Teatro fuori dalla scena, lo stratagemma di Armando Punzo

In scena, a Livorno, Aniello Arena con il suo spettacolo A-solo. Studi di assenza in pubblico – dove tutti, o quasi, partecipano attivamente.

Aniello Arena è ormai nel cuore di molti italiani e senza dubbio in quello dei toscani, che numerosi lo seguono nelle sue evoluzioni teatrali, alternative alla vita di detenuto. Il Nuovo Teatro delle Commedie di Livorno, uno spazio piccolo e molto intimo, ha ospitato Arena e il suo maestro di rinascita, Armando Punzo, regista e ideatore della Compagnia della Fortezza, il gruppo teatrale che opera all’interno del carcere di Volterra da oltre 25 anni. Teatro delle Commedie al completo per una serata piena di aspettative, dove Punzo e Arena, navigati teatranti, mettono alla prova gli spettatori.
Il pubblico è stato il coprotagonista della serata, mentre Arena solo nella seconda parte dell’incontro ha sfoggiato le sue capacità attorali, interpretando i suoi numerosi personaggi.
Gli spettatori sono subito coinvolti da Armando Punzo con una breve cronistoria del progetto A-Solo, iniziata con i cittadini di Volterra e aree limitrofe. Aniello Arena è a disposizione del pubblico, al quale chiede cosa preferiscano sapere da lui: la sua biografia o il suo teatro? C’è incertezza e anche timore a esporsi, ma alla fine qualcuno più spigliato chiede dei dettagli della sua vita.
Lui inizia a raccontare, senza atteggiarsi, in maniera semplice. La gioventù spesa in strada da scippatore e poi l’arresto e il carcere di Poggioreale, la moglie e i figli piccoli che non poteva vedere. Le lacrime nascoste con la faccia contro il muro nella cella del carcere napoletano, in un pigia-pigia di detenuti. Le lacrime in carcere sono proibite, non possono essere mostrate in pubblico. Poi gli viene regalato il libro Le lacrime degli eroi, dove Achille, Enea, Agamennone, Odisseo piangono a viso aperto per rabbia e disperazione – e anche per amore. Solo allora Aniello inizia a non vergognarsi di fantasticare e piangere. Chissà quante volte avrà dovuto raccontare il suo passato e chissà se ancora gli duole. Poi scherza con gli spettatori, li incolpa di non aver ancora letto la sua biografia. L’aria è ottima (quando riesce a passare). Lui attore, fine-pena-mai: «Una volta ho pianto in pubblico, in scena. Erano i tempi dell’indulto e io, ergastolano, non ci rientravo. Stavo male e ho iniziato a piangere».
Poi, forse, la fortuna inizia a girare: Arena, senza sapere cosa l’avrebbe atteso, arriva a Volterra e incontra Armando Punzo. «Nell’Opera da tre soldi diretta da Punzo avrei dovuto vestirmi da donna – racconta Arena – ma non se parlava proprio, non ne volevo sapere. Nel tempo la mia parte femminile di essere umano è cresciuta e non l’ho più lasciata».
La serata trascorre discutendo, tra le domande, sul progetto A-solo. Armando Punzo e Aniello Arena raccontano come sono arrivati all’idea, prendendo spunto dal protagonista de La montagna Incantata di Thomas Mann, che incrementa la sua vita quando è in cima alla vetta. «Noi cerchiamo di capire che tipo di incremento abbiamo raggiunto grazie al teatro di Volterra», sottolinea il regista. Questo è il momento clou per il pubblico, invitato ad alzarsi e a interagire con  gli sguardi e i gesti silenziosi di Aniello Arena, rinchiuso tra  pannelli trasparenti, accerchiato dalle persone curiose, sicuramente non avvezze all’interazione con gli attori. Un lungo momento di silenzio e di mani che disegnano l’immaginazione. Protagoniste sono le vibrazioni sensoriali soggettive di ogni persona presente.
Uno spettacolo, fuori dal palcoscenico, dove le parti si invertono e, sebbene gli spettatori siano là presenti per Aniello Arena,  che non manca di farsi apprezzare come persona e come attore, ne risultano i maggiori protagonisti della serata. Ognuno nel bene e nel male interpreta, consciamente o meno, un personaggio unico, il proprio.
Assistere agli spettacoli di Armando Punzo non lascia mai indifferenti e  Aniello Arena, anima napoletana, ricambia con passione e capacità l’imprinting del suo maestro.

Lo spettacolo è andato in scena:
Nuovo Teatro delle Commedie di Livorno

via G.M. Terreni, 5 – Livorno
venerdì, 11 marzo

A-solo. Studi di assenza in pubblico
regia Armando Punzo
con Aniello Arena

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