Lieve ma non superficiale

Il Festival diretto da Luca Ricci e Lucia Franchi al secondo giorno si fa in quattro, tra performance, teatro interattivo, mostre e incontri.

La giornata inizia alle 16.00 con Acusma, un momento di approfondimento presso la biblioteca comunale di Sansepolcro sull’uso, negli spettacoli delle Albe, delle polifonie acustiche create dalla voce di Ermanna Montanari e dalle musiche firmate da Luigi Ceccarelli. Il terzo elemento in gioco, Marco Martinelli nel ruolo di regista o, secondo la definizione di Mejerchol’d, di direttore d’orchestra. Un incontro che ha cercato di chiarire quell’alchimia magica tra materie diverse che chiamiamo teatro.

Si prosegue a passo spedito fino alla ex scuola Luca Pacioli, dove si tiene la piccola, ma suggestiva mostra di Zaches Teatro per festeggiare i loro dieci anni di attività. Mentre a Lucca la Compagnia del Carretto espone le Stanze del Sogno nella Casermetta San Martino, Zaches ripropone alcune tra le maschere più suggestive utilizzate nei suoi spettacoli, esaltandone il fascino con luci appropriate che ne accentuano le suggestioni a livello emotivo, risvegliando i ricordi d’infanzia dei visitatori con personaggi, immagini e incubi dell’universo infantile.

Alle 20.30 è l’ora del gioco perché, si sa, to play significa sia giocare che recitare e Daniele Bartolini, fiorentino di nascita e canadese di adozione, torna a Sansepolcro con il suo nuovo progetto interattivo. Il pubblico, questa volta, è chiamato a creare e condividere una propria idea​ di città ideale. Passando da Il grande freddo a momenti di danza liberatoria, attraverso suggestioni uditive e la costruzione di una città in miniatura, fatta con boccette, soldatini, stringhe e bottiglie vuote, cinque sconosciuti possono scambiarsi frammenti di verità.
Un gioco/intrattenimento lieve, ma non superficiale – come affermato da una ragazza con la quale ho condiviso l’esperienza – che va preso con leggerezza e un po’ di sana autoironia ma volendo davvero mettersi un po’ in gioco.

Ed è la levità mai superficiale di Ascanio Celestini a concludere la serata con uno studio (in forma ormai avanzata) di Che fine hanno fatto gli indiani Pueblo? Ecco gli ultimi salire sul palco, con le loro storie borderline di ordinaria follia e straordinaria umanità.
Celestini, particolarmente in forma, modula i suoi indiani di periferia tra il serio e il faceto, delineando una nuova figura che diverrà certamente mitica, Domenica (morta di giovedì).
Si ride un po’, si ascolta con attenzione, ci si commuove anche e poi si torna a sorridere: tutto in un’ora e venti. L’intero campionario delle emozioni aperto alla pagina Ascanio Celestini.

Gli spettacoli sono andati in scena nell’ambito di Kilowatt Festival 2017:
Sansepolcro – varie location

sabato 15 luglio:
dalle ore 16.00 alle 18.00
Laudi
Enrico Pitozzi, Ermanna Montanari, Marco Martinelli, Luigi Ceccarelli in:
Acusma
(incontro)
tutti i giorni dalle ore 15.00 alle 20.00
Ex Scuola Luca Pacioli
Wunderkammer 10. Adoratori di feticci
(esposizione per i dieci anni della Compagnia Zaches)

ore 20.30
Casermarcheologica DLT
Daniele Bartolini (CAN) presenta:Acsu
The Invisible City
(teatro – per cinque spettatori alla volta, su prenotazione da farsi almeno il giorno precedente)

ore 22.05
Torre di Berta
Ascanio Celestini in:
Che fine hanno fatto gli indiani Pueblo?
(teatro – studio)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.