Riportiamo integralmente il comunicato stampa ufficiale relativo alla situazione del CAM Art War.

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Colpo di mano del Ministero per bloccare la protesta di CAM Art War

Mentre CAM Art War diventa opera d’arte in un video realizzato dall’artista e direttore Antonio Manfredi (che verrà proiettato in anteprima mondiale a dOCUMENTA(13), Kassel in Germania il 19 luglio 2012,quale teorizzazione estetica della battaglia per la cultura), la protesta del fuoco viene interrotta.

Con un colpo di mano il Ministero per i Beni e le Attività Culturali chiude CAM Art War impone la propria tutela “coercitiva” sulla collezione del CAM fermando i roghi della protesta.

Con una lettera a firma del Soprintendente, il Ministero ha avviato l’applicazione immediata in via cautelare delle disposizioni previste per l’interesse culturale della collezione.

Il “regime di applicazione cautelativa” (come da comunicazione ministeriale) impone l’interruzione immediata della protesta del CAM senza tuttavia risolvere la questione della sopravvivenza del Museo.

Art. 13 del D.lgs 42/04 – Capo III – Sezione I – Misure di protezione (http://www.altalex.com/index.php?idnot=33966#titolo2 )

Ritengo questa lettera solo un colpo di mano del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, un modo burocratico e coercitivo per chiudere la protesta internazionale CAM Art War (che ha visto più di 250 artisti internazionali aderire alla protesta bruciando le proprie opere)

imponendo la propria tutela sulla collezione del CAM senza avviare nessuna procedura di finanziamento che era alla base della battaglia del CAM. Ci sono solo obblighi e nessun vantaggio reale per il nostro museo.

Se si legge bene il Codice dei Beni culturali al quale fa riferimento questa lettera, praticamente ci hanno sottratto la collezione, costringendoci a gestirla comunque senza fondi e con la velata minaccia di denuncia in caso di cattiva manutenzione o distruzione di opere d’arte della collezione.

Antonio Manfredi

dOCUMENTA(13) Kassel

Il 19 luglio vicino Hauptbahnhof/main station a Kassel in Germania, dalle ore 12.00 alle 13.00, in occasione di dOCUMENTA(13), Kassel, verrà proiettato il video, realizzato da Antonio Manfredi, sulla protesta del mondo dell’arte, CAM Art War.
L’atto distruttivo delle opere diventa esso stesso opera d’arte, teorizzando esteticamente la battaglia per la cultura e ponendo dei punti fissi al movimento di protesta globale dell’arte. Il gesto estremo del direttore del museo CAM contro l’indifferenza delle istituzioni per le difficoltà in cui versano la cultura italiana e internazionale, ha fatto il giro del mondo, trovando sostenitori ovunque e mostrando una polveriera pronta a deflagrare. Il video presenta lo stesso Manfredi che osserva i resti delle opere bruciate. Lo spazio bianco in cui si svolge la scena è il museo CAM, sede dei roghi, e lo sguardo del suo direttore, nonché artefice della protesta, apre alla riflessione sull’atto distruttivo e sulle sue conseguenze interiori. Il video è parte integrante della performance dell’artista tedesca Miriam Wuttke, dal titolo A SHE S, le sue ceneri rappresentano l’idea del valore comune che sta dietro l’atto di distruzione, divenendo fertilizzante e simbolo di cambiamento e ricostruzione. Il luogo espositivo, una piccola casa in una zona industriale di Kassel, vedrà allestiti all’interno e all’esterno alcuni pezzi della serie “HOME-LAND-LUXURY” di Miriam Wuttke e il video di Antonio Manfredi con la musica di Veronica Mota. Il pubblico di dOCUMENTA(13) potrà partecipare attivamente all’azione performativa e portare a casa dopo i 60 minuti un ricordo legato all’evento. http://www.casoriacontemporaryartmuseum.com/blog/cam-war-art-documenta13

dOCUMENTA(13) è la mostra quinquennale più importante del mondo che si svolge dal 9 giugno al 16 settembre 2012. Dislocata in otto sedi principali della città è stata inaugurata nel 1955 da Arnold Bode, la manifestazione è stata pensata all’inizio come un segno di rinascita in una città rasa al suolo nel secondo conflitto mondiale, in quanto sede principale della produzione bellica della Germania nazista.

Il taglio eclettico e l’apparente disordine, dimostrano quanto questa edizione è connotata da continue sorprese e progetti imprevedibili, che danno sfogo alla sperimentazione artistica contemporanea e alle forme di immaginazione che esplorano l’impegno civile e la vita di relazione. Per 100 giorni, oltre 300 artisti da 55 paesi, si riuniscono per presentare le loro opere, ma non solo, anche per esprimere le loro idee nei campi dell’arte, della politica, della letteratura, della filosofia e della scienza. In più occasioni, la curatrice, Carolyn Christov-Bakargiev ha sottolineato che ciò che maggiormente le interessa mettere a fuoco, non sono temi prestabiliti o tagli curatoriali, bensì la cultura in generale, la storia, le idee, l’energia e la sostenibilità. E non ultimi, portare in rilievo realtà politiche estreme.

Secondo Christov-Bakargiev “non si tratta di una mostra d’arte. La cosa migliore che l’arte può fare è non dare certezza ma incertezza e porre domande – deve porre dei dubbi vertiginosi su cosa in effetti l’arte può essere. Credo che l’arte sia una forma di ricerca che ha una stretta relazione con la società. […]”.

Graziella Melania Geraci
Press office | PR CAM Contemporary Art Museum Casoria
+39 3349399870
cam.pr@hotmail.it

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