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Melodia per una nota sola

Melodia per una nota sola
Voto dei lettori: 8,00 su 10
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Voglio sognare

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pim-off-teatro-milanoAl Pim Off è in scena la versione 2.0 di una emozionante storia di macchine, di automi e di solitudine che obbliga a riflettere sul rapporto degli uomini coll’amore.

Chissà se l’autrice di Melodia per una nota sola, come me, alle scuole superiori, aveva una vicina di banco che le ha fatto leggere il libri di Isaac Asimov. È questa la prima considerazione che mi attraversa la mente appena si abbassano le luci in sala al Pim Off e sullo schermo, che fa da sfondo alla scenografia, scorre la prima legge della robotica: “un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno”.
Lo spettacolo, ideato da Maria Pietroleonardo in collaborazione con Magdalena Barile, è un’evoluzione dello studio presentato durante la scorsa stagione che si presenta ora con un nuovo impianto scenico, un testo approfondito e rielaborato ma, soprattutto, con un nuovo finale: se stessimo parlando di un programma informatico parleremmo di una versione 2.0! La protagonista, Nora, interpretata da Cinzia Spanò, è un’affermata professionista che lavora per un’industria dove si effettuano ricerche nel campo della robotica. È una donna sicura di sé, dell’alta autorità acquisita in campo lavorativo, leggermente austera e severa ma, anche a causa dei continui rimbrotti ricevuti dalla madre durante le telefonate che si scambiano,  pure profondamente infelice. Il velo di tristezza che ammanta la vita di Nora è causato dalla sua profonda solitudine, dall’assenza di interessi e legami nella sfera privata: lei è convinta che le basti l’amore di un uomo per cambiare la situazione. Non ha mai incontrato il fidanzato perfetto: che la faccia sentire splendida, che non si volti a guardare le altre mentre passeggiano, che non la contraddica in pubblico, che non interferisca col suo lavoro e che sia brillante. Ma basta davvero tutto ciò affinché si parli di amore? Nora è una donna di scienza e pertanto trascura questi “dettagli filosofici” per tuffarsi nella creazione di Lhui, l’uomo ideale. Lascio agli spettatori il piacere di scoprire se il nuovo finale confermi o meno tali teorie.
L’atto della creazione di un essere in grado di elaborare pensieri propri, in possesso di una sorta di coscienza che gli consenta di godere della bellezza delle cose e di provare sentimenti avvicina la figura di Nora a quella di un moderno Victor Frankenstein, sollevando importanti questioni etiche. L’allestimento scenico sottolinea questo ed altri momenti topici proiettando spezzoni di vecchi film che si riallacciano a quanto accade nel frattempo tra Nora e Lhui, conferendo all’insieme un che di poetico e magico, trasportando le tematiche del racconto dalla componente robotica a quella umana.
La pièce risulta avvincente per il gioco di emozioni che porta sulla scena, per la profonda introspezione sull’essenza del rapporto di coppia, ponendoci di fronte agli eterni interrogativi: tutti gli uomini sono uguali? Se sono sola è dunque colpa mia? A quale porzione delle mie consuetudini sono disposta a rinunciare per l’altro? Se avrete pazienza di attendere l’inatteso finale scoprirete se la Melodia per una nota sola possa trasformarsi in un delizioso duetto.
Un applauso meritato alle autrici per l’abilità di aprire la finestra sull’eterna problematica della solitudine, sviluppandola in modo inatteso, a Cinzia Spanò ed Edoardo Ribatto attori interessanti e promettenti mirabilmente diretti da Roberto Recchia.
Se lo spettacolo, partendo del pretesto dei robot, approfondisce ematiche prettamente umane, vi invito a giungere al Pim Off  con discreto anticipo sia per godervi l’aperitivo che viene offerto agli spettatori sia per scoprire il mondo sorprendente delle macchine in grado di apprendere dall’interazione col mondo circostante e compiere un crescente numero di attività sinora prerogativa esclusiva dell’uomo.

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Lo spettacolo continua:
Pim Off
via Selvanesco 75 -  Milano
fino a lunedì 10 giugno
ore 20.45 – aperitivo offerto dal teatro dalle ore 20.00
www.pimoff.it

Melodia per una nota sola
progetto drammaturgico di Maria Pietroleonardo
con la collaborazione di Magdalena Barile
regia Roberto Recchia
con Cinzia Spanò ed Edoardo Ribatto
impianto scenico Marco di Battista
produzione PiM Spazio Scenico
durata 60 minuti

Fotografie: Emanuela Giurano

Hai letto: Melodia per una nota solascritto il 09/06/2013 da

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