatro Argot</b><b>presents</b> Alan Sillitoe&#8217;s <b>The Loneliness of the Long Distance Runner</b> (until May 12), while from May 14 to 26 <b>is on stage Suerte</b> (written, directed and performed by Alessio di Clemente, from the homonymous novel by Giulio Laurenti). At <b>Teatro Vascello</b> (20% discount) <b>continues</b> up to May 12 <b>L&#8217;arma &#8211; How Long is now</b>, with Giorgio Colangeli, Andrea Bosca and Mariachiara Di Mitri. On May 14 and 15 <b>Teatro Persona presents Aure</b>, with Valentina Salerno, Francesco Pennacchia and Chiara Michelini, directed by Alessandro Serra, while from May 17 to 19 it will be the turn of <b>Lightblack</b>, where eight different performers will share the same stage (direction by Andrea De Magistris and Giovanna Vicari). Finally, from May 21 to 23 Manuela Kustermann will perform as soloist in <b>Saffo o il Volo dell&#8217;Acrobata (Sappho or the Acrobat Flight)</b>, inspired by Marguerite Yourcenar&#8217;s Fires and directed by Massimo Greenish. At <b>Teatro Eliseo</b> (21% discount) from May 7 to 26 Monica Guerritore is Oriana Fallaci in <b>Mi chiedete di parlare (You ask me to speak)</b>, written and directed by the same Guerritore, whereas at <b>Piccolo Teatro Eliseo</b> (21% discount) from May 7 to 19 Isabella Ragonese is the star of Dennis Kelly&#8217;s <b>Taking care of baby</b>, directed by Fabrizio Arcuri and from May 24 to 26<b>Love is a wonderful thing</b>, written by Antonio Tarantino and directed by Andrée Ruth Shammah, with Ivana Monti and Laura Pasetti will close the season “Esequie Solenni”. At <b>Teatro Belli</b> (a free ticket for one paid) <b>is on stage </b>up to May 12<b> I, Ludwig van Beethoven</b>, written, directed and starring Corrado D&#8217;Elia. From May 14 to 26 Alberto Oliva directs <b>Confession</b> (from Dostoevskij&#8217;s Demons), adapted by and starring Mino Manni.<br />
Moving to Milan, let’s start with <b>Teatro Franco Parenti</b> (30% discount on the full price and 50% for groups of minimum 10 people) where from May 9 to 19 <b>is on stage</b> Harold Pinter’s <b>A kind of Alaska</b> with Sara Bertelà; from May 11 to 18, <b>Tfaddal (Welcome to those who were not born yet)</b>, thirteen variations of Hamlet from the new generation, while from May 21 to 24 May and from May 27 to 30 <b>Laiv Action</b>, Festival of performing arts live workshops. <b>Teatro della Cooperativa</b> (ticket: 13 €) presents <b>Mothers. Concert of mistakes and intimacy</b>, with Francesca Albanian, Silvia Baldini, Swewa Schneider and Laura Valli (from May 10 to 12). From May 20 to June <b>1</b><sup><b>st</b></sup><b> national debut </b>of<b> Communicating doors</b>, a comedy thriller by Alan Ayckbourn, directed by Marco Rampoldi. We would also like to remind, at <b>Teatro Studio Expo</b> from May 9 to 19 <b>Othello Spritz</b> with Bebo Storti, written and directed by Renato Sarti. Finally, at <b>Teatro degli Arcimboldi</b> (discount 10-50% depending on the show) <b>we signal</b> from May 10 to 12, <b>Siddhartha. The Musical</b> and on Tuesday, May 14, Gigi Proietti and the Orchestra “I Pomeriggi Musicali” in <b>Pierino e il Lupo&#8230; e molto altro! </b>(<b>Peter and the Wolf&#8230; and much more!)</b>.<br />
In Tuscany, we highly recommend for Fabbrica Europa 2013, <b>Residenza Creativa</b> with Anatolij Vasil’ev (from May 8 to June 1<sup>st</sup> at <b>Teatro Era</b> in Pontedera – only some of the working sessions will be open to the public. Reservations required, limited seating).<br />
At <b>Teatro Fabbricone and Teatro Fabbrichino</b> in Prato from May 10 to 12 <b>is on stage Memories of a slave</b> &#8211; a Gigi Di Luca project with Pamela Villoresi.<br />
Last but not least, in Bologna, at <b>Teatri di Vita national debut</b> on May 24 of Bernard-Marie Koltès’ <b>Quai Ouest,</b> directed by Andrea Adriatico with Anna Amadori and Gabriele Duma.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/more-matter-for-a-may-evening/7675/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli indifferenti</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/gli-indifferenti/7671</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/gli-indifferenti/7671#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 May 2013 15:06:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Mugliarisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Franco Parenti]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Gifuni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7671</guid>
		<description><![CDATA[Al Teatro Franco Parenti di Milano, tre preziose repliche dello spettacolo di Fabrizio Gifuni &#8211; nato in occasione dei 150 anni dall’Unità d’Italia. Alle parole documentaristiche dell’attore, si mescolano le note commoventi del pianoforte d Luisa Prayer e della voce di Monica Bacelli. Gli indifferenti. Quando si leggono queste parole, si pensa istintivamente all’opera di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/franco-parenti-teatro-milano1.jpg" alt="franco-parenti-teatro-milano1" class="alignleft size-full wp-image-7672" />Al Teatro Franco Parenti di Milano, tre preziose repliche dello spettacolo di Fabrizio Gifuni &#8211; nato in occasione dei 150 anni dall’Unità d’Italia. <span id="more-7671"></span>Alle parole documentaristiche dell’attore, si mescolano le note commoventi del pianoforte d Luisa Prayer e della voce di Monica Bacelli.</p>
<p><b>Gli indifferenti</b>. Quando si leggono queste parole, si pensa istintivamente all’opera di Moravia; ma in questo caso il riferimento all’opera è solo tangenziale: lo spunto di Gifuni proviene da una frase di Gramsci del 1917 &#8211; nella quale lo statista dice chiaramente <i>“odio gli indifferenti”</i>, affermazione lapidaria che prosegue in una riflessione sulla fetta ingente di responsabilità che questo genere di persone ha nei confronti di gravi fatti storici che possono verificarsi. La loro inettitudine, la loro assenza di spina dorsale, celata sotto false spoglie di innocentismo e pacifismo, si trasforma sempre nella sorpresa di fronte a eventi prevedibili, che avrebbero potuto essere evitati con una loro presa di posizione. Non a caso, gli ignavi sono gli unici condannati infernali di cui nemmeno Dante si degna di parlare nella sua <b>Commedia</b>.</p>
<p>E così fu per il Fascismo. L’apatia di molte persone &#8211; simili ai protagonisti del testo di Moravia &#8211; fu una preziosa alleata di quelle istituzioni e di quegli intellettuali che, pur di ottenere posizioni di rilievo, si piegarono prontamente alle direttive del regime &#8211; senza comprendere che tali posizioni erano più controlli strategici che riconoscimenti dovuti. Una tale combinazione provocò una conversione ideologica vastissima, che non si fermò nemmeno di fronte all’insensatezza e alle contraddizioni della lotta razziale contro gli ebrei, che in Italia aveva ancora meno ragion d’essere: l’operazione di propaganda &#8211; o meglio, di  “lavaggio del cervello” &#8211; non sarebbe stata così efficace se i vari Montanelli, Mascagni, Pizzetti, Casella, Gravelli avessero avuto il coraggio, come Toscanini, di ribellarsi a ciò che ritenevano indecente: in un celebre concerto del 1931, a Bologna, il Maestro si rifiutò di eseguire due inni fascisti in apertura; schiaffeggiato (a 65 anni!) da un gruppo di Gioventù fascista, fu costretto a rinunciare allo spettacolo e ad andarsene dall’Italia. E questo è solo uno tra gli esempi di opposizione raccontati da Gifuni, solo una tra le tante storie di cui l’Italia oggi prova vergogna; ma, accanto al grande direttore parmense, ci sono l’ironia colta e, al tempo stesso popolare, di Gadda, la forza illuminata dei pensieri di Gramsci, le parole agguerrite e commoventi di un intellettuale partigiano come Ramat.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alle proteste di questi fari della democrazia, si alternano, in una sorta di spettacolo totale, le musiche eseguite &#8211; con sentita interpretazione pianistica &#8211; da Luisa Prayer e la voce della bravissima mezzo-soprano Laura Bacelli. Il lato musicale spazia da Mascagni a Richard Strauss, da Pizzetti a Respighi, sottolineando talvolta le sensazioni del momento, creando talaltra un contrasto rispetto alle parole pronunciate. Ma più spesso, la musica sottolinea e completa il discorso portato avanti dall’attore nell’evidenziare il forte legame tra arte e regime sotto la dittatura fascista.<br />
Molto spesso si sente abusare dell’aggettivo “necessario” di fronte a un dato artistico, ma in questo caso non se ne può fare a meno. Questa è una <i>performance </i>che risveglia le coscienze, che si addentra in documenti e fatti meno risaputi o troppo facilmente dimenticati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sarebbe bello, quindi, vedere lo spettacolo rappresentato nelle scuole o proposto in massa alle scolaresche come elemento necessario alla formazione di cittadini dotati di consapevolezza e senso critico verso la storia &#8211; visto l’attuale stato delle cose, preoccupante quasi quanto quello fascista. Non è inutile ricordare che ancora oggi molte idee e nostalgie del Ventennio continuano a vibrare nel sottosuolo; molte manovre politiche sono simili a quelle pre-regime, solo più subdole e meno scoperte; per non parlare poi della violenza “manganellara” degli ultimi giorni che fa temere il peggio e rabbrividire di fronte alla spaventosa attualità de <i>L’inno del Santo manganello</i> che gli squadristi scrivevano dietro al santino della “Madonna del manganello” e che intonavano quando picchiavano a sangue intellettuali e preti dissidenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><b>Lo spettacolo continua: </b><br />
Teatro Franco Parenti<br />
via Pier Lombardo, 14 &#8211; Milano<br />
fino a giovedì 9 maggio</p>
<p><b>Gli indifferenti</b><br />
di e con Fabrizio Gifuni<br />
voce Fabrizio Gifuni<br />
mezzo soprano Monica Bacelli<br />
Commissione della Accademia Filarmonica Romana<br />
