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È stato la mafia – Italy in therapy

È stato la mafia – Italy in therapy, articolo di "Daniele Rizzo" su Persinsala Teatro
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È stato la mafia – Italy in therapy
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Apre la stagione della Sala Umberto, inaugurando anche la rassegna di teatro civile Italy in therapy, È stato la mafia di e con Marco Travaglio . Un monologo di “fatto”, che di certo non sorprende chi già conosce il percorso giornalisto del suo autore, affermata star dei talk-show politici delle nostrane reti tv. Uno spettacolo di decostruzione …

Scena e retroscena

Leggi la Recensione È stato la mafia – Italy in therapy

salaumberto-roma-80x80Apre la stagione della Sala Umberto, inaugurando anche la rassegna di teatro civile Italy in therapy, È stato la mafia di e con Marco Travaglio .

Un monologo di “fatto”, che di certo non sorprende chi già conosce il percorso giornalisto del suo autore, affermata star dei talk-show politici delle nostrane reti tv.
Uno spettacolo di decostruzione storica della trattativa tra Stato e mafia, che – nel bene e nel male – mantiene quanto ci si poteva aspettare.
Luci e ombre, infatti, si accompagnano al processo di drammatizzazione degli editoriali di Marco Travaglio all’interno delle trasmissioni di Michele Santoro nel corso degli ultimi anni e che da gennaio 2013 hanno trovato sintesi e forma teatrale.
Tra gli aspetti meno riusciti, sicuramente l’alternanza con una partner, Isabella Ferrari, non particolarmente efficace nell’intramezzare gli interventi principali con citazioni da Gaber, Pasolini, Calamandrei e altri padri morali e culturali della patria. Una nobile sequenza di soli personaggi maschili, che, nonostante “l’alto profilo”, non cancella – a uno sguardo più attento – la sensazione di una grave e colpevole mancanza tanto dal punto di vista “culturale” quanto di quello dell’impostazione drammaturgica. Una macchia, cui va detto, fa da contraltare (positivo) l’introduzione, il lungo incipit calato sull’attualità (nel caso specifico sulla questione della “decadenza” del condannato Berlusconi), che – pur appesantendo la durata totale della performance – ne rappresenta la più riuscita “qualità” teatrale. Questo grazie, principalmente, a quella sottile, arguta e “informata” ironia che contraddistingue in maniera unica il personaggio Travaglio e che assicura a È stato la mafia una lodevole e indubbia capacità di “restare sul pezzo”, determinata proprio dall’inscindibile legame del suo autore/interprete con la dimensione televisiva.
Rimandando alla lettura critica più accurata (e complessivamente condivisibile) di Fabio di Todaro, non possiamo non volgere a Italy in therapy nella sua interezza una menzione finale.
Una sorta di retrospettiva sulla legalità, quest’ultima, alla quale verrà affiancata anche una specifica iniziativa per le scuole in collaborazione con la Fondazione Antonino Caponnetto, che proseguirà con altri cinque titoli idealmente declinati sul tema di un impegno civile e politico da promuovere attraverso la riscoperta del valore illuministico della critica (razionale) e del ritorno ai “fatti”.

Un teatro votato alla denuncia e al “risveglio” che porterà in scena spettacoli centrati sulla necessità di assumere un atteggiamente in “direzione ostinata e contraria” nei confronti dell’ortodossia: come Profondo Sud di Pino Aprile e Eugenio Bennato (dal 25 novembre) attraverso il quale gli spettatori potranno dipanare la confusione della “annessione del Mezzogiorno fatta passare come Unità d’Italia”; oppure Le cattive strade di Andrea Scanzi e Giulio Casale (dal 2 dicembre, sulla fugura di Fabrizio de Andrè) e Magazzino 18 di Simone Cristicchi (dal 17 dicembre), il racconto in musica dell’esodo di 350 mila italiani che nell’immediato secondo dopoguerra decisero, sull’orlo della disperazione, di emigrare dalla Jugoslavia di Tito.

A febbraio del nuovo anno, a conclusione della rassegna, andranno in scena Nel nome di chi? Dentro i muri del Vaticano di Gabriele Guidi con Antonia Liskova e Imparare la libertà, di e con Gherardo Colombo e Frankie Hi-nrg, una “strana coppia” dalle straordinarie capacità affabulatorie dei suoi interpreti, cui non sarà difficile preannunciare grande successo presso i giovanissimi.

Lo spettacolo va in scena all’interno di Italy in therapy
Teatro SalaUmberto
via della Mercede, 50 – Roma

dal 24 settembre 2013
È Stato la mafia
di e con Marco Travaglio
con Isabella Ferrari

25 novembre 2013
Profondo Sud
con Pino Aprile ed Eugenio Bennato

2 dicembre 2013
Le cattive strade
con Andrea Scanzi e Giulio Casale

dal 17 dicembre 2013
Magazzino 18
di e con Simone Cristicchi

dal 18 febbraio 2014
Nel nome di chi?
di Gabriele Guidi
con Antonia Liskova

24 febbraio 2014
Imparare la libertà

con Gherardo Colombo e Frankie HI-NRG

5,00

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