Opera 3.0

Sebbene il sipario del teatro genovese si sia già alzato a ottobre con il musical An American in Paris, i melomani (tra cui noi) attribuiamo il valore assoluto di Prima ufficiale a una delle opere più significative in assoluto: Aida di Giuseppe Verdi. Genova ha accolto l’evento a suon di fuochi d’artificio a ritmo di musica verdiana mentre il nutrito pubblico accorreva alle poltrone in trepidante attesa per questo spettacolo 3.0.

Pochi preamboli: se si desidera vedere (senza ascoltare) una monumentale Aida con enormi piramidi, cavalli e folle incredibili, vi consigliamo di andare diretti a Verona. Se volete però provare un’emozione diversa che riesca comunque a farvi percepire l’atmosfera esotica dell’Egitto di Ramses III, ultimo faraone del cosiddetto Nuovo Regno, ecco venire in vostro soccorso una novità 3.0: le video scenografie a cura di Monica Manganelli. Nulla di fisico sul palcoscenico, niente sabbia, niente palme e niente monumentali piramidi ma proiezioni di grandiosi scenari che rappresentano un Egitto high tech alla Star Wars. Una chicca per i geek in sala, una novità per gli storici abbonati. Scelta riuscita? Gli applausi di una platea (e di una galleria) colma sembrano dimostrare di sì.
Per noi un ottimo banco di prova che ci fa pensare fuori dai soliti schemi ma che nel complesso fa apprezzare quanto osservato.
La storia di Aida, principessa etiope combattuta dall’amore per Radamès e per la sua patria, costretta a scontrarsi con la rivale Amneris e costretta dal padre a fare una scelta che in ogni caso sarà dolorosa, torna sul palco genovese dopo ben sedici anni con un’ottima direzione del Maestro Battistoni, grande conoscitore di Aida e della musica verdiana.
La voce di Svetla Vassileva (Aida) incanta sin da subito: perfezione vocale per la messinscena del personaggio e buone capacità sceniche. Vocalità precisa sin dall’Atto I che ne fanno apprezzare l’intera interpretazione. E se il tenore Marco Berti (Radamès) pare calante, dalla seconda metà dell’Atto I recupera perfettamente. Infine, applausi per il mezzosoprano rivale Judit Kutasi (Amneris) che da principio a conclusione si presenta impeccabile. Una messinscena nel complesso riuscita grazie alla direzione di Alfonso Antoniozzi che porta sul palco il grande tema dello scontro di civiltà, oggi più che mai attuale: a venire incontro al verosimile, la scelta di scritturare quindici ragazzi, con lo status di profughi, per il coro degli etiopi.
Un difetto: una Marcia che non appare del tutto Trionfale, spoglia, poco corale e non particolarmente sentita nonostante l’uso di 6 trombe (diritto alluso dell’antico Egitto come Verdi nel 1871 aveva chiesto al costruttore Pelitti per l’allestimento Cairota).
Nel complesso un allestimento che, grazie alluso delle masse (essenziali per quest’opera), lo sfruttamento dei palchi mobili che caratterizzano il teatro genovese e le luci attente pensate da Luciano Novelli, merita uno sguardo o meglio merita di essere vista per provare ad immaginare un modo nuovo (da migliorare come ogni prototipo) per la messinscena del melodramma in tutte le sue forme.

«Ritorna vincitor!… E dal mio labbro uscì l’empia parola! Vincitore del padre mio… di lui che impugna l’armi per me… per ridonarmi una patria, una reggia!»
Aida, Atto I scena 4

Lo spettacolo continua
Teatro Carlo Felice

passo Eugenio Montale 4, Genova
domenica 2 dicembre ore 19.00
martedì 4 e mercoledì 5 dicembre ore 20
domenica 9, sabato 15 e domenica 16 dicembre ore 15.30

Aida
Regia, Alfonso Antoniozzi
Videoscenografie, Monica Manganelli
Direttore d’Orchestra, Andrea Battistoni
Con
Svetla Vassileva – Aida
Judit Kutasi – Amneris
Marco Berti – Radamès
Angelo Veccia – Amonasro
Fabrizio Beggi – Ramfis
Seung Pil Choi – Il Re d’Egitto
Manuel Pierattelli – Un messaggero
Marta Calcaterra – Una sacerdotessa
Danzatori: Kevin Bhoyroo, Gioele Calorio, Gianpaolo Candelaria, Alessio Corallo, Nicola Marrapodi, Andrea Morelli, Carmelo Pitino, Mirand Pulaj, Alessandro Sollima, Michele Storto
Costumi, Anna Biagiotti
Coreografie, Luisa Baldinetti
Luci, Luciano Novelli
Assistente alla regia, Marco Castagnoli
Assistente alla regia, Gualtiero Ristori
Assistente ai costumi, Sara Micarelli
Collaboratori alle videoscenografie, Antonio Padovani, Stefano Benatti, Luisa Barbero
Nuovo Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice
Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro, Francesco Aliberti
durata circa 205 min con intervallo

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