Produzione: A.C. Pietre che cantano</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/gli-indifferenti/7671/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Handy non Andy</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/handy-non-andy/7667</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/handy-non-andy/7667#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 May 2013 15:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro della Cooperativa]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Lafortezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7667</guid>
		<description><![CDATA[Sul palcoscenico del Teatro della Cooperativa, l&#8217;ironia disarmante dello &#8220;sfigocomico&#8221; Michele Lafortezza. Ironico e autoironico. È così che ama definirsi Michele Lafortezza, autore e protagonista di Handy non Andy, in scena al Teatro della Cooperativa, ed è così che riesce a far ridere di gusto il suo pubblico. Con la sua disarmante verve, lo &#8220;Sfigocomico&#8221;, come lui stesso si [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/teatro-cooperativa-milano13.jpg" alt="teatro-cooperativa-milano1" class="alignleft size-full wp-image-7670" />Sul palcoscenico del Teatro della Cooperativa, l&#8217;ironia disarmante dello &#8220;sfigocomico&#8221; Michele Lafortezza.<span id="more-7667"></span></p>
<p>Ironico e autoironico. È così che ama definirsi Michele Lafortezza, autore e protagonista di <b>Handy</b><b> non </b><b>Andy</b>, in scena al Teatro della Cooperativa, ed è così che riesce a far ridere di gusto il suo pubblico. Con la sua disarmante <i>verve</i>, lo &#8220;Sfigocomico&#8221;, come lui stesso si appella, porta in scena vicende tratte dal suo quotidiano e legate alla sua tetraparesi spastica distonica: momenti di vita vissuta trasportati in una brillante dimensione comica dall&#8217;attore che, divertendo e divertendosi, li riassume in simpatici sketch, in grado al tempo di stesso di far riflettere e far ridere. </p>
<p>Non mancano riferimenti pungenti alla situazione sociopolitica che l&#8217;Italia sta attraversando, così come sono frequenti nel testo di Lafortezza aspre critiche nei confronti di grandi multinazionali, che spesso purtroppo sacrificano i diritti dei lavoratori e il rispetto per il pianeta in nome del profitto.</p>
<p>Lo spettacolo di Lafortezza non è soltanto un avvicendarsi di satira e sketch puramente comici, è anche la dimostrazione concreta e limpida di come sia possibile superare barriere apparentemente insormontabili con la giusta dose di ironia e disincanto, senza cedere all&#8217;autocommiserazione e a facili vittimismi.</p>
<p>Gli scorci di vita raccontati dall&#8217;attore non sono altro che &#8220;storie quotidiane di un Handy che possono essere anche di un Non Handy&#8221;: in fondo, nessuno può definirsi pienamente &#8220;normale&#8221; semplicemente perché il concetto di normalità è pura astrazione, un concetto &#8220;altro&#8221; rispetto alla realtà che ci circonda.</p>
<p>Il messaggio che nella sua semplice ma efficacissima comicità Michele Lafortezza vuole dare a chi lo ascolta arriva dritto al cuore: in un mondo in cui ognuno è preoccupato per la propria carriera, per la propria realizzazione personale, è quantomai necessario recuperare la facoltà di saper ascoltare e comprendere gli altri per riuscire a ritrovare la gioia della condivisione e il rispetto per tutti gli esseri viventi e ridare un senso alla nostra esistenza che, come ci insegna Michele, non può prescindere da quella degli altri.</p>
<blockquote><p><b>Lo spettacolo è andato in scena:<br />
Teatro della Cooperativa<br />
</b>Via Hermada, 8 &#8211; Milano<br />
da venerdì 3 a domenica 5 maggio<br />
Orari: venerdì e sabato ore 20.45 &#8211; domenica ore 16.00</p>
<p><b>Handy non Andy</b><br />
di e con Michele Lafortezza</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/handy-non-andy/7667/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Facciamo che io ero io</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/facciamo-che-io-ero-io/7665</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/facciamo-che-io-ero-io/7665#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 May 2013 15:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Cirini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Elfo-Puccini]]></category>
		<category><![CDATA[Gioele Dix]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Lastrico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7665</guid>
		<description><![CDATA[Un’incontenibile ondata di comicità travolge il pubblico del Teatro Elfo Puccini. Le rime incatenate di Maurizio Lastrico conquistano gli spettatori che, ammaliati dagli esilaranti endecasillabi del cabarettista ligure, accolgono con entusiasmo il debutto milanese di Facciamo che io ero io. Qualche libro posato qua e là, una tavola apparecchiata, degli scaffali colorati, un materasso e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/elfo-puccini.jpg" alt="elfo-puccini" class="alignleft size-full wp-image-7666" />Un’incontenibile ondata di comicità travolge il pubblico del Teatro Elfo Puccini. Le rime incatenate di Maurizio Lastrico conquistano gli spettatori che, ammaliati dagli esilaranti endecasillabi del cabarettista ligure, accolgono con entusiasmo il debutto milanese di <b>Facciamo che io ero io</b>.<span id="more-7665"></span></p>
<p>Qualche libro posato qua e là, una tavola apparecchiata, degli scaffali colorati, un materasso e uno stendibiancheria compongono la scenografia dello spettacolo. Saranno questi oggetti ad aiutare l’interprete nell’avvincente compito di ricreare sul palco quell’atmosfera intrisa di quotidianità che ispira la sua inarrestabile forza comica. Lastrico, poeta scanzonato della normalità, riesce a rievocare &#8211; semplicemente &#8211; i suoi ricordi d’infanzia e a raccontare &#8211; con altrettanta naturalezza &#8211; la biografia di Gesù. Le voci degli anziani che giocano a carte nel bar del paese si fondono con quelle di Dio e Abramo &#8211; protagoniste dell’episodio biblico che narra il sacrificio d’Isacco. La cronaca di una serata al ristorante giapponese si mescola al racconto dell’Ultima Cena. Non si tratta di banalizzare, demistificare o ridicolizzare. La lingua dantesca permette all’attore genovese di muoversi agevolmente da un’interpretazione all’altra, senza mai essere scontato, volgare o banale. Questa particolare scelta stilistica gli consente di tornare su luoghi comici già frequentati per riproporli in modo ancora più accattivante, ironico ed efficace.</p>
<p>Sul palco dell’Elfo Puccini, d’altra parte, lo <i>show man</i> sorprende con una notevole prova d’attore. Smessi i panni del comico televisivo, l’artista si mostra incredibilmente a proprio agio anche in quelli teatrali. A divertire, infatti, non sono solo le spassose trovate del testo: ad accrescere lo <i>humour</i> della <i>performance </i>contribuisce, infatti, la sua considerevole abilità mimetica che la regia, curata da Gioele Dix, esalta perfettamente. Variando di continuo il suo tono di voce e saltellando con energia da una parte all’altra del palco, l’interprete può regalare allo spettacolo una straordinaria forza dinamica che, minuto dopo minuto, rende sempre più incalzante il ritmo dello stesso. A colpire, inoltre, è la sua sete di novità: senza adagiarsi sui successi ottenuti, il comico sperimenta nuovi <i>sketch</i>, costantemente alla ricerca di quell’originalità che l’ha reso famoso.</p>
<p>Una risata liberatoria si leva in platea a ogni rima. La parete trasparente che separa ciò che accade sulla scena dagli spettatori è definitivamente abbattuta: Maurizio Lastrico interagisce con loro, li coinvolge e, alla fine, li invita addirittura a salire sul palco. Il suo umorismo, schietto e spontaneo, porta a teatro un’atmosfera rilassata, complice ed estremamente piacevole. Alla fine, dopo circa un’ora e mezza di contagiosa allegria, il pubblico, rinvigorito nello spirito, torna nuovamente <i>“a riveder le stelle”</i>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>
<b>Lo spettacolo continua:  </b><br />
<b>Teatro Elfo Puccini   </b><br />
corso Buenos Aires, 33 &#8211; Milano<br />
fino a domenica 12 maggio<br />
orari: da martedì a sabato, ore 21.00 &#8211; domenica, ore 17.00<br />
&nbsp;<br />
<b>Facciamo che io ero io</b><br />
di e con Maurizio Lastrico<br />
regia di Gioele Dix<br />
produzione: Bananas<br />
(<i>durata </i><i>90 minuti</i>)</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/facciamo-che-io-ero-io/7665/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Madri al Teatro della Cooperativa</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/madri-al-teatro-della-cooperativa/7663</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/madri-al-teatro-della-cooperativa/7663#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 May 2013 14:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Teatro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati & News]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro della Cooperativa]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Bucci]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Albanese]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Valli]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Curatella]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Baldini]]></category>
		<category><![CDATA[Swewa Schneider]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7663</guid>
		<description><![CDATA[Segnaliamo che da venerdì 10 a domenica 12 maggio 2013, al Teatro della Cooperativa di Milano, sarà in scena Madri, concerto di sbagli e intimità, una produzione Residenza Teatrale Qui e Ora, con il contributo di Etre Esperienze Teatrali di Residenza – Fondazione Cariplo e in collaborazione con Campo Teatrale, Teatro Inverso, Residenza Idra, Zonak. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2013/05/teatro-cooperativa-milano1.jpg" alt="teatro-cooperativa-milano1" class="alignleft size-full wp-image-7664" />Segnaliamo che da venerdì 10 a domenica 12 maggio 2013, al Teatro della Cooperativa di Milano, sarà in scena<b> Madri, concerto di sbagli e intimità</b>, una produzione Residenza Teatrale Qui e Ora, con il contributo di Etre Esperienze Teatrali di Residenza – Fondazione Cariplo e in collaborazione con Campo Teatrale, Teatro Inverso, Residenza Idra, Zonak.<span id="more-7663"></span> Domenica lo spettacolo sarà preceduto alle 19:00 da <strong>Happy mamma</strong>, un evento con buffet e polaroid accompagnato dalle musiche dal vivo di Matteo Curatella.</p>
