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Il Club della Ribalta

Il Club della Ribalta
Voto dei lettori: 8,00 su 10
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Luci e ombre della ribalta

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Overbooking al Teatro Spazio Uno di Roma per il debutto dello spettacolo scritto da Bianca Melasecchi, per la regia di Susy Laude. Il REP vola alto.

Roma negli anni Cinquanta era la capitale del cinema e del varietà. Il Neorealismo aveva cambiato la grammatica della settima arte, un richiamo irresistibile per gli artisti di tutto il mondo che sognavano di lavorare a Cinecittà. Figuriamoci gli artisti nostrani. Per non parlare degli aspiranti, gli assidui frequentatori di provini. Erano gli anni in cui si squarciava il velo dell’oppressione, della guerra, un Paese di morti di fame che si arrabattavano per tirare a campare. Erano gli anni di maggiore successo del cinema nostrano. E del teatro. Si diffondevano, infatti, le compagnie di repertorio impegnate in spettacoli di qualità, quella di Albertazzi-Proclemer, la Compagnia Teatro d’Arte Italiana diretta da Vittorio Gassman, la cooperativa formata da Giorgio De Lullo, Rossella Falk, Romolo Valli e Elsa Albani. Nel 1947 Giorgio Strehler e Paolo Grassi ricevevano il primo sovvenzionamento pubblico per costituire uno stabile, il Piccolo Teatro di Milano. Visconti firmava la direzione di allestimenti lirici che avevano come protagonista Maria Callas. De Filippo scriveva le sue commedie. In un Paese privo di tradizioni o di riferimenti calcare il palcoscenico è un desiderio meno comune, in Italia è difficile non sentirsi attratti da questi nomi, da ciò che hanno rappresentato. Così la pensione della signora Belmondi ospita un gruppo di giovani donne che sono tutte artiste rampanti, attrici, ballerine, musiciste. Ognuna insegue il proprio sogno di gloria, si industria ad appagare il fuoco sacro della passione nell’anima, come il bruciore allo stomaco per un’alimentazione risicata. D’altronde, la stessa signora Belmondi era un’attrice e non ci potevamo aspettare altro da una casa che espone in salotto il ritratto della Duse. Al Club della Ribalta, si studiano i passi di una coreografia in salotto e si stendono i panni, si discute di calze rubate e nascono amori, (rigorosamente sulla porta, che gli uomini non possono entrare, è una casa pur sempre rispettabile, non un bordello), si organizzano uscite al solo scopo di scroccare un pranzo, si condividono le sconfitte di un provino andato male come le scelte che ti cambiano l’esistenza. Una vita in comunità che sembra quella di una compagnia teatrale. Una sorellanza artistica di sprovvedute prive di raccomandazioni, devono andarsi a cercare anche quelle. Perché nello scintillante regno dello spettacolo, non ha mai contato tanto essere bravi, semmai è un di più, quanto la capacità di costruire una rete di conoscenze e favori, la strategia dei compromessi. Ognuna di loro dovrà valutare fino a che punto sarà disposta a tradire la propria dignità e sospendere il rigore morale per accondiscendere egoisticamente al bisogno di arrivare, ottenere, provare, recitare. Il che implica concessioni sessuali, individualismo e ambizione in un territorio arido, dove spesso arrivano telefonate di magnati che amano il teatro nella misura in cui i registi assegnino il ruolo da protagonista alle loro figlie. Gran parte della narrazione di Il Club della Ribalta ruota, perciò, attorno alla figura del produttore Leonardo Goffredi, patron della Titanus, un sofisticato Dino Abbrescia che sembra uscito dal Rat Pack. Lo spettacolo è premiato da un allestimento sfolgorante, un cast amalgamato, calato nella parte e una regia vivace costruita attorno a un enorme baule guardaroba antico che, aprendosi, accoglie l’intera scenografia. Un debutto di successo per Susy Laude che riesce a ricreare l’atmosfera di quegli anni, con un testo talmente riuscito nei risvolti comici che si avrebbe voglia durasse più di un’ora, per avere il tempo di conoscere meglio tutti i personaggi, godere di più della loro compagnia, in fondo, non capita spesso di stare così bene a teatro, sono parentesi, come i gloriosi anni Cinquanta nella storia dello spettacolo.

Lo spettacolo continua:
Teatro Spazio Uno
vicolo dei Panieri, 3 -Roma
venerdì 9 novembre, martedì 20 novembre, giovedì 22 novembre, sabato 24 novembre, ore 21.00
(durata 1 ora circa senza intervallo)

Il Club della Ribalta
di Bianca Melasecchi
regia Susy Laude
con Dino Abbrescia, Gianluca Bazzoli, Anna Ferzetti, Susy Laude, Ana Caterina Morariu, Claudia Potenza, Marina Remi, Eleonora Russo, Simonetta Solder, Valentina Valsania

REP la compagnia di repertorio continua:
fino a domenica 25 novembre 2012

http://www.gruppodannyrose.com/

Hai letto: Il Club della Ribaltascritto il 13/11/2012 da

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