Perfezione inarrivabile

Sold-out all’Arcimboldi per uno dei concerti più attesi di quest’edizione di MiTo Settembre Musica. Zubin Mehta e la sua Israel Philharmonic Orchestra eseguono musiche di Liszt e Mahler.

Da quando il programma di quest’edizione del Festival è stato reso noto, si è manifestata grande aspettativa per l’esibizione di Zubin Mehta – alla guida della Israel Philarmonic Orchestra. Il motivo è facilmente intuibile: un direttore di fama mondiale – uno dei più grandi viventi insieme a Bareinboim, Abbado e Maazel – a capo di un’orchestra tra le più prestigiose, che nella sua storia vanta collaborazioni con mostri sacri quali Toscanini, Oistrach, Rostropovich, Bernstein e tanti altri.

Nella sala gremita di un pubblico particolarmente ansioso si sono abbassate puntualissime le luci, dando spazio a Les préludes di Franz Liszt (1811-1886), di cui quest’anno ricorre il bicentenario della nascita. Secondo dei celeberrimi Poemi sinfonici del compositore ungherese, quintessenza della musica a programma, viene qui eseguito nella versione del 1854.

L’inizio con i pizzicati gravi degli archi rimanda all’incipit della Sonata in si minore per pianoforte del 1853; anche l’atmosfera misteriosa e cupa è la stessa. Il gesto di Mehta è naturale, chiaro ed estremamente pulito: si sente tutto il peso dell’esperienza, della sensibilità e della bravura, tale da fare di un’orchestra intera un unico strumento. Impressionante è la precisissima simultaneità con cui vengono eseguite le scalette che pervadono la prima parte e il respiro davvero unico, immenso, che attraversa questi 16 minuti di musica. Liszt è presente in ogni suono, in ogni silenzio: tutto è ben calibrato e nell’Allegro marziale animato sembra di trovarsi di fronte a un esercito in marcia, energico e compatto. Un’esecuzione che cattura il pubblico, tanto da scoppiare in un fragoroso applauso mentre l’ultima nota non ha ancora finito di risuonare. Mehta è elegantissimo in ogni circostanza, anche quando ringrazia è essenziale, senza vanità.
Eppure ben altri trionfi stanno per animare la serata: la Sinfonia n. 5 in do diesis minore di Gustav Mahler. Titanica, monumentale, meravigliosa. Chi non abbia mai ascoltato dal vivo una composizione di Mahler dovrebbe farlo almeno una volta nella vita, perché è un’esperienza totalizzante. Solo sentendosi catapultati dentro questa musica si può comprendere il legame strettissimo tra il compositore, la Secessione Viennese, Klimt, Schiele e tutta l’intellighenzia dei primi del Novecento.

La ricerca estetica è massima, l’intrecciarsi dei temi è conturbante. L’inizio con i ribattuti della tromba e poi degli ottoni è regale, mentre poco dopo fa da contrappeso la dolcezza e la malinconia del canto dei violini e il controcanto di viole e violoncelli – è in momenti come questi che si palesa l’affinità tra i grovigli armonici e l’Abbraccio di Schiele: le forze raffigurate da entrambe le parti sono indubbiamente analoghe e complementari.

Le vibrazioni che raggiungono l’ascoltatore non trovano giustizia in una semplice descrizione e proprio per questo non c’è registrazione – anche blasonata – che regga il confronto: Mahler va ascoltato dal vivo, anche se sulle prime può apparire impegnativo, con i suoi 70 minuti di durata. Se poi si ha la fortuna di imbattersi in un’esecuzione di altissimo livello come quella della Israel Philarmonic Orchestra, allora l’esperienza imperdibile diventa un ricordo indelebile.

Zubin Mehta raccoglie unanimi consensi da parte di un pubblico estremamente attento per tutta la serata e soprattutto consapevole di avere davanti un gigante che, ancora una volta, ha dimostrato la sua infallibilità.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro degli Arcimboldi
viale Dell’Innovazione, 20 – Milano
martedì 13 settembre, ore 21.00
200° Liszt
Franz Liszt: Les préludes, poema sinfonico (seconda versione 1854)
Gustav Mahler: Sinfonia n. 5 in do diesis minore
direttore Zubin Mehta
Israel Philarmonic Orchestra

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