<blockquote><p><b>MADRI concerto di sbagli e di intimità</b><br />
di e con Francesca Albanese, Silvia Baldini, Swewa Schneider, Laura Valli<b></b><br />
con lo sguardo di Elena Bucci<br />
elaborazione drammaturgica Silvia Baldini<br />
direzione musicale Catherine Robin, costumi Erica Sessa, fotografie interviste Martina Santamaria, montaggio audio-video Diego Roveroni, disegno luci Domenico Cicchetti,<br />
organizzazione Carlo Grassi, Simona Patti, Letizia Schiavello, un particolare ringraziamento a Elena Lolli</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/madri-al-teatro-della-cooperativa/7663/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nella rete</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/nella-rete/7661</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/nella-rete/7661#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 May 2013 11:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caterina Perali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[Carla Fusani]]></category>
		<category><![CDATA[Elisa Canfora]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Spadavecchia]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Muzzolon]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Zennaro]]></category>
		<category><![CDATA[Mirella Salvischiani]]></category>
		<category><![CDATA[Renata Coluccini]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Panzeri]]></category>
		<category><![CDATA[Ylenia Santo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7661</guid>
		<description><![CDATA[In scena, al Verdi di Milano, la nuova produzione del Teatro del Buratto, Nella Rete. Interessante spettacolo tecnologico su un fenomeno che, purtroppo, interessa tutti da vicino: la dipendenza da internet. Nella Rete è la seconda tappa del progetto Giovani e nuove dipendenze - dedicato al mondo degli adolescenti e pre-adolescenti e iniziato dal Teatro del Buratto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7286" alt="teatro-verdi-milano" src="http://teatro.persinsala.it/wp-content/uploads/2013/03/teatro-verdi-milano.jpg" width="80" height="80" />In scena, al Verdi di Milano, la nuova produzione del Teatro del Buratto, <strong>Nella Rete</strong>. Interessante spettacolo tecnologico su un fenomeno che, purtroppo, interessa tutti da vicino: la dipendenza da internet.<span id="more-7661"></span></p>
<p><strong>Nella Rete</strong> è la seconda tappa del progetto <strong>Giovani e nuove dipendenze</strong> - dedicato al mondo degli adolescenti e pre-adolescenti e iniziato dal Teatro del Buratto nel 2011, con <strong>Binge Drinking</strong>. Lo spettacolo racconta di Iphone, Twitter, Facebook, Messenger, Whatsapp, Skype, Ruzzle, ma anche di tre adolescenti, di dipendenza, di solitudine, di emarginazione, di morte.</p>
<p>I protagonisti sono tre personalità che incrociano le loro storie nella vita reale e in quella virtuale, condividendo lo stesso liceo ma, più che altro, <em>surfando</em> sulla stessa rete. C&#8217;è il timido Giulio, deriso dai compagni che si nasconde dietro a mille avatar &#8211; alter-ego virtuali; c&#8217;è Francesca &#8211; l&#8217;innamorata &#8211; che, al contrario dell&#8217;omonima di dantesca memoria, manda allegramente le proprie foto mezza nuda al ragazzo; e c&#8217;è la blogger e anaffettiva Elena che, con i suoi racconti, vive la vita altrui &#8211; e mai la propria.</p>
<p>Nascosti dietro a monitor e <em>nickname</em>, giovani e adulti passano la propria esistenza tentando di piacere: assumendo un&#8217;immagine il più possibile accattivante per riuscirci, credendo che non sia possibile essere amati semplicemente per ciò che si è. Di conseguenza, il disperato bisogno di piacere a qualcuno &#8211; fingendosi progressivamente più sexy e interessanti &#8211; trasforma la tecnologia in un&#8217; estensione narcisistica di se stessi. Un gioco di specchi nel quale, chi entra a farne parte &#8211; diventando “amico”, si sente finalmente incluso e accettato in quello scambio di riflessi dove io mi piaccio, lo specchio mi piace e nessuno si sporca le mani.</p>
<p>La scenografia di <strong>Nella Rete</strong>, studiata da Marco Muzzolon con un azzeccatissimo blu Facebook, cerca di amplificare proprio questo gioco di specchi, arrivando a portare il riflesso all&#8217;interno del riflesso stesso. Allo stesso modo, Carlo Fusani e il suo intervento grafico basato sui frattali &#8211; geometrie che si ripetono all&#8217;infinito su scale diverse &#8211; rimanda allo stesso concetto. Gli attori agiscono in una stanza dalle pareti liquide, con limiti spaziali che si dilatano e spariscono. Si può essere dappertutto.</p>
<p>Il testo &#8211; interessante e attuale &#8211; scade forse un po&#8217; nel retorico verso la fine, ma colpisce, arrivando dritto al cuore di una platea piena di adolescenti, ai quali sembra voler chiedere se valga ancora la pena di sporcarsi le mani con la realtà, correndo il rischio di essere amati &#8211; e non solo di piacere.</p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo continua:</strong><br />
<strong>Teatro Verdi</strong><br />
via Pastrengo, 16 &#8211; Milano<br />
fino a mercoledì 15 maggio</p>
<p><strong>Nella Rete</strong><br />
di Renata Coluccini<br />
con Elisa Canfora, Stefano Panzeri, Ylenia Santo<br />
scene Marco Muzzolon<br />
disegno luci Marco Zennaro<br />
costumi Mirella Salvischiani<br />
video Carla Fusani<br />
direttore di produzione Franco Spadavecchia</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/nella-rete/7661/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bennisuite</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/bennisuite/7660</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/bennisuite/7660#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 May 2013 11:14:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Marconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Tieffe Teatro Menotti]]></category>
		<category><![CDATA[Emilio Russo]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Vasini]]></category>
		<category><![CDATA[Marcella Formenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Balbi]]></category>
		<category><![CDATA[Mariella Visalli]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Loprevite]]></category>
		<category><![CDATA[Microband]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Stravalaci]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Benni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7660</guid>
		<description><![CDATA[Al Tieffe Teatro, uno spettacolo brioso che celebra la scrittura di Stefano Benni, mettendone in musica storie e parole grazie alla Microband. «Ma che notte è? È tutto vero o mi hai messo della roba nel caffè?»: sono le parole del ritornello di una delle numerose canzoni che vengono interpretate durante lo spettacolo e che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7076" alt="tieffe-teatro-milano" src="http://teatro.persinsala.it/wp-content/uploads/2013/02/tieffe-teatro-milano1.jpg" width="80" height="80" />Al Tieffe Teatro, uno spettacolo brioso che celebra la scrittura di Stefano Benni, mettendone in musica storie e parole grazie alla Microband.<span id="more-7660"></span></p>
<p>«Ma che notte è? È tutto vero o mi hai messo della roba nel caffè?»: sono le parole del ritornello di una delle numerose canzoni che vengono interpretate durante lo spettacolo e che ben rappresentano il senso dell’esperimento teatrale diretto da Emilio Russo.</p>
<p><strong>Bennisuite</strong> rappresenta &#8211; come consuetudine per Tieffe Teatro &#8211; un felice connubio tra tre diversi mondi artistici: la scrittura, il teatro e la musica.</p>
<p>La <em>pièce</em> è tratta dai trentacinque anni di parole di Stefano Benni, i cui romanzi e raccolte di racconti &#8211; tra i quali <strong>Bar Sport</strong> e <strong>Il bar sotto il mare</strong> &#8211; presentano uno stile unico e inconfondibile all’interno del panorama letterario italiano. Le sue storie sono invenzioni incredibili &#8211; al limite tra realtà e fantasia, verosimiglianza e illogicità, comico e paradossale. Lo spettacolo teatrale prova &#8211; e riesce &#8211; a rendere in maniera efficace le stesse atmosfere, calcando la mano sull’irragionevolezza dei personaggi e delle situazioni.</p>
<p>I quattro protagonisti si ritrovano in quella che sembra la sala disordinata di un bar: moltissime sedie di legno di cui alcune ribaltate a terra, una sorta di bancone, un vassoio di cornetti e paste curiosamente da non mangiare. Un uomo di mezza età (l’ottimo Marco Balbi) si autoproclama capocomico e sembra dirigere gli altri protagonisti nell’interpretazione di un racconto ciascuno, tratto da idee e personaggi di Benni. Tra recitazione, canto, passi di danza e situazioni ridicole e assurde &#8211; marito e moglie, ad esempio, competono in una singolare sfida di tradimenti amorosi &#8211; lo spettacolo procede rapido, con ironia, e &#8211; in pieno stile Benni &#8211; comicità e illogicità.</p>
<p>La musica è eseguita in scena da Luca Domenicali e Danilo Maggio, componenti della Microband, straordinaria formazione di teatro comico musicale apprezzata in tutta Europa. La loro efficace mimica facciale &#8211; con la quale commentano in maniera silenziosa le vicende dei personaggi &#8211; si unisce alle eccellenti doti di musici. Suonano di tutto: pianoforte, chitarra, violino, ukulele, mezzo ukulele (nel vero senso della parola), palloncini d’aria e bacchette, corde. Danno l’impressione di poter suonare qualsiasi cosa: probabilmente, se potessero, creerebbero melodie suonando le sedie, il sipario, i riflettori… Non a caso, riescono, nel complesso, a conferire allo spettacolo comicità e allegria, adattando in musica alcune parole di Stefano Benni (da qui, il titolo dello spettacolo, <strong>Bennisuite</strong>).</p>
