Emozionarsi con le parole

Il Teatro ci porta in ascolto tra le vie di Milano con 12parole7pentimenti di Rubidori Manshfat.

È difficile scrivere su uno spettacolo come 12parole7pentimenti.
Non ci sono attori, non ci sono spettatori, almeno non nel senso canonico del termine, ma soprattutto non c’è un luogo teatrale.
Sì, perché 12parole7pentimenti non si svolge su un palcoscenico di legno circondato da poltroni rosse, ma tra le strade della città.
La regista Rubidori Manshfat ha registrato dialoghi indiscreti tra persone comuni e le ha rimontate in quattro tracce sonore, per poi nasconderle in vari angoli metropolitani. Lasciato allo spettatore il compito di farsi guidare da una mappa consegnata all’inizio dello spettacolo, questa singolare esperienza è vissuta intimamente da ogni astante dotato di auricolari, attraverso i quali ascolta le conversazioni rubate, storie origliate di nascosto.

La particolarità dell’installazione risiede proprio nel rendere teatro ambienti quotidiani come una trattoria, un bar, uno studio veterinario. L’allestimento diventa percorso tra le vie della città e tra le voci dei cittadini. Impresse in quelle tracce ci sono storie, pensieri, amori, eccitazioni, illusioni, inganni, fantasie erotiche, dolori, pentimenti, parole.
C’è chi soffre per la morte di un figlio, chi ricorda un amore antico, chi invida la ricchezza altrui, chi si lamenta della monotonia del sesso.
I temi proposti dall’autrice (Morte, Denaro, Sesso, Amore) non sono altro che i punti cardinali in cui si orienta la vita di tutti gli uomini. Tutti, in un certo senso, banali e ripetitivi, pronti a riconoscersi nella replica e a ritrovare l’impronta della propria vita in quella degli altri.
Nel finale si riconferma il ruolo dello spettatore come protagonista attivo di tutto lo spettacolo con la richiesta fatta dall’artista a ognuno di scegliere un tema, soltanto uno, «così come nella vita, si sceglie una cosa sola», ci spiega. La conclusione, per ciascuno diversa a seconda del tema scelto, ci saluta con le parole della stessa Manshfat, parole oniriche e leggere, come «la luce che entra dalle fessure delle serrande, il vino e le coperte».
L’ultimo ricordo dello spettacolo è lo spettacolo stesso, imprigionato in una chiavetta usb, piccolo omaggio generoso che viene regalato a ogni spettatore.
12parole7pentimenti è un allestimento sonoro e visivo sul concetto di parola liquida. Al centro una drammaturgia che fa di ogni singolo partecipante un soggetto attivo, che ruba un vissuto altrui e nell’ascolto si identifica.
L’idea di uno spettacolo itinerante deriva dal progetto Città Balena promosso dal Teatro i, che prevede la realizzazione di eventi anche in luoghi non teatrali. Perché, come recitano le note di regia, «Città Balena è il progetto cannibale di un teatro che vuole mangiarsi la città, è un progetto che nasce per avvicinare gli artisti al pubblico e il pubblico agli artisti. Perché nessuno vuole essere divorato e al teatro fa bene uscire di casa».

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro i

via Gaudenzio Ferrari, 11, 20123 Milano
lunedì 29 settembre a sabato 4 ottobre 2014

12parole7pentimenti
Concetto e direzione Rubidori Mashaft
Voce attori usb key Daria Deflorian, Cinzia Morandi, Monica Piseddu
Video Rubidori Manshaft
Collaborazione artistica Paola Tripoli
Post-produzione video Luciano La Rotonda
Audio editing Filippo Bubbico
Installazione e oggetti in scena RazzleDazzle
Produzione Officina Orsi
Coproduzioni Benevento Città Spettacolo Festival/ Performing Arts Festival, Meina/ Fondazione Piemonte dal Vivo
Con il sostegno di Ernst Gohner Stifung/ LongLake Festival Lugano

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