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Profumo, articolo di "Daniele Rizzo" su Persinsala Teatro
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L’invisibile agli occhi che lega e avvolge tre intensi interpreti, tre performer mossi da magnetica attrazione e repulsione: è Profumo, coreografia andata in scena, in prima nazionale, al Furio Camillo di Roma all’interno della rassegna Recitardanzando 2014. Una coreografia moderatamente espressionistica, che sviluppa un inedito canovaccio drammaturgico sulla consapevolezza che «la presenza olfattiva di una …

Senso supremo

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Teatro-Furio-CamilloL’invisibile agli occhi che lega e avvolge tre intensi interpreti, tre performer mossi da magnetica attrazione e repulsione: è Profumo, coreografia andata in scena, in prima nazionale, al Furio Camillo di Roma all’interno della rassegna Recitardanzando 2014.

Una coreografia moderatamente espressionistica, che sviluppa un inedito canovaccio drammaturgico sulla consapevolezza che «la presenza olfattiva di una donna scatena differenti reazioni in due uomini». Per questo audace nell’affrontare quella questione di carne e sangue che, a testimonianza della sua radicalità, già Friedrich Nietzsche associava all’appartenenza a una civiltà piuttosto che a un’altra, ovvero al tema dell’esistenza concreta e della realtà viva.

Proprio in contrarietà a un mondo freddo e lucido, intento al dominio attraverso lo sguardo (che, osservando, verifica e determina Realtà e Verità), l’elemento olfattivo viene colto da Loredana Parrella
 nella sua ambivalenza, nel suo essere allo stesso tempo antropologicamente ineluttabile e culturalmente trascurato. Perché se da un lato è impossibile astenersi dal sentirlo, «poiché è fratello del respiro», dall’altro esso è legato a uno tra i sensi più sacrificati dall’occidente contemporaneo, separato dalla carnalità dell’essere naturale e confinato nell’alveo consumistico delle fragranze cosmetiche.

L’effetto è paradossale: concentrandosi su questa assenza, Profumo provoca un grande sforzo concettuale nel seguire quello che sembra un vero e proprio rituale di amore e fertilità, soprattutto se (ri)visto alla luce del finale. Forse lieto nel suo annunciare nuova vita, forse debole nella sua retorica trasparenza, ma straniante per come arriva, muovendo empatia grazie alla struggente esecuzione dei suoi giovani interpreti.

Lei, Elisa Melis, è di arcaica ed esplosiva bellezza, dolce e orgogliosa nella ricerca di un incontro/scontro con i partner.
Loro, Fernando Pasquini e Yoris Petrillo
, sono di personalità passivo-aggressiva, al contempo nemici/amici nell’assecondare il proprio rapporto in relazione agli umori della donna, che cercano per ingabbiarla, violarla, amarla?

Attraverso l’alternanza di moderni soli, passi a due e insiemi, Profumo presenta la dolorosa e commovente relazione tra singoli di diverso sesso, trasformando il palco di questo splendido teatro romano in una profonda metafora delle origini dell’Occidente.

Una esecuzione che, al di là di una ideale ricerca dell’«essenza delle cose», sorprende per come volge la propria attenzione verso qualcosa di ben più importante e difficile da rappresentare, ovvero l’esistenza nella sua più propria indefinibilità. Fatta di relazioni interrotte perché in fieri, violente e passionali, costruita su incomprensioni e aneliti, ma sempre (in)finitamente preziosa da esperire e perpetuare.

La coreografia è andata in scena
Teatro Furio Camillo

Via Camilla 44 – Roma
7 novembre, ore 21:00

Cie Twain physical dance theatre presenta
Profumo
Compagnia Produzione Danza Sostenuta Dal Mibact – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Direzione artistica Loredana Parrella
Coreografia e regia Loredana Parrella
Interpreti Yoris Petrillo, Fernando Pasquini, Elisa Melis
Produzione Act_Cie Twain 2014
Con Il Contributo Di Officinatwain_Regione Lazio
In collaborazione con Festival Ineuroff
In residenza Spazioctw_Centrocoreograficopermanente/Ladispoli, Chòrea Art Studio/Treviso
Disegno luci Cesare Lavezzoli
Organizzazione Elisa Vago

8,00

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