<p>Sempre al limite del paradossale, la <em>performance </em>si chiude tra colori e fumogeni con un ultimo canto interpretato da tutti gli attori in scena e accolto dagli spettatori con applausi entusiastici. L’ampio consenso di pubblico induce gli artisti a rientrare in scena per un bis. Tornano, così, a cantare la canzone simbolo dello spettacolo: «Ma che notte è? È tutto vero o mi hai messo della roba nel caffè?». Un ritornello e una melodia che rimangono impressi nel pubblico. Uscendo dalla sala e allontanandosi dal teatro, infatti, non sono pochi gli spettatori che canticchiano il motivo musicale. Un banale esempio della riuscita e dell’efficacia di <strong>Bennisuite</strong>, spettacolo illogico ma brioso, leggero e divertente. È chiaro che uno spettacolo che riesce a imprimersi nella mente dello spettatore e a lasciare qualcosa di cui ricordarsi &#8211; anche solo la melodia di un ritornello, sebbene <strong>Bennisuite</strong> sia molto di più &#8211; può dirsi senza dubbio uno spettacolo riuscito: è logico.</p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo continua:</strong><br />
<strong> Tieffe Teatro</strong><br />
via Ciro Menotti, 11 &#8211; Milano<br />
fino a domenica 19 maggio<br />
orari: martedì, giovedì, venerdì e sabato, ore 21.00 &#8211; mercoledì, ore 19.30 &#8211; domenica, ore 17.00.</p>
<p><strong>Bennisuite</strong><br />
da Stefano Benni<br />
drammaturgia e regia Emilio Russo<br />
con Lucia Vasini, Marco Balbi, Nicola Stravalaci, Marcella Formenti<br />
musiche Microband<br />
luci Mario Loprevite<br />
costumi Mariella Visalli</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/bennisuite/7660/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pantani</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/pantani/7659</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/pantani/7659#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 May 2013 10:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Di Todaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Elfo-Puccini]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Argnani]]></category>
		<category><![CDATA[Ermanna Montanari]]></category>
		<category><![CDATA[Fagio]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Catacchio]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Mormino]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Redaelli]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Dadina]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Martinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Michela Marangoni]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Magnani]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Zanchini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7659</guid>
		<description><![CDATA[Al Teatro Elfo Puccini di Milano è in scena Pantani - lo spettacolo che ricostruisce la morte del ciclista che fece sognare l&#8217;Italia Sul palco ci sono tutte le persone che gli hanno voluto bene: la mamma Tonina, il papà Luigi, la sorella Manola. Manca però il protagonista, come spesso accade nelle tragedie greche: lo spettacolo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7613" alt="elfo-puccini2" src="/wp-content/uploads/2013/04/elfo-puccini22.jpg" />Al Teatro Elfo Puccini di Milano è in scena <strong>Pantani </strong>- lo spettacolo che ricostruisce la morte del ciclista che fece sognare l&#8217;Italia<span id="more-7659"></span></p>
<p>Sul palco ci sono tutte le persone che gli hanno voluto bene: la mamma Tonina, il papà Luigi, la sorella Manola.</p>
<p>Manca però il protagonista, come spesso accade nelle tragedie greche: lo spettacolo &#8211; tre ore dense di cronaca giudiziaria ed emozioni suddivise in due atti, resoconti dettagliati e dialoghi fitti &#8211; ruota attorno a lui, che compare sporadicamente attraverso video di repertorio. Mai sul palco, però.</p>
<p>Così Marco Martinelli (ideatore e regista del Teatro delle Albe) ha scelto di ricordare Marco Pantani, nove anni dopo la sua misteriosa scomparsa. Certa l&#8217;overdose di cocaina, ma fu suicidio o omicidio? Molto di quanto accadde in quella stanza di un degradato residence di Rimini, nella notte di San Valentino del 2004, non s&#8217;è mai saputo. Forse mai si saprà se, come sospetta l&#8217;autore, guidato nella stesura delle oltre cento pagine di copione dalla puntigliosa ricostruzione scritta del giornalista francese de <strong>L&#8217;Equipe</strong>, Philippe Brunel, la morte del &#8220;Pirata&#8221; non fu l&#8217;epilogo scontato di una storia umana avviata verso la tragedia ormai da tempo.</p>
<p>A spingere il ciclista romagnolo in fondo a quel tunnel furono gli altri: compagni invidiosi, dirigenti traffichini, alti burocrati sportivi minacciosi. Non andava bene che, nelle gare che contavano, non ci fosse storia da anni. E chissà quanta non ce ne sarebbe stata nel futuro. Pantani fu stroncato nel periodo più fulgido della sua carriera: prima da un suv che incrociò la sua traiettoria nel corso della Milano-Torino, poi da un controllo a Madonna di Campiglio mentre si accingeva a vincere il secondo Giro d&#8217;Italia consecutivo. «Ematocrito oltre il limite», si disse: senza considerare che il valore non era di per sé sufficiente a mettere in piedi un processo per doping.<br />
Per questo l&#8217;idea di una morte autodeterminata non ha mai convinto nessuno.</p>
<p>Martinelli porta in scena questo infuso di dubbi. In prima fila la mamma Tonina: composta nel dolore e determinata nella ricerca di una verità riparatrice. Asciutta e ficcante come un coltello che rotea ancora nella ferita dovuta alla morte di un figlio. Il testo diventa incalzante con il passare dei minuti: fa riflettere, commuove, instilla il sospetto che nello sport non esista liceità.</p>
<p>Oltre il cuore nero della storia, c&#8217;è uno spettacolo che fa circolare aria pura.</p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo continua:</strong><br />
<strong> Teatro Elfo Puccini</strong><br />
corso Buenos Aires, 33 &#8211; Milano<br />
fino a mercoledì 8 maggio</p>
<p><strong>Pantani</strong><br />
di Marco Martinelli, ideazione Marco Martinelli e Ermanna Montanari<br />
regia Marco Martinelli<br />
ideazione spazio scenico Alessandro Panzavolta-Orthographe<br />
con Ermanna Montanari, Luigi Dadina, Alessandro Argnani, Roberto Magnani, Michela Marangoni, Francesco Mormino, Laura Redaelli, Simone Zanchini<br />
incursione scenica Francesco Catacchio, Fagio<br />
fisarmonica, composizione musiche Simone Zanchini<br />
coproduzione Teatro delle Albe &#8211; Ravenna Teatro, le manège.mons &#8211; Scène Transfrontalière de création et de diffusion asbl (Belgio), MONS 2015</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/pantani/7659/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rose di maggio</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/rose-di-maggio/7658</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/rose-di-maggio/7658#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 May 2013 10:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Ianniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro dell’Orologio]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Atte]]></category>
		<category><![CDATA[Archive]]></category>
		<category><![CDATA[Assia Favillo]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetta Rescigno]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Ricci]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Castaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Moretti]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Bucci]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Petroni]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Mancusi]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Franzini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7658</guid>
		<description><![CDATA[Fino al 19 maggio nella sala Gassman del teatro dell&#8217;Orologio va in scena il dramma quotidiano di due esistenze in fiore, costrette ad attraversare un lungo inverno che minaccia di farle appassire. Con Rose di maggio, Giancarlo Moretti sonda la &#8220;normalità&#8221; di ogni giorno e la follia che vi si annida, pronta ad esplodere e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2085" title="teatro-orologio-roma" alt="" src="http://www.persinsala.it/teatro/wp-content/uploads/2011/02/teatro-orologio-roma-80x80.jpg" width="80" height="80" />Fino al 19 maggio nella sala Gassman del teatro dell&#8217;Orologio va in scena il dramma quotidiano di due esistenze in fiore, costrette ad attraversare un lungo inverno che minaccia di farle appassire. Con <strong>Rose di maggio</strong>, Giancarlo Moretti sonda la &#8220;normalità&#8221; di ogni giorno e la follia che vi si annida, pronta ad esplodere e a deturpare ogni cosa.<span id="more-7658"></span></p>
<p>La casa è un nido, un microcosmo confortevole arredato di certezze, dove perdersi è impossibile e ogni cosa necessaria alla vita è lì, a portata di mano. La vede così Elena, appena trasferitasi in un&#8217;altra città, in una casa nuova, col suo novello sposo Paolo. Esistenze normali, le loro, fatte di ufficio e fabbrica, orride suppellettili ricevute in dono al matrimonio, fiori sul balcone, e tanto amore. Quando c&#8217;è quello, ogni cosa è al suo posto, nulla può accadere. O forse tutto, ineluttabilmente, senza scampo. Il sogno di una famiglia numerosa, di un percorso di crescita e cambiamento &#8211; non troppo audace, il cambiamento, né repentino, diciamo a piccole, minime dosi &#8211; all&#8217;interno delle mura domestiche e del nucleo amorevole che si va costruendo e rinforzando, protetti.<br />
Ma la vita è un giardino senza recinto, e ci si può &#8211; ci si deve &#8211; aspettare che estranei facciano il loro ingresso, e animali liberi lo attraversino senza tanti complimenti, mandando in malora aiuole fiorite e sollevando intere zolle di prato. Paolo ha un approccio disinvolto a queste eventualità, e una giovialità che lo porta a relazionarsi naturalmente, e felicemente, con l&#8217;esterno; Elena invece mostra da subito un carattere problematico e diffidente, che le crea un disagio nel contatto con gli altri. Nel corso del dramma, in un climax implacabile sollecitato dagli eventi che si susseguono &#8211; minimi e feroci &#8211; con ritmo incalzante, le difficoltà di Elena sono destinate  a crescere senza misura né limiti, fino a tracimare. Fino ad annullare il senso stesso del termine &#8220;protezione&#8221; proprio nella ricerca forsennata della sua realizzazione.<br />
