Al Teatro Guanella va in scena la Crociata dei fanciulli raccontata attraverso il punto di vista di diversi autori, da Brecht a Saramago e Prévert.

Il Teatro Guanella propone A piedi asciutti, per la regia di Raul Laiza che – come ci spiega lui stesso – ha fatto un lavoro di collage, collaborando con i nove attori dello spettacolo: «Ho lanciato l’idea della Crociata dei fanciulli – eventi reali o leggendari accaduti nel 1212 – e ho chiesto loro di elaborare questo concetto. Una settimana dopo ognuno mi ha portato il suo progetto, ovvero la visione che si era creato di quanto poteva essere accaduto.

Ognuno ha attinto a un autore il punto di vista che, secondo lui o lei, spiegava meglio il concetto»: dal drammaturgo tedesco Bertolt Brecht allo scrittore francese Marcel Schwob, passando per il polacco Jerzy Andrzejewski, Carmelo Bene, il premio Nobel per la letteratura José Saramago e un poeta come Jacques Prévert. Un mix interessante, accompagnato da musiche e canzoni molto diverse tra loro: si passa da melodie medievali a musiche tradizionali africane, dalle ballate Rom, ai Rolling Stones, Sting e persino a un cantautore come Ivano Fossati.

Raul Laiza ha voluto vivere un’avventura artistica e interpretativa – puntando l’attenzione sul fallimento delle Crociate – piuttosto che mettere in scena uno spettacolo di matrice storica, con uno svolgimento lineare: il risultato, di conseguenza, non è di di facile comprensione perché mentre l’argomento è chiaro, i personaggi che popolano la scena sono eterogenei: ognuno rappresenta la propria storia raccontandola direttamente al pubblico.

Proprio per questo nella seconda parte della performance troviamo molti oggetti sul palco, ogni personaggio ne ha almeno due o tre per farsi conoscere più facilmente dal pubblico, come può essere la canna da pesca che evoca un ricordo infantile oppure una bottiglia di vino per accennare al vizio del bere.

Lo spettacolo è diviso in due parti: il primo atto è in gran parte dedicato al libro Le porte del Paradiso di Jerzy Andrzejewski, motivo per il quale gli attori indossano abiti bianchi: rappresentano i fedeli – tranne un ragazzo nei panni del prete – mentre il secondo si focalizza su La Crociata dei Ragazzi di Bertold Brecht.

L’epilogo, al contrario, ci presenta gli attori vestiti ognuno in modo diverso perché ciascuno interpreta il proprio personaggio senza rimandi agli altri. La scenografia è essenziale ma creativa: al soffitto sono appesi foglie, fiori e una tenda, con la quale gli attori giocano molto e dentro la quale a volte si nascondono per una maggiore intimità tra loro. Ogni atto si chiude con una raffigurazione molto suggestiva del mare messa in scena dagli interpreti, che si nascondono dietro al telo blu e, muovendolo, ricreano l’effetto delle onde.

Nel finale gli attori delimitano la platea con un cancello – con tanto di filo spinato – sul quale è appeso un cartello che recita: “Centro di accoglienza permanente”. Con questo gesto i personaggi invitano il pubblico a pensare perché non è eversivo farsi e fare domande, anche se sembra così agli occhi del conformismo disumano. Dal punto di vista del pubblico è invece ovvio riflettere che dovrebbero essere loro quelli da isolare, con i loro drammi psicologici e i loro traumi.

Nel complesso è uno spettacolo che non colpisce subito. La Crociata dei fanciulli è raccontata in toni dolci ma anche con sprazzi di straordinaria crudezza e quello che stringe alla bocca dello stomaco, alla fine, è un profondo senso di angoscia.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Guanella
via Dupré 19 – Milano

A piedi asciutti
regia e drammaturgia Raul Laiza
con Alessandro Borroni, Agnieszka Bresler, Simone Lampis, Serena Magazzeni, Emanuela Mancosu, Marzia Palmieri, Roberta Secchi, Tiziana Tricarico, Monica Zipparri
scenografia, costumi e accessori di scena Teatro la Madrugada

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