Le biografie degli altri

Sei incontri, sei momenti di creatività e di storie reali, di grandi personaggi e di gente comune, di passione per il sublime, e di impegno artistico/artigianale per imparare come raccontare sé stessi attraverso le vite altrui.
“Gli uomini sono artefici del proprio destino: possono commettere sempre gli stesi errori, possono fuggire costantemente da ciò che desiderano, e che magari la vita gli offre in modo generoso; oppure possono abbandonarsi al destino e lottare per i propri sogni accettando il fatto che si presentano sempre nel momento giusto” scriveva Paulo Coelho in Brida. Questa massima può essere anche applicata agli sforzi che il circolo Gratosoul compie da un po’ di anni a questa parte per far uscire gli abitanti del quartiere dalle loro case per stare insieme e immaginare una città diversa. L’esempio funziona a giudicare dalla piccola folla che in un freddo venerdì di gennaio si è raccolta per assistere allo spettacolare incontro con Livia Sguben che, attraverso i romanzi brevi di Tolstoj e i quartetti di Beethoven ha illustrato l’evoluzione del percorso creativo nell’ultima fase della carriera dei due artisti: l’abbandono del grande romanzo e della sinfonia a favore di opere brevi, quasi scarne, ma essenziali e più vere, prive di sovrastruttura. Un percorso fatto di sottrazioni progressive sino a giungere alla sublime bellezza della semplicità.
Questo incontro è parte di un ciclo intitolato Le biografie degli altri, nato in parallelo al laboratorio di scrittura autobiografica per fornire ai partecipanti un momento di riflessione e di confronto con altri modi di raccontare le biografie, siano esse di artisti, poeti, filosofi, scrittori, musicisti o gente comune facendo ricorso a diversi modi espressivi. La prima serata con Livia Sguben era basata sull’interpretazione dei testi narrativi e la lettura di brani musicali, ma nel tempo si succederanno personalità diverse che racconteranno storie attraverso la propria arte o le proprie passioni – non sempre sarà necessario il ricorso alla parola – coinvolgendo il pubblico e finendo, in fondo, per raccontare anche un po’ di sé stessi.
Le parole scelte per caratterizzare ogni evento ne sintetizzano al massimo il complesso rapporto tra la personalità dell’ospite, la peculiarità della storia raccontata, il mezzo espressivo scelto e, soprattutto, quale tasto andranno a solleticare nello spettatore per suscitare in lui emozioni. Parola, luce, suono, gioco, espressività e stupore: queste le sei chiavi per entrare in altrettanti mondi, per passare piacevolmente insieme sei venerdì sera da gennaio a giugno accompagnando la comunità locale e tutti gli amici che si uniranno loro lungo il percorso sino alla grande festa di quartiere nel week-end del 16 e 17 giugno.
Non è semplice il percorso scelto da Gratosoul in un quartiere considerato periferia dormitorio della metropoli, dove in realtà hanno sede interessanti laboratori teatrali che però vengono poco frequentati dai locali. Ben vengano dunque iniziative come queste, partite dall’iniziativa di un gruppo tanto illuminato quanto tenace, che finiscono per attirare l’interesse di tutta la metropoli grazie alla fitta rete del passaparola e delle sinergie tra le varie associazioni.
Vale la pena di spingersi sino a Gratosoglio – che con i mezzi pubblici risulta davvero comodo – sia per assistere a questi incontri che per la calda accoglienza che riservano a quanti vogliamo condividere questi momenti con loro. Calda come il bicchiere di the alla menta che viene offerto insieme ad un sorriso da una signora dell’Associazione donne marocchine del quartiere per scaldare le mani e l’anima.
Lo spettacolo continua:
C.A.M. Gratosoglio
Via Saponaro 30 – Milano
ingresso libero
www.gratosoul.it
Gratosuol pagina su Facebook
Le biografie degli altri
Ciclo di incontri
La parola
Racconti in forma di quartetto: Beethoven e Tolstoj. Autobiografie paradossali: il suono e le parole dell’infinita leggerezza dell’essere.
con Livia Sguben
Prossimi appuntamenti:
La luce
Il racconto di sé come narrazione e auto-terapia. I colori e i segni tracciano il nostro cammino.
con Claudio Jaccarino
venerdì 10 febbraio ore 20.30
Il suono
Fardello dagli antenati. Ricerca, disciplina, percorso e creatività.
con Shinobu Kikuchi
venerdì 9 marzo ore 20.30
Il gioco
Uscire dal noto. Ripartire dal corpo. risvegliarsi e raccontarsi con il corpo.
con Lele Tori
venerdì 13 aprile ore 20.30
L’espressività
La maschera che rivela. Costruisco il racconto, affermo la mia verità.
con Salvatore Fiorini
venerdì 11 maggio ore 20.30
Lo stupore
Errare nei sentieri. Inoltrandomi nel buio i miei occhi scoprono le stelle.
con Gianni Latino
venerdì 8 giugno ore 20.30

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