<strong>Rose di maggio</strong> è una storia semplice, fatta di cose semplici, le piccole cose che ognuno persegue nella propria piccola esistenza, e di cui anche la follia, inevitabilmente, fa parte. Il testo è straordinariamente convincente proprio perché allineato con questa semplicità. L&#8217;arte talvolta non ha bisogno di grossa inventiva, le basta attingere alla realtà per avere a disposizione un campionario di scenari e deliri pronti per l&#8217;uso. Fa questo Giancarlo Moretti, scrive della vita vera, di ciò che inevitabilmente conosce, e predispone una regia intelligente e misurata che porta gli attori in scena a offrire una recitazione straordinariamente credibile: Chiara Ricci, volto noto del piccolo schermo, regala una prova attoriale stupefacente e buca la quarta parete lasciando lo spettatore rapito, coinvolto e sconvolto. Marcello Mancusi le corrisponde perfettamente, con la sua naturalezza assoluta, quasi che recitare e vivere siano due facce della stessa sottile membrana esistenziale. Il resto del cast fa da ottimo contorno, riproducendo le situazioni del quotidiano con bella <em>nonchalance</em>. A chiudere il cerchio come fosse un bracciale di valore, gli inserti musicali, potenti e prorompenti, frutto di un rimaneggiamento di Moretti su estratti degli Archive (il regista e autore di <strong>Rose di maggio</strong>, che è anche attore, si espone qui nella sua formazione primaria di musicologo, che lo portò a collaborare con la Rai e l&#8217;Accademia di Santa Cecilia prima di accostarsi al teatro).<br />
Un&#8217;occasione da non perdere, dunque, come mai alcun istante della vita va perduto, per quanto piccolo, semplice, folle possa sembrare.</p>
<p><a href="http://teatro.persinsala.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7848.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-7662" alt="DSC_7848" src="/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7848-300x200.jpg" /></a></p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo continua:</strong><br />
<strong>Teatro dell&#8217;Orologio</strong><br />
via de&#8217; Filippini 17/a &#8211; Roma<br />
fino a domenica 19 maggio<br />
orari: da martedì a sabato ore 21.15, domenica ore 17.45<br />
(<em>durata 1 ora e un quarto circa senza intervallo</em>)</p>
<p><strong>Rose di maggio</strong><br />
di Giancarlo Moretti<br />
regia Giancarlo Moretti<br />
con Chiara Ricci, Marcello Mancusi, Assia Favillo, Francesco Castaldi, Laura Petroni, Paolo Franzini, Antonio Atte<br />
foto di scena Benedetta Rescigno<br />
film maker Giuseppe Bucci<br />
musiche Archive (rivisitate  da Giancarlo Moretti)<br />
regia luci Giancarlo Moretti</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/rose-di-maggio/7658/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ne(x)twork</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/nextwork/7654</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/nextwork/7654#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 May 2013 10:49:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Agostini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro dell’Orologio]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Lui]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Tripodo]]></category>
		<category><![CDATA[Angelura Pitsaki]]></category>
		<category><![CDATA[Cinzia Muscolino]]></category>
		<category><![CDATA[Ciro Masella]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiana Minasi]]></category>
		<category><![CDATA[Dalila Romeo]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Sortino]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Paolocà]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna La Maestra]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Aiazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Carullo]]></category>
		<category><![CDATA[Joele Anastasi]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Altamura]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Borghesi]]></category>
		<category><![CDATA[Nicoletta Calligaris]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolò Giangaspero]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Vannoni]]></category>
		<category><![CDATA[Pasquale Scalzi]]></category>
		<category><![CDATA[Quotidiana.com]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Goretti]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Lanzarone]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Bitto]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Bonaventura]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Pozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Scappin]]></category>
		<category><![CDATA[Rossella Celati]]></category>
		<category><![CDATA[Sartoria Righi]]></category>
		<category><![CDATA[Saverio Tavano]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Chimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Vico Quarto Mazzoni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7654</guid>
		<description><![CDATA[Serata conclusiva della prima edizione di Ne(x)twork. Dodici i lavori presentati. Per conoscere l’esito della giuria popolare bisogna attendere mercoledì. Restiamo collegati! Che la burocrazia teatrale nel panorama italiano contemporaneo sia in una condizione pietosa è ben assodato. A tutti i livelli si cerca di colmare la sonora assenza governativa (ricordate “ei fu” l’ETI?) e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2085" title="teatro-orologio-roma" alt="" src="http://www.persinsala.it/teatro/wp-content/uploads/2011/02/teatro-orologio-roma-80x80.jpg" width="80" height="80" />Serata conclusiva della prima edizione di<strong> Ne(x)twork</strong>. Dodici i lavori presentati. Per conoscere l’esito della giuria popolare bisogna attendere mercoledì. Restiamo collegati!<span id="more-7654"></span></p>
<p>Che la burocrazia teatrale nel panorama italiano contemporaneo sia in una condizione pietosa è ben assodato. A tutti i livelli si cerca di colmare la sonora assenza governativa (ricordate “ei fu” l’ETI?) e simultaneamente di arginare l’impeto della crisi. A Roma, dove è prevista la chiusura dello sfortunato Ambra Jovinelli senza che nessuno batta ciglio, proseguono le occupazioni e le autogestioni di spazi altrimenti destinati a sale bingo. <strong>Teatro di Roma</strong> si impegna in una serie di encomiabili progetti di sensibilizzazione (<strong>Atelier</strong>, <strong>Perdutamente</strong> e <strong>Ratto d’Europa</strong>), veri e propri laboratori didattici della percezione, rivolti all’educazione degli spettatori nel modo più efficace possibile, ossia con l’esperienza sul palco. Il gruppo Danny Rose di 40 professionisti ha scelto la via agra dell’autofinanziamento per assicurarsi un minimo spazio di libertà nel quale poter sviluppare il proprio talento senza subire ingerenze di alcun tipo. Sono solo alcuni esempi di “resistenza”, ma al di fuori del sistema di circuito la situazione è ancora più drammatica. La scena indipendente accusa colpi e contraccolpi, a destra e a sinistra. Rassegne di grande interesse come <strong>Teatri di Vetro</strong> ridimensionano la programmazione, mentre di altre, come il <strong>LET &#8211; Liberi Esperimenti Teatrali</strong>, non si hanno notizie e si teme il peggio. I megafoni in filodiffusione mandano a ripetizione segnali di allarme, perché diventa sempre più difficile andare avanti. L’alternativa, quando si è privi di un interlocutore reale dietro i burattini di palazzo davvero poco teatrali, è fare gruppo, meglio se non una miniatura dell’arcinota casta, piuttosto un fronte comune da Catania a Trento. In questo senso l’iniziativa del Teatro dell’Orologio in collaborazione con il <strong>Kilowatt Festival</strong> di Sansepolcro (AR) ha un pregio rilevante. Dodici compagnie professionali indipendenti sono state selezionate tramite bando di concorso pubblico per presentare ognuna una prospettiva di un allestimento possibile. Le opere potenziali, a diverse fasi di elaborazione, sono state organizzate in forma di corti teatrali e messi in scena durante tre serate gratuite. Meglio sarebbe dire nottate, visti gli orari. A valutare la bontà di questi spunti embrionali è stata appositamente selezionata una giuria popolare di 20 appassionati volontari non addetti ai lavori, “i Visionari”, preposti a decretare quale tra le compagnie intervenute meritasse il premio di 10,000€ da investire nell’allestimento dell’opera completa. Per gli altri undici, si prevede l’inserimento in cartellone nella prossima stagione dell’Orologio. Pesaro Urbino, Pisa, Milano, Palermo, Bologna, Foggia, Roma, Rimini, Prato, Bari, Catania, Messina, queste le provenienze delle dodici compagnie selezionate. Gli artisti si sono incontrati e hanno condiviso le loro visioni, i progetti, le metodologie. Hanno conosciuto i giurati, seri e partecipi, sempre invitati alla fine di ogni presentazione a intervenire con un commento in mini-dibattiti utili per riempire i vuoti dei rapidi cambi di scena e per riflettere sull’attuale condizione della cultura teatrale. La serata finale ha ospitato i progetti di cinque compagnie. Trovate più o meno efficaci, ma accomunate tutte da un elevato livello tecnico e lo svelato entusiasmo di partecipare a un’esperienza off, giovane, dinamica, sentita. Nonostante il nome assurdamente fumettistico i The Avengers mostrano una fresca sintonia, presentando <strong>The Big Bible</strong>, testo irriverente sulle leggi bibliche. Ricordano positivamente l’umorismo ebraico newyorchese, con una serie di spassosi <em>sketch</em> che utilizzano abilmente anche il <em>trash</em> nostrano. Sempre di legge, pure se stavolta in chiave sommamente filosofica, dissertano Carullo Minasi in <strong>T/Empio-Critica della Ragion Giusta</strong>, rielaborazione dell’<strong>Eutifrone</strong> di Platone. Un allestimento complesso e misurato che non stupisce sia stato selezionato per il premio <strong>Teatri del Sacro 2013</strong>. Se i Quotidiana.com presentano un abbozzo di metateatro (o mental-teatro) in divenire affidato alla mimica e all’<em>esprit du mots </em>(<strong>C&#8217;è vita nella mente</strong>), <strong>Battuage</strong> di Vucciria Teatro pare proprio un’opera fatta e finita, forse non proprio originalissima, ma di certo attuale, favorita da un notevole cast che ha una presa immediata sul pubblico, non solo per i tacchi a spillo e i bambolotti appesi alla gonna. Stesso effetto per <strong>Radiologia con cesto di frutta</strong> di Vico Quarto Mazzini, rivisitazione contemporanea del varietà.</p>
