Settant’anni, ma non li dimostra

Luigi De Filippo porta in scena al teatro Ambra Jovinelli A che servono questi quattrini?, sagace commedia basata sul gioco degli equivoci, scritta da Armando Curcio e rappresentata per la prima volta da Eduardo e Peppino settant’anni fa.

A che servono questi quattrini? andò in scena per la prima volta nel 1940 al teatro Quirino di Roma. Da allora sono trascorsi settant’anni, ma la modernità di questa commedia scritta da Armando Curcio resta intatta. Tanto più in periodo di crisi. Angosciati dal fluttuante saliscendi dello spread, preoccupati per le tasse presenti e future, per il carovita, per la stagnazione degli stipendi e per la disoccupazione dilagante, A che servono questi quattrini? suggerisce una personale soluzione, condensata nella battuta ricorrente «e che mi importa».
Il marchese decaduto Eduardo Parascandoli (Luigi De Filippo) dimostra al discepolo Vincenzino Esposito (Paolo Pietrantonio) che non occorre avere soldi per vivere bene, ma è sufficiente avere la furbizia di dimostrare di averne. Basta l’apparenza, quindi. E poiché la natura umana è facilmente prevedibile – soprattutto quando in gioco ci sono i quattrini – con abilità il marchese-filosofo tesse la trama, regola i rapporti tra i personaggi come se fossero marionette tra le sue mani e riuscirà, infine, nel suo intento: non solo dimostrare la sua teoria alla scettica e pragmatica zia Carmela (Stefania Ventura), ma anche migliorare la qualità di vita di Vincenzino, che da nullatenente e nullafacente diverrà direttore di un noto pastificio e sposerà la ragazza più ammirata del quartiere.

Luigi De Filippo, per questa pièce regista e interprete, porta sul palco dell’Ambra Jovinelli la sensibilità per il teatro ereditata dalla famiglia. Nell’interpretazione del professore Parascandoli, infatti, c’è calma ironia, gusto per la beffa, la tendenza ad assecondare la vita più che a contrastarne gli eventi, c’è la saggezza e la cosiddetta “arte di arrangiarsi” tradizionalmente attribuite al popolino napoletano.
L’impostazione scenografica (di Luigi Ferrigno) è classica, con la suddivisione tra primo e secondo atto. La differenza di ambientazione – dai colori spenti quella del primo atto, dai colori pastello quella del secondo – sottolinea il miglioramento sociale di Vincenzino e accompagna lo spettatore verso il lieto fine.

Lo spettacolo continua:
Teatro Ambra Jovinelli
via Guglielmo Pepe, 43 – Roma
fino a domenica 15 gennaio
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.00 (lunedì riposo), 31 dicembre ore 20.30 (con brindisi con la compagnia), 6 gennaio ore 18.00 e ore 21.00 (con tombola napoletana con Gino Curcione)

I due della città del Sole presenta
A che servono questi quattrini?
di Armando Curcio
regia Luigi De Filippo
riduzione teatrale Peppino De Filippo
con Luigi De Filippo, Fabiana Russo, Stefania Ventura, Riccardo Feola, Paolo Pietrantonio, Gennaro Di Biase, Vincenzo De Luca, Michele Sibilio, Stefania Aluzzi, Roberta Misticone, Marisa Carluccio
direttore di scena Giuliano Gargiulo
musiche Luigi De Filippo
tecnico luci e suono Salvatore Lanzuolo
scene di Luigi Ferrigno
realizzazione scene Tecnoscena snc Napoli
realizzazione costumi Marialaura di Monterosi
sarta di scena e aiuto costumista Ilaria Carannante
foto di scena Dominga Colonna
organizzazione Stefano Pironti

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