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Karol Wojtila – La vera storia

Karol Wojtila – La vera storia, articolo di "Alessio Neroni" su Persinsala Teatro
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Karol Wojtila – La vera storia
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Al Teatro Brancaccio è in scena fino al 4 maggio Karol Wojtila – La vera storia. Un omaggio che documenta parte del vissuto di Giovanni Paolo II prossimo alla canonizzazione. L’intensa colonna sonora porta la firma di Noa e dei Solis String Quartet. Raccontare in due ore la vita di un uomo straordinario come è …

Il Papa privato

teatrobrancaccio-romaAl Teatro Brancaccio è in scena fino al 4 maggio Karol Wojtila – La vera storia. Un omaggio che documenta parte del vissuto di Giovanni Paolo II prossimo alla canonizzazione. L’intensa colonna sonora porta la firma di Noa e dei Solis String Quartet.

Raccontare in due ore la vita di un uomo straordinario come è stato Giovanni Paolo II è impossibile, e l’opera musicale Karol Wojtila – La vera storia, in scena al Teatro Brancaccio fino al 4 maggio, sicuramente non ha la pretesa di raccontare gli ottantacinque anni di vita vissuta di questo grande uomo, anche se il titolo potrebbe trarre in inganno. Lo spettacolo traccia infatti una sintesi della giovinezza di quell’uomo venuto da molto lontano, che il 16 ottobre 1978, giorno della sua elezione sul soglio Pontificio, ha pronunciato umili parole come «Se sbaglio… mi corrigerete!».
Un omaggio rispettoso per uno degli uomini più importanti della storia, che il prossimo 27 aprile verrà canonizzato in piazza San Pietro; proprio da quella piazza ha inizio questo singolare musical che vede il cardinal Stanislaw Dziwisz, impersonato da Matteo Macchioni, la cui interpretazione lirica è eccellente, dare notizia dell’attentato avvenuto il 13 maggio del 1981. Una scenografia a specchio ripropone il Cupolone e il Tevere, mentre risuona il turbamento della gente presente in quella triste circostanza.
Un tonfo al cuore che a ritroso, attraverso dei flashback, ripercorre l’infanzia, la giovinezza e la salita al soglio pontificio di Karol Wojtila, anzi di Lolek (questo il nomignolo datogli dalla famiglia), quel bambino premuroso nato a Wadowice nel 1920, costretto ad affrontare fin da subito i dolori della vita.
A soli nove anni infatti Karol Wojtyla perde la madre Emilia, che Lisa Angelillo restituisce sulla scena con quella forza e quel coraggio che contiene quel “non avere paura”, che successivamente guiderà l’intera esistenza dell’amato Papa. A pochi anni di distanza anche suo fratello maggiore Edmund, medico, muore dopo aver contratto la scarlattina. È Roberto Rossetti, sempre intenso e impeccabile nella recitazione, a vestire i panni del primogenito di casa Wojtyla, che si fa in quattro, in tutti i sensi, impersonando anche altri tre importanti personaggi che hanno guidato la vita di Karol, che nel 1938 insieme al padre (Simone Pieroni) si trasferisce a Cracovia.
La seconda guerra mondiale e la dipartita del padre segnano ulteriormente il destino del futuro Papa Giovanni Paolo II, che nel 1942 entra in seminario.
L’uso di olomonitor, sui quali contemporaneamente alla diretta scenica si assiste alla narrazione precedentemente interpretata dagli stessi attori, è uno degli elementi predominanti in questo spettacolo diretto da Duccio Forzano, regista soprattutto televisivo, che fonde l’arte cinematografica, teatrale e più tipica del piccolo schermo per dar più risalto all’opera, a volte fin troppo ridondante.
I brani composti da Noa e i Solis String Quartet emozionano e si uniscono alle interessanti coreografie di Tuccio Rigano tutt’uno con le scenografia di Nicola Cattaneo e i costumi di Marta Sabato, che regalano momenti anch’essi molto televisivi, tipici anche della rivista di un tempo.
Nonostante la bravura di tutti gli attori e dello stesso Virgilio Brancaccio (Karol più adulto) emerge poco la grandezza del Wojtyla che abbiamo imparato a conoscere attraverso i suoi piccoli grandi gesti, attraverso i suoi centoquattro viaggi e soprattutto attraverso il suo lungo Pontificato segnato da innumerevoli eventi, che hanno unito diverse generazioni.
La forma teatrale forse non riesce a rendere giustizia a un uomo così grande, che arriva al cuore più attraverso l’espressione e il contenuto di una fotografia, come una delle tante che scorre sul grande schermo prima della seguente scritta, che sintetizza tutto il suo eccezionale operato: «Ci sono storie che meritano di essere raccontate perché narrano di uomini che cambiano per sempre le nostre vite, illuminano le nostre esistenze e danno un senso nuovo a tutto ciò che siamo».

Lo spettacolo continua:
Teatro Brancaccio

via Merulana, 244 – Roma
fino a domenica 4 maggio
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.00
(durata 2 ore intervallo escluso)

Karol Wojtila – La vera storia
Opera Musical

di Duccio Forzano, Donatella Damato, Patrizia Barsotti, Gaetano Stella
regia Duccio Forzano
con Roberto Rossetti, Lisa Angelillo, Alessandro Bandinelli, Matteo Macchioni, Simone Pieroni, Beatrice Arnera, Jacopo Bruno
coreografie Tuccio Rigano
videoscenografie Giuseppe Ragazzini
scenografia Nicola Cattaneo
costumi Marta Sabato
luci Francesco De Siano
musiche Noa, Solis String Quartet

8,00

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