Quando manca il fiato

Al Teatro Leonardo di Milano Susanna Baccari e Claudio Orlandini presentano un Amleto frizzante e ricco di trovate, ma la prova attorale lascia perplessi.

Una scenografia volutamente spoglia e perfettamente in linea con il teatro elisabettiano – che si affidava alla forza immaginifica della parola per creare interi mondi negli occhi degli spettatori; movimenti concitati e azioni frizzanti, battute sagaci e ammiccamenti al pubblico adeguati sia alla leggerezza shakespeariana – che sapeva coniugare linguaggio alto e basso, scurrilità popolare e fine eufuismo senza distinzioni, come il nostro Dante – sia all’impostazione molto fisica di Quelli di Grock; cambi di costume a vista ben motivati e veloci; uso di musiche puntuali che fanno da contrappunto o introducono al clima della nuova scena; una regia spigliata e per niente intimorita dal confronto con il Bardo; trovate ironiche che sottolineano i lati più irriverenti del testo e le sue molte incongruenze – Amleto è infatti sia un amante sia un vendicatore poco propensi all’azione e l’intera tragedia si regge sulla figura dell’eroe tragico e sui suoi bellissimi monologhi.
E qui, il sincero apprezzamento per l’intero spettacolo si ferma perché è proprio la figura del protagonista quella che convince meno. L’intero cast, ma soprattutto Amleto, non ha fiato a sufficienza per reggere il frenetico avvicendarsi di situazioni e la prova anche fisica alla quale è sottoposto. Priva di un corretto uso del diaframma, la respirazione si fa corta e le grida non posso supplire alla mancanza di fiato – spesso quando gli attori si volgono di spalle, non si riesce letteralmente a sentire le frasi e forse sarebbe meglio supplire con un (poco teatrale ma efficace) microfono.
Altri dubbi suscita il continuo scambio di ruoli fra gli interpreti che – pur indicati prontamente da accenni o nominati direttamente per facilitare lo spettatore nel riconoscimento – a volte si confondono e non si comprende la scelta registica di far recitare alla stessa interprete, per esempio, sia il ruolo del re/zio – poi assunto da un suo collega – sia quello di Polonio, e così via. Non è la mancanza di un sufficiente numero di interpreti perché lo scambio è evidente e voluto e se la motivazione è una maggiore coralità, l’effetto che si ottiene è la frantumazione della consistenza del personaggio e la macchinosità dell’azione – che si spezza nell’attimo stesso in cui il pubblico deve chiedersi: “e adesso questo chi è?”
Una messinscena, nel complesso, giovane e frizzante, ricca di trovate, veloce e piacevole, che però non convince del tutto.

Lo spettacolo continua:
Teatro Leonardo da Vinci
Via Ampère 1, angolo piazza Leonardo da Vinci – Milano
fino a domenica 1° aprile
orari: da martedì a sabato ore 20.45 – domenica ore 16.00

Quelli di Grock presenta:
Amleto
liberamente tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare
regia Susanna Baccari e Claudio Orlandini
con Francesco Alberici, Francesca Dipilato, Andrea Lietti, Sabrina Marforio, Sarah Paoletti, e Isabella Perego
musiche Gipo Gurrado
disegno luci Monica Gorla
scene e costumi Maria Chiara Vitali – assistente Alice Di Nuzzo
trucco Beatrice Cammarata

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.