Al Teatro Ghione è in scena, fino all’11 febbraio, Il Padrone, uno spettacolo di Gianni Clementi con la regia di Paolo Triestino, protagonista con la straordinaria Paola Tiziana Cruciani. Una famiglia benestante deve fare i conti col passato, perché niente è come sembra.

Paola Tiziana Cruciani e Paolo Triestino hanno stoffa da vendere, questo è risaputo, ma nella cornice barocca dello spettacolo Il padrone, ancor di più.
Marcello Consalvi, interpretato appunto da Triestino, ha infatti una bottega di tessuti alla quale si dedica anima e corpo, mentre sua moglie Immacolata (la Cruciani), è sempre presa a far quadrare i conti degli affitti ed è disposta anche a mandare lettere di sfratto a chi non è regolare con i pagamenti. La loro unica figlia è in viaggio di nozze a Venezia e, quando squilla il telefono, i coniugi Consalvi fanno a gara per rispondere e dimostrarle tutto il loro affetto.
Il giovedì sera Marcello, ancora col “sinale” addosso, non vuole sentir nessuno se non le domande che Mike Bongiorno pone ai vari concorrenti di Lascia o raddoppia, perché lui è uno dei pochi ad avere il televisore in casa e a non dover affollare il bar sottostante per acculturarsi attraverso un quiz, mentre la consorte gira per casa smaniando. Tutto apparentemente sembra filare liscio, nonostante i classici dissapori quotidiani che insorgono tra moglie e marito, ma se il padrone di tutti i loro averi si presentasse un giorno a quella porta cosa accadrebbe?
Quella casa, e non solo, appartiene, infatti, a un uomo di religione ebraica che, nonostante le clausole stipulate anni prima, può riaffacciarsi nelle loro vite pretendendo ciò che gli spetta.

La penna sempre fervida di Gianni Clementi, ancora una volta ha scritto con precisione e arguzia una storia che tocca tutte le sfumature dell’anima (L’Ebreo, premio Etis Agis 2007) e che i bravissimi attori, supportati anche dal simpaticissimo Bruno Conti, interpretano straordinariamente, attraversando registri paralleli che toccano le corde dell’umorismo e graffiano quelle del grottesco.

Paola Tiziana Cruciani, nonostante il braccio sinistro ingessato a causa di un infortunio, è impeccabile sul palcoscenico; la sua verve e la sua comicità, intrisa di un sano e buon dialetto romanesco, inevitabilmente suscitano incontenibili risate anche lì dove il colpo di scena spiazza lo spettatore.
Paolo Triestino, che cura anche la regia, dirige il tutto con estrema eleganza. I movimenti di scena seguono il pathos dei dialoghi e le corse dei due protagonisti, dallo spioncino alla finestra che affaccia sulla strada, restano impresse come le musiche di quel periodo che si vuole sottolineare.
Un bacio a mezzanotte, L’edera, e Nel blu dipinto di blu sono, infatti, solo alcuni dei successi degli anni ’50 che fanno da sfondo, in modo poetico, a tutta la vicenda che rende complice la coppia di desideri amorosi e soprattutto di un piano diabolico, che li colloca in una dimensione opposta a quella reale. Quelle note che fuoriescono dalla radio del lussuoso salone dei Consalvi, arredato finemente da Francesco Montanaro, segnano inoltre un periodo storico italiano vissuto da molti presenti in questi giorni in platea, che hanno sognato a lungo il boom economico che si è poi palesato da lì a poco.

Il padrone resterà in scena al Ghione fino all’11 febbraio, ed è, oltre a un’occasione di svago, anche un motivo in più per riflettere sull’agire umano, spesso, troppo, influenzato dalla paura, l’arma più difficile da seppellire.

Lo spettacolo continua:
Teatro Ghione
via delle Fornaci, 37 – Roma
fino a domenica 11 febbraio
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.00
(durata 1 h e 40 minuti circa intervallo escluso)

Il Padrone
di Gianni Clementi
regia Paolo Triestino
con Paola Tiziana Cruciani, Paolo Triestino, Bruno Conti
scene Francesco Montanaro
costumi Lucrezia Farinella
luci Luca Palmieri
aiuto regia Annalisa Borrelli, Emanuele Guzzardi
tecnico Alessandro Nigro

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