Tempo: un freddo boia

india-argentina-roma-80x80Enzo Cosimi scuote le spoglie sempre fresche di Pier Paolo Pasolini nella sua ultima produzione, Bastard Sunday, in scena al Teatro India per il progetto Teatro che Danza.

La voce apologetica di Pino Pelosi fa da metronomo all’esecuzione, quella artistica. Le sue menzogne scandiscono i passi degli interpreti, rigidi e dalla matrice nera come il fango, quello mediatico. Una donna, più uomo che altro, brucia e si spegne rapida in un’apoteosi di splendore, come una cometa. Un uomo, più strumento del potere che altro, attende paziente il suo momento, nell’ombra. Queste le premesse di Bastard Sunday, uno spettacolo che intende mettere a fuoco non il tristemente noto fatto di cronaca quanto i meccanismi che lo hanno reso tale.

La natura prorompente, dissacrante e insubordinata a qualsiasi categoria di Pasolini, entra in scena con il nudo animalesco di Paola Lattanzi, palpitante nei movimenti, tesa come un tendine pronto a spezzarsi. Nonostante i colpi morali e fisici dei suoi detrattori e a dispetto dei fari sin troppo vicini di quell’Alfa proiettata sullo sfondo che la pedina per buona parte dello spettacolo, Paola-Pasolini continua, seppur a fatica, a camminare sulla stretta e scomoda strada che porta alla verità.

Ma nessuno può nulla contro Kronos, titano insaziabile. La controparte oscura del duo, interpretata da Pablo Tapia Leyton, rimane in ombra per gran parte della performance, ma riesce a restituire una costellazione di caratteristiche e pulsioni schifosamente umane. Con l’atto cannibalico, prima, e metabolico, poi, assistiamo alla creazione del mito, quello ridicolo.

Il poeta bolognese viene smembrato pezzo a pezzo, fagocitato nei suoi scritti e stretto da ogni lato fino all’immobilità. Il colpo di grazia, però, arriva, come è giusto che sia, alla fine. L’uomo-donna, ormai privato di tutto ciò che lo rendeva più che umano, viene vestito di colori non suoi, messo su una sedia consunta che funge da piedistallo ed esposto a tutti. Da là, la nudità non simboleggia più la purezza, ma l’oscenità e il degrado di cui questa vittima dei tempi è spesso e volentieri tacciata. «Venghino signori venghino», sembra gridare il boia di ossidiana, mentre, sulle note di una canzone africaneggiante alla spot umanitario, l’innocenza viene venduta al chilo su un piatto di argenteo perbenismo.

Una narrazione lineare e fluida quindi, che, forse per il tema ormai trito e ritrito, forse per un cortocircuito creativo, ha però il sapore di un piatto surgelato cui si aggiungono la sterilità e la mutezza del movimento, incapace di liberarsi dal ruolo descrittivo e assumere tratti estatici e ispiratori, rendendo evidente la triste percezione di come Cosimi non sia riuscito a far sublimare i due linguaggi in un’unica e meravigliosa poesia.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro India

Lungotevere V. Gassman, 1 – Roma
dal 18 al 19 dicembre 2015

Bastard Sunday
dedicato a Pier Paolo Pasolini
regia e coreografia Enzo Cosimi
interpreti Paola Lattanzi, Pablo Tapia Leyton
video e progetto visivo Enzo Cosimi
musica originale Robert Lippok
luci Gianni Staropoli
produzione Compagnia Enzo Cosimi e MiBACT
in coproduzione con Fondazione Teatro Comunaledi Ferrara, Fondazione Musica per Roma

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