Genesi e decadenza

Secondo appuntamento della rassegna Last But Not Least, ospitata allo spazio SPAM! di Porcari.

È come accendere un falò. È una fiamma che arde clandestina.
La sede di SPAM! è difficile da trovare. La si cerca tra i caseggiati industriali, dov’è la stazione dei treni. Uno spazio caldo, informale, di chiacchiere e lampade soffuse. Viene a mancare quell’eleganza sporca da teatro di città, che è fatta di pelo, borsette e distanza.
Consumato nello spazio performativo, Album è il primo progetto della serata. Senza discorsi, né introduzioni, l’opera di Stefano Questorio esplode alle 20.45, con un preciso obiettivo: regalare anche al mondo del Punk Rock un balletto iconico. Per farlo si avvale dei Suicide, di quello che si è fatto conoscere come uno dei testi sonori più traumatici del settore.
È una discesa frenetica verso gli abissi. Disposta la puntina sul giradischi, la pugnalata è inferta. L’intero spettacolo è una lenta morte, un flusso inarrestabile di sangue e veleno. In un’ambientazione scarna, alienata, Questorio trasforma il proprio corpo in una struttura organica che non ha pace – ora agonizzante, ora preda di un piacere quasi crudele.
Pochi gli oggetti di scena: un casco nero per Ghost Rider e gli States fottuti nella loro corsa, con il danzatore ridotto a uno scarafaggio rovesciato sul dorso; la verticalità di una lampada al neon, per rappresentare quella Girl su cui scorrono le mani, o abbattersi dall’alto sulla schiena nuda di Frankie Teardrop, tanto simile nelle sue pose ai quadri più allucinati di Bacon.
Tutta l’opera, nata anche col contributo di Strategie Oblique – da caos si è generato il caos – scorre disperata, vincolata ai tempi del vinile. Una pausa unicamente per cambiarne il lato, poi riparte. Luci isolate, luci acide. Parrebbe un incubo; è soltanto realtà.

Ad Album, apoteosi della morte, segue Prometeo: Il Dono, sua ideale contrapposizione.
Da un progetto di Simona Bertozzi e Marcello Briguglio, la performance è il secondo quadro di una gallery in sei atti. La visione è dunque incompleta, ingiusta nei confronti dell’insieme.
Tanto disincarnata, tanto estatica l’opera Bertozzi/NEXUS, quanto violento e carnale è Album. Prometeo rende omaggio al mitico ribelle che trafugò il fuoco per offrirlo all’umanità. Quadro dopo quadro, le ancestrali figure apprendono e vivono la civiltà nascente, una graduale ascesa verso realtà celesti, laddove il progetto di Questorio discendeva agli inferi.
Seguito di Prometeo: Meditazione, Il Dono rivela un umano attivo, incalzato da colonne sonore dalla ipnotica instabilità (di Francesco Giomi). L’umano che interagisce, che entra in contatto con il sacro, poi con il rito. Tutto è in formazione, tutto è ciclico – e lo si può intuire dalle frequenti ripetizioni di taluni movimenti, dall’insistenza su figurazioni concentriche e vorticose. Alla spigolosità di Album si contrappongono le sue fasce curve; alle sue lame di luce fredda, il calore soffuso della sua scenografia, che è ancora più povera. Più ostica la comprensione di Prometeo, data probabilmente dal suo carattere misticheggiante e razionale al contempo, che lascia minor spazio all’espressione del pathos: non c’è disperazione, né felicità in Prometeo. Soltanto realtà, anche qui. Ma dove Album ci dispiegava una realtà interiore, più percepita che effettiva, una realtà-angoscia, Il Dono riassume nel suo insieme un frammento di formazione, un atto scientifico e filosofico. Scrutiamo il passato, i primi palpiti di quella civiltà cui toccherà morire così male. È l’infanzia, la gioiosa, inconsapevole infanzia di Frankie Teardrop. Alle volte, vien da pensare che l’incoscienza ci avrebbe fatto comodo. Forse nessun dono ci giungerà da Prometeo.
Alle 22.30, concerto dei Deep Beat. Meglio ballarci su.

Gli spettacoli sono andati in scena nell’ambito di Last but not least:
SPAM!

Porcari (Lucca)
giovedì 22 dicembre, dalle ore 20.45

Album
progetto di Stefano Questorio
in collaborazione con Spartaco Cortesi
interpretazione Stefano Questorio
produzione ALDESvideo

Prometeo: Il dono
di Compagnia Simona Bertozzi/NEXUS
progetto Simona Bertozzi e Marcello Briguglio
ideazione e coreografia Simona Bertozzi
interpreti Aristide Rontini, Stefania Tansini e Simona Bertozzi
musica Francesco Giomi
luci Antonio Rinaldi
organizzazione Beatrice Capitani
promozione Elena de Pascale
ufficio stampa Michele Pascarella
produzione Nexus 2015

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