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Ventiquattr’ore di una donna sensibile

Ventiquattr’ore di una donna sensibile
Voto: 9,00 su 10
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Tu chiamale emozioni

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Il Teatro Studio Keiros di Roma accoglie il ritorno sulle scene di Marta Bifano in Ventiquattr’ore di una donna sensibile, monologo integralmente dedicato ai moti impetuosi dell’animo femminile, tratto da un romanzo epistolare del XIX secolo.

Marta Bifano torna a calcare le scene teatrali dopo cinque anni di assenza. È inevitabile nutrire un’aspettativa alta nei riguardi di un’attrice della sua levatura, come è pure inevitabile che tale aspettativa non sia disattesa. Non soltanto per le doti attoriali (invidiabili) messe in campo dalla protagonista, ma soprattutto per il suo “essere donna” che si esprime qui in tutta la sua dirompenza, essendo Ventiquattr’ore di una donna sensibile nient’altro che un monologo – e un romanzo, all’origine – dedicato alle emozioni a briglia sciolta di una donna messa in ginocchio dal peso delle proprie emozioni, prima fra tutte la gelosia. L’autrice dell’opera letteraria che è alla base di questo allestimento teatrale, la principessa Constance de Théis, fu nobildonna francese nota per il suo salotto letterario e per l’attenzione prestata dalla sua penna alla figura femminile: fu sua esplicita intenzione, con queste righe scritte nel 1824 e ancora attualissime, fornire una lezione di vita alle donne travolte dalla passione e dalle allucinazioni della gelosia, al fine di facilitare il loro cammino verso la felicità. Bifano fa suo questo monito, e si cimenta anima e corpo in una interpretazione ardente e addolorata della vedova parigina protagonista di ventiquattro lentissime ore di agonia sentimentale: costei intrattiene una relazione con un giovane Principe, tenuta nascosta per ragioni economiche e sociali che nel corso della rappresentazione vanno via via chiarendosi. Un malinteso e un contrattempo logistico sono la scintilla che appiccano il fuoco alla paglia del suo cuore: da una sera alla sera dopo la donna sarà trascinata vorticosamente nelle profondità cupe della sua emotività, e solo la scrittura di lettere appassionate rivolte al suo uomo sarà balsamo per l’attesa e lo sconforto che proverà. Fino allo scioglimento della trama che, come nella migliore tradizione della commedia, provvederà a rimettere ogni cosa al suo posto e a ricongiungere gli amanti in un gioioso lieto fine.
La forza di Ventiquattr’ore di una donna sensibile sta tutta nella tenuta del personaggio che Marta Bifano conduce brillantemente fino al termine della rappresentazione. Il suo ritorno piace, come pure piace la scelta di un testo raro e importante e la priorità che esso da alla donna, cui sono dedicate occasioni sempre più frequenti di rappresentazioni artistiche, senza però mai annoiare o risultare prevedibili.

Lo spettacolo continua:
Teatro Studio Keiros
via Padova, 38 – Roma
fino a lunedì 19 novembre, ore 21.00
(durata 1 ora circa senza intervallo)

Ventiquattr’ore di una donna sensibile
tratto dall’omonimo romanzo di Constance de Théis
traduzione, adattamento, regia Daniele Valmaggi, Giuseppe Bevilacqua
con Marta Bifano, Maestro Renzo Musumeci Greco
scene Gaetano Russo
costumi Sabrina Beretta
musiche Giuseppe Zambon
disegno Luci Antonio Tavassi
fotografo di scena Guido Laudani
aiuto scene Valerio Ruscio, Valeria Pantone

Hai letto: Ventiquattr’ore di una donna sensibilescritto il 15/11/2012 da

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