Sulle ali della memoria

All’Istituto Giapponese di Cultura di Roma una mostra tra storia, tradizione e folklore. Con aquiloni e trottole comincia un viaggio a ritroso nel tempo per recuperarne la memoria e tramandarla alle nuove generazioni.

Nell’era dei giochi tecnologici e dei videogame interattivi, scrivere di aquiloni e trottole di legno è come fare un salto indietro nella memoria, immergersi nella tradizione. L’Istituto Giapponese di Cultura rende omaggio a questa tradizione con la mostra Aquiloni e trottole dal Giappone . Questo affascinante Paese del Sol Levante, infatti, è l’unico al mondo a sfoggiare con orgoglio ampia varietà di aquiloni. I primi esemplari risalgono a circa duemila anni fa e hanno origini cinesi. All’epoca erano chiamati “falchi di carta” , suggestiva traduzione che ben richiama lo spirito di libertà a cui ogni essere aspira.

Ancora oggi, in maniera artigianale, si assemblano carta, bambù e canapa per creare queste coloratissime opere d’arte, destinate al divertimento, ma con forte valenza culturale e bene augurante. Si crede, infatti, che alla nascita di un figlio maschio porti fortuna al piccolo far librare in cielo un aquilone con il suo nome, raffigurante un guerriero o un eroe. Più in alto volerà l’aquilone, maggiore prosperità sarà destinata al bambino.

La cultura giapponese attribuisce ai “falchi di carta” poteri soprannaturali di protezione della casa e dei suoi abitanti. Per questo durante festival e feste tipiche in Giappone è possibile vedere volteggiare aquiloni raffiguranti mostri, animali o leggendari personaggi, proprio come quelli in esposizione. Spesso si legano alla loro coda messaggi di buon auspicio.

Per tramandare questa forma d’arte, ormai in via di estinzione anche in Oriente, proprio laddove ha avuto il massimo sviluppo, scuole e strutture pubbliche organizzano corsi di insegnamento di oggettistica popolare. Grazie a questi corsi bambini e ragazzi possono riscoprire anche “giocattoli” come le trottole. In Giappone ne esistono oltre mille tipi, suddivisi in quattro categorie in base all’utilizzo: a rotazione, a sfregamento, a corda o da lancio. Quelle in esposizione, quindi, sono solo una campionatura. Questi oggetti di legno d’acero o di corniolo, qui in Occidente, hanno il sapore dei tempi antichi, ci rimandano con la mente ai giocattoli dei nostri nonni. In Giapponese, invece, la trottola rimanda all’idea del pianeta Terra di cui, in piccolo, vuole riproporre il movimento. Per questo dietro ad ogni trottola artigianale c’è lo studio della rotazione, del baricentro e della gravità. Solo così si può ottenere la trottola perfetta: bella e precisa nel movimento.

La mostra continua:
Istituto Giapponese di Cultura
via Antonio Gramsci 74, Roma
fino a sabato 18 febbraio
orari: da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 18.30, mercoledì fino alle 17.30
ingresso libero
 
stituto Giapponese di Cultura presenta
Aquiloni e trottole dal Giappone

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