7 bambine ebree e Far Away sono i due spettacoli di Caryl Churchill Inseriti nel Progetto DonneTeatroDiritti, in prima assoluta al Teatro Oscar di Milano.

Il nonsense è il filo conduttore di entrambe le pièce che non hanno alcun punto in comune se non il grande tema bellico. L’inutilità della guerra viene riproposta attraverso un teatro dell’assurdo che, con le sue principali caratteristiche, non trascura alcun aspetto dello spettacolo: dai dialoghi – totalmente sconnessi e privi di significato – alle scenografie, ai costumi, agli effetti sonori, agli stessi gesti degli attori – tutto appare insignificante. La ricerca di un “perché” dilaga sul palcoscenico e tra il pubblico e racchiude il significato del “non significare” dell’intera messa in scena: la guerra, perché? Conflitti senza senso, volti alla sola autodistruzione dell’umanità e dei suoi valori: proprio la futilità e l’assurdità della guerra sono al centro dei testi della Churchill.

Le sensazioni che suscita la visione dello spettacolo sono quelle di fastidio e di smarrimento, le stesse che si provano di fronte all’argomento “guerra”. Una continua ricerca di punti fermi, un susseguirsi di domande nella propria testa che non trovano risposte né dentro di noi, né tantomeno sul palco – che rappresenta il mondo invaso dai conflitti. “Non capire” diventa la chiave di lettura di entrambe le pièce, rimanere disorientati, turbati e sconcertati dalla presentazione di un mondo che non è così tanto lontano da noi – sia nel tempo che nello spazio.

Non si tratta sicuramente di due spettacoli di facile godibilità. Abituati ad avere tutto sotto controllo e a capire e sapere ogni cosa, il non comprendere può diventare un esercizio impegnativo. Sono spettacoli che vanno masticati con calma e dei quali non si viene immediatamente a capo, soprattutto perché il significato è non averne affatto.

Lo spettacolo è andato in scena:
in prima assoluta
Teatro Oscar
via Lattanzio, 58 – Milano

7 bambine ebree. Far Away
di Caryl Churchill
traduzione di Masolino D’Amico e Pino Tierno
regia Annig Raimondi
con Maria Eugenia D’Aquino, Riccardo Magherini e Annig Raimondi

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