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L’avversario, articolo di "Valeria Palumbo" su Persinsala Teatro
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Non un vero spettacolo ma la messa in scena di un libro inquietante e scritto benissimo, L’avversario di Emmanuel Carrère, che gli attori sanno rendere con freschezza. Sul palcoscenico c’è un libro. Ce l’hanno tutti gli attori e si attengono a quanto c’è scritto. Perché è un libro scritto con rara maestria: L’avversario di Emmanuel …

Quante bugie ci vogliono per fare un assassino?

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Non un vero spettacolo ma la messa in scena di un libro inquietante e scritto benissimo, L’avversario di Emmanuel Carrère, che gli attori sanno rendere con freschezza.

Sul palcoscenico c’è un libro. Ce l’hanno tutti gli attori e si attengono a quanto c’è scritto. Perché è un libro scritto con rara maestria: L’avversario di Emmanuel Carrère. Ossia la storia di Jean-Claude Romand che, il 9 gennaio 1993, uccise prima sua moglie e i suoi due figli, poi i genitori, poi provò a far fuori l’amante e forse, in precedenza, aveva fatto cadere dalle scale, ammazzandolo, il suocero.

Per coprire il tutto aveva poi dato fuoco a casa, magari pensando di ammazzarsi. Ma era pure vigliacco. Non era morto ed era presto saltata fuori tutta la storia. All’apparenza, un caso di improvvisa e inspiegabile pazzia. In realtà, la conclusione di una vita tutta poggiata sulla menzogna: Jean-Claude non era un prestigioso ricercatore medico a Ginevra, non era neanche laureato, non era un abile investitore di finanze altrui, non era un marito fedele. Non era neanche malato di cancro come aveva detto prima alla moglie e poi all’amante per evitare di essere lasciato dopo le sue défaillances sessuali.

Il fatto è che, come si dice a un certo punto, Jean-Claude non era neanche qualcos’altro: in genere si mente per nascondere una seconda vita. Lui, niente. Non era nulla, se non un ladro dei soldi di famiglia. E alla fine un assassino. Per il resto aveva passato la vita nelle aree di parcheggio o nelle stanze di hotel a non far nulla. Non era neanche una spia, come si era ipotizzato. Una storia assurda? Nemmeno tanto, visto che di recente si è suicidata, nel giorno ipotetico della sua Laure, una ragazza molisana che aveva mentito a tutti sui suoi studi e, nel 2002, un ragazzo romano uccise i genitori per nascondere, secondo il verdetto della corte, i suoi fallimenti universitari.

Gli attori dell’Invisibile Kollettivo portano in scena all’Elfo di Milano questo testo con ritmo e in modo convincente e come un racconto a più voci e con più versioni. Peccato le dizioni non sempre limpide (ma perché da qualche tempo, tanti attori con le “s” sibilanti?). Ma la macchina funziona, la storia merita, la messa in scena è semplice ed efficace. Da vedere.

Lo spettacolo continua
Teatro Elfo Puccini, Sala Fassbinder
Corso Buenos Aires 33 – Milano
fino al 29 aprile 2018
Visto il 18 aprile alle 21,00

L’avversario
di Emmanuel Carrère
lettura scenica di Invisibile Kollettivo
con Nicola Bortolotti, Lorenzo Fontana, Alessandro Mor, Franca Penone, Elena Russo Arman
luci Roberta Faiolo
produzione Teatro dell’Elfo
(durata: 1 ora e 10)

4,00

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