<p>Perciò, come si dice in questi casi, la parola ai giurati e quindi al pubblico che dovrà scegliere quale tra questi e i lavori precedenti (ri)vedere nella stagione prossima. Per ora gli spettatori sono venti in più agli artisti coinvolti, non è da escludere un incremento e chissà non si riesca a creare una vasta <em>audience</em> (sì, proprio come quelli della televisione) che finalmente si senta libera di abbracciare l’idea che andare a teatro è piacevole, divertente, stimolante e poco snob. Allora, con i numeri in tasca, contando le poltrone occupate, smetteremo di parlare di crisi e ci godremo lo spettacolo.</p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo è andato in scena:</strong><br />
<strong> Teatro dell’Orologio</strong><br />
via de Filippini, 17/a, Roma<br />
sabato 4 maggio, <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">ore 2300</span></p>
<p>Vucciria Teatro presenta<br />
<strong>Battuage</strong><br />
regia Joele Anastasi<br />
con Joele Anastasi, Enrico Sortino, Angelura Pitsaki, Rossella Celati, Alessandro Lui<br />
aiuto regia Nicoletta Calligaris<br />
foto Dalila Romeo<br />
(<em>durata 25 minuti, senza intervallo</em>)</p>
<p>Carullo Minasi presenta<br />
<strong>T/Empio-Critica della Ragion Giusta</strong><br />
di Carullo/Minasi<br />
regia di Carullo/Minasi<br />
con Giuseppe Carullo, Cristiana Minasi<br />
aiuto regia Roberto Bitto<br />
disegno luci Roberto Bonaventura<br />
scene, illustrazioni, costumi Cinzia Muscolino<br />
collaborazione Saverio Tavano, Giovanna La Maestra, Angelo Tripodo<br />
(<em>durata 25 minuti, senza intervallo</em>)</p>
<p>Vico Quarto Mazzini presenta<br />
<strong>Radiologia con cesto di frutta</strong><br />
regia Vico Quarto Mazzoni<br />
con Michele Altamura, Nicola Borghesi, Gabriele Paolocà<br />
assistenza Nicolò Giangaspero, Riccardo Lanzarone<br />
(d<em>urata 25 minuti, senza intervallo</em>)</p>
<p>The Avengers presentano<br />
<strong>The Big Bible</strong><br />
di e con Giulia Aiazzi, Riccardo Goretti, Ciro Masella, Pasquale Scalzi<br />
con la consulenza di Tommaso Chimenti<br />
(<em>durata 25 minuti, senza intervallo</em>)</p>
<p>Quotidiana.com con il sostegno di Regione Emilia Romagna, Provincia di Rimini<br />
In collaborazione con Comune di Poggio Berni presentano<br />
<strong>C’è vita nella mente</strong><br />
di Quotidiana.com<br />
con Roberto Scappin, Paola Vannoni<br />
scrittura Paola Vannoni<br />
progetto luci Roberto Pozzi<br />
costumi Sartoria Righi<br />
(<em>durata 25 minuti, senza intervallo</em>)</p>
<p>I 12 spettacoli saranno presentati nella rassegna<br />
<strong>Ne(x)twork 2013</strong> - novembre-dicembre 2013 &#8211; presso il Teatro dell’Orologio di Roma</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/nextwork/7654/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>T&#8217;Ammore &#8211; La voce di Napoli</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/tammore-la-voce-di-napoli/7652</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/tammore-la-voce-di-napoli/7652#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 May 2013 20:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Neroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Sistina]]></category>
		<category><![CDATA[Annalisa Madonna]]></category>
		<category><![CDATA[Gino Magurno]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Tramontano]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Salvetti]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Biagi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7652</guid>
		<description><![CDATA[Il 17 e il 18 aprile al Teatro Sistina di Roma ha debuttato in anteprima nazionale e internazionale T&#8217;Ammore &#8211; La voce di Napoli, spettacolo suggestivo con ventidue artisti in scena. Prodotto da ArsLab e da Napolimusic, T&#8217;Ammore nasce da un&#8217;idea di Luigi Caiola, che finora ha prodotto e distribuito nel mondo circa mille spettacoli [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2637" title="Teatro-sistina-roma" alt="" src="http://www.persinsala.it/teatro/wp-content/uploads/2012/12/Teatro-sistina-roma-80x80.jpg" width="80" height="80" />Il 17 e il 18 aprile al Teatro Sistina di Roma ha debuttato in anteprima nazionale e internazionale <strong>T&#8217;Ammore &#8211; La voce di Napoli</strong>, spettacolo suggestivo con ventidue artisti in scena.<span id="more-7652"></span></p>
<p>Prodotto da ArsLab e da Napolimusic, <strong>T&#8217;Ammore</strong> nasce da un&#8217;idea di Luigi Caiola, che finora ha prodotto e distribuito nel mondo circa mille spettacoli e oltre quaranta progetti audio/video. Come produttore discografico ha vinto due dischi d&#8217;oro, un disco di platino e un Grammy Award Recognition e da diciassette anni collabora con il Maestro Ennio Morricone.<br />
<strong>T&#8217;Ammore</strong> è un grande spettacolo di musica e danza che rende omaggio alla canzone classica napoletana e alle musiche tradizionali del sud Italia &#8211; tarantella, tammorriata, fronna &#8211; il tutto riproposto con sonorità contemporanee e coreografie originali del Maestro Vittorio Biagi (anche regista dell&#8217;opera), che si alternano a solari e rappresentative proiezioni. Una <em>performance</em> inedita che vede sulla scena ventidue artisti, tra cantanti, musicisti e ballerini, che seguendo una semplice linea narrativa, affidata a pochi momenti recitati e a vari brani cantati, pongono al centro Napoli e l&#8217;universalità della cultura partenopea.<br />
Le musiche originali e gli arrangiamenti dei brani classici sono stati realizzati dai musicisti napoletani Gino Magurno e Renato Salvetti con strumenti della tradizione classica, i testi invece sono della cantante e autrice napoletana Annalisa Madonna.<br />
<strong>T&#8217;Ammore</strong> fonde così la musica di <em>vox populi</em> a quella della tradizione napoletana, arrangiata in chiave moderna, seguendo un <em>fil rouge</em> che collega l&#8217;America a Napoli, attraverso due donne, una madre e una figlia che ritorna a Napoli e riscopre le sue radici e incontra il grande amore. I riferimenti del passato li ritroviamo in un contesto moderno, in cui si ripresenta il tema dell&#8217;emigrazione: abbandonare la propria terra in cerca di fortuna all&#8217;estero è purtroppo una tematica attuale, nonostante l&#8217;appartenenza alla propria terra sia fortissima.<br />
Tra una chitarra e un mandolino, Totò, la pizza e Pulcinella, prende corpo uno spettacolo ricco di suggestioni ed emozioni che arrivano dritte al cuore colmo di sfavillanti tradizioni.<br />
La drammaturgia e il <em>visual concept</em> sono curati dal parigino Claude Tissier, <em>director of creation</em> di numerosi spettacoli del Cirque du Soleil e del recente The House of Dancing Water, mentre i costumi sono stati realizzati da Giuseppe Tramontano nel suo laboratorio di Sorrento.<br />
Nel corso del 2012 lo spettacolo ha attraversato la sua fase preparatoria attraverso due attività di laboratorio: al Teatro Arcimboldi di Milano e al Teatro D&#8217;Annunzio di Latina; quindi, nel giugno del 2012, è stato proseguito il lavoro di <em>training</em> artistico con musicisti, cantanti e ballerini presso il complesso artisti del Chiostro di San Niccolò, a Spoleto.<br />
Nel mese di aprile lo spettacolo è stato rappresentato al teatro Sistina di Roma prima di iniziare il suo cammino internazionale, per poi tornare in Italia nell&#8217;autunno di quest&#8217;anno. <strong>T&#8217;Ammore</strong> costituisce infatti un&#8217;opportunità di testimoniare al pubblico italiano e internazionale l&#8217;inestimabile valore del patrimonio culturale napoletano, attraverso l&#8217;espressione di una musica e un ballo che, in forme diverse nel tempo, attraversa e caratterizza l&#8217;esperienza artistica e civile di una città che non ha mai smesso di creare cultura.</p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo è andato in scena:</strong><br />
<strong> Teatro Sistina</strong><br />
via Sistina, 129 &#8211; Roma<br />
mercoledì 17 e giovedì 18 aprile, ore 21.00<br />
<em id="__mceDel">(durata 1 ora e mezza intervallo escluso)</em></p>
<p><strong>T&#8217;Ammore &#8211; La voce di Napoli</strong><br />
regia Vittorio Biagi<br />
testi Annalisa Madonna<br />
musiche Gino Magurno, Renato Salvetti<br />
coreografie Vittorio Biagi<br />
costumi Giuseppe Tramontano</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/tammore-la-voce-di-napoli/7652/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MAGGIO: SCONTI E PROMOZIONI PER I SOCI</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/maggio-sconti-e-promozioni-per-i-soci/7649</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/maggio-sconti-e-promozioni-per-i-soci/7649#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 May 2013 19:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Teatro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci]]></category>
		<category><![CDATA[Promozioni teatrali]]></category>
		<category><![CDATA[Sconti teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7649</guid>
		<description><![CDATA[Come ben saprete, teatro.persinsala.it ha deciso di emettere una tessera soci nominativa che dà, SOLO ai nostri iscritti, la possibilità di usufruire di sconti, promozioni e omaggi grazie alle nostre partnership con i teatri convenzionati. La tessera ha un costo di SOLI 5 euro, durata annuale (dal 1° marzo 2013 al 28 febbraio 2014) e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-7649"></span>
