Giustamente irrazionale

Il Teatro Brancaccino ospita Appunti Orestea nello sfascio, una forte rivisitazione delle opere mitiche.

L’antico drammaturgo greco Eschilo scrisse l’Orestea, trilogia composta dalle tragedie Agamennone, Le Coefore e Le Eumenidi, con la quale si narravano vicende radicate nel mito. L’assassinio del capo degli Achei per mano dalla moglie Clitennestra viene vendicato dal figlio Oreste, istigato dalla sorella Elettra. Sebbene sia solo una parte dell’intera storia, Appunti Orestea nello sfascio sceglie di soffermarsi proprio su questi brevi ma significativi eventi.
Oreste ed Elettra si presentano come due ragazzi dagli atteggiamenti e dalle parole tipiche delle persone del XXI secolo. Il fratello, la cui lchiamata divina sembra essere messa in dubbio dalle emozioni omosessuali, è di ritorno dal seminario a Napoli, la sorella invece è una tossicodipendente in preda a momenti di depressione. Nei due si insinua il seme del dubbio riguardo la morte del padre, seme che, generando odio e rancore, sfocerà poi nel deplorevole matricidio.

Rispetto al mito classico, l’ambientazione viene completamente stravolta; si usano oggetti scenici quali copertoni di auto, pistole e coltellini, maschere da alieni e tonache. Centrale è l’uso di una grande cassapanca mobile e cava con la quale gli attori interagiscono molto, trasformandola da semplice letto a tavolo da ping pong, consentendo loro di creare innumerevoli sfondi, poi accompagnati e caratterizzati dalle azioni degli interpreti. Il tutto è supportato da musica rock spesso utilizzata come intermezzo tra una scena e l’altra.
Lo spettacolo coglie le passioni intime dell’Orestea più che la sua storia originaria e, in particolare, risalta il tema dell’irrazionalità, trattato polemicamente dallo stesso Eschilo quando raffrontava il mondo antico e la nuova polis. Gli attori giocano spesso con una pallina, la lanciano lasciandola rimbalzare casualmente e in tutte le direzioni, la afferrano e la contemplano senza mai controllarla veramente, un po’ come la vita che in modi imprevedibili ci scuote e ci trascina in un movimento al quale cerchiamo di dare un senso ma che in fondo senso non ha.
C’è giustizia nel vendicare il padre assassinato uccidendo la propria madre? I protagonisti si pongono amleticamente il quesito suscitando nello spettatore un terribile dualismo. Inizialmente il sangue pretende il suo, apparentemente necessario, prezzo ma viene seguito da una straziante scena di matricidio che incrina l’iniziale convinzione. Oreste ed Elettra dimostrano che non è dato all’essere umano distinguere arbitrariamente giusto e sbagliato, esiste solo l’azione e le sue conseguenze. Dunque lo spettacolo emoziona lo spettatore e mostra il cuore di una storia che ha trasportato i suoi antichi dolori fino ad oggi.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Brancaccino
via Merulana, 244 – 00185 Roma
dal giovedì al sabato ore 20.00; domenica ore 18.45

Appunti Orestea nello sfascio
testo e regia Terry Paternoster
con Venanzio Amoroso e Patrizia Ciabatta
assistenti alla regia Eleonora Cadeddu, Pierfrancesco Rampino
luce David Barittoni
scenotecnica Ambramà
produzione Officine del Teatro italiano
coproduzione con Florian metateatro centro di produzione teatrale
con la partecipazione e il sostegno di Internoenki Teatro incivile

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