L’anima del Romanticismo

Organizzato dal Comune di San Quirico d’Orcia in collaborazione con Milano Classica e l’Associazione culturale Musica Insieme, Paesaggi Musicali Toscani non si presenta solamente come un appuntamento ormai “istituzionale” nell’estate del Belpaese o come un’occasione di altissima formazione per giovani musicisti, ma si candida senza alcun dubbio a rappresentare un “modello” proattivo di ripartenza culturale.

Nel panorama artistico italiano, la musica dal vivo ha certamente rappresentato uno dei settori più colpiti dalle misure di restrizioni e chiusure e se, da un lato, il dibattito sulla ripresa sembra purtroppo ristretto a tristi e vuoti personalismi, dall’altro giova ricordare come esistano contesti in cui a essere protagonista è un’organizzazione capace di portare nello straordinario contesto della Val d’Orcia esecutori e docenti di livello internazionale.

Perseverando nell’assicurare la qualità dei propri eventi e la prestigiosa presenza di ospiti di caratura mondiale, Paesaggi Musicali Toscani ha infatti perfettamente compreso come e quanto sia necessario passare dall’autenticità dei valori che si intende offrire per rigenerare – più che ricostruire – un clima di virtuosa normalità in questi tempi bui.

Se la garanzia di portare la presenza del pubblico autoctono e italiano a compensare ampiamente il ridotto contributo estero è data da programmi splendidi e mai banali, un esempio perfetto dell’approccio sopra descritto è individuabile nella serata del 25 agosto, quando – all’interno del Giardino Nilde Iotti di San Quirico d’Orcia – a esibirsi è stato un maestro di talento e professionalità come Andrea Lucchesini.

L’apertura è affidata a Davidbündlertãnze op.6 in mi bemolle maggiore, una delle massime espressioni pianiste del genio romantico di Schumann. In rotta di collisione col mondo e con la società, Schumann intese celebrare con queste diciotto miniature la cosiddetta “lega di Davide” e, in tal modo, affermare la necessità morale della musica di opporsi all’autorità delle forze conservatrici che ne stavano svilendo l’essenza più autentica.

Firmata con entrambi gli pseudonimi (Eusebio e Florestano), Davidbündlertãnze op.6 costituisce un vero e proprio manifesto dei controversi caratteri propri tanto del romanticismo di Schumann, quanto di quello di un’intera epoca: malinconica e struggente, ma anche eroica e titanica, la composizione mescola gioia e dolore, riuscendo a tenere musicalmente assieme tale scissione grazie al costante richiamo ad atmosfere danzanti, in particolare di valzer, e a una travolgente, innovativa e virtuosa scrittura pianistica.

Senza cedere alla tentazione di una consolante conclusione e rompendo definitivamente con il tradizionale canone della forma circolare, la struttura “romanzata” di Davidbündlertãnze op.6 in mi bemolle maggiore si apre e chiude in tonalità differenti, alterna le due differenti personalità tematiche (a volte brillanti ed estroverse, in altre cupe e meste) e riesce a non privarsi di momenti più sognanti e misteriosi.

Con il suo muoversi tra toni sentimentali ed eroico furore, l’Andante spianato e Grand Polonaise op.22 in mi bemolle maggiore di Chopin è invece un perfetto esempio di alcune tecniche di cui il musicista polacco fu tra i più straordinari interpreti. Da un lato, infatti, si ha quella continua ricerca di alterazioni del “tempo di esecuzione” che viene di conseguenza definito “rubato”; dall’altro, queste stesse variazioni vengono eseguite con vitale e originale dinamismo, in una tensione fortemente espressiva e propriamente romantica che mai deflagra da rapporti di simmetria e proporzione nelle partiture melodiche e armoniche.

Una struttura in cui il tema ricompare ciclicamente in forma di variazione, il suo sviluppo straordinariamente “cantabile” di suadente dolcezza e inaudita efficacia comunicativa: con il successivo Notturno op.9 n.2 in mi bemolle maggiore si è poi passati a uno tra i più celebri brani non solo dell’autore ma della Storia.

Anch’esso celebre, Scherzo n.2 op.31 in si bemolle minore è un pezzo dove la fantasia del compositore ha invece saputo svilupparsi in una totale, brillante e serena libertà attraverso l’alternarsi di repentini slanci emotivi e momenti di maggiore controllo ritmico.

Mostrando una padronanza strumentale tale che non solo ha rasentato la perfezione alzandone addirittura l’asticella, Andrea Lucchesini è stato sconcertante interprete di tutte queste emozioni dispiegando il travaglio e il conflitto di melodie e armonie che hanno segnato il panorama musicale dell’intero occidente.

Piacevole e originale anche la scelta delle due riprese con, rispettivamente, la “geniale” Impromptus op.90 n.2 di Schubert e la “semplice”, ma gradevolissima, Sonata in sol maggiore, K 146 di Scarlatti, eseguita per l’occasione al piano e non al clavicembalo.

Il concerto è andato in scena
Paesaggi Musicali Toscani
Giardino Nilde Iotti, San Quirico d’Orcia
sabato 25 agosto, ore 21.15

Andrea Lucchesini, pianoforte

Robert Schumann (1810 – 1856)
Davidbündlertãnze op.6 in mi bemolle maggiore

Fryderyk Chopin (1810-1849)
Andante spianato e Grand Polonaise op.22 in mi bemolle maggiore
Notturno op.9 n.2 in mi bemolle maggiore
Scherzo n.2 op.31 in si bemolle minore

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