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L’arte della gioia

L’arte della gioia, articolo di "Emanuela Mugliarisi" su Persinsala Teatro
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L’arte della gioia
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In scena al Franco Parenti fino al 12 maggio, L’arte della gioia, il reading che rende onore al capolavoro di Goliarda Sapienza attraverso il corpo e la voce dell’intensa Sandra Zoccolan, accompagnata dal fisarmonicista Guido Baldoni. Ogni tanto succedono cose che ci permettono di riscoprire il vero valore etimologico di una parola: si abusa così …

Donne: imparate a conoscervi e conquisterete il mondo

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In scena al Franco Parenti fino al 12 maggio, L’arte della gioia, il reading che rende onore al capolavoro di Goliarda Sapienza attraverso il corpo e la voce dell’intensa Sandra Zoccolan, accompagnata dal fisarmonicista Guido Baldoni.

Ogni tanto succedono cose che ci permettono di riscoprire il vero valore etimologico di una parola: si abusa così tanto del termine “straordinario” da averne perso la giusta concezione, ma con un personaggio come Goliarda Sapienza è proprio il caso di utilizzarlo. Goliarda era non solo una donna speciale, quanto e decisamente una donna fuori dall’ordinario.
Con un nome che era già tutto un programma, Goliarda nasce il 1° gennaio del 1900 e muore il 30 agosto del 1996: ha attraversato quasi per intero un secolo, scardinando imposizioni, costrizioni e convenzioni legate alla figura femminile della Sicilia del primo ‘900. Tutta la sua esperienza si ritrova nel suo più famoso e riuscito libro L’arte della gioia e a dar voce all’autrice è l’alter ego di Modesta: un nome che volutamente stride con la carica vitale e l’ardore conoscitivo del personaggio che lo indossa. Un personaggio che impara a conoscere sé stesso, senza tabù e restrizioni e che per questo è poi in grado di ottenere tutto ciò che vuole, di conquistare il proprio posto nel mondo. Un grande esempio per le donne di oggi che spesso non si rendono conto di quanto i soprusi maschilisti siano ancora vigenti e ripetuti perché sopravvivono in forme più subdole e camuffate e per questo sono più difficili da individuare e combattere.

Non stupisce quindi che un’attrice impegnata come Sandra Zoccolan (una delle interpreti di punta dell’ATIR, spesso coinvolta in spettacoli di grande spessore sociale e impegno civile) abbia voluto omaggiare questo testo con grande intelligenza scenica e sensibilità interpretativa: forte anche di competenze musicali, Sandra ha scelto gli episodi più toccanti della storia di Modesta e ha deciso di accompagnarli (a volte di alternarli) a brani musicali suonati dall’abile mano del fisarmonicista Guido Baldoni. Una scelta che, insieme alla scenografia scarna ed essenziale, riesce a regalare un’atmosfera da confessionale a tu per tu, come se Modesta fosse da sola in una stanza con ognuno di noi a raccontarci la sua storia, la scoperta del suo corpo, della femminilità, del piacere mai fine a sé stesso ma quasi come processo di liberazione sociale ed elevazione intellettuale.
Perché quello che fa innamorare ogni spettatore (e ogni lettore nel caso del libro) di un personaggio come Modesta, è la tenacia e l’ardore conosciutivo con cui persegue la gioia del corpo, l’appagamento dei sensi ma anche la felicità intellettuale sempre con grande naturalezza e serenità. Sandra Zoccolan è riuscita a farcene innamorare ancora di più, rendendo con estrema dolcezza anche gli aspetti più controversi e immorali di questo personaggio, mai con un taglio giustificatorio, ma permettendoci di capire le motivazioni profonde che spingevano questa donna straordinaria a lottare contro le convenzioni sociali (ebbe molti amori omosessuali, forse anche più intensi e significativi di quelli con gli uomini), contro le imposizioni di una cultura maschilista e mafiosa (le sue idee politiche le costarono anche cinque anni di carcere in età matura), contro le costrizioni della carne che la cultura cattolica imponeva alle donne nel primo ‘900.

Uno spettacolo d’intenso lirismo, di brillante e materica presenza scenica e di forte impatto emotivo: da non perdere che, usciti dalla sala, non potrà non suscitare la curiosità di leggere per intero L’arte della gioia.

Lo spettacolo continua
Teatro Franco Parenti

Via Pier Lombardo 16 – Milano
Da venerdì 4 maggio a sabato 12 maggio

L’arte della gioia
reading teatrale dal romanzo di Goliarda Sapienza
con Sandra Zoccolan
fisarmonica Guido Baldoni
scene di Marianna Cavallotti con la supervisione di Maria Spazzi
realizzazione di Francesca Guarnone, Giuliano Ghirimoldi, Cheng Li e Marianna Cavallotti
produzione ATIR Teatro Ringhiera

5,00

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