Il viaggio psicotico di Alice

Dalle pagine di un libro al palco del teatro Duse di Genova, il viaggio di Alice in un paese pieno di meraviglie, incontri, musiche e colori si realizza grazie alla grande collaborazione di artisti. Al timone della regia, Ferdinando Bruni e Francesco Frongia.

Forse pazzia, forse droga, forse follia momentanea o semplice genio, ma nel 1865 Lewis Carrol scrive uno dei romanzi ancora oggi tra i più celebri: Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie.
Sono davvero meraviglie le situazioni e gli elementi in cui inciampa Alice, personaggi strampalati, conigli che corrono perché in ritardo, bruchi che fumano la pipa, cappellai rocamboleschi, gatti sornioni e via discorrendo. In questo grandioso mondo non entra solo la giovane Alice (Elena Russo Arman) ma il pubblico tutto. È uno spettacolo in cui la recitazione vive con il suono, l’immagine e la grandiosa tavolozza di colori dei disegni di Ferdinando Bruni resi animati dalle tecniche di Francesco Frongia. È uno spettacolo multimediale: i personaggi parlano a e con Alice grazie a filastrocche e canzoni con accompagnamento di pianoforte e chitarra quando serve. E Alice rimpicciolisce o diviene un gigante (o meglio appare così al pubblico) grazie all’uso della prospettiva con cui vengono proiettati i disegni dei luoghi in cui la protagonista corre, scappa, cammina. Tutto questo viene digitalizzato su di una scenografia con aperture e rientranze che garantiscono la perfetta messinscena del movimento dei vari protagonisti.
Applausi per l’eclettismo di Ida Marinelli, Umberto Petranca e Matteo De Mojana, interpreti che si immedesimano in innumerevoli personaggi (Bianconiglio, Spazio e Tempo, Cappellaio Matto, Regina di Cuori, etc).
Nel complesso uno spettacolo godibile, adatto certamente a un pubblico vario per una fruizione immediata. Alcune perplessità infatti rispetto ad un’analisi più approfondita del target pensato dalla regia: si tratta di uno spettacolo per adulti o di uno spettacolo per bambini? La protagonista è effettivamente una bambina, con le stesse paure, le stesse perplessità dell’età innocente, si approccia al mondo con candore e con paura per ciò che è spaventoso e all’impossibilità di fuggire dal mondo sconosciuto e sotterraneo (underground, appunto) in cui è precipitata a causa di un profondo sonno. Ma Alice è una storia che in tante modalità è stata proposta e che si presta alle interpretazioni più svariate: il percorso della crescita con le difficoltà, le scoperte e le esperienze che permettono di divenire adulti, oppure un semplice racconto di avventura con tantissimi personaggi (così ai bambini viene proposta).
Forse per questa sua ambiguità, le impeccabili interpretazioni di tutti gli interpreti lasciano perplessi, anche se lo spettacolo – nel suo complesso luminoso, colorato e di fusione delle arti – non annoia e non delude, incastonato tra acquerelli e la loro proiezione animata.

Uno spettacolo, dunque e comunque, da ammirare.

«Ogni cosa ha la sua morale, se si sa trovarla»

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Duse

via Nicolò Bacigalupo 6, Genova
dal 24 al 29 gennaio
da martedì a sabato ore 20.30, giovedì ore 19.30, domenica ore 16

Alice Underground
di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia da Lewis Carroll
regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
con
Elena Russo Arman
Ida Marinelli
Umberto Petranca
Matteo De Mojana
scene e costumi Ferdinando Bruni, Francesco Frongia
suono e programmazione video Giuseppe Marzoli
direzione e arrangiamento canzoni Matteo De Mojana
luci Nando Frigerio
produzione Teatro dell’Elfo
durata 90 min

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