Al Teatro 7 di Roma è in scena fino a domenica 2 dicembre Vattene amore, una commedia romantica scritta e diretta da Antonio Antonelli, che tra note di Karaoke e mobili di Ikea racconta l’amore di due trentacinquenni precari. Un quadro attualissimo in cui è facile rispecchiarsi. Persinsala ha intervistato la protagonista femminile, Beatrice Fazi.

In Vattene amore interpreta Lucia, una donna con un lavoro precario, un ruolo attuale al giorno d’oggi. Si è ispirata a qualcuno in particolare che conosce, o semplicemente a storie di persone comuni?
Beatrice Fazi: «Lucia è una donna come tante. E come lei ne conosco diverse. C’è in particolare una mia amica che si chiama Carmela, che fa la maestra e ha origini meridionali, a cui mi sono ispirata per cercare la verità del personaggio. Ma non è stato difficile ammettere che i sentimenti di Lucia, in fondo, sono gli stessi che anch’io ho provato: in particolare c’è stato un periodo della mia vita in cui ero proprio come lei, “appesa”, abbarbicata nelle mie convinzioni e incapace di vedere ciò che di bello potesse offrirmi chi avevo di fronte perché scappavo per paura di soffrire. Per fortuna sono fuori dal tunnel».

Vorrebbe un vicino di casa come Fabrizio Giannini, suo partner in questa commedia?
B. F.: «Fabrizio è una persona squisita. Un uomo che sa farsi voler bene. Il personaggio di Lorenzo gli assomiglia e la sua simpatia è travolgente, nonostante i suoi macroscopici difetti. Se avessi un vicino come lui sicuramente saremmo amici e andrei da lui a vedere le partite della Roma».

Lucia e Lorenzo sono i vostri personaggi e ricordano i nomi de I promessi sposi, ci sono analogie col romanzo?
B. F.: «Non proprio. E neanche credo che Antonio si sia ispirato a loro. La coincidenza dei nomi è stata casuale, dovuta al fatto che cercasse un nome immediatamente romano per lui e l’altro dal sapore più meridionale per lei».

I testi e la regia di Vattene Amore sono di Antonio Antonelli, sceneggiatore di cinema e di numerose fiction di successo, come si lavora con lui a teatro?
B. F.: «Antonio è anche un caro amico, un uomo pacifico, profondo, umile, colto. È stato un piacere lavorare con lui anche se continua a limare, suggerire, correggere, pure adesso che abbiamo già fatto una settimana di repliche. C’è un altro che fa così: Proietti».

L’amore sembra precario in questa commedia, al contrario che nella sua vita privata – sposata con tre figli. Come riesce a conciliare il lavoro con la famiglia, visti gli impegni anche sul set dell’ottava serie di Un medico in famiglia? Ha altri lavori in cantiere?
B. F.: «Ci riesco perché siamo una grande squadra! Mio marito è il mio sostegno più grande, ho una ragazza che mi aiuta con le faccende e i bambini sono molto comprensivi e maturi. Quando non lavoro mi dedico totalmente a loro e facciamo in modo che gli impegni importanti di ciascuno coinvolgano tutta la famiglia per poter condividere esperienze e stare insieme il più possibile. La domenica, qualsiasi cosa accada e ovunque siamo, si recitano le Lodi tutti insieme».

Il canto ha un ruolo importante in Vattene Amore, tra l’altro titolo anche di una famosissima canzone di Amedeo Minghi in coppia con Mietta. Il canto e la musica che ruolo hanno nella sua vita?
B. F.: «Sempre stati fondamentali per esprimere emozioni e aiutarmi a trovarle nei personaggi. Sin da piccola adoravo andare ai concerti e fondai con altri amici musicisti uno storico locale di musica live a Roma: il Locale. Mio marito suona benissimo la chitarra e sono impagabili i momenti in cui lui suona, io canto e anche i bimbi partecipano. Tra l’altro sono abbastanza dotati. Fabio, che ha nove anni, sta imparando a suonare la chitarra e ha già musicato parole scritte da Marialucia che ha dieci anni e una bellissima voce, mentre Giovanni, che ha cinque anni, li accompagna con i bonghi e fa il coro».

Ha lavorato molto in tv, partecipando a programmi come Avanzi, La piscina, Macao; ora che i talent riempiono i palinsesti televisivi e che molti attori (come Gabriele Cirilli, “Dante tuo” nella fiction Un medico in famiglia) si mettono in gioco, tornerebbe – magari tra una pausa teatrale e l’altra – in televisione in programmi tipo Tale e Quale Show?
B. F.: «Magari!!! Trovo che Tale e Quale Show sia un’ idea geniale! Mi piacerebbe tantissimo partecipare a quel programma. Ho già in mente chi farei!».

Lo spettacolo continua:
Teatro 7
via Benevento, 23 – Roma
fino a domenica 2 dicembre, ore 21.00

Vattene Amore
di Antonio Antonelli
regia Antonio Antonelli
con Beatrice Fazi, Fabrizio Giannini

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