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TreTris, articolo di "Sara Lotta" su Persinsala Teatro

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In scena al Teatro di Sotto di Napoli dal 27 al 29 novembre, TreTris è una commedia leggera e ironica che indaga l’amore moderno con tutte le sue incomprensioni e criticità, intrattenendo piacevolmente in una domenica pomeriggio di fine novembre. Da L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez, all’amore ai tempi della noia, …

Coppia e post-coppia: istruzioni per l’uso

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sottooIn scena al Teatro di Sotto di Napoli dal 27 al 29 novembre, TreTris è una commedia leggera e ironica che indaga l’amore moderno con tutte le sue incomprensioni e criticità, intrattenendo piacevolmente in una domenica pomeriggio di fine novembre.

Da L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez, all’amore ai tempi della noia, della routine e dagli scambi di coppia.
TreTris è una commedia leggera ed esilarante, uno spettacolo che probabilmente necessitava di spazi più ampi data la sovrabbondanza di pubblico che ne ha decretato il successo indiscusso e la previsione di repliche in un prossimo futuro.
In tempi di 13 novembre, precarietà e perdita di punti di riferimento nel teatro napoletano, la compagnia Resistenza Teatro di Diego Sommaripa resiste e regala attimi di divertimento e leggerezza attraverso storie che si intrecciano, ovvero quelle di Ottavio e Dolores (rispettivamente Diego Sommaripa e Dolores Gianoli), sposati, ma in evidente stato di crisi, che incontra – per uno scambio di coppia – quella di Matteo e Silvia (Marcello Cozzolino e Fabiana Sera), coniugi disillusi e annoiati.
Non solo scambi di coppia come nuova strategia di sopravvivenza alle incomprensioni della quotidianità, agli stereotipi moderni, ma consolidati, della donna impegnata e dell’uomo che ne accusa la mancanza, ai malumori del compromesso sentimentale che passano attraverso caffè decaffeinati, inviti a cena e sorprese che non arrivano e camicie stirate male; altra ancora di salvezza a cui si ricorre – perché la noia è troppa e l’amore è un vetro appannato dai vapori del tempo – è l’intrattenimento con un gigolò dell’ultima ora: il giovane e aitante Ringo (al secolo Ivan Boragine).
Messo da parte il modello tutto fascino e mistero di Richiard Gere in American Gigolò e anche la delicatezza e lo charme di John Turturro in Gigolò per caso, Ringo è un accompagnatore nostrano, irruento e focoso che, incontrando la giunonica Silvia, dovrà mettere da parte tutto quello a cui è abituato per soddisfare le tendenze sadomaso della donna. Tendenze che – in realtà – nascondono il bisogno umano e forse più ancestrale che ci sia per il mondo femminile, che è quello di affetto e di maternità; un bisogno che resiste alla modernità dei tempi con tutta la forza e l’ansia che esso comporta, ma che viene affrontato con ironia e sdrammatizzato con teatralità.
La commedia, alla fine della giostra, si chiude con un atto estremo di solidarietà maschile tra Ottavio e Matteo che si arrendono dinanzi alla complessità e difficoltà di decifrazione dell’intricato universo femminile.
I due, in verità, si erano incontrati anni prima rispetto al momento dello scambio di coppia trovandosi, del tutto casualmente, nello stesso vagone ferroviario di un treno e venendo già da allora a confrontarsi – senza però trovarsi in accordo – sulla difficoltà delle relazioni sentimentali; passato qualche anno da quel primo incontro e alla luce dei risvolti che le loro vite e le loro storie hanno preso, i due si scoprono ad avere visioni più vicine, ma probabilmente ad aver perso le ultime convinzioni circa la possibilità di esistenza di una coppia non solo solida, ma felice.
La pièce è messa in scena in lingua napoletana e italiana; proprio questa scelta linguistica contribuisce – assieme alle capacità indiscusse di tutti gli attori – a dare forza, sostegno e coesione a tutto l’impianto strutturale della rappresentazione.
TreTris sfrutta tutte le potenzialità, le sfumature e la forza caricaturale e grottesca (a volte anche troppo pesante) che solo la lingua napoletana può garantire, riuscendo così nell’arco di circa un’ora (ovvero il tempo in cui si dipana lo spettacolo), attraverso continui cambi di scena perfettamente dosati e una sceneggiatura piacevole e divertente, a tenere alta l’attenzione e la risata del pubblico.
La scenografia è essenziale come è necessario che sia in una commedia in cui a farla da padrone sono gli attori che – perfetti nei loro ruoli e impeccabili per la qualità delle loro performance – confermano quanto il teatro napoletano sia ricco di talento, passione ed entusiasmo.
C’è tanto della storia del teatro di Napoli in questo spettacolo: c’è la formazione e la pienezza del patrimonio culturale napoletano che il pubblico condivide con il regista e sceneggiatore e con tutto il gruppo di lavoro. Gruppo che – giustamente – a fine spettacolo rende omaggio a Luca De Filippo, figlio del grande Eduardo, che ci ha lasciato proprio in questi giorni.
Dopo i ringraziamenti finali, infatti, l’attore Ivan Boragine chiude con la lettura di una delle più belle poesie del De Filippo padre, i cui commenti al testo in questa sede sono superflui e non richiesti.
Viva il teatro, viva chi lo fa e chi lo supporta.

«Io vulesse truvà pace;
ma na pace senza morte.
Una, mmieze’a tanta porte,
s’arapesse pè campà!

S’arapesse na matina,
na matin’ ‘e primavera,
e arrivasse fin’ ‘a sera
senza dì: “nzerràte llà!”

Senza sentere cchiù ‘a ggente
ca te dice:”io faccio… ,io dico”,
senza sentere l’amico
ca te vene a cunziglià.

Senza senter’ ‘a famiglia
ca te dice: “Ma ch’ ‘e fatto?”
Senza scennere cchiù a patto
c’ ‘a cuscienza e ‘a dignità.

Senza leggere ‘o giurnale…
‘a nutizia impressionante,
ch’è nu guaio pè tutte quante
e nun tiene che ce fà.

Senza sentere ‘o duttore
ca te spiega a malatia…
‘a ricett’ in farmacia…
l’onorario ch’ ‘e ‘a pavà.

Senza sentere stu core
ca te parla ‘e Cuncettina,
Rita, Brigida, Nannina…
Chesta sì… Chell’ata no.

Pecchè, insomma, si vuò pace
e nun sentere cchiù niente,
‘e ‘a sperà ca sulamente
ven’ ‘a morte a te piglià?

Io vulesse truvà pace
ma na pace senza morte.
Una, mmiez’ ‘a tanta porte
s’arapesse pè campà!

S’arapesse na matina,
na matin’ ‘e primavera,
e arrivasse fin’ ‘a sera
senza dì: “nzerràte llà!” »

Eduardo De Filippo

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro di Sotto
via Tasso 296 – Napoli
27, 28 e 29 novembre 2015

Resistenza Teatro Presenta
TreTris
di Diego Sommaripa
con Macello Cozzolino, Dolores Gianoli, Fabiana Sera, Diego Sommaripa, Ivan Boragine
regia Diego Sommaripa
direzione tecnica Tommaso Vitiello
scene Resistenza Teatro


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