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Romeo a Giulietta

Romeo a Giulietta, articolo di "Lumpatius Vagabundus" su Persinsala Teatro
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Romeo a Giulietta
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Claudio Autelli ha sicuramente talento. Ricordo il suo Otello, con un fazzoletto a pois rossi che diventava materialmente sempre più ingombrante, di scena in scena. Mi aveva convinto meno la sua regia de L’amante, di Pinter; ma non si poteva che plaudire all’iniziativa del teatro Litta che, a lui come ad altri giovani artisti, offriva …

Teatro di regia versus teatro d’attore

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Claudio Autelli ha sicuramente talento. Ricordo il suo Otello, con un fazzoletto a pois rossi che diventava materialmente sempre più ingombrante, di scena in scena. Mi aveva convinto meno la sua regia de L’amante, di Pinter; ma non si poteva che plaudire all’iniziativa del teatro Litta che, a lui come ad altri giovani artisti, offriva spazio e visibilità.

Di fronte al suo Romeo e Giulietta, dove pur si apprezzano alcune unghiate felici, sorgono tuttavia alcune perplessità. Shakespeare, si suol dire, sopporta tutto: la sua struttura drammaturgica è così solida da rimanere indenne da qualsiasi operazione di travestimento, di trasposizioni temporali. Spesso si tratta di evidenziare elementi già presenti nel testo (come Jan Kott insegna nel suo Shakespeare, nostro contemporaneo), e sono convinto che distruggere certe icone polverose (non shakespeariane, ma più spesso tramandate da una strabuzzante iconografia ottocentesca) è non solo meritorio, ma doveroso.
Detto questo, nella personale, giovanilistica, ancorché angosciosa lettura di Autelli si apprezza il grottesco dei personaggi en travesti, l’originalità di certe soluzioni mimico-coreutiche, la partitura sonora, l’arditezza dell’impianto scenografico e luministico (anche se, ogni tanto, un po’ più di luce avrebbe giovato). Ma l’invadenza del progetto registico finisce con l’appiattire il ruolo degli attori, a scapito di un approfondimento dei personaggi; e appare opinabile la sostanziale eliminazione di alcuni passi fondamentali della fabula, come la notte d’amore dei due giovani, e specialmente il finale: la morte di Giulietta.
È vero che sappiamo tutti come va a finire la storia, ma sentirmi dire dal regista: «queste cose non mi interessano» non mi basta. A un vecchio spettatore professionale, quale mi considero, interessano ancora.

Claudio Facchinelli (alias Lumpatius Vagabundus)

Lo spettacolo continua:
Teatro Litta
corso Magenta 24 – Milano
fino a sabato 31 dicembre
orari: da martedì a sabato, ore 20.30 – domenica, ore 16.30

Romeo a Giulietta
di William Shakespeare
adattamento e regia Claudio Autelli
scene e costumi Maria Paola Di Francesco
sound designer Stefano De Ponti
con Francesco Meola, Andrea Pinna, Camillo Rossi Barattini, Michele Schiano di Cola, Giulia Viana
produzione Fondazione Pontedera Teatro e Litta – produzioni in collaborazione con Associazione Culturale LAB121

3,00

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