<div style="text-align: justify; font-size: 12x; margin: 20px; background-color: white; padding: 10px"><img src="http://www.persinsala.it/web/wp-content/uploads/2013/02/banner-tesseramento.jpg" width="600"><br clear="all">
<p>Come ben saprete, <a href="http://teatro.persinsala.it">teatro.persinsala.it</a> ha deciso di emettere una tessera soci nominativa che dà, <b>SOLO</b> ai nostri iscritti, la possibilità di usufruire di sconti, promozioni e omaggi grazie alle nostre partnership con i teatri convenzionati.</p>
<p>La tessera ha un costo di <b>SOLI 5 euro</b>, durata annuale (dal 1° marzo 2013 al 28 febbraio 2014) e si ripaga usufruendo anche una sola volta degli sconti applicati dai teatri ai nostri soci!<br />
Da questo mese, (anche se non avete una carta di credito) potrete associarvi andando su <a target="_blank" href="http://www.persinsala.it/web/tesseramento2013">questa pagina</a> e cliccando semplicemente su <b>ISCRIVITI</b>.</p>
<p>La nostra <a target="_blank" href="http://www.persinsala.it/web/newsletter-persinsala-2">newsletter</a> mensile e le nostre pagine facebook, oltre che i nostri siti, vi terranno poi sempre aggiornati sugli spettacoli e tutti i <b>TEATRI CONVENZIONATI</b>, oltre che sui <i>last minute</i> che vi permetteranno di avere ulteriori sconti!</p>
<ul>
<li><a target="_blank" href="https://www.facebook.com/pages/Persinsala-Teatro/139560799408115">Pagina fans Teatro Persinsala</a></li>
<li><a target="_blank" href="https://www.facebook.com/groups/persinsala/">Gruppo ufficiale di Persinsala</a></li>
<li><a target="_blank" href="https://www.facebook.com/promozioneteatrale">Pagina con tutte gli aggiornamenti e le promozioni attive</a></li>
</ul>
<p>Le nuova email della redazione teatro, alle quali potrete chiedere ogni eventuale chiarimento, sono:</p>
<ul>
<li>simona.m.frigerio@gmail.com</li>
<li>redazione@persinsala.it</li>
</ul>
<p style="text-align: center; background:#F4F5F7 3px 3px no-repeat;	border:1px dashed #CCC;	padding:8px 12px 8px 36px;	margin:5px 0;"><b>Gli spettacoli segnalati sono esempi degli sconti a disposizione dei nostri tesserati. Dunque, iscrivetevi per essere sicuri di non perdere alcuna occasione e andare a teatro a prezzo scontato!</b></p>
<h3>ROMA</h3>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<b>TEATRO ARGOT</b><br />
Spettacoli: fino al 12 maggio va in scena La solitudine del maratoneta di Alan Sillitoe, adattato e diretto da Nicola Pistoia, con Alfredo Angelici; dal 14 al 26 maggio sarà la volta di Suerte, scritto, diretto e interpretato da Alessio di Clemente, che si è avvalso, per testi e comunicazione, della collaborazione di Ylenia Politano e Shanti Comunicazione Alternativa. Suerte è tratto dall’omonimo romanzo di Giulio Laurenti, edito presso Einaudi.</p>
<p><b>TEATRO VASCELLLO</b>: sconto del 20%<br />
Spettacoli: fino al 12 maggio calca le scene del teatro Vascello L’arma &#8211; How long is now, finalista al 50° Premio Riccione per il teatro: uno spettacolo di Duccio Camerini, per la regia di Aureliano Amadei, con Giorgio Colangeli, Andrea Bosca e Mariachiara Di Mitri. Il 14 e il 15 maggio Teatro Persona presenta Aure, con Valentina Salerno, Francesco Pennacchia e Chiara Michelini, diretto da Alessandro Serra. Dal 17 al 19 maggio è la volta di Lightblack, drammaturgia e regia firmate Andrea De Magistris e Giovanna Vicari, in cui otto diversi performers condivideranno il palco. Dal 21 al 23 maggio Manuela Kustermann sarà attrice unica di Saffo o il volo dell’acrobata, ispirato a Fuochi di Marguerire Yourcenar e diretto da Massimo Verdastro.</p>
<p><b>TEATRO ELISEO</b>: sconto del 21%<br />
Spettacoli: Dal 7 al 26 maggio Monica Guerritore è Oriana Fallaci in Mi chiedete di parlare, scritto e diretto dalla stessa Guerritore.</p>
<p><b>TEATRO PICCOLO ELISEO</b>: sconto del 21%<br />
Spettacoli: Dal 7 al 19 maggio Isabella Ragonese è la protagonista di Taking care of baby, di Dennis Kelly, regia di Fabrizio Arcuri. Dal 24 al 26 maggio chiude la stagione Esequie solenni &#8211; L’amore è una cosa meravigliosa, scritto da Antonio Tarantino e diretto da Andrée Ruth Shammah, con Ivana Monti e Laura Pasetti.</p>
<p><b>TEATRO BELLI</b>: un biglietto gratuito per uno a pagamento<br />
Spettacoli: dal 2 al 12 maggio è in scena lo spettacolo Io, Ludwig van Beethoven, scritto, diretto e interpretato da Corrado d’Elia. Dal 14 al 26 maggio la regia di Alberto Oliva dirige La confessione (da I Demoni di Dostojevski), adattato e interpretato da Mino Manni.</p>
<h3>MILANO</h3>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<b>TEATRO FRANCO PARENTI</b>: sconto del 30% sul biglietto intero e 50% per gruppi di minimo 10 persone<br />
Spettacoli: dal 7 al 9 maggio, Gli indifferenti. Parole e musiche da un ventennio, di e con Fabrizio Gifuni; dal 9 al 19 maggio, Una specie di Alaska, di Harold Pinter<br />
con Sara Bertelà; dall’11 al 18 maggio,  Tfaddal, (benvenuto a chi non era ancora nato), tredici variazioni su Amleto dalla nuova scena under 40; dal 21 al 24 maggio e dal 27 al 30, Laiv Action, Festival dei laboratori di arti interpretative dal vivo.</p>
<p><b>TEATRO DELLA COOPERATIVA</b>: biglietto a 13 euro<br />
Spettacoli: dal 10 al 12 maggio, Madri. Concerto di sbagli e intimità, di e con Francesca Albanese, Silvia Baldini, Swewa Schneider e Laura Valli; dal 20 maggio al 1° giugno, in prima nazionale, Communicating doors &#8211; Stanze comunicanti, comedy thriller di Alan Ayckbourn per la regia di Marco Rampoldi. Ricordiamo, al Teatro Studio Expo, dal 9 al 19 maggio, la Produzione del Teatro della Cooperativa (non in sconto), Otello Spritz, con Bebo Storti, testo e regia di Renato Sarti.</p>
<p><b>TEATRO LA CUCINA &#8211; OLINDA</b>: sconto del 20% e la RASSEGNA DA VICINO NESSUNO È NORMALE: sconto del 20%</p>
<p>Spettacoli: il 9 maggio, Woody Gipsy Band; il 16, Alzamantes; il 23, Cereal Killer e, gran finale, il 30 maggio, Adriano Viterbini.</p>
<p><b>TEATRO LEONARDO &#8211; QUELLI DI GROCK</b>: sconto del 38,6%<br />
Spettacoli: Continua con successo, fino al 12 maggio, La Trilogia della Villeggiatura; e, dal 20 al 26 maggio, andranno in scena i Lavori di fine anno &#8211; una settimana dedicata ai lavori finali dei corsi svolti presso la Scuola di Teatro Quelli di Grock.</p>
<p><b>TEATRO FILODRAMMATICI</b>: biglietto a 12 euro (anziché 16, da mar. a gio.) e a 18 (anziché 22, da ven. a dom.). Per gruppi + 6 px, munite di tessera, 8 euro (da mar. a gio.) e 12 (da ven. a dom.)<br />
Spettacoli: dal 7 al 19 maggio, Luminescienz (La setta), di Dario Merlini per la regia di Umberto Terruso; e, dal 21 al 25 maggio, dalle ore 16.00 alle 23.00 &#8211; in collaborazione con Archivio Marinella Pirelli &#8211; sarà presentata Pulsar: una personale dedicata a Marinella Pirelli, che si articola in cinque giorni espositivi arricchiti da performance site-specific.</p>
<p><b>TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI</b>: sconto dal 10 al 50% a seconda dello spettacolo (tel. prima al teatro per info dettagliate)<br />
Spettacoli: dal 10 al 12 maggio, Siddharta. Il Musical; martedì 14 maggio, Gigi Proietti e l’Orchestra I Pomeriggi Musicali in Pierino e il lupo… e molto altro.</p>
<p><b>TEATRO DEL VERME</b>: sconto dal 10 al 50% a seconda dello spettacolo (tel. per info)<br />
Spettacoli: martedì 14 maggio, concerto straordinario al Teatro degli Arcimboldi, con Gigi Proietti e l’Orchestra I Pomeriggi Musicali.</p>
<h3>TOSCANA</h3>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<b>TEATRO ERA di Pontedera</b>: sconto del 20%<br />
Spettacoli: Per Fabbrica Europa 2103, Residenza Creativa con Anatolij Vasil’ev dall’8 maggio fino al 1° giugno (alcune sessioni di lavoro saranno aperte al pubblico. Prenotazione obbligatoria, posti limitati).</p>
<p><b>TEATRO METASTASIO di Prato</b>: 13 euro in platea<br />
Spettacoli: Stagione conclusa.</p>
<p><b>TEATRO FABBRICONE</b> e <b>TEATRO FABBRICHINO di Prato</b>: 7 euro posto unico<br />
Spettacoli: dal 10 al 12 maggio, Memorie di una schiava &#8211; un progetto di Gigi Di Luca con Pamela Villoresi.</p>
<p><b>LA CITTÀ DEL TEATRO di Cascina</b>: biglietto ridotto a seconda degli spettacoli<br />
Spettacoli: giovedì 9 maggio, Piccola conferenza sulla comicità n° 3 (ridotto euro 5).</p>
<p><b>TEATRO ROSSINI di Pontasserchio</b>: biglietto ridotto a seconda degli spettacoli<br />
Spettacoli: venerdì 10 maggio, Lisciami, di e con Andrea Kaemmerle, Tommaso Novi e Francesco Bottai (ridotto euro 13).</p>
<h3>TORINO</h3>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<b>PICCOLO TEATRO D’ARTE</b><br />
Spettacoli: Il 29 e il 30 maggio, Contrasti tra amore e morte al Borgo medievale del Valentino.</p>
<h3>GENOVA</h3>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<b>TEATRO DELL’ARCHIVOLTO</b><br />
Spettacoli: venerdì 12 aprile, KyoShinDo in concerto &#8211; una produzione Echo Art; sabato 13 aprile, Barbara Casini e Sandro Gibellini in concerto con l&#8217;Orchestra Filarmonica di Sampierdarena; e, dal 16 al 20 aprile, Quando Nina Simone ha smesso di cantare di Darina Al-Joundi, con la complicità di Mohamed Kacimi.</p>
<h3>BOLOGNA</h3>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<b>TEATRI DI VITA</b>: prezzo Rosso a 26 euro &#8211; prezzo Verde a 18 euro &#8211; prezzo Azzurro a 13 euro<br />
Spettacoli: Debutta, il 24 maggio, Quai Ouest di Bernard-Marie Koltès per la regia di Andrea Adriatico, con Anna Amadori e Gabriele Duma.</p>
<p style="text-align: center; background:#F4F5F7 3px 3px no-repeat;	border:1px dashed #CCC;	padding:8px 12px 8px 36px;	margin:5px 0;"><b>Info</b>: <a target="_blank" href="http://www.persinsala.it/web/tesseramento2013" target="_blank">http://www.persinsala.it/web/tesseramento2013</a></p>
