Il musical all’italiana

Sebbene il pubblico genovese attenda con ansia l’apertura della stagione lirica, in programma per il 22 novembre con Il trovatore, il primo fine settimana di novembre porta sul palcoscenico uno dei più famosi musical italiani: Aggiungi un posto a tavola. Come per ogni stagione del teatro ligure, Persinsala era tra il pubblico, pronti ad accompagnarvi sin da ora fino alla fine della stagione, ma ecco cosa abbiamo visto.

Dopo 43 anni dal suo debutto, torna uno dei più noti musical italiani di Pietro Garinei e Sandro Giovannini con le musiche di Armando Trovajoli. La storia, ispirata al romanzo After me the deluge di David Forrest, racconta le avventure di Don Silvestro, parroco di un paesino di montagna, che un giorno riceve una chiamata da Dio in persona che lo incarica di costruire una nuova arca per affrontare un secondo diluvio universale.

Su questo sfondo, Don Silvestro (Gianluca Guidi) si confronta con i paesani dubbiosi e con il sindaco mangiapreti melomane Crispino (Marco Simeoli) gestendo anche il subbuglio causato dall’arrivo di Consolazione (Lorenza Mario) che si innamora di Toto (Piero Di Blasio) mentre una sua parrocchiana, Clementina (Camilla Nigro), figlia del sindaco e della signora Ortensia (Francesca Nunzio), innamorata perdutamente di Silvestro, non lascia tregua al Don. Finita la costruzione dell’arca, al momento dell’imbarco, giunge un cardinale inviato da Roma che convince la gente del paese a non seguire Don Silvestro.

Comincia il diluvio, sull’arca si ritrovano solo Don Silvestro e Clementina, l’acqua incomincia a sommergere i paesani, Don Silvestro decide di abbandonare l’imbarcazione per condividere con i suoi fedeli quel terribile momento. Allora Dio, vedendo fallire il suo progetto, interrompe il diluvio, fa apparire l’arcobaleno così i paesani preparano una tavola a cui aggiungono un posto proprio per lui: Dio.

Una platea piena con un pubblico abbastanza esigente (molti di loro avevano visto l’edizione del ’74 con Johnny Dorelli) e pronto a criticare e soprattutto confrontare questa messinscena con le passate: sfida accettata con entusiasmo e diremmo vinta dal regista e protagonista Guidi (Dorelli Jr.) che confeziona uno spettacolo perfetto.

O meglio, uno spettacolo con tutte le premesse per meritare gli applausi ricevuti, a partire dal cast ben assortito, con una grandiosa Lorenza Mario al debutto nel ruolo di Consolazione e con una bravissima Camilla Nigro nel ruolo di Clementina. Le voci femminili sono tutte regine sul palco: brave cantanti, perfette ballerine, coinvolgenti e poliedriche interpreti. Insieme a Francesca Nunzio, le tre donne portano in scena tre personaggi caratterizzati da tre distinte personalità, creando dei ruoli quasi da romanzo tanto è ben riuscita la loro caratterizzazione. Si aggiungono alla riuscita le voci e le interpretazioni maschili, in particolare del protagonista il quale ricorda nei gesti e anche nella vocalità la figura paterna ma mantenendo una ovvia e ben delineata individualità che convince il pubblico.

Tra le voci anche quella del Dio di Enzo Garinei, già nel ruolo nel 2017, voce nota nel cinema e nel teatro, calda ma imperiosa, guida le azioni dei personaggi e di Don Silvestro tra ironia e autorevolezza.

A queste interpretazioni vocali, che nella loro singolarità sarebbero strepitose e ben adatte al genere, purtroppo dobbiamo segnalare una dicotomia tra musica e voci che non rende: a partire dalle prime scene, anzi sin dal primo coro di Aggiungi un posto a tavola, che apre lo spettacolo e lo chiude, a più riprese le voci dei cantanti risultano soffocate dal suono dell’ orchestra, in particolare dalle corde e dalle percussioni.

Note di riguardo e apprezzamento per l’aspetto scenico e coreografico: scene in legno che richiamano l’ambientazione montana e che riescono a rappresentare il passaggio di luogo grazie alla mobilità dei palchi genovesi, un’arca strepitosa sulla quale i personaggi possono salire, cantare e ballare. Coreografie confezionate da Gino Landi interpretate dall’intero cast con un’ottima gestione dello spazio.

Dal punto di vista visivo e del coinvolgimento, l’apice arriva nel finale con la rappresentazione del diluvio che grazie alle luci, alle ombre, agli effetti creati con gli sfondi sovrapposti e ai suoni riesce a creare una vera marea con fulmini, pioggia e tutto il necessario.

Aggiungi un posto a tavola è sicuramente uno degli esempi contemporanei di arte musicale con un posto riservato tra i capolavori. Tuttavia, pur mantenendo ancora oggi molti elementi di critica (accesa quella nei confronti del clero più distante dalla quotidianità con riflessioni su tematiche quali il celibato o a fede, spesso recuperata solo con le evidenze), non riesce a trovare quegli spunti di riflessione per le nuove generazioni di spettatori con la stessa incisività della prima edizione.

Uno spettacolo che nel complesso viene apprezzato: il Carlo Felice ormai da 4 stagioni arricchisce il cartellone con questo genere in aggiunta a quello operistico che meglio si adatta al palco e alla struttura.

«Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più, se sposti un po’ la seggiola stai comodo anche tu, gli amici a questo servono a stare in compagnia, sorridi al nuovo ospite non farlo andare via: dividi il companatico, raddoppia l’allegria»
Aggiungi un posto a tavola, Scena I

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Carlo Felice
passo Eugenio Montale 4, Genova
giovedì 7, venerdì 8, sabato 9 novembre ore 20.00
venerdì 8 e sabato 9 novembre ore 15.00

Aggiungi un posto a tavola
Commedia musicale di Garinei e Giovannini
musiche di Armando Trovajoli
Maurizio Abeni, Direttore d’Orchestra,
Pietro Garinei e Sandro Giovannini, regia originale
ripresa da Gianluca Guidi
Giulio Coltellacci, scene e costumi originali
Gabriele Moreschi, adattamento scene,
Francesca Grossi, adattamento costumi
Gino Landi, coreografie
Con
Gianluca Guidi, Don Silvestro
Lorenza Mario, Consolazione
Marco Simeoli, Sindaco Crispino
Piero Di Blasio, Toto
Camilla Nigro, Clementina
Francesca Nunzi, Ortensia
Enzo Garinei, “Voce di Lassù”

durata circa 180 min con intervallo

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