La dolce ala della vecchiaia

Torna in Toscana, grazie al palcoscenico del Centro Culturale Il Funaro, il Kulunka Teatro con lo spettacolo che ha conquistato 30 Paesi in otto anni di tournée.

Una vena nostalgica pervade la platea durante l’intera messinscena di André e Dorine. E le emozioni dolci/amare, che suscitano le azioni agite sul palco, si riflettono nelle maschere che, incredibilmente e sebbene per loro natura prive di mobilità, riescono a trasmettere – adeguandosi ai passaggi emozionali e al lento declino vissuto dai due protagonisti, e testimoniato dal figlio.
La mimica si sostituisce alla parola: ogni gesto è calcolato e anche quelli che si presume prevedibili mantengono sempre una forte carica emotiva e coinvolgente.
L’ambientazione scenografica, molto semplice (un interno borghese), è comunque funzionale allo spettacolo e il proscenio è utilizzato per mostrare alcuni flashback della vita della coppia, ormai giunta al tramonto.
Le maschere – scrivevamo – pregevoli anche a livello di fattura ed espressive, invece di aumentare la distanza con lo spettatore, contribuiscono a rendere ancora più evidenti i passaggi emozionali, quasi che l’assenza di volti immediatamente decifrabili e ascrivibili renda la compartecipazione più prossima: uno, nessuno, centomila. André e Dorine – l’Alzeimher e la vecchiaia, il logorarsi di un rapporto ormai consunto che, però, si rinsalda proprio nel momento del bisogno – potremmo essere noi tutti.
Non mancano i momenti di forte comicità, regalati soprattutto dai flashback e che contribuiscono a creare il ritmo generale della rappresentazione (alleggerendo un tema che, altrimenti, potrebbe essere difficilmente sopportabile). L’amplesso consumato su una brandina ove sono stati, appositamente dimenticati, oggetti rumorosi, ne è un esempio. Ma anche la disputa tra strumento musicale e macchina da scrivere è decisamente godibile e ben orchestrato.
I tempi precisi e la rumoristica sempre all’altezza della situazione completano quel quadro tecnico che deve essere oltremodo preciso, soprattutto in uno spettacolo dove l’elemento verbale non è contemplato.
Il finale si apre a una speranza – un lascito dalla passata alla nuova generazione. Mentre al pubblico (decisamente commosso) resta la consapevolezza di aver vissuto un momento di riflessione sui nostri comportamenti quotidiani, sulla caducità dell’esistenza e sui valori che dovrebbero contrassegnarla per arrivare all’ultimo atto con dignità.

Lo spettacolo è andato in scena:
Il Funaro Centro Culturale

via del Funaro, 16 – Pistoia
giovedì 21 marzo, ore 21.00

Kulunka Teatro presenta:
André e Dorine
di José Dault, Garbiñe Insausti, Iñaki Rikarte, Rolando San Martín ed Edu Cárcamo
regia Iñaki Rikarte
con Edu Cárcamo, José Dault e Garbiñe Insausti
musica originale Yayo Cáceres
scenografia Laura Eliseva Gómez
disegno luci Carlos Samaniego “Sama”
costumi Ikerne Giménez
maschere Garbiñe Insausti
aiuto regia Rolando San Martín
produzione Kulunka Teatro / Bilbao – Spagna
con il sostegno di PICE / Acción Culturale Española

 

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