Norma

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Norma, articolo di "Monica Canu" su Persinsala Teatro
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10 Norma ( Mariella Devia )
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Finalmente il sipario genovese, dopo 13 anni, alzandosi ha mostrato, alla gremita platea della Prima, la scenografia del capolavoro di Bellini, Norma; ma ha soddisfatto le aspettative del pubblico? Sicuramente per noi di Persinsala quello di mercoledì 24 gennaio è stato un grandioso risultato. Gallia, antico Impero romano, sacerdotesse, druidi, proconsoli, madri, amori, padri, figli …

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Mariella Devia: «che inargenti questo sacro antico palco»

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Finalmente il sipario genovese, dopo 13 anni, alzandosi ha mostrato, alla gremita platea della Prima, la scenografia del capolavoro di Bellini, Norma; ma ha soddisfatto le aspettative del pubblico? Sicuramente per noi di Persinsala quello di mercoledì 24 gennaio è stato un grandioso risultato.

Gallia, antico Impero romano, sacerdotesse, druidi, proconsoli, madri, amori, padri, figli e morti. Se non fosse per i luoghi e pochissimi altri elementi, queste parole parrebbero gli ingredienti della Medea euripidea. E invece, si tratta di Norma, una Medea a metà, ma di notevole grandiosità. La storia dell’omonima sacerdotessa, innamorata del proconsole romano Pollione (da cui ha due figli), sedotta e abbandonata dall’amato in favore della più giovane ministra religiosa Adalgisa, pianifica di vendicarsi uccidendone i figli. Qualcosa, però, non va per il verso giusto. A sconvolgerne i piani, saranno quei sentimenti ingestibili che impediscono alla sacerdotessa di compiere la propria rivincita, richiesta più volte a gran voce, e di sacrificarsi per ristabilire l’equilibrio della giustizia religiosa druidica.

La responsabilità di svolgere il racconto è stata affidata, sul palco genovese, a un terzetto davvero esplosivo che, nella perfetta esecuzione dei due atti, ha fatto emozionare l’intera folta platea della serata. A partire dalla scena II dell’Atto I, Pollione (il tenore Stefan Pop) fa sfoggio di perfette capacità canore e sceniche, imponendo la figura del protagonista maschile. C’è tuttavia grande attesa per un ingersso preciso, quello della protagonista Norma, o meglio per la sua interprete, il soprano Mariella Devia, annunciata dal coro dei druidi capeggiati da Oroveso (Riccardo Fasi, Basso), padre della protagonista. Dopo la prima comparsa delle masse a inizio di Atto con Ite sul colle, la sacerdotessa è annunciata da Norma viene, coro che anticipa la celebre aria Casta Diva. Assolutamente in linea con le aspettative del pubblico, la Devia fa sfoggio di tutte le proprie capacità canore belcantiste nonché di quelle attorali e interpretative. Applausi, acclamazioni e Brava! urlati a fine esecuzione. Prosegue quindi la messinscena giungendo alla scena V e all’arrivo di Adalgisa (Annalisa Stroppa, Mezzo soprano) che, riposatasi dalle fatiche del recente Andrea Chenier scaligero, si impone sulla scena con il suo recitativo Sgombra è la sacra selva e il duetto con Pollione, Va’, crudele, al Dio spietato, in cui dà prova di grandissime capacità canore. Ulteriore conferma nell’impressionante e magnifico duetto (con la protagonista) Sola, furtiva, al tempio in cui si “sfidano” le due cantanti per il ruolo di pari prime donne.
Il secondo e ultimo atto si svolge e giunge al culmine delle passioni dei protagonisti a partire dal duetto tra Norma e Adalgisa Deh! con te, con te li prendi… per arrivare a quello conclusivo di Norma e Pollione, Qual cor tradisti, qual cor perdesti.
Quarto protagonista assoluto di tutta l’opera, il Coro capitanato da Oroveso che, a partire dall’Atto I e poi nel II atto con Non partì?… Finora è al campo, Ah! del Tebro al giogo indegno, Guerra, guerra! le galliche selve, si mostra, grazie anche al Maestro del Coro Franco Sebastiani, perfettamente amalgamato con la scena ai movimenti e con la musica alla vocalità.
Il sapiente uso delle luci e la scenografia restituiscono una visione essenziale ma evocativa, semplice e druidica nell’aspetto con lembi di lenzuola stracciate e atmosfera aspra di guerra e antico. Presenza, forse ingombrante, quella di una luna piena sempre presente, sebbene invocata dall’ambientazione del librettista Romani.

Unico elemento simbolo sarà un filo rosso teso dal Coro all’inizio dell’Atto I e poi divelto al momento dell’ammissione di colpa di Norma. Un filo rosso simbolo della vita che poi viene meno o simbolo della passione che lega i protagonisti, in ogni caso un elemento non invasivo che incuriosisce.

A garantire la totale riuscita della messinscena la sempre perfetta direzione del Maestro primo del teatro genovese, Andrea Battistoni, il quale, sebbene arguto interprete delle partiture verdiane, gestisce gli spartiti di Bellini con precisione, equilibrio, violenza e sentimento al volere della sua bacchetta.
Ancora un applauso meritato e sentito per la coppia Devia – Pop a cui il teatro ed il pubblico, a partire dal Roberto Devereux della stagione scorsa sono davvero affezionati e le cui aspettative non deludono mai.

Io ne’ volumi arcani leggo del cielo; in pagine di morte della superba Roma è scritto il nome… ella un giorno morrà; ma non per voi. Morrà pei vizi suoi; qual consunta morrà.
Norma, Atto I Scena IV

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Carlo Felice
passo Eugenio Montale 4, Genova
mercoledì 24, martedì 30 e mercoledì 31 gennaio ore 20.30
sabato 27 e domenica 28 gennaio ore 15.30

Norma
Tragedia lirica in due atti di Felice Romani
musica di Vincenzo Bellini
Direttore d’orchestra Andrea Battistoni
regia Teatrialchemici (Luigi di Gangi e Ugo Giacomazzi)
scene di Federica Parolini
con
Mariella Devia – Norma
Annalisa Stroppa – Adalgisa
Stefan Pop – Pollione
Riccardo Fassi – Oroveso
Elena Traversi – Clotilde
Manuel Pierattelli – Flavio
costumi Daniela Cernigliaro
coreografia Giovanni Di Cicco
luci Luigi Biondi
Orchestra del Teatro Carlo Felice
Coro del Teatro Carlo Felice
Maestro Franco Sebastiani
Allestimento Fondazione Teatro Massimo di Palermo, Arena Sferisterio di Macerata
durata 180 min. circa con intervallo

5,00

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