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Los coleccionistas

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El teatro donde no hay teatro

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milan-cervantesMilano ancora una volta si fa promotrice di una nuovissima iniziativa culturale: InterTEATRO. L’Instituto Cervantes presenterà opere spagnole, in lingua originale, per un totale di tre incontri.

In un periodo caratterizzato dal caos politico e un’economia deficitaria che non sostiene né riesce a promuovere nuovi e talentuosi interpreti e scrittori, nasce un nuovo modo di fare teatro: ossia, l’InterTEATRO – che non è teatro e non è cinema. Bensì il teatro che si crea tramite internet e si trasmette su uno schermo, in diretta, a un pubblico di un’altra città. Un modo innovativo per far conoscere attori, compagnie, scrittori e opere – in questo caso spagnole – a un pubblico straniero.
Dopo il successo avuto all’estero, ecco che l’esperimento, per la prima volta, tenta la via italiana.
Le caratteristiche di individualismo e improvvisazione, che da sempre hanno caratterizzato la drammaturgia spagnola – o meglio l’insieme delle drammaturgie nate in Spagna – sono sostituite da un lavoro di squadra, volto a creare una rete che permetta alla platea milanese di assistere allo spettacolo grazie a un lavoro tecnologico studiato nei minimi dettagli e che non lascia niente al caso.
Seduti, sorseggiando un bicchiere di vino, si assiste dapprima all’intervista ai drammaturghi, per poi godersi la rappresentazione delle due opere e l’incontro con gli attori e il team di interTEATRO.
L’intervista al drammaturgo Ignacio García May dà inizio alla serata e introduce la prima performance: Los coleccionistas. Sebbene sia ostico per il pubblico, abituato alla forma classica del teatro – ossia alla presenza scenica dei personaggi – adattarsi a questa innovativa commistione di arti e mezzi, l’opera di May è rappresentazione abbastanza nella norma e, per questo, facile da accettare. Le inquadrature, infatti, lontane da quelle cinematografiche, permettono di far coincidere il punto di vista della platea con quello dell’“interplatea”. Mentre la scenografia, nella sua essenzialità, ricalca i limiti e gli spazi di un vero palcoscenico.
Molto diversa, al contrario, la seconda opera, firmata da Beatriz Cabur, Ronensbourgh. Diversa in quanto più distante alla rappresentazione teatrale e più vicina al documentario. Al suo interno sono trattati molti temi attuali – dalla politica alla società, dalle forme di comunicazione alla famiglia. Forse sono addirittura un po’ troppi perché il pubblico sia in grado di assimilarli ed elaborarli durante la proiezione, ma certamente veritieri e toccanti.
Da notare anche la prova attorale eccellente – tenendo conto della novità, per gli interpreti, di questa esperienza. Infatti, la mancanza della presenza fisica del pubblico – davanti al quale il teatrante si esibisce – provoca un allontanamento dello spettatore dall’attore e rende il rapporto tra le due parti un po’ più freddo e distaccato.
Ottima, infine, la scelta di far conoscere e interagire spettatori e attori, a fine serata, per un piacevole scambio di opinioni e sensazioni volte anche a migliorare le performance future.

En este periodo en el que no hay una economìa bastante fuerte para estrenar nuevas obras teatrales y tampoco pagar los actores para trabajar lejo de su casa, nace el interteatro Epañol. No es teatro ni tampoco cine. El interteatro es el teatro que se estrena a travès de internet sobre la plantalla de una otra ciudad.
El trabajo tecnologico y en grupo ha remplazado el individualismo y la improvisaciòn que caracterizaban la dramaturgìa epañola clàsica. Ahora, el actor trabaja adelante de una camara para un pùblico estranjero. Es una forma artìstica nueva que no quiere reemplazar al tetaro clàsico, sino quiere dar la oportunidad de promuover actores y obras excelentes en todas las ciudades del mundo en manera muy barata. En Efecto los actores que han trabajado para el interteatro lo han echo de manera gratuita.
Mientras la primera obra : “los coleccionistas” se acerca màs a la idea del tetaro clàsico gracias a una escenografìa esenciàl , la segunda obra: “ Ronensbourgh” es muy parecida a un documental. Pero la decisiòn de estrenar como primera obra “los coleccionista” ha sido muy inteligente porque ha permitido al publico de acostumbrarse mejor a la nueva forma artìstica.
Aunque es muy dificil para un pùblico acostumbrado al teatro clàsico, acostubrarse al interteatro porque no hay ni un escenario ni los actores en carne y hueso. Sin embargo, no es un obstaculo porque las obras estrenadas sobresalen por sus buenas cualidades y son llenas de sentimentos. Ademàs, el trabajo actorial es impecable.

Lo spettacolo continua:
Instituto Cervantes

via Dante, 12 – Milano
ore 19.00 e ore 21.00
Interteatro
giovedì 28 febbraio: programma triplo
giovedì 7 marzo: programma doppio

InterTEATRO è andato in scena:
giovedì 21 febbraio: programma doppio
Los coleccionistas
di Ignacio García May
con Pilar Gil e Luis Gonzáles e Ronensburg di Beatriz Cabur
con Jorge Andolz, Ana Marìa Gil e Pablo Lagartos
supporto tecnico Fundación Dédalo, Mario Berdonces e Carlos Puente
piattaforma streaming LoNyLa
aiuto alla realizzazione dei video José Javier Ochoa e Diana Lázaro
aiuto alla regia Isabel Morilla e Carmen Muro
realizzatore video e codirettore di Ronenesburg Alex Rìos
direttore Beatriz Cabur

Hai letto: Los coleccionistasscritto il 26/02/2013 da

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