Finché morte non ci separi

Tornano al Fabbricone di Prato, Scimone e Sframeli con il loro Amore. Una rivendicazione alla pari dignità di ogni affetto declinata con delicata ironia.

Asciutto, stringato, dolce-amaro il gusto dei lavori di questa Compagnia siciliana sempre fedele a se stessa.
La reiterazione di pochi concetti espressi in pochissime frasi fino a un parossismo beckettiano, che non raggiunge però le profondità lancinanti del maestro irlandese, ma tocca comunque il cuore e la mente dello spettatore più attento – capace di non fermarsi alla risata di pancia. Una reiterazione spruzzata di lampi freak, à la David Lynch (in particolare, il capitano dei pompieri gay sul carrello del supermarket). Un’ora di spettacolo che, sotto un velo (o lenzuolo) di leggerezza, nasconde alcune perle di saggezza.
Amarsi, senza paura e rivendicandone la piena dignità, anche se si è anziani, o persone dello stesso sesso, o semplicemente ci si senta a disagio con il proprio bisogno d’affetto, d’amore o il riconoscimento della propria sessualità.
Una scenografia minimal ma fortemente simbolica del nostro comune destino, from the cradle to the grave (citando un verso di All I want is you, degli U2); quattro interpreti in parte e decisamente affiatati; uno stile inconfondibile che, negli anni, come il buon vino, migliora.
Perché il teatro, a volte, ha bisogno davvero di poco per compiersi: né orpelli né forzati linguaggi altri. Solo la sincerità di un messaggio che passa da un attore a uno spettatore.

Lo spettacolo continua:
Teatro Fabbricone

via Ferdinando Targetti, 10/12 – Prato
fino a domenica 12 novembre
sabato, ore 19.30; domenica, ore 16.30

Amore
di Spiro Scimone
con Gianluca Cesale, Spiro Scimone, Francesco Sframeli e Giulia Weber
regia Francesco Sframeli
scena Lino Fiorito
disegno luci Beatrice Ficalbi
produzione Compagnia Scimone Sframeli in collaborazione con Théâtre Garonne Toulouse

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