Le fumatrici di pecore "> Le fumatrici di pecore

Le fumatrici di pecore

Le fumatrici di pecore, articolo di "Claudia Schirripa" su Persinsala Teatro
Home | Milano | Pim Spazio Scenico | Le fumatrici di pecore

Le fumatrici di pecore
Recensioni/Articoli di

Al Pim Off di Milano, la Compagnia Abbondanza/Bertoni propone uno spettacolo intenso, dove sono trattati temi importanti e difficili con una disarmante semplicità che, oltre a far sorridere, colpisce dritto al cuore. Affrontare in uno spettacolo teatrale il tema del labile confine tra uguaglianza e diversità, tra “normalità” e “stranezza”, negli ultimi anni è diventato …

La leggerezza della complessità

pim-off-teatro-milanoAl Pim Off di Milano, la Compagnia Abbondanza/Bertoni propone uno spettacolo intenso, dove sono trattati temi importanti e difficili con una disarmante semplicità che, oltre a far sorridere, colpisce dritto al cuore.

Affrontare in uno spettacolo teatrale il tema del labile confine tra uguaglianza e diversità, tra “normalità” e “stranezza”, negli ultimi anni è diventato un po’ di moda, così come – naturale conseguenza, quasi necessità – presentare sul palcoscenico un organico misto, composto da professionisti e interpreti amatoriali.

Può essere una via illuminata e felice, o un baratro dove non si riesce ad arrestare la caduta: la gestione di una regia di questo tipo è davvero difficile – tante sono le banalità nelle quali si può incorrere, provocando l’effetto opposto a quello desiderato. Michele Abbondanza, al contrario, riesce a destreggiarsi magistralmente con Le fumatrici di pecore, dando vita a uno spettacolo complesso ma ottimamente in equilibrio – sebbene la posta in gioco, qui, sia ancora più alta, trattandosi di un genere complesso: non solo prosa, bensì teatro-danza.

In scena, Antonella Bertoni è affiancata da Patrizia Birolo: due fisicità completamente opposte – ma assolutamente complementari – che danno vita a un susseguirsi di immagini, di situazioni, spesso contraddistinte dall’autenticità e dalla spontaneità di Birolo, che riesce a strappare un sorriso con battute semplici ma argute, dimostrando un’ironia sottile e mai banale.

Ciò che maggiormente colpisce il pubblico – oltre all’atmosfera di work-in-progress data dagli esercizi esibiti prima della “messinscena” vera e propria – è la grande familiarità tra le due donne, che si parlano, si toccano, si respingono, si sostengono e, all’occorrenza, cantano all’unisono, a squarciagola, quasi partecipassero a un rito liberatorio.

Per gli spettatori è, quindi, estremamente interessante osservare questa sorta di percorso parallelo tra le due figure, che raggiunge l’apice negli assolo in cui si alternano: Bertoni dà conferma di essere un’eccellente ballerina, dalla grande sensibilità artistica. Birolo lascia letteralmente a bocca aperta: la postura si trasforma e ogni movimento mostra un incredibile senso di leggiadria. Traspare la concentrazione, si percepisce la cura minuta per ciascun particolare – quali le dita delle mani, raramente fuori posto. Questa alternanza – che, in altre situazioni, rischierebbe di essere pericolosa, a causa di uno stacco qualitativo troppo marcato, e che potrebbe apparire ingiustificata – è costruita, al contrario, con grande intelligenza e lunga preparazione.

Ma la complicità tra Bertoni e Birolo trova il suo filo conduttore nell’estrazione, dalla tasca, di piccole pecore di plastica che, nel corso della serata, vanno a formare un gregge in miniatura: solo una rimane in disparte, la pecora nera – che suscita l’attenzione finale di Birolo la quale, attraverso il leitmotiv della serata (ossia la frase: «Ci penso io a te, ci penso io, ti aiuto io», che di solito è rivolta a Bertoni), l’aiuta a raggiungere le altre, facendole percorrere una lunga trave di legno in salita: simbolo di estrema fatica, rimando all’eterno Sisifo.

Al pubblico rimane da scegliere quali siano le pecore bianche e quali quelle nere: chi deve affrontare l’enorme difficoltà dell’integrazione?

Spettacolo costruito, condotto e interpretato con grandissima abilità e intensità – che lascia tutti gli spettatori molto soddisfatti. Unica nota stonata è la cornice che ha racchiuso un’esperienza così positiva: un imperdonabile ritardo di più di mezz’ora e un incontro post-spettacolo con i membri della compagnia – che di per sé è un’occasione di arricchimento – la cui conduzione non è stata all’altezza della performance.

Lo spettacolo è andato in scena:
Pim Off
via Selvanesco, 75 – Milano
domenica 7 aprile, ore 20.45
 
Le fumatrici di pecore
un progetto di Antonella Bertoni
regia Michele Abbondanza
coreografia, scene e costumi Antonella Bertoni
con Patrizia Birolo e Antonella Bertoni
luci Andrea Gentili
produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni

6,00

Check Also

Cibus

In una lunga ed esilarante carrellata letteraria, David Riondino inizia il pubblico a tutte le …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi