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Anselmo e Greta | Roma Fringe Festival

Anselmo e Greta | Roma Fringe Festival, articolo di "Erika Cofone" su Persinsala Teatro
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Anselmo e Greta | Roma Fringe Festival
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Dal Vascello al Roma Fringe Festival, i sei attori della compagnia Dynamis ci faranno appassionare con Anselmo e Greta, uno spettacolo di sapiente leggerezza. Il titolo non può non riportare, ovviamente, alla nota fiaba dei fratelli Grimm e, infatti, lo spettacolo trae proprio spunto dall’ormai leggendaria storia dei due piccoli fratelli abbandonati nel bosco. È …

Una fiaba di oggi

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Romexpo Roma Fringe Festival Castel Sant angeloDal Vascello al Roma Fringe Festival, i sei attori della compagnia Dynamis ci faranno appassionare con Anselmo e Greta, uno spettacolo di sapiente leggerezza.

Il titolo non può non riportare, ovviamente, alla nota fiaba dei fratelli Grimm e, infatti, lo spettacolo trae proprio spunto dall’ormai leggendaria storia dei due piccoli fratelli abbandonati nel bosco. È un rifacimento del tutto libero quello della compagnia, carico di sperimentalismo e originalità. Il tutto nato da un laboratorio teatrale attento alle questioni pedagogiche e sociali, oltre che artistiche.
La novità dell’intreccio sta nella voce narrante, affidata a una madre defunta, personaggio presente anche nella fiaba. Qui, però, Anselmo e Greta sono i figli della seconda moglie. All’interno di un mondo tecnologico, i contorni fra fiaba e realtà sfumano, Anselmo e Greta sono due fratelli, due bambini odierni, cresciuti a snack e videogiochi, fra una lezione di danza e una di calcetto, fra raccomandazioni rigide, schemi e pressanti ambizioni genitoriali.

La logica è obbligare e condannare i bambini a fare mille cose, farne tante, anche se non se ne capisce il senso e il valore. Bisogna che essi diventino i figli che tutti vorrebbero, senza che si presti attenzione ai desideri e ai bisogni di quei piccoli esseri che stanno crescendo e che si avvicinano al mondo con fare, purtroppo, meccanico e passivo. Il rischio è di farli crescere stressati e confusi perché gettati in un mondo imposto, ma senza vicinanza, senza esserne realmente accompagnati, il dramma sta nell’assenza di una figura che consiglia e suggerisce, sostituita da una che impone, che fa avvertire la propria presenza attraverso una videochiamata.

Interessante la scenografia, allestita per far comprenderne la vacuità, il cui fondo mostra al pubblico la proiezione di una conference call di genitori che, fra un selfie e un altro, raccomandano cosa fare e cosa non fare ai figli. Una scelta ironica e divertente, ma anche amara, resa da voci acute e stridule, a tratti imponenti, per rendere caricaturali quei mostri del capitalismo il cui unico momento dedicato ai bambini è il viaggio verso il centro commerciale. Lì saranno prontamente mollati alla prima ludoteca che il centro offre, rimpinzati di biscotti e cioccolate di note marche, abbandonati a mondo dove non conta tanto più il contenuto, ma il marchio.

Restituiti concreti nei propri ruoli da interpretazioni di livello che mostrano anche una resistenza fisica ai movimenti, alle corse e alla dinamicità della rappresentazione, i personaggi «diventano simboli di un disagio attuale, intrappolati in un linguaggio che parla per emoticon, che conosce l’affetto dei genitori più attraverso gli effetti di post produzione di una foto che per l’effettiva presenza – in scena ridotta a meccanica reiterata».
Così come nella fiaba, Anselmo e Greta vengono abbandonati, sul palco si perdono metaforicamente in un bosco «un bosco ideale, di paure, di isolamento, di ricongiungimenti e di abbandoni, nel buio suoni di un’eco lontana, spicchi di luce da una discarica. È qui che si intravede, per Anselmo e sua sorella Greta, una nuova possibilità, la loro emancipazione, attraverso un incontro sorprendente». Ce la faranno ad uscire dal bosco i due fratellini, così come l’intera generazione di bambini e ragazzi persi in un sistema confuso, in un bosco fitto dov’è difficile orientarsi?
«Anselmo e Greta si struttura come fiaba dell’inconscio, dove non ci sono i cattivi tradizionali così come i buoni, dove tutto è rovesciato, contaminato. Il racconto è attraversato da parossistiche condizioni familiari, i protagonisti indossano i vestiti della festa intrappolati nelle dinamiche quotidiane sistematiche e ripetitive. Intravediamo i loro condizionamenti, le rabbie, le timidezze, le paure laddove gli adulti sono sempre più marginali, assenti». Così come la fiaba che ha sempre un senso altro dentro la trama, anche lo spettacolo si avvale di un incastro fra tradizione e innovazione per far emergere un messaggio: «Sollevati da verbose raccomandazioni, liberi dai ceppi dell’istruzione, liberi da consuetudini consolidate, ignari dello scorrere del tempo, i bambini sono aperti al mondo».

Lo spettacolo è andato in scena
Roma Fringe Festival 2015

Parco Adriano, Giardini di Castel Sant’Angelo
martedì 9 giugno alle ore 23.30
giovedì 11 giugno alle ore 22.00
venerdì 12 giugno alle ore 20.30
palco A

Anselmo e Greta
liberamente ispirato alla fiaba dei fratelli Grimm
regia, organizzazione, esecuzione – compagnia Dynamis
una produzione Dynamis – Tsi La Fabbrica dell’Attore
regia Andrea De Magistris
drammaturgia Andrea De Magistris e Giovanna Vicari
con Ilaria Bevere, Concetto Calafiore, Filippo Lilli, Dalila Rosa, Marta Vitalini
progetto visivo Co Co
luci Paride Donatelli
video Germano Boldorini e Luca Dammicco
testi scritti con Daniela Mitta
ufficio Stampa Marta Scandorza
organizzazione generale Pietro Angelini e Valentina Vaccarin

i

7,00

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