Assenza ingiustificata

Il Teatro Franco Parenti e la Kitchen Company di Massimo Chiesa rilanciano: nel vuoto televisivo e nonostante i tagli alla cultura, alla scuola e alla ricerca, il teatro come ultima zattera di salvezza.

Era il 1978 quando Nigel Williams raccontava una generazione di giovani arrabbiati che frantumava le vetrine mentre la Gran Bretagna era alla vigilia dell’insediamento della Signora di Ferro, quella Margaret Thatcher che, alla crisi economica, avrebbe risposto con sfrenate politiche neo-liberiste, ringraziando Pinochet per aver riportato la democrazia in Cile e ispirandosi al cowboy a stelle e strisce, Ronald Reagan – l’attore presidente che sognava di difendere il nostro universo capitalista con gli scudi stellari – forse in vista di un attacco romulano. 2010 Odissea a Milano.

La stessa rabbia oggi monta nelle periferie italiane tra lo squallore dei casermoni, scuole devastate da anni di incuria, aule sovraffollate, tagli al sistema sociale, disoccupazione e precarietà, e un unico nemico: lo straniero che divorerebbe i pochi diritti che ancora non ci sono stati scippati dalla mano lunga della politica.

Questo il quadro devastante che descriveva Nigel Williams e che oggi porta in scena Massimo Chiesa.

Ieri come oggi ci troviamo di fronte a sei ragazzi sedicenni che cercano disperatamente di dare un senso al loro tempo – le ore che li separano dal suono della campanella scolastica – nel vuoto sociale e nell’assenza del mondo degli adulti, inteso come insegnanti, istituzioni, politica. E in questa landa desolata, ecco che resta solo la violenza, verbale e fisica, da urlare contro un universo sordo – sordo perché quando la politica pensa di essere sufficiente a se stessa e i politici non sono più nostri delegati ma professionisti al servizio di concetti astratti come l’Economia – disgiunta dai soggetti economici – non resta più nulla ai giovani, ai disoccupati, alle donne e agli uomini che vivono ogni giorno sulla propria pelle la mancanza di lavoro, casa, stabilità, sicurezze, futuro.

La rappresentazione oggi di Nemico di classe è più che mai attuale e i bravissimi giovani interpreti – Luca Avagliano, Gabriele Bajo, Nicola Nicchi, Daniele Parisi, Giovanni Prosperi e Carlo Zanotti – danno spessore, corpo, emozioni e fisicità a una rabbia che non resta mai in superficie, che non si trasforma mai in freddo intellettualismo – perché chi ha vissuto la periferia sa che in periferia non c’è modo di sottrarsi alla carnalità delle emozioni.

La messinscena, con gli attori che agiscono in mezzo al pubblico, spettatore partecipe, coinvolto dalla prima all’ultima battuta – assemblea che si specchia nei propri problemi – è perfetta. Neanche un oggetto “di scena”, perché un banco autentico, sberciato e graffiato, è già di per sé perfetto oggetto teatrale: come rappresentare meglio lo sfascio nel quale si dibatte la scuola pubblica? E con la scuola pubblica – ribadiamo questo aggettivo qualificativo – anche la cultura e il futuro delle generazioni italiane.

Un testo coinvolgente, un autentico momento di teatro, una scommessa fatta da Massimo Chiesa: proporre una compagnia di giovani interpreti che calchi i palcoscenici 365 giorni l’anno. Dare un futuro lavorativo – concreto e stabile – agli attori diplomati, spesso disoccupati, che vivacchiano tra qualche comparsata, valanghe di provini che non portano a nulla, e i ruoli di falsi concorrenti o pubblico in una delle trasmissioni tv che ormai monopolizzano i nostri cervelli: vuote come una scatola vuota. Ma per vincere la scommessa, Massimo Chiesa ha bisogno di un pubblico: spegniamo la tv e torniamo a teatro, oggi più che mai.

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti
– Sala Tre
via Pier Lombardo, 14 Milano
fino a domenica 19 dicembre
orario: dal martedì al sabato ore 20.45 – domenica ore 16.45 – lunedì riposo
The Kitchen Company presenta:

Nemico di classe
di Nigel Williams
traduzione di Susanna Basso
regia di Massimo Chiesa
con Luca Avagliano, Gabriele Bajo, Nicola Nicchi, Daniele Parisi, Giovanni Prosperi, Carlo Zanotti e Giorgio Regali

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