L’amore ai tempi della ginnastica

Nelle serate del 28 febbraio e 1 marzo, Amore e Ginnastica di Edmondo De Amicis ha allietato il delizioso Teatro di Cestello a Firenze. A muovere i fili dello spettacolo, la sempre più convincente Silvia Frasson.

Amore e Ginnastica è essenzialmente e prima di tutto una bella storia d’amore, romantica, divertente e tutt’altro che banale.
Siamo alla fine del 1800 e il nostro impacciato protagonista, un segretario ex seminarista, vive in un elegante condominio torinese insieme allo zio, tra l’altro proprietario dell’immobile. Celzani, questo è il suo nome, si innamora di Maria Pedani, la bella maestra di ginnastica del terzo piano. È questa la molla drammaturgica che, a poco a poco, porterà gli spettatori a conoscere tutti gli inquilini del bizzarro palazzo che fa da cornice all’avventura sentimentale del povero Celzani. Già, povero è proprio l’aggettivo che più gli si addice, giacché non mangia, non dorme, ma spia da autentico spasimante la sua bella dall’occhiello della porta fino a lanciarsi con veemenza adolescenziale sul pianerottolo solo per scambiare con lei poche e balbettanti parole. E attorno alla loro tragicomica vicenda d’amore si intrecciano le storie della stramba umanità che popola il palazzo. Così, conosciamo le antipatiche zitelle bigotte dell’ultimo piano commentano, pregando, ciò che accade; il signore anzianotto, ma ancora distinto e arzillo, confida le sue fantasie sulla bella Maria; una bambina stonata, ma appassionata d’opera, canta tutto il giorno tutti i giorni; infine, la sguaiata coinquilina della maestra, segretamente innamorata del Celzani, convinta di essere ricambiata. Una convinzione che, inevitabilmente, porterà con sé tutta una serie di divertenti equivoci e fraintendimenti.

Alla fine, ebbene sì, il cuore della gelida, atleticissima e allenatissima maestra si scioglierà e, con la sua ultima battuta «berrei volentieri una spremuta d’arancia, al caffè del corso… mi dà il suo braccio?» strapperà l’ennesimo sorriso commosso al pubblico.
Il lavoro di Silvia Frasson è encomiabile. La giovane attrice, sola sul palco, è perfettamente a proprio agio, interpreta tutti i personaggi con estasiante naturalezza. Lei è anziana, adolescente, civettuola, frigida, orgogliosa, uomo, donna e bambina, e lo è sorprendentemente allo stesso convincente modo. Di chiunque indossi i panni, la Frasson dice sempre la verità, non mente mai al suo pubblico, il suo pubblico lo sa e la ringrazia. Dotata di gestualità ed espressività fuori dal comune, l’attrice domina la ribalta per più di un’ora e mezza: parla da sola, dialoga con se stessa, ride, piange e diverte divertendosi. Non ha bisogno di nulla, né di costumi appariscenti né di scenografia, ma ancora una volta decide di non rinunciare alla musica. Tommaso Ferrini, valente musicista e compositore, accompagna le vicende amorose con una piacevole e divertente colonna sonora, felicemente eseguita dal vivo.
Amore e ginnastica è uno spettacolo ben congegnato e recitato ancora meglio, una storia semplice e universale in grado di strappare un sorriso innamorato anche al più scettico dei cinici perché, in fondo, ammettiamolo pure, l’impacciato Celzani è uno di noi.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro di Cestello

piazza di Cestello, 4 – Firenze
28 febbraio e 1 marzo, ore 20:45

Amore e ginnastica
di Edmondo De Amicis
versione teatrale di Stefano Massini
diretto e interpretato da Silvia Frasson
musiche eseguite dal vivo da Tommaso Ferrini

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