Sentire. Muovere. Ridere.

teatro-era-pontedera2[1]All’interno della serie di eventi Era, d’autunno, Fondazione Pontedera Teatro propone AH/HA, spettacolo di Voetvolk VZW. Lisbeth Gruwez e Maarten Van Cauwenberghe hanno così l’opportunità di regalare al pubblico toscano un’esperienza indimenticabile.

Dopo It’s going to get worse and worse and worse, my friend (2012), in cui venivano esplorati il gesto, il corpo dell’oratore in estasi e il processo di trance dell’oratore, in AH/HA, risultato di una nuova ricerca sul corpo estatico condotta da Gruwez, si indaga il corpo che ride.

Cinque performer si incontrano nella notte in un locale anonimo, cinque corpi immobili su un tappeto verde (che in modo essenziale ed efficace evoca il locale). Sembra tutto fermo eppure si ha la sensazione che qualcosa stia accadendo: un movimento impercettibile che non si riesce a distinguere. Poi qualcosa inizia a pulsare: il corpo inizia a pulsare. La musica mette in moto il corpo (anche se sembra esso stesso a portare dentro di sé questa energia e a volerla manifestare).

Partendo dalla pancia il moto di energia cresce e, a misura che ci si abbandona, lo stesso aumenta, in un continuo virtuoso. Finché il moto del singolo si fonde con quello degli altri creando una grande massa di energia. L’individuo si stempera a particella di un mare di energia, vi si abbandona ed è sempre più agito da essa finché si perde nell’estasi di gruppo. Bolle di riso cominciano allora a venire a galla fino all’esplosione della risata collettiva che è sfida e urlo, espressione di energia concertata. Ha inizio la festa.

In essa la risata è altresì provocazione (a chi non capisce, a chi giudica, al pubblico) e lamento, perché è terribile essere agiti da una forza esterna. L’estasi sembra lasciare sul volto dell’individuo la maschera cristallizzata dell’istante – rendendolo prigioniero, disumano – mentre l’abbandonarsi al corpo conduce fuori dal controllo consapevole e razionale, trasformando l’unico organismo pulsante che si era andato formando in orgia collettiva.

AH/HA è una performance dalla drammaturgia praticamente perfetta che cerca l’essenza di quello che deve essere detto, arrivando alla sostanza. Allo spettatore offre tensione, fatica, forse anche fastidio – necessari però alla liberazione. Nel suo svolgimento si dà espressione a una pluralità di tempi: psicologici e fisici, individuali e collettivi. Questa molteplicità temporale è introdotta e resa adeguatamente dalla musica, che interpretiamo -da spettatori – alla luce dell’educazione cinematografica e video (musicale e d’arte). Non a caso, si succedono momenti in cui il suono, da off, si trasforma in interno alla mente di colui o colei che danza in trance. Altri, in cui tutto si ferma, rendendo lo stesso spettatore rallentato e sospeso in una dimensione inconscia, insieme giocosa e misteriosa.

Tra le caratteristiche più affascinanti della ricerca portata avanti da Voetvolk vi è infatti la ricerca di una simbiosi tra musica e movimento. Dalla consolle, quindi, Maarten Van Cauwenberghe si occupa in diretta del suono, mettendo in moto e alimentando l’energia che vibra sulla scena. L’energia, in questo modo, non circola più solo fra i danzatori, ma coinvolge la regia e, da quest’ultima, riverbera nello spazio, toccando direttamente gli spettatori – che ne divengono compartecipi.

Come afferma Gruwez, in un’intervista, la musica è “lanciata insieme al gesto” e ciò rende la performance una sorta di pas de deux fra danzatori e musicista. Si tratta di una scelta che nasce dall’esigenza di Gruwez di restituire ogni sera una diversa performance, avulsa dall’obbligo di gesti fissi, in cui le azioni sono prestabilite ma vi è margine per compiere cambiamenti, che portino al movimento giusto nel giusto momento.

Un lavoro di ricerca che caratterizza Voetvolk VZW e che rende la partecipazione alla performance qualcosa di davvero unico per lo spettatore, quasi si fosse chiamati a compartecipare un rito insieme antico e contemporaneo.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Era

Parco Jerzy Grotowski, Pontedera (Pisa)
sabato 29 novembre, ore 21.00

AH/HA
ideazione & coreografia Lisbeth Gruwez
composizione, design del suono e assistenza Maarten Van Cauwenberghe
con Mercedes Dassy, Anne-Charlotte Bisoux, Lisbeth Gruwez, Vincente Arlandis Recuerda e Lucius Romeo Fromm
stylist Catherine Van Bree
supervisore artistico Bart Meuleman
design luci Harry Cole
assistente luci Caroline Mathieu
collaboratore alla produzione Liesbeth Stas
produzione Voetvolk VZW
co-produzione Rencontres chorégraphiques internationales de Seine-Saint-Denis, Next Festival, Theater Im Pumpenhaus, Théâtre d’Arras / TANDEM ARRAS-DOUAI, Dampfzentrale, Le Triangle – scène conventionnée pour la danse-Rennes, Théâtre La Bastille, Les Brigittines, AndWhatBeside(s)Death, MA – Scène nationale de Montbéliard and Troubleyn | Jan Fabre residenze Troubleyn | Jan Fabre, KVS, Les Brigittines
con l’aiuto di NONA, Provincie Antwerpen e De Vlaamse Gemeenschap
distribuzione internazionale Key Performance

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