<p><b>Spettacoli in promozione per gli associati di Persinsala</b>: <a target="_blank" href="http://www.persinsala.it/web/promozioni-2013">http://www.persinsala.it/web/promozioni-2013</a></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/maggio-sconti-e-promozioni-per-i-soci/7649/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>È andata così. La vita 2.0</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/e-andata-cosi-la-vita-2-0/7645</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/e-andata-cosi-la-vita-2-0/7645#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 May 2013 12:16:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Di Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Sala Umberto]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Marverti]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Boccaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuela Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenia Costantini]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Pannofino]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Ciarrapico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7645</guid>
		<description><![CDATA[Colmare il &#8220;digital divide&#8221; generazionale con il nuovo aggiornamento disponibile. Alla Sala Umberto va in scena la commedia sulla crisi. La crisi economica, astratta e confinata nei palazzi della politica o di qualche azienda lontana, entra con prepotenza nella casa di una normale famiglia italiana. La crisi si presenta sotto forma di cartelle esattoriali, di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7078" alt="salaumberto-roma" src="http://teatro.persinsala.it/wp-content/uploads/2013/02/salaumberto-roma.jpg" width="80" height="80" />Colmare il &#8220;digital divide&#8221; generazionale con il nuovo aggiornamento disponibile. Alla Sala Umberto va in scena la commedia sulla crisi.<span id="more-7645"></span></p>
<p>La crisi economica, astratta e confinata nei palazzi della politica o di qualche azienda lontana, entra con prepotenza nella casa di una normale famiglia italiana. La crisi si presenta sotto forma di cartelle esattoriali, di ripetizioni impartite e mai pagate, di chiusura dell’agenzia di viaggi, unica fonte di reddito familiare.<br />
E siccome la serenità personale è tristemente legata al conto in banca, all’instabilità economica corrisponde la crisi esistenziale dei membri più adulti della famiglia, padre e madre. I ragazzi si cavano bene d’impiccio, maneggiando con <em>nonchalance</em> oggetti sconosciuti alla generazione precedente: computer, <em>social network</em>, flessibilità e precariato. Così saranno proprio la figlia anaffettiva e il figlio nerd a mostrare ai “grandi” la via per uscire dall’incubo.<br />
La commedia <strong>È andata così. La vita 2.0</strong> ha come protagonisti non i problemi portati dalla crisi, ma le soluzioni possibili, portate da Internet e illustrate dai giovani. Oltre i fanatismi e le partigianerie, l&#8217;innovazione non richiede una professione di fede, ma il riconoscimento che ormai è qui per restare e solo chi saprà adeguarsi e riuscirà a integrare il progresso nella propria vita sarà destinato a superare l’impasse. Il padre, ultra cinquantenne nostalgico di Falcão, è il personaggio fallito, capace di denigrare ma non di risollevarsi, tirato su economicamente ed emotivamente dal figlio che non stima. Il ragazzo, perso fra <em>smartphone</em> e delusioni d&#8217;amore, sta sfondando su YouTube con la hit <strong>Hai cliccato sul mio cuore</strong> ed è già rinominato il Moccia della canzone italiana.<br />
La madre, meno arroccata del marito, riuscirà a ripartire colmando il <em>digital divide</em> e integrando le sue competenze alle nuove soluzioni.<br />
Un primo tempo scoppiettante e originale è seguito da un secondo scontato e moralista. La figura del padre, priva di evoluzione, diventa simbolo di ottusità. L’atteggiamento fin troppo comprensivo dei ragazzi supera il verosimile, fino a giungere a un totale ribaltamento del rapporto genitori/figli e al <em>remake</em> della parabola del genitor prodigo.<br />
Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi, coppia nella <em>pièce</em> e nella vita, sono perfetti sul palco, in sincrono impeccabile e a loro agio con il testo e con il pubblico. Ottime le interpretazioni di Eugenia Costantini e Alessandro Marverti, fratelli complici, diversi e alle prese con turbe adolescenziali tardive.<br />
Il linguaggio fresco e spontaneo si adatta ai personaggi e alle situazioni, esaltando l’espressività dei dialoghi. Un po’ fuori contesto i monologhi della Rossi che restituiscono una donna riflessiva e nostalgica, lontana da quella distratta e progressista delle scene corali.<br />
Il riscatto degli smanettoni va in scena nella commedia che mette in luce i limiti e la pochezza di chi si chiude nei pregiudizi e nel qualunquismo, di chi preferisce vivere nel ricordo del passato piuttosto che affrontare le sfide del futuro, di chi si accartoccia compiaciuto in una<em> voluptas dolendi</em> sconfitta in partenza.</p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo continua: </strong><br />
<strong> Teatro Sala Umberto</strong><br />
via della Mercede, 50 &#8211; Roma<br />
fino a domenica 19 maggio, ore 21.00<br />
(<em>durata 1 ora e mezza circa</em>)</p>
<p><strong>È andata così. La vita 2.0</strong><br />
di Giacomo Ciarrapico<br />
regia Claudio Boccaccini<br />
con Francesco Pannofino, Emanuela Rossi, Eugenia Costantini, Alessandro Marverti</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/e-andata-cosi-la-vita-2-0/7645/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Traviata</title>
		<link>http://teatro.persinsala.it/la-traviata-5/7643</link>
		<comments>http://teatro.persinsala.it/la-traviata-5/7643#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 May 2013 11:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Alfieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Don Bosco]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Murzi]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuel Bassaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Fausta Ciceroni]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[Mary Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Murat Guney]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://teatro.persinsala.it/?p=7643</guid>
		<description><![CDATA[Il Teatro Don Bosco chiude la stagione lirica 2012/2013 con una serata unica in grande stile dedicata al maestro Giuseppe Verdi. Sono 170 anni ormai che nei teatri di tutto il mondo la vicenda di Violetta e Alfredo viene rappresentata e tramandata; per questa ragione La Traviata, assieme alle altre opere della cosiddetta Trilogia Popolare [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2077" title="teatro-don-bosco--roma" alt="" src="http://www.persinsala.it/teatro/wp-content/uploads/2011/02/teatro-don-bosco-roma-80x80.jpg" width="80" height="80" />Il Teatro Don Bosco chiude la stagione lirica 2012/2013 con una serata unica in grande stile dedicata al maestro Giuseppe Verdi.<span id="more-7643"></span></p>
<p>Sono 170 anni ormai che nei teatri di tutto il mondo la vicenda di Violetta e Alfredo viene rappresentata e tramandata; per questa ragione <strong>La Traviata</strong>, assieme alle altre opere della cosiddetta <strong>Trilogia Popolare</strong> (formata assieme a <strong>Il Trovatore</strong> e a <strong>Rigoletto</strong>) è quasi un linguaggio condiviso, un mezzo che mette in comunicazione persino culture ed epoche lontane; questa immortale storia, complici i versi memorabili di Francesco Maria Piave che contribuiscono alla stesura di una serie di arie potenti e indimenticabili, è uno straordinario spaccato d’epoca dove in quel popoloso deserto che chiamavano Parigi l’amore di due giovani si trova a fronteggiare, tragicamente, l’orgoglio, le convenzioni sociali e la malattia. Questo mondo è tornato ieri a rivivere a Roma in un’occasione speciale, ovvero la chiusura del cartellone dell’anno 2012/2013 del Teatro Don Bosco. Presso il teatro di periferia che con caparbietà e grande dignità continua, anno dopo anno, a essere l’unico spazio a offrire spettacoli di opera lirica lontano dal centro storico, l’Alfa Musicorum, compagnia navigata e ospite costante del teatro, ha offerto una serata unica all’altezza delle grandi occasioni, avvalendosi dell’orchestra ottimamente diretta da Alessandro Murzi: questo commiato si è giovato di una bellissima scenografia, nella quale come spesso accade la regista Mary Ferrara ha sfruttato proiezioni di immagini e video per i fondali (bellissima l’immagine della Maya Desnuda campeggiare dietro al figura affranta e avvilita di Violetta, consapevole della sua prossima misera fine). La selezione degli interpreti è di grandissima qualità: il Baritono Murat Guney, ovvero Giorgio Germon, il sensibile padre di Alfredo che incarna tutta l’italianità del sentimento paternalistico, regala al pubblico una versione indimenticabile di Di Provenza, il mar, il suol, e il Tenore Emanuel Bassaglia è un sensibile e profondo Alfredo; ma la regina della serata non può non essere la fantastica Violetta, ovvero Fausta Ciceroni, volto noto e colonna portante della compagnia, capace di restituire tutte le sfumature del complesso personaggio; il fatto che si tratti di una storia senza tempo, quasi archetipica, è confermata dalla scelta di far recitare gli attori in abiti moderni, quasi che questa narrazione di redenzione ed espiazione tramite il sacrificio attraversi i secoli mantenendo intatto il proprio nucleo di verità; segnaliamo inoltre la bellissima prova dei ballerini al momento della danza delle zingare del secondo atto, che hanno offerto un valore aggiunto per un appuntamento di grande stile che sancisce la chiusura di una fortunata stagione, svoltasi sotto il segno di Verdi, essendo quest’anno il bicentenario della nascita del grande artista. Infatti, dopo il <strong>Requiem</strong> e l’<strong>Attila</strong>, i membri dell’Alfa Musicorum hanno salutato il proprio pubblico, con la promessa di rivedersi tra qualche mese.</p>
<blockquote><p><strong>Lo spettacolo è andato in scena:</strong><br />
<strong> Teatro Don Bosco</strong><br />
via Publio Valerio, 63 &#8211; Roma<br />
venerdì 3 maggio ore 10.00, sabato 4 maggio ore 21.00</p>
<p>Alfa Musicorum Convivum presenta<br />
<strong>La Traviata</strong><br />
di Giuseppe Verdi<br />
regia Mary Ferrara<br />
direzione musicale Alessandro Murzi<br />
con Murat Guney, Fausta Ciceroni, Emanuel Bassaglia</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://teatro.persinsala.it/la-traviata-5/7643/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
