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L’apparenza inganna

L’apparenza inganna
Voto: 8,00 su 10
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Orgoglio gay

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salaumberto-roma Tullio Solenghi e Maurizio Micheli sono i protagonisti della commedia L’apparenza inganna al teatro Sala Umberto di Roma fino al 3 marzo.

Dopo il successo di Italiani si nasce Tullio Solenghi torna a far coppia – una strana coppia – con Maurizio Micheli nella divertente, quanto attuale, commedia L’apparenza inganna.
Licenziamento, mobbing e discriminazione sessuale sono i temi su cui è incentrata questa pièce che riprende, con un efficace adattamento italiano, Le Placard di Francis Veber e che Solenghi, nella veste anche di regista, porta in scena dopo più di dieci anni dall’uscita del film francese.
La tournèe italiana fa tappa a Roma e dal 19 febbraio al 3 marzo sul palcoscenico della Sala Umberto si presentano in scena, per una foto di gruppo, i dipendenti di un’azienda di preservativi, il cui slogan «Se vuoi far sex vai tranquil con Sicurex» già dice tutto. Di fronte all’obiettivo manca solo Giuseppe Tricarico – un irresistibile Maurizio Micheli – contabile in procinto di essere licenziato per ottimizzare il personale e in perenne ritardo, che si presenta in tait per far più bella figura.
Separato dalla moglie e con un figlio a carico, il licenziamento è l’ultima goccia che fa traboccare un vaso molto fragile, e solo il tempestivo aiuto di un vicino di casa, uno psicologo aziendale, lo salverà dal suicidio. È proprio il dirimpettaio a suggerire a Tricarico di fingersi gay per essere reintegrato in azienda; il piano funziona e innesca un esilarante meccanismo a catena che porta a galla situazioni decisamente diverse.
La scenografia è ben curata e ricrea su due livelli la casa del protagonista (in alto) e l’ufficio, il ristorante e la sala caffè (in basso), che un gioco di luci introduce ogni volta senza l’uso di cambi di scena.
Una coppia affiatata, in perfetta sintonia, quella formata da Solenghi-Micheli ai quali si deve l’adattamento scenico costituito da un efficace uso dei tempi comici e la capacità di far riflettere su temi di grande spessore insieme ad altri sette bravi interpreti.
«Che cosa si farebbe per non perdere il posto di lavoro?» intorno a questa domanda ruota tutta la storia e sono tanti a chiederselo (soprattutto in questo periodo critico), ma forse non tutti sarebbero disposti a dichiarasi omosessuali e a girare uno spot come testimonial di una marca di preservativi – come Giuseppe – in compagnia di un altro uomo. In Italia tutto ciò sembra ancora fantascienza se pensiamo che pubblicità per determinati prodotti neanche veicolano più, mentre nello spettacolo un semplice impiegato sottovalutato diventa icona di riscossa di un movimento gay, che bandiere e inni, come YMCA, portano alla ribalta e fanno divertire anche chi magari di fronte ai diritti civili e alle coppie di fatto ancora reagisce con una smorfia. È il bello del teatro, che propone idee in modo simpatico con la pretesa che un sorriso possa sostituire, per una volta almeno, alcune antiche coscienze e credenze.

Lo spettacolo continua:
teatro Sala Umberto
via della Mercede, 50 – Roma
fino a domenica 3 marzo
orari: da martedì a venerdì ore 21.00, 2° mercoledì ore 17.00, sabato e domenica ore 17.00 e 21.00
(durata 1 ora e mezza intervallo escluso)

La Contrada – Teatro stabile di Trieste presenta
L’apparenza inganna
di Francis Veber, adattamento di Tullio Solenghi e Maurizio Micheli
regia Tullio Solenghi
con Tullio Solenghi, Maurizio Micheli, Massimiliano Borghesi, Sandra Cavallini, Paolo Gattini, Adriano Giraldi, Fulvia Lorenzetti, Matteo Micheli, Enzo Saturni
scene Alessandro Chiti
costumi Andrea Stanisci
musiche Massimiliano Forza
arrangiamenti Fabio Valdemarin

Hai letto: L’apparenza ingannascritto il 22/02/2013 da

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