Vite celate

Presso il Teatro di Documenti parte la rassegna dedicata alle donne con 7900 Meli. Storia di Sof’ja e Lev Tolstoj.

Le storie complesse di donne, mogli e madri che vivono all’ombra di figure imponenti della letteratura mondiale sono al centro di un progetto intitolato Tolstoj, Pirandello: mio marito, il genio. Parlano le mogli.
La prima pièce rappresentata analizza il rapporto complesso tra Sof’ja e Lev Tolstoj. Sof’ja è una donna estremamente intelligente che, sin da giovanissima, sacrifica aspirazioni e sogni per amore del marito. In un diario, la donna annota tutte le vicende private legate alla vita familiare e matrimoniale.
Il progetto registico prevede una fusione tra parole scritte e immagini di vita quotidiana della coppia: la messa in scena riguarda il lasso di tempo che va dal fidanzamento al momento in cui Lev Tolstoj si allontana volontariamente dalla famiglia. Emerge il ritratto di un uomo che, passate le gioie del primo innamoramento, dedica la vita agli studi e ai romanzi trascurando gli affetti e i figli; e di una donna che, nonostante tutto, asseconda il marito in tutti i suoi bisogni, amandolo disperatamente.
Storia commovente e reale di un amore complesso che però trapela a stento dalla rappresentazione. Sembra di assistere alla lettura recitata dei diari di Sof’ja e Lev, quasi un voler mettere a confronto due punti di vista diversi sul matrimonio. Si vede poco la sofferenza intima di questa donna costretta a sfogare le sue frustrazioni soltanto tra le pagine di un diario, lo strazio di reggere la freddezza del marito e dover pensare a procreare figli, sopportare lutti e allo stesso tempo, curare i bisogni dello sposo ed essergli un appoggio fedele e sicuro. Manca il ritratto di questa donna forte e mesta.
È poco chiaro il rapporto di amore-odio di Tolstoj verso la famiglia e soprattutto il cambiamento durante il matrimonio da giovane innamorato a luminare dedito agli studi, alle cause sociali, a raggiungere i fasti dell’immortalità. Rimangono due giovani attori che, con sapiente tecnica, espongono pagine di vita quotidiana. Anche la simbologia dei meli è piuttosto banale e abbozzata. I meli assumono un ruolo importante nella vita di Tolstoj: sono costantemente presenti nei suoi romanzi e nei diari. Lo spettacolo prende il titolo proprio da questo forte legame, che però è accennato soltanto superficialmente con mele che vengono sparse qua e là sulla scena.
Significativa invece la scenografia, fatta di una stanza di garza velata che rappresenta la casa della coppia. Stoffa bianca e trasparente che permette di intravedere l’azione all’interno, e allo stesso tempo labile e fragile come il rapporto tra i due coniugi. Pareti candide e delicate come pagine di un diario in cui emergono ricordi ed emozioni, nascite e morti, gioie e dolori.

Lo spettacolo continua:
Teatro di Documenti
Via Nicola Zabaglia, 42 – Roma
fino a domenica 13 novembre, ore 20.45

Altredestinazioniteatro presenta
7900 meli. Storia di Sof’ja e Lev Tolstoj
di Lorenzo Maria Meucci
regia Lorenzo Maria Meucci
con Elisa Proietti e Luigi Ragoni
scenografia e oggetti di scena Beatrice Meoni
costumi Sartoria Teatrale Fiorentina
allestimento tecnico Fondazione Teatro di Pisa
organizzazione e produzione Monica Drusian e Jonathan Retico

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