Quando la mafia e la ‘ndrangheta puntavano sui sequestri

5 centimetri d’aria – Storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti racconta l’epoca dei sequestri in Lombardia, sotto la regia della Mafia e della ‘Ndrangheta. Fu attraverso questo passaggio che le due organizzazioni criminali misero le radici nel nord Italia.

Prima di aprire ristoranti, entrare nelle aziende e conquistare appalti, per farsi largo nel nord Italia le organizzazioni criminali del Mezzogiorno (‘Ndrangheta e Mafia su tutte) scelsero un’altra strada: quella dei sequestri di persona, prima messi in atto soltanto a scopo politico. Erano gli anni ’70 e da quel momento, per i successivi due decenni, i sequestri di persona furono più di 600. Su questo filone è incentrato il racconto di 5 centimetri d’aria – Storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti, lo spettacolo in scena fino a domenica al teatro della Cooperativa (Niguarda).

Il racconto – la prima è stata portata in scena nel corso della giornata dedicata al ricordo delle vittime innocenti delle mafie – ridà luce a una fase storica della criminalità organizzata che oggi è quasi dimenticata, se non colpevolemente sconosciuta. Negli anni ’70 nel nord Italia la parola mafia evocava più un film di grande successo, che una minaccia incombente. Invece il pericolo era molto più vicino di quanto si potesse immaginare. A inaugurare l’epoca dei sequestri fu quello di Pietro Torielli junior, figlio di una famiglia di Vigevano legata all’industria della calzatura, ma la storia più forte che emerge dallo spettacolo coordinato da Rampoldi assieme a Nando Dalla Chiesa, titolare del corso in sociologia della criminalità organizzata all’università Statale di Milano, è quella di Cristina Mazzotti. La diciottenne, dopo essere stata rapita in provincia di Como, fu uccisa nella stessa sera in cui il papà Helios, un industriale nel settore dei cereali, diede l’ok al pagamento del riscatto. Un miliardo di lire consegnate ai sequestratori non bastarono però a placare la loro fame di soldi. Cristina fu uccisa ugualmente e suo padre non resse al dolore e morì otto mesi dopo di crepacuore.

Lo spettacolo, dopo una carrellata di vittime innocenti, si concentra sulla vicenda di questa ragazza. Il racconto è accompagnato dalle voci delle vittime e dei carnefici,  a favore degli spettatori meno giovani e di quelli che hanno scoperto storie come questa attraverso gli studi. Tutte ben riportate da Lucia Marinsalta, perfetta nel difficile ruolo di Cristina Mazzotti. Lo spettacolo (monologo) è il prodotto finale di un progetto organizzato dal Piccolo e rivolto agli alunni di Dalla Chiesa.

Lo spettacolo continua
Teatro della Cooperativa

Via Privata Hermada, 8
dal 21 al 26 marzo 2017

5 centimetri d’aria – Storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti
progetto di Nando Dalla Chiesa e Marco Rampoldi
drammaturgia Paola Ornati e Marco Rampoldi
con Lucia Marinsalta
regia Marco Rampoldi
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
in collaborazione con Università degli Studi di Milano – Corso di Sociologia della Criminalità Organizzata

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