Tre, il numero perfetto

Sul palcoscenico del Teatro Quirino prendono corpo tre personaggi completamente diversi tra loro: la rassegna Autogestito presenta infatti Teresa, cui segue Monsieur Biridot e la sua attrazione per la luna, e per finire Louise Bourgeois: falli, ragni e ghigliottine.

Ancora una volta il Teatro Quirino di Roma offre al suo pubblico tre pièce coinvolgenti.

Apre la serata Teresa, di Toni Fornari, adattamento ispirato al romanzo dello scrittore brasiliano Jorge Amado, Teresa Batista stanca di guerra. Una bravissima Silvia Siravo si cimenta nei panni di quella che potrebbe essere un’eroina di qualunque epoca, e le percussioni di Ivan Gambini accompagnano la cavalcata che ripercorre la sua vita, sottolineandone i momenti salienti. Sulla scena, una passerella e pochi oggetti raccontano le tappe salienti dell’esistenza poliedrica di questa donna. Poco più che bambina, Teresa è venduta dalla zia al Capitano Justiniano Duarte da Rosa, che la violenta e sevizia per anni, dando così inizio al suo personale inferno: perché, come dice la protagonista, le disgrazie non vengono mai da sole e si moltiplicano negli anni. La sua vita è un’altalena incessante tra una mortificazione e l’altra: locali in cui fa la ballerina di samba, la vita di strada per combattere la povertà, l’arrivo del vaiolo che trasforma lei e le prostitute sue amiche in una sorta di esercito della salvezza. Su tutto però c’è l’ombra di un amore impossibile, quello per il marinaio Juanario Gereba; è questa la ragione profonda per cui Teresa decide di liberarsi di tutti i demoni che l’hanno accompagnata fino a questo momento: vuole ritornare pura per potersi abbandonare a quello che, forse, sarà il suo ultimo incontro.

L’eroina disegnata da Jorge Amado ha un profilo complesso e, sulla scena, Silvia Siravo interpreta perfettamente la sua essenza, riuscendo con grande talento a passare da toni estremamenti tragici a un’ironia divertente e leggera, incontrando poi la passione e la dolcezza di una donna che, in fondo, nutre solo la speranza di trovare finalmente la sua pace.

La seconda perla di questa rassegna è lo spettacolo di mimo di Adriano Braidotti, Monsieur Biridot e la sua attrazione per la luna. Il sogno in cui l’autore – e interprete – guida gli spettatori ha inizio sulle tavole del palcoscenico: è infatti questa l’insolita postazione riservata al pubblico.

Nessuna scenografia, nessun oggetto concreto, perché tutto nasce dalla dote immaginifica di Braidotti: così ora compare un lampione e una candela, ora un pozzo, ora un tavolo con due sedie, tutto diventa possibile, persino che la luna richiami Monsieur Biridot a giocare e a dialogare con lei. Eccoli dunque, i due protagonisti di questo sogno a tratti poetico, scherzoso e un po’ ironico.

Un uomo in cerca della sua ispirazione si ritrova a camminare in una strada dove viene irresistibilmente attratto dalla luna, riflessa nell’acqua di un pozzo: a quel punto, cos’altro fare se non cercare di avvicinarsi a lei quanto più possibile?

Dopo una serie di rocamboleschi e divertenti tentativi, finalmente riesce a catturarla: la scoperta più bella sarà di trovarla abitata da una splendida fanciulla che, però, seduta al ristorante con Biridot, un attimo dopo svanisce. Che fosse solo un sogno?

D’improvviso il nostro eroe diventa un astronauta: non uno qualunque, bensì il primo uomo sulla luna! Monsieur Biridot ritroverà la fanciulla? Troverà l’amore e la sua ispirazione? Allo spettatore la possibilità di scegliere il giusto finale.

Monsieur Biridot e la sua attrazione per la luna è uno spettacolo delicato, in cui Adriano Braidotti sa comunicare al pubblico tutta la sua arte di mimo, riuscendo a stupirlo: la vicenda si segue con agio estremo e si viene condotti in una dimensione fantastica, una sorta di sogno dentro al sogno in cui è finalmente concesso agli adulti di tornare bambini.

A conclusione della serata Margherita Di Rauso si fa interprete della scultrice francese Louise Bourgeois nello spettacolo di Luca De Bei, Louise Bourgeois: falli, ragni e ghigliottine.

Il percorso attraverso la vita di questa donna insolita ci conduce alla comprensione della sua arte: ogni opera che realizza è frutto di ciò che vive dentro di sé, di ciò che è stata, dei suoi bisogni. Il disagio provocato da una figura paterna evanescente è combattuto – e forse vinto – grazie all’esercizio della scultura: si può dimenticare il passato solo traducendolo in forma concreta.

La scena praticamente vuota contribuisce a risaltare il talento di Margherita Di Rauso e la sua gestualità evocativa, rendendo altamente fruibile un monologo posto a conclusione di una serata ricca di emozioni.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Quirino
via delle Vergini, 7 – Roma
sabato 28 maggio, ore 20.00
Casa Editrice Alba presenta:

Teresa
di Toni Fornari
tratto dal romanzo di Jorge Amado Teresa Batista stanca di guerra
regia Norma Martelli
con Silvia Siravo
percussioni, sax, clarinetto Ivan Gambini
luci Danilo Facco
scena e costumi Silvia Polidori
musiche originali Enrico Blatti

Monsieur Biridot e la sua attrazione per la luna
di Adriano Braidotti, Camilla Diana
regia Adriano Braidotti, Camilla Diana
con Adriano Braidotti
musiche Marco Barbato
Madira – teatroevoci s.r.l. presenta:

Louise Bourgeois: falli ragni e ghigliottine
di Luca De Bei
regia Luca De Bei
con Margherita Di Rauso
costumi Lucia Mariani
assistenti alla regia Fabio Maffei, Margherita Vicario
foto Pietro Pesce
organizzazione Razmataz

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