L’altra domenica

Alla Fondazione Arkad, di Seravezza, la violinista Ariel Horowitz coniuga la bellezza della musica a quella del marmo scolpito.

Mentre continua l’esposizione Riflessi, che raccoglie le opere dei collaboratori di Cynthia Sah e Nicolas Bertoux (artisti di fama internazionale che hanno restaurato la Peschiera Medicea di Seravezza, trasformandola in luogo dove lavorano il marmo, ma anche – mantenendone la struttura architettonica – in spazio espositivo e performativo), sull’impiantito spoglio, tra sculture di marmo e lastre pronte alla lavorazione, si è esibita la giovane e talentuosa violinista, Ariel Horowitz.
Da notare, oltre a un’abilità che non scade mai nel virtuosismo ma che esalta la creatività e giocosità del Paganini del Caprice N. 5, la capacità espressiva già matura della giovane interprete.
Bella e cristallina, vibrante e dolce voce nel Solitude, Horowitz ha dimostrato anche una grande generosità nei confronti del pubblico presente regalando due improvvisazioni. La seconda delle quali, chiedendo agli spettatori di suggerire tre colori e di confrontarsi con lei sugli esiti musicali, incuriosita dalle infinite possibilità della musica di creare immagini diverse o similari nelle persone. La comunanza sul pezzo dedicato al blu è stata notevole. Più spettatori hanno infatti descritto la medesima immagine di quiete – di un cielo sereno o di un mare calmo – che Horowitz intendeva suscitare con la sua arte astratta eppure dialogante.
Un pomeriggio artistico-culturale di pregio ai piedi delle Apuane.

Lo spettacolo ha avuto luogo:
Fondazione Arkad

viale Leonetto Amadei, 289 – Seravezza (LU)
domenica 23 luglio, ore 18.00

Ariel Horowitz esegue:
J.S. Bach
Partita no. II in D minor, BWV 1004
N. Paganini
Caprice no. 5
A. Horowitz
Solitude for Violin and Voice

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