Pizzini blues

Binnu Blues. Il racconto del codice Provenzano in scena per una sola sera all’Arena del Sole di Bologna fra canto e cuntu.

Otto fari blu cerchiano di mistero l’atmosfera in penombra entro la quale si muove Vincenzo Pirrotta, accompagnato dal costante e intrigante tessuto sonoro della chitarra di Charlie Di Vita. Binnu Blues. Il racconto del codice Provenzano nasce dalla volontà di portare a teatro la lunga e nodosa vicenda di Binnu, “a n’ciuria” ossia il soprannome, con il quale veniva chiamato dai suoi il boss Bernardo Provenzano.
Non un semplice reading, non un monologo, non un esempio di teatro di narrazione. Lo spettacolo narra gli episodi più eclatanti e rappresentativi della vita di Provenzano attraverso il cuntu di cui Pirrotta è un grande esponente, intervallato da canti blues in siciliano stretto, segno di una terra inesorabilmente macchiata di sangue, urlante di dolore, sgorgante odio e morte. Pirrotta e il musicista Di Vita sono due pezzi di un puzzle che si incastra perfettamente. La voce dell’attore risuona di atmosfere e sensazioni, intervallando così il varco di parole che si insinua nel vortice narrativo e drammaturgico su cui è costruita la messa in scena, arricchita da aneddoti personali di Pirrotta su uno spaccato linguistico e culturale della Sicilia.
«Un uomo che ha tenuto in scacco l’Italia intera per quarantatre anni», questo è stato Bernardo Provenzano. Pirrotta lo ripete quasi come un mantra per tutta la durata della pièce, recitando alla lettera il contenuto di alcuni dei famosi pizzini. Attraverso un ritmo drammaturgico serrato e incalzante, il corpo dell’attore diventa strumento al servizio della messa in scena. Pirrotta recita e canta il blues usando tutto il corpo, la sua presenza scenica è totalità che coinvolge e stravolge attraverso l’uso degli arti oltre che della mimica facciale. Segno manifesto di questo coinvolgimento totale è il sudore che scorre copioso sul suo viso.
Ciò che rende efficace il racconto della faccenda Provenzano è la sua veridicità. La drammaturgia è il frutto di ricerche personali, come si evince dal cuntu, a tratti diretto al pubblico, in cui lo stesso Pirrotta sviscera la genesi dello spettacolo e il processo creativo dell’adattamento teatrale del libro Il codice Provenzano.
Man mano che l’attore dipana il gomitolo della vicenda della latitanza di Provenzano appare chiaro che l’intento profondo dello spettacolo non è quello di narrare le orribili gesta del capo mafia, ma di cercare di dare chiarezza agli innumerevoli interrogativi ancora irrisolti. Molteplici e terribilmente attuali, essi riguardano il tesoro del boss e la sua rete di contatti e riferimenti politici, mai del tutto scoperti. Seguendo questa direzione Pirrotta invita il pubblico a fare il gioco degli sbirri, ad aguzzare quindi mente e sensi per scavare nel lascito di Provenzano auspicando che nodi e problematiche vengano nuovamente alla luce. Il finale porta con se il sostrato drammaticamente attuale e aperto dello spettacolo tramite mille punti di domanda, cercando di stimolare un pensiero altro, polemico e ancora drammaticamente presente nella nostra storia.

«Le domande sono importanti, sono necessarie, le domande non seppelliscono».

Lo spettacolo è andato in scena
Arena del Sole
Via Indipendenza, 44 – Bologna
martedì 15 gennaio ore 20.30

Binnu Blues. Il racconto del codice Provenzano
uno spettacolo di e con Vincenzo Pirrotta
testo di Salvo Palazzolo e Michele Prestipino
tratto dal libro Il codice Provenzano
adattamento teatrale di Vincenzo Pirrotta
musiche originali suonate dal vivo da Charlie Di Vita
produzione Editori Laterza

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